Il Potere, le Lobby e l’Opinione Pubblica.
2 febbraio, 2012 di fma
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica, La diversa Opinione
A dar retta al terzo principio della dinamica “Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”. Peccato che non valga in campo sociale. Se le azioni intraprese dal governo Monti si dovessero misurare dalle reazioni, bisognerebbe pensare che i più vessati sono stati gli autotrasportatori, che minacciano la rivoluzione, mentre i meno colpiti i pensionati a 1410 euro al mese, che non hanno neppure fatto “beh!”
In realtà ai pensionati oltre ad aumentargli l’autostrada e il gasolio gli hanno pure bloccato la pensione, mentre agli autotrasportatori gli hanno solo aumentato il gasolio e l’autostrada, prevedendo di rimborsargli le e . Che non basterà probabilmente a calmierare il prezzo delle zucchine, notoriamente trasportate su gomma, delle quali sono ghiotti i pensionati, che in questo modo insieme alle zucchine avranno pure il danno e la beffa.
Crisi e Default: Le previsioni di un venditore di almanacchi
30 dicembre, 2011 di fma
Archiviato in Caffè Amaro, Chiamiamola Economia, La diversa Opinione
È tempo di lunari e di oroscopi e dunque mi ci proverò anch’io a disegnare il mio. Lo scenario di un futuro neppure troppo lontano, che non è ciò che mi auguro, ma ciò che potrebbe accadere; che potrebbe anche non accadere, ove le variabili prendessero una piega diversa da quella che stanno tenendo da una ventina di anni a questa parte. Qualcuno ci vedrà la volontà iniqua di una crematistica nemica dei diritti del popolo, il frutto velenoso dell’eterno disegno giudaicoplutomassonico della finanza internazionale ai danni della classe lavoratrice; perché c’è ancora chi pensa che la Storia sia guidata da forze etiche. Me ne farò una ragione e non ci starò a discutere, perché sarebbe una perdita di tempo per entrambi; ma se qualcun altro, mi porterà delle buone ragioni per dimostrarmi che ho torto, sarò felice di starlo a sentire e gli darò ragione, nel mio stesso interesse.
I Controlli sui Conti Correnti: le Incoerenze Evidenti
20 dicembre, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Censura dell'Informazione
Dal primo gennaio 2012, si dice, i conti correnti saranno sottoposti ad un controllo puntuale e continuo da parte dell’agenzia delle entrate. Nessun diritto violato, si dice, anche prima se l’agenzia delle entrate avesse voluto, avrebbe potuto accedere a queste informazioni, l’unica cosa che cambia adesso è che le controllerà a prescindere, per tutti.
La Repubblica, la nuova Pravda della rivoluzione di novembre, la colossale infrastruttura tecnologica messa in campo dal politburo per contrastare l’evasione fiscale:
Serpico, il super-cervellone della Sogei che elabora 22mila dati al secondo attraverso duemila server
Dal resto del comunicato stampa del comitato centrale si apprende che
Serpico – acronimo di Servizi per i contribuenti – è già più che onorevole: da cinque anni a questa parte ha dato un contributo sostanziale per raddoppiare da 5 a 11 miliardi le cifre recuperate dall’Erario e smascherare 350mila evasori totali.
Quindi, qualcuno ci sta dicendo che Serpico è attivo e dimensionato per trattare questa un’enorme mole di dati da ben cinque anni. Un lustro, l’equivalente elettronico di cinquant’anni per la tecnologia meccanica. In pratica l’agenzia delle entrate avrebbe ipotizzato un terrificante carrozzone hardware e software almeno sette anni fa (un paio saranno stati necessari per progettare/dimensionare/testare/collegare Serpico o Sogei lo ha trovato bello e fatto nel sacchetto delle patatine?) solo per analizzare “a richiesta” un conto corrente ogni tanto.
Hic Rhodus, hic salta.
