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Chi Sono i Black Bloc?

16 ottobre, 2011 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione

Per alcuni sono degli infiltrati della polizia e dei carabinieri. Per altri si tratta del braccio armato del movimento “No Global”, italiani e stranieri che si tengono in contatto per poi darsi appuntamento alle manifestazioni come quelle del G8 di Genova o di ieri a Roma per “farle fallire” come scrive il Corriere.

I Black Bloc sono come gli alieni. Tutti giurano di averli visti, ci sono pure i filmati e le fotografie, ma nessuno è in grado di mostrarne uno, vivo o morto che sia.
Ma i Black Bloc sono gente come noi? Quando si togliono il casco e la sciarpa, mangiano, bevono, giocano con i bambini, hanno un gatto o sono balck Bloc anche nella vita provata? Fanno la spesa o razziano il supermercato? Prendono i soldi al Bancomat digitando il pin o lo sfasciano? Fanno l’amore col casco? E in questo caso come la mettiamo con i baci ed il sesso orale? Anzi, ma tra di loro ci sono femmine o si riproducono per scissione?

E poi, perché si chiamano Black Bloc come un cioccolato fondente amarissimo all’80% di cacao?

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Il deserto dei Tarantini

21 settembre, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra

“L’esistenza di Drogo invece si era come fermata. La stessa giornata, con le identiche cose, si era ripetuta centinaia di volte senza fare un passo innanzi. Il fiume del tempo passava sopra la fortezza, screpolava le mura, trascinava in basso polvere e frammenti di pietra, limava gli scalinie le catene, ma su Drogo passava invano; non era ancora riuscito ad agganciarlo nella sua fuga.” 
(Dino Buzzati, “Il deserto dei Tartari”)
Viviamo asserragliati nella fortezza Italia, con viveri ormai razionati, completamente paralizzati nell’attesa di qualcosa, una guerra, una catastrofe, un’invasione, un colpo di gong gigantesco che ci svegli e dia un senso alla nostra esistenza e ci redima all’ultimo istante dal peccato dell’incapacità di reagire a questa tetraplegia mentale che ci impedisce perfino di immaginare una realtà diversa da questo orrore. Paralizzati come nei sogni più angosciosi, con le gambe che vorremmo muovere ma non possiamo.
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Default Italia: Mandiamo i Pulcinella al Confino

19 luglio, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Cuore di Tenebra

Il senso di questi giorni è tutto nelle discussioni del mattino. Il Fuzzy Mib, lo spread con i bund tedeschi, le vendite allo scoperto. Il destino di ciascuno di noi sembra legato a questi termini esoterici che ci raccontano di strepitose ed incontrollabili energie per le quali le nostre vite non hanno nessuna importanza e che potrebbero stritolarci in un secondo, senza pensarci due volte. In realtà le cose stanno veramente così. Le vicende dei singoli perdono di consistenza di fronte ai grandi movimenti storici. L’inclinazione dell’asse economico terrestre sta cambiando. Il baricentro del mondo si sposta ad Est ed il fenomeno tellurico conseguente farà vittime, devierà vite e stroncherà carriere.

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TAV: La Battaglia per un Paese che non c’è

Lo confesso: non ho un’idea chiara sulla questione della TAV in Val di Susa. E’ un’opera con impatti devastanti sull’ambiente? Sicuramente sì. L’equilibrio naturale è delicato e qualsiasi alterazione può indurre conseguenze irreversibili. Serve? Forse sì. Si tratta di un raccordo parte di un progetto a livello europeo. Difficile credere che sia stato possibile mettere su un ambaradan di queste dimensioni senza che tante entità non abbiano condiviso ipotesi di sviluppo ed utilizzo almeno plausibili. Probabilmente non è un’opera necessaria, ma solamente utile. Qualcuno è in grado di dare un giudizio definitivo ed inappellabile? No, oltre ogni dubbio. L’elevato numero di variabili in gioco, l’orizzonte temporale, la fluidità del contesto economico impediscono una risposta ineccepibile. Si può discutere all’infinito, ma non si arriverà mai ad una conclusione scientifica. E’ una cosa che va fatta o non fatta sula base di un sentiment, parola che gli specialisti del settore finanziario utilizzano per definire una sensazione solo parzialmente basata su fatti, ma integrata con una visione del futuro che rimane personale.

