Oggi parlavo al telefono con una mia amica. Lei è nata in Nord Terronia come me, ma da anni vive a Roma di cui ha acquisito la residenza. Quando le ho chiesto chi avesse votato come sindaco, sapendo cosa ne penso del personaggio, con la vocina flebile mi fa:”Rutelli. E’ stata difficile, ma Alemanno proprio non riuscivo a votarlo. Però, se vuoi sapere la verità caro (lei mi chiama caro), vorrei che Alemanno vincesse. Non volevo essere io la responsabile, ma vorrei che vincesse perché Rutelli è proprio indigeribile”.
A quanto pare la musa elettorale, sempre che ci sia una musa per le elezioni, ma credo di sì, le ha dato ascolto. La mia graziosa amica ha la coscienza salva e Alemanno sindaco di Roma.
Evidentemente, essere i meno peggio non basta più. O perlomeno non è bastato a Rutelli, uomo aposizionale per definizione, capace di transitare dalla droga libera e l’antimilitarismo fino al baciamano al prelato e all’obbedienza per Santa Madre Chiesa Cattolica Apostolica Romana.
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