13 novembre, 2011 di fma
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane, Cuore di Tenebra, Il Lavoro degli Italiani
Una delle nostre peculiarità, come popolo, è di confondere le parole con i fatti; i desideri con la realtà; le pretese con i diritti. Ci auto convinciamo facilmente che dire sia come fare. Se andiamo a sbattere siamo portati a pensare che sia stato per caso, ma soprattutto che il muro l’abbia messo lì qualcuno che ci vuole male.
Il nostro spirito critico si esercita prevalentemente sugli altri: se una cosa è fatta male è perché l’hanno fatta loro; se è fatta bene si poteva fare meglio e di più; se è venuta benissimo o l’abbiamo fatta noi, o era troppo facile. Se qualcuno ci frega Dio lo punirà, se si comporta bene ha in mente di fregarci. Siamo quelli che non guardano il grande fratello, né le partite di pallone; che da piccoli non si sono mai fatti le pippe e da grandi le donne non le hanno pagate mai. Sono gli altri che votano Berlusconi, che non usano il congiuntivo, che non hanno mai letto un libro, che credono che Le Corbusier sia una marca di cognac.
Noi siamo quelli che le rivendicazioni o sono ideali, o non sono; che essere pragmatici e non chiedere la luna è una cosa da ragionieri.
Italia Fallita: La Rivoluzione non è Gratis
2 novembre, 2011 di fma
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica, Il Lavoro degli Italiani
La nostra malattia non è di quelle che hanno bisogno di ulteriori accertamenti, non abbiamo bisogno di cercare altre note di demerito a carico di questo governo, di questo parlamento, di questa classe politica. Quelle prodotte fin qui sono ampiamente sufficienti a seppellirli tutti.
Quel che ci serve sono le alternative, a saldo positivo, con le risorse che abbiamo a disposizione.
Qualcosa che sia fattibile da domani, senza bisogno che ci invada la nazione germanica, che l’uomo diventi migliore, che venga il regno dei cieli.
Qualcosa che, pur non ribaltando la situazione da così a così, ci faccia deviare dalla rotta che ci sta portando dritti nel regno dei poveri. Perché la povertà, non va scordato, salvo quella praticata a maggior gloria di Dio, è sempre accompagnata da mancanza di libertà, di benessere, di felicità.
Chi Sono i Black Bloc?
16 ottobre, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Censura dell'Informazione
Per alcuni sono degli infiltrati della polizia e dei carabinieri. Per altri si tratta del braccio armato del movimento “No Global”, italiani e stranieri che si tengono in contatto per poi darsi appuntamento alle manifestazioni come quelle del G8 di Genova o di ieri a Roma per “” come scrive il Corriere.
I Black Bloc sono come gli alieni. Tutti giurano di averli visti, ci sono pure i filmati e le fotografie, ma nessuno è in grado di mostrarne uno, vivo o morto che sia.
Ma i Black Bloc sono gente come noi? Quando si togliono il casco e la sciarpa, mangiano, bevono, giocano con i bambini, hanno un gatto o sono balck Bloc anche nella vita provata? Fanno la spesa o razziano il supermercato? Prendono i soldi al Bancomat digitando il pin o lo sfasciano? Fanno l’amore col casco? E in questo caso come la mettiamo con i baci ed il sesso orale? Anzi, ma tra di loro ci sono femmine o si riproducono per scissione?
E poi, perché si chiamano Black Bloc come un cioccolato fondente amarissimo all’80% di cacao?
Avete bisogno di una piattaforma?
16 ottobre, 2011 di Lameduck
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica, Il Lavoro degli Italiani
Quello degli ‘indignados’ mi pare un movimento confuso, che avrebbe bisogno di una piattaforma seria. Ci vuole un po’ di cautela e spero che domani non sia esposto a provocazioni”. (Pierluigi Bersani, ieri 14 ottobre)
“In queste ore stanno avvenendo violenze e devastazioni inaccettabili. I provocatori che hanno voluto inscenare una vera e propria guerriglia urbana colpiscono al cuore le ragioni di un movimento che in tutto il mondo vuole esprimere liberamente un disagio ed una critica all’attuale assetto dell’economia mondiale”.(Pierluigi Bersani, oggi 15 ottobre)
Default Italia, Indignati e Black Bloc la Sveglia non Aveva Suonato
15 ottobre, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Cuore di Tenebra
La verità? La verità è che vi siete indignati tardi, come dice Simona, ma tardi veramente, quando l’acqua è già arrivata al ponte di comando e voi, voi che vivete nelle stive, continuate a respirare solo perché i boccaporti sono chiusi e, ancora per ora, reggono alla pressione dell’oceano.
