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La Rivolta dei Taxi, dei Notai, dei Farmacisti, dei Commercialisti …

Secondo La Repubblica e Il Corriere, i tassisti hanno un parlamentino. Non un parlamento, per carità. Un parlamentino, una cosa piccola, coccolosa, carina. Magari hanno anche un i ministerini, il governino e il presidentino del consiglio, forse proprio l’ormai celeberrimo Bittarelli, grande cultore della supercazzola e, di conserva, adattissimo a cotanto ruolo ( o ruolino) istituzionale.

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Una Bomba Chiamata Unicredit

7 gennaio, 2012 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione

Cento miliardi di capitalizzazione nel 2006, 7 miliardi nel 2011. Una perdita secca del 93%. Il 37% di perdita negli ultimi tre giorni. Per chi non ha ancora capito cosa significa, forse ci vuole un disegno, uno di quelli alla IKEA, universalmente adatto anche agli idioti. Unicredit è la bomba ad orologeria piazzata sotto il culo della repubblica italiana e, di conseguenza, nel ventre dell’Europa, di cui la nostra penisola rappresenta da tempi insospettabili la parte più molle e non solo dal punto di vista economico.

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Quando andrai in pensione? Non si sa.

9 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Cazzotti, Cuore di Tenebra

Secondo La Repubblica, devo andare in pensione a 67 anni e 7 mesi. Secondo il Corriere a 65 anni e due mesi. Due anni di differenza. Bazzecole, specialmente a una certa età. E secondo le leggi della repubblica italiana? Non si sa. Noi viviamo nel disordine più totale.

Poi, se lo spread scende è merito di Monti. Se sale, è colpa degli inglesi. Ma con tutte le cazzo di tasse che pago avrò anche il cazzo di diritto di capire qualcosa o no?

 

Anatomia del Disastro. Default, The Day After

21 settembre, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, Leggere

Nonostante la censura, le notizie che arrivano dalla Grecia sono così allarmanti che è ormai impossibile nasconderle. I fatti parlavano già da settimane. Un paese che per ottenere prestiti è costretto a promettere interessi annuali superiori al 100% (in questo momento 130%) è già fallito.  Il silenzio stampa che ha coperto la vicenda ha evidenti fini anti panico.  Mentecritica ritiene che la piena consapevolezza delle persone sia più utile alla comprensionde dei fatti ed alla loro valutazione. Quindi, dopo aver descritto genericamente cosa vuol dire fare default per una Nazione, provo ad ipotizzare un calendario degli eventi nei 100 giorni successivi alla dichiarazione di default italiano che, secondo stime statistiche, può giungere nel giro di poche settimane. Il giorno di dichiarazione del default verrà genericamente indicato come D-Day.

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Circa 4 settimane prima del D-Day

La fuga di capitali dall’Italia, già iniziata nei mesi precedenti, diventa un vero e proprio fiume in piena. Chi ha titoli di stato (di seguito denominati Pizza Bond) li liquida a qualsiasi prezzo e trasferisce il contante su banche estere, possibilmente fuori dalla zona euro. L’area privilegiata ed immediatamente raggiungibile rimane la Svizzera (anche grazie alla mancata adesioni Italiana al piano Rubik) in previsione di una robusta tenuta del Franco rispetto ad una forte svalutazione dell’Euro a seguito del default italiano.

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Meccanica dei Salvacondotti

12 settembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Strange Days

Periodicamente ritorna la questione del salvacondotto a Silvio Berlusconi. In pratica il patto sarebbe questo: tu ti ritiri dalla politica, noi (io, voi, tutti) ti garantiamo l’impunità e ti promettiamo di non espropriarti i tuoi beni. Se ne parlava più o meno un anno fa, quando, almeno secondo Berlusconi e Tremonti, non c’era la crisi, se ne parla ancora oggi come misura estrema per uscire dall’impasse politica che la crisi la aggrava. Un argomento buono per tutte le stagioni.

Già.  Questa storia del salvacondotto rischia quasi di essere divertente. Quando c’è una transazione, le parti si scambiano qualcosa che possiedono. In questo caso la Repubblica Italiana ha (possiede) il diritto legittimo e riconosciuto a livello internazionale di perseguire chi viola le leggi repubblicane sul suolo metropolitano e di punirlo con la detenzione e con l’esproprio se la legge lo prevede. E Berlusconi cosa offrirebbe in cambio? Le dimissioni da presidente del consiglio dei ministri ed un suo ritiro dalla politica. La domanda che sorge immediata è: quand’è che Berlusconi ha acquistato la titolarità inderogabile al titolo di presidente del consiglio dei ministri?

