S.Anna di quale nazione?
Questo ho sentito chiedere da una ragazza, al suo accompagnatore non a me (faccina sconsolata), prima che iniziasse la proiezione di Miracolo a S.Anna.

Stai scorrendo gli articoli con tag riforma-della-scuola
S.Anna di quale nazione?
Questo ho sentito chiedere da una ragazza, al suo accompagnatore non a me (faccina sconsolata), prima che iniziasse la proiezione di Miracolo a S.Anna.

Ritorno a parlare di scuola, dopo una parentesi un po’ cialtrona.
fa|ci|no|ró|so
agg., s.m.
CO
1 agg., s.m., che, chi è turbolento, violento, incline a fomentare disordini: giovani facinorosi organizzarono una sommossa, un gruppo di facinorosi
2 agg., che denota violenza, che mira a fomentare disordini: prepotenza facinorosa, condotta facinorosa
De Mauro, dizionario della lingua italiana

Facinoroso, facinoroso, facinoroso.
Continua a leggere »

Riuscite a comprendere un semplice testo scritto?
Capite cosa state leggendo in questo momento?
Siete dei privilegiati.
Per 1 italiano su 3 è una difficoltà insormontabile.
Attilio Paparazzo, responsabile nazionale Cgil scuola, riferisce che:
«spesso i bidelli che arrivano in provveditorato per iscriversi nelle graduatorie scolastiche fanno fatica a inserire i propri dati o a leggere il modulo “sono cittadino italiano, dichiaro di aver assolto gli obblighi di leva”».
Non ce l’ho più di tanto con Brunetta, ma quando si atteggia a fare “il piccolo dittatore” non riesco a nascondere la mia irritazione…
Qualche tempo fa scrissi una sorta di filippica contro i sindacati, parlando della mia esperienza personale che è stata gratificante e sgradevole nello stesso tempo: troppi personalismi e troppa lotta intestina. Non mi sono permesso mai di dire: “Buttiamo a mare i sindacati!” Sostenni, al contrario, che se non ci fossero bisognerebbe crearli, perché nessuno deve dimenticare le lotte che hanno combattuto per acquisire e tutelare i diritti dei lavoratori che erano considerati poco più che schiavi dai loro cosiddetti datori di lavoro. Molta strada è stata fatta nel frattempo nell’acquisire diritti, tutele, difesa della condizione di lavoro, ma oggi i lavoratori stanno ritornando indietro, perché non sono pochi i personaggi della nostra politica nazionale ed internazionale e non sono pochi gli imprenditori piccoli e grandi che assumono atteggiamenti da “padroni delle ferriere”.

Vignetta di Emmepi
Lo confesso: ho paura.
Ne abbiamo passate tante di situazioni difficili, anche di gravissime; ma mai come questa volta, io credo, la situazione ha raggiunto il livello di criticità e di pericolo cui ci troviamo di fronte. Quello che stiamo vivendo non è, come invece è successo altre volte, qualcosa che arriva dall’esterno; e non si tratta di fatti sporadici o comunque isolati, facili da identificare e circoscrivere.

Sono figlia di insegnanti e, come se questo non bastasse, sono io stessa un’insegnante, come lo è mia sorella e come lo sono state molte mie zie. Insomma, potrei paragonare la mia famiglia a quelle stirpi di notai che si perpetuano lo studio e i clienti, con la differenza (notevole) dei soldi e del prestigio. Ma non è questo il punto. Come ho già scritto diverse volte, sto assistendo alla parabola ascensionale delle gesta del nostro Ministro dell’Istruzione e da indignata, arrabbiata, sconfortata, disgustata sono passata al sentimento dell’incredulità. Il ritorno al maestro unico non è una trovata originale di questo governo.

I principali organi di informazione in Italia parlano della riforma Gelmini in termini di grembiulino, educazione civica e voto in condotta, così come ho fatto io l’altro giorno. Pochissimi (e di certo non i TG) dicono la verità, cioè che quella che tutti chiamano la “razionalizzazione” della scuola italiana è di fatto LA MORTE DEL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE. Che è garantito costituzionalmente, ma vabbé, tanto la Costituzione è fuffa per questi signori.
Criterio della selezione?
I soldi.

Non conosco il Ministro Gelmini se non dalle pagine recenti dei giornali, relative alla sua riforma della scuola. Roba da far venire i brividi!
E se penso che sono cresciuta in una scuola che mi ha educata proprio come in buona parte rivuole oggi il Ministro, mi sento assalire da una forte angoscia.

E così anche la Gelmini, dopo Berlinguer, la Moratti e Fioroni, fa la sua brava riforma scolastica.

Ultimi Commenti