Vi siete indignati tardi e pure a cazzo di cane. Non ci vogliono 500 black bloc per bruciare tre macchine e spaccare una vetrina. Bastano tre nonciclopedisti che non si sono fatti il solito cinque contro uno quotidiano e hanno l’ormone che gli soffoca il cervello o una ventina di fanboy con tanto di scarpetta lucida e maglioncino aderente convinti che dentro le macchine ci sia l’ultimo modello samsung con android.
Default Italia, 42 Giorni al Fallimento: La Lettera Segreta della BCE
29 settembre, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane
Se non fosse un disastro ci sarebbe quasi da ridere. Stamattina che la BCE avrebbe inviato al nostro governo il 5 agosto scorso.
Leggerla è uno spasso. Da una parte si capisce che, a parte le cosette gentili dette ufficialmente, la BCE sa bene che la situazione italiana è disperata non per motivi contingenti, ma per motivi strutturali. Le misure “suggerite” nella lettera sono una vera e propria rivoluzione. Se se ne applicasse la metà, questo sarebbe un paese completamente differente da quello che è oggi: libertà nei licenziamenti, ma misure di sostegno sociale per aumentare la mobilità dei lavoratori; maggiore concorrenza, quindi abolizione degli ordini professionali, delle licenze a numero chiuso (taxi compresi) o di figure inutili e sorpassate come i notai. Insomma, la Svezia.
E’ evidente che l’Italia non è pronta ad una rivoluzione culturale di questo tipo e che, per esclusiva colpa degli italiani e della loro classe dirigente, è destinata a soccombere in tempi brevissimi.
Italiani Pizza e Spaghi, toglietevi dalle balle
26 settembre, 2011 di redazione
Archiviato in Cronache Italiane, Cuore di Tenebra
Riceviamo e, con un certo divertimento pubblichiamo(1)
L’Italia certo è un bellissimo paese. Pieno di storia, di cultura, di paesi e città meravigliosi, paesaggi naturali splendidi, dai mari ai monti, passando per laghi e colline. Ha un clima principalmente mediterraneo e tutto sommato invidiabile (pensiamo al gelo russo o all’afa dei paesi equatoriali). C’è il sole e il caldo, e c’è la neve e il freddo.
Insomma, ammettiamolo, vivere in Italia non è male. Certo, problemi ce ne sono tanti, ma avendo basi storico/culturali/naturali così buone, gli altri problemi, nelle giuste mani si possono, non dico risolvere tutti, ma una buona parte si.
Sono convinto che a tanti tedeschi, scandinavi, olandesi, belgi piacerebbe vivere in Italia.
Note
- N.d.R L’appello del lettore è stato da noi raccolto addirittura in anticipo quando 3 anni fa abbiamo lanciato la campagna Invadeteci. Stiamo ancora aspettando. Evidentemente i Nord Europei non hanno interesse ad un’operazione di questo tipo. [↩]
Breve storia incazzata d’Italia
21 settembre, 2011 di Giacomo
Archiviato in Cronache Italiane
Sono anni difficili dicevano i nonni. Eppure da quando posso ricordare non è la prima volta in cui viene portata all’attenzione dei tartassati il periodo contingente, la necessità di sacrificio, l’aggiunta del famoso ulteriore buco alla cinta: sempre ovviamente come necessità da lasciare alla moltitudine indistinta e passiva a vantaggio della minoranza, che tanto piccola comunque non è, dei membri di caste, castine, logge e loggette…non parliamo dei vantaggi degli evasori: quelli non essendo identificati dobbiamo matematicamente far finta che non esistano.