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Default italia: la Nostra Colpa,la Nostra Svolta,il Nostro Essere.

3 settembre, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra

Appare sempre più evidente quanto la condizione politica, economica e sociale nel nostro paese abbia ormai raggiunto un “default” che va ben oltre il fallimento inteso come brusca fine del nostro Status quo. E vero, abbiamo perso molto negli ultimi 15 anni, per colpa di politici che ci hanno portato letteralmente via la libertà di parola, la sicurezza economica dei nostri figli, la possibilità di vivere in modo dignitoso grazie a un buon lavoro e poter pagare le tasse con la consapevolezza che quando saremo vecchi e malandati il nostro paese si prenderà cura di noi esattamente con lo stesso amore con cui noi ci siamo presi cura di lui per tutta la vita.

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Default Italia, 94 Giorni al Fallimento: Della Necessita’ Storica di Infliggere un Durissimo Castigo alla Classe Politica Italiana

8 agosto, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Cuore di Tenebra

Osservando quello che accade stamattina, con gli indici di borsa letteralmente impazziti e la contrazione dello spread fra bund e btp a seguito della decisione (anticipata ieri sera da Le Monde) della Francia e della Germania di sostenere l’Italia, si capisce immediatamente che il governo italiano non ha più titolarità in campo economico.
L’alato discorso di sua Eccellenza il Presidente del Coniglio dei Ministri della Repubblica Italiana Cav. Berlusconi Dr. Silvio, tenuto qualche giorno fa, aveva avuto un effetto così depressivo sul mercato da far sperare più di uno che una laringite fulminante colpisse il Grande Imprenditore per impedirgli di parlare ulteriormente.
Non era andata molto meglio con quella che, bonariamente, abbiamo definito la supercazzola. L’insieme fumoso di intenti e prospettive definite con le parti sociali. Non se l’è filate nessuno.

Invece, quando parlano la signora Merkel e il signor Sarkozy, i mercati ascoltano e gli scambi riprendono allegramente. Berlusconi, Tremonti & co. non contano più un beneamato cazzo.
Certo, per ricevere i denari serviranno le riforme, ma queste le imposteranno Berlino e Parigi, a noi toccherà solo predisporci nella corretta posizione per riceverle (un bagnetto preventivo con acqua calda, lenitivo e crema idratante può predisporre la parte a ricevere le misure che si prospettano grosse e dure). Questo è quello che vuol dire “essere commissariati” che è la versione terzo millennio di “essere occupati” (militarmente, il lavoro non c’entra).
Non sperate nelle liberalizzazioni. Avvocati, notai e tassisti, solo per fare qualche esempio, sono già sul piede di guerra e quelli non li tocca nessuno. Le privatizzazioni arricchiranno un bel po’ di gente, si ricordi la vicenda Alitalia che doveva rimanere italiana a tutti costi e che ora diventerà di Air France con la differenza che i danari li incasserà Colaninno e non lo stato. Toccherà come sempre ai redditi fissi accollarsi la croce. Più tasse, meno pensioni, riduzione della copertura sanitaria, riduzione delle invalidità, abolizione dell’articolo 18. Cambiano i problemi, ma i culi rimangono sempre gli stessi. Nessuno si faccia illusioni.

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Quando Svecchiare Costa un’Intera Generazione

Il corriere del 12 luglio 2011 ha pubblicato un bell’articolo di Maurizio Ferrera sul risanamento, che chiosa come segue:

“Quale potrebbe essere il profilo di una nuova «autorità» a promozione e tutela degli investimenti sociali e della crescita inclusiva? Sul nome e le funzioni, c’ è tempo per discutere. Per ora, mi limito a fare due proposte: presidente donna e componenti tutti rigorosamente al di sotto dei 40 anni.

L’Italia è una repubblica gerontocratica fondata sul lavoro dei vecchi. L’età media della classe governante è elevatissima: 54 anni per i Deputati, 57 per i Senatori, 70 per i 4 presidenti. Il confronto con gli altri paesi negli ultimi 2 decenni è impietoso.
L’età media per salire al Quirinale è di 71 anni e nessun Presidente della Repubblica Italiana è stato eletto prima dei 57. Negli USA, Obama è stato eletto a 48 anni, W. a 55, Clinton a 47; in Francia, Sarkò è salito all’Eliseo con 55 anni, Chirac con 62; in Germania (sebbene i Cancellieri non siano presidenti) sia la Merkel che Schroder ne avevano 51, Köhl 58; in Gran Bretagna, Cameron aveva 44 anni, Brown 56, Blair 44, Major 47.

