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Le criticità all’interno del Partito Democratico iniziano a palesarsi pubblicamente e molto prima del previsto. Arturo Parisi (luogotenente di Romano Prodi), proprio ieri, ha fatto «outing» chiedendo la «testa» di Veltroni direttamente dalle pagine del Corriere della Sera e rivendicando la paternità del Pd.

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Non mi capita spesso di tornare sullo stesso argomento in così breve tempo, ne di riciclare (almeno parzialmente) un titolo. Sono di faconda creatività e mi compiaccio di spaziare tra molteplici argomenti ed i vari campi dello scibile umano con confortevole dimestichezza.
Faccio eccezione a questa mia snobistica costumanza perché la vicenda che si è consumata ieri a Roma racchiude in se la storia politica della sinistra italiana negli ultimi anni.

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Oggi parlavo al telefono con una mia amica. Lei è nata in Nord Terronia come me, ma da anni vive a Roma di cui ha acquisito la residenza. Quando le ho chiesto chi avesse votato come sindaco, sapendo cosa ne penso del personaggio, con la vocina flebile mi fa:”Rutelli. E’ stata difficile, ma Alemanno proprio non riuscivo a votarlo. Però, se vuoi sapere la verità caro (lei mi chiama caro), vorrei che Alemanno vincesse. Non volevo essere io la responsabile, ma vorrei che vincesse perché Rutelli è proprio indigeribile”.

A quanto pare la musa elettorale, sempre che ci sia una musa per le elezioni, ma credo di sì, le ha dato ascolto. La mia graziosa amica ha la coscienza salva e Alemanno sindaco di Roma.
Evidentemente, essere i meno peggio non basta più. O perlomeno non è bastato a Rutelli, uomo aposizionale per definizione, capace di transitare dalla droga libera e l’antimilitarismo fino al baciamano al prelato e all’obbedienza per Santa Madre Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

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L’esito delle consultazioni elettorali probabilmente non è mai stato così esplicito. Il voto laico e solidale è stato completamente catturato dal calderone senza volto e privo di rotta del PD. Questo non va considerato il riconoscimento ufficiale della nuova formazione politica, ma solo il tentativo disperato quanto inutile di fare barricate antiberlusconi.

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Non vi racconterò chi ha vinto le elezioni politiche del nostro paese. La vittoria ha sempre tanti padri e non c’è bisogno che ne leggiate l’elenco anche su MenteCritica.
Invece vi parlerò di chi ha perso. E quando dico chi ha perso non mi riferisco alla sinistra con l’erre moscia, orologio RADO al polso, scarpe inglesi, giacca di cachemire e occhialini di tartaruga. Quando parlo di chi ha perso non penso a ministri dell’ambiente preoccupati solo di piazzare i propri fratelli al senato, né di invenzioni senza senso come il partito democratico con le sue verginelle figliedi, le sue giovannedarco col cilicio, i suoi scioperisti della fame ad libitum, capeggiato da un uomo la cui faccia di gomma moscia ed occhialuta somiglia straordinariamente a quella del pupazzo della Michelin.

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Incredibile, ma vero. “Più ore di matematica” è uno degli obiettivi del programma del Partito Democratico. Lo potete trovare a pagina 25 di questo documento in formato PDF.
Questa volta le pagine sono 35, una presentazione Power Point che viene proposta come “sintesi” del programma del partito di Don Walter.

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Quella che segue è la traduzione integrale di un articolo apparso su OpenDemocracy, l’autore del pezzo è un giornalista esperto di politica italiana, che tra l’altro sulla politica italiana ha scritto un libro, intitolato “Not a Normal Country”, distribuito anche qui in Italia dalla casa editrice Effepilibri, con il titolo “Un paese anormale”. Come avrete modo di leggere nella traduzione qui proposta, anch’egli, come molti di noi, nutre poche speranze su Veltroni, il Partito Democratico, ed in generale sulla classe di oligarchi che domina questo paese.
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Delle volte ho l’impressione che ognuno di noi non voglia vedere le cose nella loro essenza reale. Un tempo, quando facevo un altro lavoro, la chiamavo “sindrome di Babbo Natale” e la giustificavo pensando al fatto che non si riesce mai a superare completamente il trauma derivato dalla scoperta che Babbo Natale non esiste.

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Mi scuso per il “cacchio“, mi è scappato. Questo caffè amaro è vecchio di quindici anni, ma è ancora buono. Cliccate e ditemi se non è vero Continua a leggere »

Domani Don Walter Veltroni scioglierà la sua riserva sulla candidatura a segretario del nascente Partito Democratico. Non credo serva la sfera di vetro per immaginare la risposta.

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