Si fa un bel dire, e concordo, quando si afferma che se TUTTI pagassero le tasse TUTTI potrebbero pagare la metà delle tasse che attualmente pagano i TUTTI-EVASORI. Prima occorre trovarli, o meglio occorre trovare la volontà di trovarli e farsi restituire, propongo con le cattive, il maltolto. Ma scimmiottando la pubblicità del noto caffè italiano non si ha la minima idea di quanti siano questi tutti che se non son troppi perché no? Leggi il resto
La verita’ sulla Libia postfascista e su Gheddafi
8 settembre, 2011 di ob1kenobi
Archiviato in Oltre il Confine
La Libia italiana coloniale non ha mai vissuto la la resistenza o la liberazione, imbevuta dalla propaganda fascista è stata per anni un serbatoio per il neofascismo approfittando della poca dimestichezza degli italiani in Libia con le informazioni e la storia.
La maggior parte dei nati in Libia sono nati fascisti, io compreso, e hanno avuto scarsa possibilità di fare autoanalisi e di capire come stavano le cose. Naturalmente gli italiani rimpatriati in Italia sono stati ghettizzati in pochi centri ( leggi Latina ) continuando il controllo mentale inaugurato dal fascismo e continuato poi dalle destre e dalla DC grazie alla volenterosa collaborazione della stampa e della Televisione. Mai sono stati mostrati in Italia le atrocità compiute dagli italiani in Libia che confrontato alle atrocità sovietiche e cinesi rendono una diversa visione del mondo.
82 Giorni all’Apocalisse: I Moderni Untori
20 agosto, 2011 di fma
Archiviato in Appunti Italiani
- Gli uomini negano l’evidenza quando ciò che vedono non gli piace, o non lo capiscono.– dice Galbusera posando il bicchiere.- Naturalmente è un errore. Il guaio è che ci si affezionano. Specialmente se non hanno altro a cui attaccarsi-
Di tutta la compagnia delle bocce siamo rimasti in quattro, a chiacchierare sotto i tigli, al Circolo degli Anziani. Il resto è al mare o ai monti, alla faccia della crisi.
La crisi è solo una scusa
14 agosto, 2011 di Lameduck
Archiviato in Censura dell'Informazione, Chiamiamola Economia, Consumo CriticaMente, Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani
Ha ragione . Questa è una guerra dichiarata dal potere finanziario al mondo intero, voluta da chi vorrebbe far pagare le crisi che si susseguono a ripetizione negli ultimi anni ad interi popoli che non ne sono responsabili. E’ una guerra iniziata non meno di dieci anni fa, visto che il grande pretesto, la nuova Pearl Harbor dell’11 settembre servì per mettere una bella pezza al possibile botto finanziario americano previsto già nel 2001. Seguirono le varie bolle speculative, i noti fatti di Lehman-Brothers e Obama che correva in soccorso ai banchieri a spese del contribuente americano.
Mi sorge una domanda a questo punto: e se queste stramaledette banche d’affari le avessimo lasciate fallire come meritavano sarebbe stato un male o un bene? In fondo, salvandole, abbiamo stabilito uno sciagurato precedente, e cioè che le manovre speculatorie e terroristiche dolose – perché ci credo poco che siano errori di valutazione, quella è gente che non sbaglia – delle banche d’affari possono essere ripianate con i soldi pubblici, cioè a spese dei cittadini. Con il senno di poi questo salvataggio statalista dell’interesse privato appare sempre più una sciagura. A meno che non fosse parte del big plan.
Default Italia 92 Giorni al Fallimento: Feroci o Coglioni?
10 agosto, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cuore di Tenebra
Come ho scritto diverse volte su queste pagine, non sono uomo di progetto. Un teorico ed idealista come me non è adatto a formulare proposte concrete al di fuori dei propri ambiti di competenza (che sono diversi, alcuni dei quali non auspicabili in queste contingenze). Al massimo posso raccontare qualche sogno, più spesso qualche incubo.
