Abbiamo Un Sogno: Non Aver Bisogno Di Eroi
29 novembre, 2010 di redazione
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Il è un filino troppo ottimistico, per usare un eufemismo, ma ho deciso lo stesso di unirmi ai 4035 aderenti, tra cui Dario e Jacopo Fo, Salvatore Borsellino e Serge Latouche, perché solo dei visionari hanno la possibilità per quanto improbabile di trovarsi pronti a dare le carte quando il banco è saltato, a salire in cassetta quando gli indiani hanno accoppato il cocchiere, a vincere le elezioni partendo da zero quando un’intera classe politica va a gambe all’aria. Né più né meno quello che ha fatto il visionario Berlusconi 17 anni fa, se ci pensate. Solo una visione, infatti, può rimpiazzare una visione, tanto è vero che fu con la visione dell’Europa Unita, antitetica (e pur “minore”) rispetto al berlusconismo, che Prodi vinse due elezioni, sia pure con maggioranze troppo deboli per poter governare, mentre ciò che manca alla sinistra da troppo tempo è proprio una narrazione sociopolitica da sostituire al non più utilizzabile socialismo reale. Ed è proprio quella che può fornire il progetto dal nome : è molto meno utopico della sua etichetta, e questa è una delle cose che si capiscono leggendo .
Io però tra tutti i messaggi che l’appello passa voglio soffermarmi su uno in particolare, perché mi dà l’opportunità di spiegare una cosa che mi ronza in testa da un po’. Il passaggio è “la raccolta differenziata è mille volte meglio degli inceneritori“, la cosa che mi ronza in testa è “perché non riesco a farmi piacere Roberto Saviano?“. Nossignori, non ho letto Gomorra, e non sono andato a vedere il film di Garrone, regista cui pure avevo dato malriposta fiducia andando a vedere L’imbalsamatore e Primo amore, manieristici lenti e compiaciuti, prima di decidere che non mi piace. Prima però mi limitavo a rubricare la mia antipatia per il giovane fortunato scrittore partenopeo in tre diversi scontati capitoli: invidia per il successo anche economico, solita tendenza innata di noi sinistrorsi a dividerci e distinguerci anziché come i destrorsi fare fronte comune contro il nemico, contraddizione insanabile dello scrivere contro la camorra per un editore che – per restare ai fatti dimostrati giudizialmente – avendo bisogno di protezione anziché rivolgersi alle forze dell’ordine si metteva dentro casa per anni un boss mafioso.

