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Intervista a un Sottufficiale dell’Esercito Italiano

24 settembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Il Lavoro degli Italiani

Nasce su Mente Critica nella pubblicazione del cannonico “Morto un parà se ne fa un altro” l’incontro – scontro virtuale e ideologico con Max, Sottufficiale dell’Esercito Italiano. Gli abbiamo proposto di farsi intervistare. Ecco la prima parte dell’intervista

Presentazione

Sono Max, ho 38 anni e sono un Sottufficiale dell’Esercito. Sono nato e vivo a Salerno, ma lavoro a Napoli dal 2005. Prima di allora ho svolto servizio a Persano (SA) e a Livorno. Sono sposato in seconde nozze da circa un anno e non ho figli.

In uno dei suoi commenti, ha citato Berlusconi, tradendo l’iniziale senso del termine “disadattato”, che Lei attribuiva ai “reduci” dai teatri di guerra e non quindi ad una questione politica. Comunque, io non sono certamente vicino all’ambiente di centrodestra, come potrebbe sembrare scontato per un militare; anzi, le mie frequentazioni e l’ambiente in cui mi piace muovermi vanno decisamente in un’altra direzione.

le domande di Comandante Nebbia

CN: in che teatri è stato impegnato?
Max: Sono stato in Bosnia nel ’96, quattro volte in Kosovo tra il 2000 e il 2003 e in Iraq nel 2004.
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Il Rebus Mara Carfagna

28 marzo, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest

Sì, sì. ha gli occhi sbarrati, è ministra di Berlusconi, si è fatta una storiella con uno che si chiama Bocchino e sta sposando uno che si chiama Mezzaroma. Decisamente non ha fortuna con i cognomi dei fidanzati. Sì, sì, prima dice di lasciare la maggioranza, poi si abbocca e ritorna nelle file dei fedelissimi. Sì, sì. il video nel quale dice e non dice è patetico e io se fossi il fidanzato l’avrei cacciata a calci nel culo per paura di passare per mezzo cornuto, ma siccome non mi chiamo Mezzaroma e nemmeno Mezzosalerno, in fin dei conti non capisco un cazzo ed è meglio che mi sto zitto.

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Il Buio Oltre la Carfagna: Cosa si Nasconde Dietro questa Storia?

La questione Carfagna-Bocchino-Mussolini, dai più regolata con battute da trivio o, nella migliore delle ipotesi, come un bisticcio tra donnette, nasconde dei retroscena inquietanti su cupi interessi e giochi di potere in una regione dove la gran parte del flusso di danaro erogato dallo stato è combusto in una fornace che produce tanto fumo e pochissimo arrosto.

Da anni, il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca è riuscito a creare le condizioni organizzative ed ambientali atte ad ospitare un termovalorizzatore (o inceneritore) nel territorio del comune che amministra(1). Si tenga presente che far digerire l’ipotesi di realizzazione di una struttura di questo tipo ad una comunità non è un compito banale. La cosa è ancora più notevole considerando che a Salerno il problema rifiuti non esiste. Salerno, in meno di due anni è passata dalla raccolta convenzionale(2) a primo comune in Italia per la percentuale di differenziazione dei rifiuti(3).

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Note
  1. si veda l’anticipazione della crisi rifiuti fatta da De Luca più di un mese fa in una dichiarazione raccolta da Il Corriere del Mezzogiorno []
  2. vedi nostro articolo a proposito []
  3. AdnKronos []
Fine delle Note

Don Vicienzo

Lo sguardo di Vicienzo è tranquillo. Il viso sorridente è illuminato da una luce soffusa, la posa rilassata. Vicienzo indossa un giubbotto blu. Il taglio sembra buono. Niente di eccezionale, una cosa sui 100, 150 euro calda e di buona qualità, ma comunque di sintetico, da grande magazzino.

Niente simboli di partito. Chi vota per Vicienzo lo fa per lui e non per la tessera che porta in tasca. Bella foto. Riuscita. Comunque, quello che risalta di più è lo slogan: De Luca, una speranza c’è.

Siamo ufficialmente all’ultima spiaggia.

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Vedi Napoli e poi Scappa

Napoli non è la Campania, ma la Campania è Napoli. Non è questione di predominio culturale. Quello, Napoli l’ha perso da decenni. Non c’è più Eduardo nei teatri di Napoli e non è D’Annunzio che scrive i testi di Gigi D’Alessio. Storia, tradizione e cultura sopravvivono come esili spettri nelle strade umide e maleodoranti del centro antico dove vecchi palazzi marci e fatiscenti sembrano giganteschi cadaveri in putrefazione. Chiese abbandonate con le porte sbarrate e le finestre sfondate segnano i crocicchi di quella che fu una città vitale e sonora e che oggi somiglia solo a un grande cimitero chiassoso dove gli scavi per la metropolitana portano alla luce ogni giorno nuovi scheletri dimenticati che gruppi di turisti spaesati si fermano distrattamente a fotografare e che i nuovi napoletani non degnano nemmeno di uno sguardo.

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Salerno e la Tela Strappata di Penelope

31 gennaio, 2010 di  
Archiviato in latest, Storie Italiane

Premetto, amo Salerno, considero De Luca forse uno dei migliori sindaci che Salerno abbia mai avuto, superiore forse anche all’umile ed onesto Alfonso Menna, ma ho da fare alcune critiche costruttive. Sono ormai 19 anni che sono stato costretto a lasciare, mio malgrado, la mia amata città (forse un po’ ingrata), come del resto è stato tragico destino di tanti salernitani prima e dopo di me, ma una cosa mi ha dato fastidio della Salerno “ville lumiere” o “luci d’artista” come si voglia chiamare, l’ostentazione di un lusso che Salerno, io non penso si possa permettere.

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Il Mistero dello Sceriffo

1 dicembre, 2009 di  
Archiviato in Appunti Italiani, latest

Dico subito che scrivo di una persona che mi è simpatica, tenetene conto quando leggerete.
Vincenzo De Luca è il sindaco di Salerno. Ci siamo stretti la mano un paio di volte e scambiato qualche parola, ma non posso dire di conoscerlo. Di lui posso valutare solo l’immagine pubblica, le notevoli opere e le tante omissioni della sua attività politica.

Vincenzo De Luca è un politico di vecchia generazione. Non avrei mai pensato che questa definizione potesse diventare un complimento. Per chi non lo avesse capito, oggi lo è. Vicienzo ‘o sceriffo, come lo chiamano familiarmente i salernitani, fa politica pensando “alla base” e non al partito. E’ sindaco di Salerno per la terza volta, dopo l’intervallo di legge, contro la volontà del partito democratico (allora DS) che aveva candidato un’altra persona. De Luca si è fatto la sua lista e ha preso la maggioranza assoluta.  A Salerno non c’è un consiglio comunale, ma un politburo.

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Ha due Ecoballe Grosse Così: Fenomenologia di Vincenzo De Luca

Vincenzo De Luca è il sindaco, o meglio, il Re di Salerno, questo per quei pochi che non lo sapessero ancora. Vincenzo De Luca, causa la latitanza di buona amministrazione politica in Italia e grande successo popolare, viene esibito in ogni show televisivo come una specie di deviazione nella linea evolutiva della fauna degenerata dei politici nazionali.

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