E’ per questo che mi sono astenuto dal formulare proposte concrete sulla soluzione del problema default. C’è gente più preparata e volenterosa di me in giro. Non parlo solo dei soliti soloni strapagati per scrivere quello che decide il governo, confindustria o i sindacati, ma anche di “semplici” tecnici (si legga ad esempio ) o uomini di buona volontà che hanno generosamente provato a dare il loro contributo anche su queste modestissime pagine (vedi, ad esempio, qui, qui e anche qui).
Comunque, non voglio astenermi dal prendere una posizione. Quella che esporrò non può definirsi una proposta. Più propriamente rientra in un quadro onirico. Sogno o incubo, lo lascio decidere a chi leggerà.
Default Italia, 93 Giorni al Fallimento: 46 Miliardi da Risparmiare Subito!
9 agosto, 2011 di fma
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane
Dice Galbusera che lui, quarant’anni di lavoro nell’industria metalmeccanica, poi una pensione da dirigente, non si sente particolarmente colpevole della nostra situazione. Sostiene che se gli italiani si fossero comportati come gli svizzeri, forse oggi vivremmo in un paese meno solidale, a chiacchiere, però non avremmo che abbiamo, dunque non saremmo qui a cagarci sotto aspettando il fallimento. Ma sotto sotto è preoccupato. Non ci vede chiaro. Ci sono domande a cui non sa rispondere. Chi la mantiene tutta quella bella gente luccicante, ce n’è ancora tanta, attualmente parcheggiata sotto l’ombrellone?(1)
Dice che quando Amato gli alleggerì il conto qualche sospetto gli venne, così come quando Prodi gli bloccò la pensione; ma trangugiò in silenzio, per non passare per un vecchio senza cuore che vuole togliere il pane di bocca ai bambini. Dove li prendono i soldi tutte quelle belle signore, rifatte, smaltate, strizzate nei loro abitini griffati che guardano le vetrine in centro? o quei giovanotti col bicchiere in mano sulla porta del bar?
Hai voglia quanto si potrebbe recuperare in termini di PIL. Sì, ammette di essere puritano, dentro. Questo paese gli ricorda sempre di più la Napoli della cartolina, col pino e il Vesuvio che fuma: “Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato ha dato, scurdammoce o passato …”. Bisogna fare qualcosa. Ora. Se non la smettiamo di mantenere i (rienfaisant) andremo a sbattere e non ci salverà neppure il Padreterno. Dice che stiamo regatando su un otto con, dove ce n’è otto che fanno ohop e uno solo che rema. È ora di cambiare. Bisogna liberarsi della zavorra e aggottare la stiva, poi potremo discutere di rotta. Prima però bisogna restare a galla.
Bisogna tagliare le spese fino a generare un avanzo di bilancio con cui attaccare la montagna del debito. Se ci teniamo, non solo a chiacchiere, ai nostri figli e ai nostri nipoti. Partendo dalla politica, naturalmente.
Note
- [↩]
Utoya e Spider Truman: Disinformazione e Subornazione
25 luglio, 2011 di kurt
Archiviato in Censura dell'Informazione, Informazione, latest
Utoya
Non è possibile farsi un’idea di quello che è successo realmente in Norvegia senza una descrizione plausibile dei fatti. Novanta persone uccise, secondo quanto scrivono i giornali, da un unico uomo . Anche supponendo che siano state utilizzate pallottole a punta cava, più letali ma meno precise di quelle convenzionali, è ragionevole pensare che ad essere attinte dal fuoco siano state non meno di 200 persone. Le mitragliette non sono armi da cecchino e le pistole sono operative solo a corta distanza. Vanno considerate, statisticamente, circa cinque cartucce per ogni vittima. Almeno 1000 cartucce, oltre 30 caricatori di seguito senza un inceppamento o una malfunzione. Straordinario.
Uccidere novanta persone in movimento veloce, o nascoste, in un’ora e mezza è un’impresa da film di Sylvester Stallone. Qualcosa non quadra. Manca all’appello qualche complice o sono state usate delle granate. Molte. Altro peso da sommare ai dieci chili degli oltre trenta caricatori. I conti continuano a non tornare.