Delle tre questioni, l’unica fondata obiettivamente, e quindi l’unica confessabile pubblicamente, era l’ultima. Cui però si aggiunge adesso l’altrettanto obiettivo fatto di co-condurre una trasmissione in tv, senza peraltro esserne capace (quindi per il solo fatto di essere personaggio, dunque all’interno della sintassi televisiva berlusconiana), prodotta da una società controllata dallo stesso editore di cui sopra. I miei amici di sinistra, di fronte a queste mie rimostranze (lo ammetto: condite anche da un’annosa antipatia anche per Fabiofazio) mi rispondono con una serie di obiezioni tutte riassumibili più o meno così: “eh ma oggi giorno se non fai così non lavori, se non sei dentro certi giri non lavori, e allora sono meglio gli oltranzisti integralisti ostracizzati che non riusciamo a vedere, o questi che grazie alla loro duttilità riescono a lavorare e allora si fanno vedere e sentire e mi fanno vedere finalmente in tivvù qualcosa di diverso, dalla Litizzetto ad Albanese a Paolo Rossi a Benigni, eccetera eccetera?“.
Pur essendo immediatamente denunciabile per logica (se quelli che danno veramente fastidio li hanno fatti davvero sparire e questi no, vuol dire che questi non danno veramente fastidio) se non per legittima suspicione (che ci sia un gioco delle parti tra editore-produttore e dipendenti), ho preso sempre per buona questa argomentazione difensiva, anche perché di solito proveniente da persone cui voglio bene e che stimo, della cui ottima fede quindi non ho ragione di dubitare. E tuttavia quella cosa in testa ha continuato a ronzare, fino a che…
Fino a che l’altra sera l’enfant prodige dell’anticamorra non si schiera apertamente per gli inceneritori. Ascoltandolo, mi si sovrapponeva al suo volto quello di un altro maitre a penser del progressismo, Veronesi: il luminare oncologo a favore dell’energia nucleare e per questo recentemente chiamato da Berlusconi a presiedere l’apposita Agenzia. Allora, non avendo nè il tempo nè la voglia di leggermi il mattone Mondadori e guardarmi tutte le comparsate televisive Vieni via con me compreso, mi metto a cercare in Rete, e scopro che Saviano:
- ha posizioni perlomeno discutibili sulla ;
- sui , prima di proporre la soluzione sbagliata inceneritori, dimostra di non conoscere le potenzialità di una vera raccolta differenziata e le vere cause dell’emergenza napoletana (per lui sempre il generico ““);
- sui rapporti tra , forse alla fine ha fatto un favore a Maroni (che studia per premier, e 11 milioni ad ascoltarlo se li sognava), e se così fosse non si sa se è meglio per lui che gli venga attribuita la colpa o il dolo, ma in ogni caso l’interrogativo è “sottostare al diktat o farsi tagliare il programma“? Daniele Luttazzi non avrebbe avuto dubbi, figurarsi Enzo Biagi. E difatti.
Bocciato definitivamente Saviano, quindi?
Intanto, per capire che il problema rifiuti non ha regionalità nè latitudine, divertiamoci con la lettura di Carlo Bertani del : è davvero molto istruttivo su cosa ne è degli inceneritori (e potrebbe essere delle centrali nucleari) in questo scellerato Paese.
Ma poi, poiché non voglio dare torto ai miei amici, concludo per l’ipotesi che Saviano non sia in malafede, in fondo è un ragazzo catapultato dalla fortuna editoriale – sicuramente meritata – in un ruolo, quello dell’eroe, che incarna come personaggio non avendo (e non per colpa sua, ovviamente) né la statura né il mestiere o il ruolo di un Falcone. Egli è dunque, come si diceva negli anni settanta, “un compagno che sbaglia“, come tanti di noi, anzi meno di noi, ma dato il ruolo che si trova a recitare ha una responsabilità tale, di fronte all’immenso seguito che ha, che certi errori non li può proprio fare. E allora chiudo, montandomi un po’ (okay: un bel po’) la testa, parafrasando Cerami, con dei “consigli al giovane scrittore“, nel caso voglia smentire i suoi sempre più numerosi detrattori (e non ricorrere a un “è tutta invidia” che a pronunciarlo si troverebbe in pessima compagnia):
- cominciando dal tenere duro sui pro-vita, dìa una sterzata cazzuta al programma, forte degli ascolti oceanici (che qualcosa ai vertici del PD dovrebbero dire, sulla voglia di sinistra che c’è nel Paese), tanto è l’ultima puntata, no? si documenti, se no si faccia passare le carte da Travaglio, sui rapporti tra mafia e Forza Italia nel 93/94, faccia qualche nome, parli fuori scaletta, vediamo se Masi è in grado di staccare la diretta e mettere le pecorelle…;
- chiusa la trasmissione, continui la sua meritoria opera di denuncia facendo un po’ più di nomi e cognomi, magari di politici, lui che può permettersi di pagare gli avvocati (e tanto se il lavoro lo fa bene le cause le vince, come Travaglio appunto): lasci a noi piccoli poveri blogger le vigliaccherie;
- tagli il contratto con Mondadori, e magari anche con Endemol: non finirà sotto i ponti, ma acquisterà il credito minimo per parlare ad orecchie intasate da decenni di lordure, e però scafate, come le nostre;
- aderisca a un progetto politico alternativo, come quello di Abbiamo un sogno, gli porterà il suo contributo di visibilità, e in cambio magari un po’ di incontri con un premio Nobel che ha dissimulato sempre il suo estremo coraggio con una maschera da giullare gli faranno dismettere quell’aria seriosa.
Ecco, il ronzio in testa non c’è più, ora so perché non amo il Saviano di oggi, e che percorso dovrebbe fare perché lo ami domani. Chi lo ama già oggi, prenda queste mie notazioni e indicazioni come auguri: , domani sarà Nobel anche lui, magari quando la scena italiana non avrà più bisogno del personaggio che interpreta.
Di
Il Buio Oltre la Carfagna: Cosa si Nasconde Dietro questa Storia?
23 novembre, 2010 di Giovanni Grobo
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La questione Carfagna-Bocchino-Mussolini, dai più regolata con battute da trivio o, nella migliore delle ipotesi, come un bisticcio tra donnette, nasconde dei retroscena inquietanti su cupi interessi e giochi di potere in una regione dove la gran parte del flusso di danaro erogato dallo stato è combusto in una fornace che produce tanto fumo e pochissimo arrosto.
Da anni, il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca è riuscito a creare le condizioni organizzative ed ambientali atte ad ospitare un termovalorizzatore (o inceneritore) nel territorio del comune che amministra(1). Si tenga presente che far digerire l’ipotesi di realizzazione di una struttura di questo tipo ad una comunità non è un compito banale. La cosa è ancora più notevole considerando che a Salerno il problema rifiuti non esiste. Salerno, in meno di due anni è passata dalla raccolta convenzionale(2) a primo comune in Italia per la percentuale di differenziazione dei rifiuti(3).
Note
- si veda l’anticipazione della crisi rifiuti fatta da De Luca più di un mese fa in una dichiarazione raccolta da [↩]
- vedi nostro articolo a proposito [↩]
- AdnKronos [↩]
Cronache dalla Luna: Terzigno
22 ottobre, 2010 di Comandante Nebbia
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Dalla Luna, gli eventi di Terzigno diffondono un’eco aliena, distante.
Viene da chiedersi dove si smaltisca la monnezza qui sulla Luna e perché i terrestri di Terzigno non possono fare altrettanto.
Terzigno è nel pieno del “Parco Nazionale del Vesuvio” e quando uno sente “Parco Nazionale del Vesuvio” gli viene in mente una roba tipo Yellowstone con l’orso Yogy, Bubu, il ranger, le cascate, i cervi e magari qualche dinosauro che vive nel profondo della sterpaglia nascosto agli occhi degli esploratori in casco coloniale e portatori di colore.
Invece, a dispetto del cardillo che inaugura il filmino di presentazione del sito , Terzigno è questa:

