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Lavoro Nuovo, Vita Nuova!

21 luglio, 2010 di  
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani

Stento a crederci!
Ho un nuovo lavoro, meglio ho un vero lavoro!
Non che prima non lavorassi. Anzi.
Factotum in una piccola impresa familiare come dire: lavorare senza orario, senza ferie e con poco guadagno. Per solidarietà, mettendo a servizio della famiglia l’esperienza maturata presso una grande società commerciale dentro la quale ho trascorso una parte della mia vita. Tranquillamente.

Fino a quando, per una serie di eventi, sono saltati tutti gli schemi entro i quali credevo di aver stabilizzato la mia vita. Cambiamento, solitudine, paura, condizioni economiche precarie.
Ricominciare è la parola d’ordine.

Si, ma da dove, come e infine perché?

Da dove? Da me, ancora, come tabula rasa sulla quale riscrivere tutto.
Come? Rimboccandomi le maniche. Addio agli agi, affrontiamo le difficoltà, prima fra tutte trovare un vero lavoro. Perché? Per questi miei 40 anni che chiedono di essere vissuti!

Questo il preambolo.

Dopo è arrivata la fatica, il pessimismo, la sofferenza di non vedere possibilità di riuscita. Sono dell’idea che si debba lavorare per vivere e non vivere per lavorare ma…senza lavoro la vita si spegne, si cancellano le possibilità, la dignità dell’uomo è offesa.

Mi stavo spegnendo.

Tanti inutili colloqui, offerte di lavoro part time, con poco time (10 giorni al mese) per poter guadagnare il minimo necessario alla sopravvivenza; proposte “alLETTANTI” naturalmente rifiutate e laddove si prospettavano lavori stimolanti (l’ultimo come coordinatrice di ufficio)il corrispettivo erano stipendi da fame (lavorare 50 ore settimanali per 500 euro al mese!). Ho considerato anche la possibilità di andare a fare le pulizie…o di suicidarmi (è ironico).

Sono tenace.
Forse anche fortunata.

Ho trovato un lavoro serio, pagato il giusto, che mi piace presso un’azienda condotta con intelligenza da una donna che chiede il massimo a tutti noi ma è capace di contraccambiare.

Ho ricominciato a vivere, sperare, progettare.

Nel posso non provare un’incontenibile rabbia nei confronti di una classe politica che, non solo non offre soluzioni ma neanche prova a cercarle e continua a godersela, di questo periodo in barca, in barba ai nostri problemi. E una grande pena nei confronti dei giovani che vedono inghiottite aspettative e speranze nel buco nero della disoccupazione, di padri e madri di famiglia che vivono con il terrore, ripeto terrore di non poter garantire un futuro a loro stessi e ai figli.

Edizione Straordinaria: L’Associazione Nazionale Magistrati Segue le Indicazioni di MenteCritica

24 giugno, 2008 di  
Archiviato in Informazione

Stamattina, sulla prima pagina di Repubblica on Line viene riportata la posizione dell’associazione nazionale magistrati relativamente alle leggi che dovrebbero tutelare la persona del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi: “no alla sospensione (dei processi N.d.R); sì alle immunità (di Silvio Berlusconi N.d.R)”. Esattamente il contenuto del nostro pezzo, propostoci dalla MenteCritica Pierluigi: “Arrendiamoci all’evidenza e facciamogli fare i fatti suoi. Almeno limitiamo i danni“. Quando abbiamo proposto quella soluzione lo abbiamo fatto per amor di paradosso. L’associazione nazionale magistrati, invece, fa sul serio

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Un Caffè Amaro Come il Fiele: Arrendiamoci all’Evidenza e Facciamogli Fare i Fatti Suoi. Almeno Limitiamo i Danni. Che ne dite? Se po fa?

20 giugno, 2008 di  
Archiviato in Caffè Amaro, Democrazia e Diritti

Premessa: un principio fondamentale vigente in qualsiasi paese democratico è che la legge dispone erga omnes, ovvero vale per tutti. Questo significa che tutti ne sono destinatari, sono tenuti a rispettarla e in caso contrario vedranno applicarsi nei loro confronti una sanzione.
Ovviamente alcune leggi si applicano a tutti senza distinzione alcuna, tipo il divieto di commettere reati comuni (furti, rapine, omicidi, etc.), mentre altre si rivolgono a tutti coloro che ricoprono un determinato status (ad es. alle persone sposate si applica il divieto di bigamia, a chi percepisce un reddito l’obbligo di dichiararlo e pagare le relative imposte etc.).

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