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Oltre il Patriottismo di una Sera: Federalismo Fiscale e Unità d’Italia

22 febbraio, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, latest

Non essendo un massmediologo ed abitando una casa iperdotata di televisori, ho potuto concedermi il lusso, vagamente snobistico, di non seguire il festival, salvo, opportunamente e puntualmente allertato da mia moglie, come convenuto, l’intervento di Benigni. Non essendo, inoltre, un critico cinematografico, né televisivo, mi concederò un altro lusso: la performance mi è sembrata “non memorabile” (spendo, con qualche malizia, proprio un aggettivo largamente utilizzato nella circostanza dal geniale comico toscano). Resta inteso che sono un suo inossidabile fan e non mi sognerei mai di metterne in discussione la magia istrionica, ma, in tutta sincerità, ho trovato un po’ troppo retorico (e lungo) il testo, ancorché impreziosito qua e là da frizzanti evasioni  (la repubblica minorenne, le mie prigioni di Silvio, la vittoria schiava di Roma e così via).

Sarà certo colpa mia e del mio disperato tentativo di non affogare nell’onda del conformismo dilagante, ma neanche per un attimo sono riuscito ad abbandonarmi all’emozioni dell’epopea risorgimentale e, men che meno, all’enfasi melodrammatica dei versi del giovane e valoroso Mameli. Caro Benigni, ma davvero pensi che sia ragionevole proporsi di rintuzzare le spinte centrifughe leghiste, gridando “stringiamoci a coorte” o richiamando le magnifiche gesta di Scipione l’africano, che vinse a Zama nel 202 a.C., offuscando per sempre, ed in un colpo solo, la fama di Annibale ed anche  quella del povero ed incolpevole Scipione l’emiliano?

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Ognuno per Sé, Dio per Tutti

13 dicembre, 2010 di  
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Quella che va in scena oggi è l’ennesima rappresentazione di una commedia che ha stancato tutti tranne gli attori che continuano a recitarla imperterriti sul palco.
Nell’indifferenza generale si celebra la commemorazione di un caro estinto: il regime parlamentare. Tutti fanno finta che sia ancora vivo e si atteggiano a sacerdoti della democrazia. In realtà, il parlamento, il senato e la rappresentanza democratica si sono ridotti a tratti d’inchiostro sbiaditi sulle pagine sgualcite e polverose della costituzione della repubblica italiana, una mummia incartapecorita che meriterebbe di essere degnamente esposta nelle sale del museo egizio di Torino.

Con l’approvazione di una legge elettorale barbara come i suoi redattori ed il sostegno compiacente di un’opposizione grata a chi si sporcava le mani al posto suo, in Italia c’è stato un vero e proprio colpo di stato. Senza sparare un colpo e senza schierare carri armati, una ristretta oligarchia ha violentato (da dietro) l’elettorato e gli ha sottratto ogni potere decisionale trasferendolo nelle segreterie politiche e stabilendo, di fatto, un regime partitocratico.
Ora l’elettore non ha più rappresentanza, ma solo una squadra per cui tifare. Sessanta milioni di coglioni seduti sugli spalti a gridare ed ad inveire, mentre ventidue plurimiliardari fanno i cazzi loro in campo e si fottono pure le veline.

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Saviano e Maroni: Uno Scontro sul Nulla

16 novembre, 2010 di  
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Saviano legge un po’ di giornali, che oggi si dice  “fare un’inchiesta”, va in televisione e afferma:

  1. La criminalità organizzata cerca contatti per infiltrarsi negli appalti pubblici.
  2. I contatti giusti sono gli amministratori locali.
  3. Al Nord governa la Lega.
  4. E’ possibile che la Lega e la criminalità organizzata entrino in contatto.

Poi c’è la pubblicità e il discorso si interrompe lì. Un nostro infiltrato alla RAI ci informa che il copione continuava con un approfondimento sul fatto che riscaldando l’acqua a 100 gradi circa questa inizia a bollire. In più, lasciando cadere un sasso, questi si muove in direzione del suolo con accelerazione pari a 9,80665  m/s2 e non prende a svolazzare tutt’intorno.

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2 Giugno

1 giugno, 2010 di  
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Io rivendico il mio diritto civile e laico a odiare la repubblica, la degenerazione delle sue istituzioni, il tradimento operato nei confronti di quei cittadini (pochi o molti, non lo so) che hanno creduto che a onestà, dedizione e lavoro corrispondesse almeno considerazione.

Io odio la repubblica e la cattoipocrisia delle sue leggi sul lavoro, sull’amore omosessuale, sulla procreazione medicalmente assistita, sul divorzio e sulla libertà di votare per i simboli, ma non per gli uomini.

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