e quel che resta del Parco del Vesuvio è difeso esclusivamente dalla minaccia che un giorno il Vulcano si incazzi e metta in scena “Pompei II, la Vendetta”.
La verità è che la monnezza la produciamo noi e noi dobbiamo smaltirla. Meno se ne produce e meno se ne deve smaltire. La monnezza va differenziata, riciclata e digerita. Non si può pretendere di fare la cacca e aspettare che qualcuno si prenda il disturbo di pulirci il culo.
A Terzigno e in tutta la Campania, la monnezza ha ucciso e continua a uccidere tante persone. Le stesse che, una volta scartata la nuova TV da 60 pollici, buttano cartone e polistirolo per strada aspettando che qualcun altro se ne occupi senza rispetto per sé stessi e la città in cui vivono. Prima di protestare per la discarica sarebbe necessario protestare contro quelli che con la monnezza ci hanno fatto i miliardi: politici, amministratori, camorristi, giornalisti, professori universitari e commissari straordinari. Sono praticamente certo che se, invece di farla a Terzigno, la discarica decidessero di farla a Pollena Trocchia, quelli di Terzigno tornerebbero a guardarsi la televisione e i cazzi sarebbero dei pollenesi.
Niente di nuovo e, in fondo, niente di male. Mi sono fatto convinto che la lotta per il principio e quella per i propri interessi rispondano a due ordinamenti parimenti validi. Quello della Morale e quello Naturale. Una sorta di “utrumque ius” per il quale la legge di Dio e quella dell’Imperatore sono entrambe degne ed universali.
In mezzo rimane ciascuno di noi, dilaniato dal dubbio che la lotta per il principio leda il proprio interesse e sempre tentato di stendere la mano per rapinare i frutti prima che lo faccia qualcun altro.
Don Vicienzo
17 febbraio, 2010 di Comandante Nebbia
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Lo sguardo di Vicienzo è tranquillo. Il viso sorridente è illuminato da una luce soffusa, la posa rilassata. Vicienzo indossa un giubbotto blu. Il taglio sembra buono. Niente di eccezionale, una cosa sui 100, 150 euro calda e di buona qualità, ma comunque di sintetico, da grande magazzino.
Niente simboli di partito. Chi vota per Vicienzo lo fa per lui e non per la tessera che porta in tasca. Bella foto. Riuscita. Comunque, quello che risalta di più è lo slogan: De Luca, una speranza c’è.
Siamo ufficialmente all’ultima spiaggia.

