Mentre il paese e la sua classe dirigente si occupano di questioni riguardanti le televisioni del Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, di intercettazioni telefoniche delle conversazioni hot del Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana con le ministre sexy e di processi che riguardano il Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana (di nuovo), la congiuntura economica internazionale con atteggiamento palesemente sovversivo, si disinteressa completamente di queste cruciali vicende per proseguire la sua azione eversiva contro la serenità e la prosperità del Belpaese.
Petrolio verso i 200 dollari al barile, industria manifatturiera a picco, deficit in salita, inflazione fuori controllo, salari e risparmi a rischio, almeno secondo l’opinione di Mario Draghi che, anche se non ha intercettazioni da proibire e processi da rimandare, qualcosa conterà pure lui visto che è il governatore della Banca d’Italia.
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Come ho scritto ieri, il sentimento che prevale in me, in questo momento, non è tanto l’esasperazione per la condotta di certi personaggi. Se uno si mette una bestiola in casa si deve anche aspettare che morda le gambe del tavolo e che faccia pipì sul tappeto. È nella natura delle bestiole comportarsi in un certo modo e dovranno renderne conto solo al Signore, visto che hanno avuto il permesso di sottrarsi alla giustizia umana .
Quindi, il dibattito non è su Sua Eccellenza il Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana Cavalier Silvio Berlusconi, ma sulle persone che lo sostengono e ne plaudono l’iniziativa. I suoi elettori.

Paragrafo 1 - I Criminali Extracomunitari
E’ di ieri la notizia che 12 medici ed un notaio avevano messo su un sistema criminale per estorcere rimborsi indebiti al Servizio Sanitario Nazionale. Interventi chirurgici inutili, spesso dannosi e devastanti fatti su persone sane o in fin di vita. Espianti di polmoni (tanto ce ne sono due) e riciclo di materiale non sterile tra un intervento e un altro. Si parla di cinque morti. La notizia è così nefanda che provo una ritrosia etica nel linkarla e non lo farò. Mi ricorda gli esperimenti condotti nei campi di concentramento in quella notte profonda dell’umanità che fu il nazismo. Scovatela nei titoli dei giornali se riuscite a superare indenni la tragedia nazionale della sconfitta della nazionale “campione del mondo” da parte dei perfidi olandesi.

Il 23 maggio del 2008 in via Notarbartolo a Palermo è il sedicesimo anniversario della strage di Capaci. Ci sono diecimila giovani, ma non sono palermitani: sono arrivati con la nave. Ci sono i maratoneti che arrivano correndo da Corleone. Ci sono alcuni palermitani, sempre le stesse facce, solo un po’ più vecchie. Poche, pochissime. Ci sono le strade chiuse, i vigili, e tutto intorno centinaia di automobilisti infuriati.

Rete4 non ha le pretese di una testata ammiraglia come Canale5 o RAI1 con i loro film in prima visione, i programmi di approfondimento e i grandi show del sabato sera. Né pretende di essere intellettuale come La7 e RAI3 o giovane, sincopata e a la page come Italia1. Rete4 è fiera del suo nullismo, del suo essere sospesa in un non spazio sonnacchioso e atemporale come quello di una foto dove tutti, vivi e morti, sorridono in eterno.

Qui sul satellite la vita è difficile, per un telegiornale come me. Non mi ascolta più nessuno, nemmeno per potermi poi prendere in giro. Così mi sono ridotto a parlare da solo. Per colmo di follia orbitale, mi capita anche di non prestarmi attenzione, così mi devo ripetere quello che stavo dicendo. Sarà quest’aria poco respirabile, qui nella fascia di clark”
“Dicevi scusa?”
“Niente niente. Ho una telefonata da mandare in onda?”

C’è una immagine di Antonino Caponnetto che non sono mai riuscito a dimenticare, e che non voglio dimenticare. Sale in auto, dopo le stragi del 1992, e si rivolge a un giornalista. E’ in lacrime, il giudice Caponnetto. “E’ finita, è tutto finito”, sussurra, con un filo di voce, mentre tiene la mano del giornalista.

Ah, cari miei, una risata europea vi seppellirà! E’ quanto forse accadrà a Rete4, dopo che la Corte di Giustizia Europea ha decretato l’illegittimità - rispetto al diritto comunitario - dell’assetto normativo italiano in tema di assegnazione delle frequenze radiotelevisive. Il che vuol dire che i giudici italiani saranno obbligati a disapplicare le norme in questione.
La vicenda, che vede tristemente protagonista anche l’ormai nota Europa 7, è inevitabilmente inerente alla scalata al potere di Berlusconi nei tristi anni ‘80, ed è riassumibile in queste agili e semplici righe:











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