Vedi Napoli e poi Scappa
1 febbraio, 2010 di Comandante Nebbia
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Napoli non è la Campania, ma la Campania è Napoli. Non è questione di predominio culturale. Quello, Napoli l’ha perso da decenni. Non c’è più Eduardo nei teatri di Napoli e non è D’Annunzio che scrive i testi di Gigi D’Alessio. Storia, tradizione e cultura sopravvivono come esili spettri nelle strade umide e maleodoranti del centro antico dove vecchi palazzi marci e fatiscenti sembrano giganteschi cadaveri in putrefazione. Chiese abbandonate con le porte sbarrate e le finestre sfondate segnano i crocicchi di quella che fu una città vitale e sonora e che oggi somiglia solo a un grande cimitero chiassoso dove gli scavi per la metropolitana portano alla luce ogni giorno nuovi scheletri dimenticati che gruppi di turisti spaesati si fermano distrattamente a fotografare e che i nuovi napoletani non degnano nemmeno di uno sguardo.
Cosentino e l’Acqua Calda
11 novembre, 2009 di Comandante Nebbia
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Stamattina i giornali aprono ancora una volta parlando del caso Cosentino. Incominciano a spuntare altri nomi (Landolfi e Bocchino, ), ci viene proposta una copia dell’ (per quei pochi che non ne hanno ancora ricevuta una, incominciate a familiarizzarvi) , La Repubblica on Line, forse in attesa dell’inevitabile intervento dell’immarcescibile Saviano, .
Io non entro in merito. Non so nulla di questa specifica cosa. Non ho notizia di fatti precisi. Non conosco Cosentino. Landolfi e Bocchino sono solo dei nomi per me. Uno dei due nomi mi fa anche un po’ ridere. Mi diverto con poco.
Un po’ mi fa ridere anche questa generale discesa dal pero di giornalisti e .
Ammettiamo pure che io sia avvantaggiato. Ho passato in Campania una consistente aliquota della mia vita. Parlo la lingua, conosco gli usi e riconosco il sistema, ma a Roma, a quanto pare, è tutta una segnata novità.
Allora, per chi ignora, forse è il caso di scrivere giusto due righe per dire, senza troppi giri di parole, quale è la situazione attuale in Campania. Lo dico da cittadino campano che ha contezza di questa realtà per percezione diretta.

Qui è Ancora Fortapasc
16 marzo, 2009 di Comandante Nebbia
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E’ in programmazione in questi giorni il film “Fortàpasc” di Marco Risi che narra della vicenda di Giancarlo Siani. Non ho visto il film e questa non è una recensione. Eppure va riconosciuto ai produttori il merito di aver ricordato la figura di questo giornalista ucciso il 23 settembre 1985. Giancarlo Siani era un giornalista de “Il Mattino”, un quotidiano che allora come adesso ha una diffusione essenzialmente locale alla Campania e regioni limitrofe.
Energia Nucleare ed Effetto N.i.m.b.y. Un Isotopo U235 vi Friggerà!
2 marzo, 2009 di buscialacroce
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Andate a spiegare al signor B. che l’isotopo non è il maschio dell’iso-topa! Sapete tutti che lui è sempre a caccia d’iso-tope e qualche iso-topa si è ravveduta passando dalle cabine dei camionisti a qualche ministero.
Il nostro diversamente giovane e diversamente chioma fluente, presidente del Consiglio ha intenzione di costruire delle centrali nucleari, una molto probabilmente in Campania.
Una Discarica Per le Coscienze
6 novembre, 2008 di Cambiamo Pianeta
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Allora il Silvio è riuscito nell’impresa. Ce l’ha fatta. L’emergenza rifiuti a Napoli e dintorni è rientrata ed il problema è definitivamente risolto. Non si sente più nulla, nessuno che ne parli, non più lamenti né lagnanze, niente di niente. Calma piatta e disarmante.

Ma Lui ha la Maggioranza
29 agosto, 2008 di CogitoergoVomito
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Ogni mattina la puoi incontrare al bar, in metro, in autobus, alla stazione, nel traffico: la guardo, la scruto, le parlo, la ignoro.
Parlo di quella quindicina milioni di italiani che democraticamente e inesorabilmente, hanno deciso, decidono e decideranno le sorti del mio Paese.

Piccolo Bugiardino sul Federalismo Fiscale
26 agosto, 2008 di marco il buono
Archiviato in Chiamiamola Economia, Il Bello della Politica
Il federalismo fiscale è una dottrina economico-politica volta a instaurare una proporzionalità diretta fra le imposte riscosse in una determinata area territoriale del paese (i Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni) e le imposte effettivamente utilizzate dall’area stessa.
L’ Emergenza è Fin(i)ta!
5 agosto, 2008 di CogitoergoVomito
Archiviato in Informazione
La parola “emergenza” in gergo sanitario vuol dire imminente pericolo di vita, parametri vitali instabili, bisogno di cure immediate, rischio di morire.
E’ diventato così semplice attribuire ad un problema la parola “emergenza” che, di conseguenza, sembrerebbe altrettanto semplice risolvere problemi ma soprattutto dichiarare di aver risolto tali problemi.
I tempi sono una cosa molto relativa, potrebbero dipendere dalla tua capacità, ma anche dalla volontà e dall’impegno che impieghi per risolvere un problema.

Speciale Finanziaria 2008/2009: Analisi e Previsioni
30 luglio, 2008 di Il Gobb
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A chi mi segue da un po’ sarà chiaro che sono un “dietrologo”.
Nel senso che, seguendo da 10 anni il gioco del potere internazionale e nazionale, ormai sono giunto alla conclusione (provvisoria, come ogni conclusione, ma finora regge) che ogni iniziativa politica ha sempre ben più di un motivo e senz’altro più di uno scopo. Quindi può darsi che si scriva una legge per uno scopo dichiarato e che poi questa legge faccia dei danni enormi allo stato di diritto o all’economia, e il politico si trinceri dietro un “ma io l’ho fatta per questo e quest’altro motivo”. Come se non fosse sua responsabilità pensare alle conseguenze. Quelle imprevedibili no, nessuno pretende miracoli, ma almeno quelle prevedibili persino da me…
Il problema è che alcuni scopi e motivi si possono, anzi si debbono dire. Altri no, o il popolo bue potrebbe subodorare.
Persino noi italiani.
Guardiamo alla finanziaria ()

Italia: E’ Emergenza Permanente!
28 luglio, 2008 di ilBuonPeppe
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Il 25 luglio 1943, con l’arresto di Mussolini, cadeva il fascismo; un nuovo periodo si apriva per gli italiani, un periodo che inizia in maniera drammatica, ma che è pieno di speranza e di buone intenzioni, e che poi porta alla nascita della democrazia, allo sviluppo economico, al benessere.
Il 25 luglio 2008, con la , cade la democrazia. Quella democrazia faticosamente conquistata, pagata con il sangue di tanti italiani, è ormai un ricordo; scomparsa (che combinazione!) nello stesso giorno in cui erano state costruite le sue premesse.

Ma Insomma, St’Emergenza Rifiuti è o Non è Finita?
22 luglio, 2008 di Fully
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Certo che per chi non viva a Napoli e dintorni è diventato un bel rebus. Un rebus mediatico, se volete, ma pur sempre un rebus.

La Sinistra Italiana e la Cultura del No: No, We Can’t
15 luglio, 2008 di Francesco
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Il ponte sullo Stretto di Messina è a mio avviso oggi molto più di un ambizioso progetto di ingegneria.
Esso costituisce infatti il migliore esempio della “cultura del no” che blocca le prospettive del centro sinistra e dei democratici più in generale.

A Tutti è Concessa l’Occasione di Avere una Legge ad personam
14 luglio, 2008 di redazione
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…basta vivere nei pressi di un termovalorizzatore.
Mi piacerebbe suggerire al Premier, che fa brefing a Napoli durante l’emergenza rifiuti pasteggiando con pietanze prelibate, di acquistare una casa nei pressi del termovalorizzatore di Acerra.
Qualcosa mi suggerisce che non pagherebbe la tassa smaltimento rifiuti, forse neppure l’ICI e forse avrebbe agevolazioni fiscali o addirittura detassazioni, per non parlare di un consistente aiuto economico a fine mese o a fine anno.