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Fenomenologia del Bene, del Male e dei Numeri al Lotto

27 giugno, 2011 di  
Archiviato in Accademia DFC, Cuore di Tenebra, latest

Giudicare un uomo è opera complessa al punto che vi è delegato un essere divino o un magistrato il che, almeno dal punto di vista dello stipendio, è più o meno lo stesso.
Alcuni sono generosi, ma inaffidabili. Altri sono precisi come orologi svizzeri, ma opachi di mente e di cuore. Altri, a seconda delle contingenze, dell’umore e dell’intossicazione chimica possono essere di volta in volta ombrosi, spumeggianti, freddi, sorprendenti, noiosi, brillanti.

E’ per questo motivo che più che gli uomini, si cerca di giudicare le loro azioni, le scelte. Anche queste, però, sono di difficile valutazione. Aveva tutte le informazioni per fare quella scelta? Era lucido? Ci ha pensato abbastanza?
Alla fine, la montagna partorisce il topolino e ci si riduce all’elementare interpretazione della fenomenologia, in questo caso l’effetto delle azioni degli uomini. Se un uomo fa cose il cui effetto ci garba lo giudichiamo bene (è in gamba, si applica, è generoso, è competente, è onesto). Se, invece, il suo lavoro ci danneggia, egli diventa un pessimo soggetto (cazzeggia, è maligno, è ottuso, le puttane gli hanno succhiato il cervello).
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Vanilla Sky

14 giugno, 2011 di  
Archiviato in Democrazia e Diritti, latest

Forse la considerazione più interessante sull’esito dei referendum è il modo con cui si è raggiunto il quorum utilizzando, tra l’altro, Internet.
A quanto pare, il primato della televisione nel campo della formazione del consenso, non è più incontestato. Tacere, mentire, disinformare utilizzando telegiornali, talk show e addirittura previsioni meteorologiche non è più sufficiente. Ora bisogna fare i conti con i social network, l’email, il web 2.0.

La nostra classe dominante, nonostante la generosa elargizione di gadget utilizzati per lo più per navigare su siti porno o per fare solitari, non l’ha ancora capito. I più “tecnologici” pensano che basti avere un sito con le bandierine o un blog mezzo morto per essere à la page. Quella che viene completamente trascurata è la componente emozionale, il dialogo, la socializzazione e la condivisione di idee e contenuti tipiche della comunicazione in rete dove un’idea apparentemente banale o una canzoncina sguaiata possono portare in poche ore un emerito sconosciuto alla ribalta del dibattito politico nazionale. Leggi il resto

Ai Confini della Follia

14 aprile, 2011 di  
Archiviato in Border Zone

Questo scritto dovrebbe essere letto dopo i precedenti “Non premete quel pulsante” e “Dopo il fuoco e il tempo l’uomo invento la realtà
Non credo che ci potrò scrivere un altro post su questo argomento perché ritengo veramente quello che sto per dire al limite del ragionevole e forse un po’ più in là.
Nei due scritti precedenti dicevo sostanzialmente che la non esistenza intesa come morte non è verificabile e che il mondo come lo conosciamo non è cosi certo come pensiamo.

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Quo Usque Tandem, Tunisino, Abutere …

11 aprile, 2011 di  
Archiviato in latest, Oltre il Confine

Quo usque tandem, tunisino, abutere …(1)

Un partito politico solitamente nasce per realizzare un progetto a favore di una parte, contro un’altra. Talvolta anche a favore di uno solo, che però deve avere moltissimi soldi e tre televisioni.
Sotto questo punto di vista l’azione di un partito non può essere informata che alla conquista e al mantenimento del potere, perché senza il potere nessun programma è realizzabile, per quanto bello sia. E siccome in un sistema democratico il potere viene dal consenso, ogni partito democratico dovrà operare per acquisirlo e per mantenerlo e, ove non ci riesca, rimettere in discussione il proprio progetto e la propria classe dirigente, perché è evidente che uno dei due è inadeguato. Probabilmente entrambi, essendo questa che ha generato quello.

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Note
  1. fino a quando, tunisino, abuserai … Mutuata dall’originale di Cicerone, Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? tratto dalle orazioni Catilinarie
    []
Fine delle Note

Ahahahahahahaha (risate registrate)

1 aprile, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra

In questi giorni tormentati, tra processi e prescrizioni brevi, verbali della camera approvati a colpi di giornali e lanci di tessere, politiche energetiche modificate sull’onda dell’isteria, attricette assunte al ministero della difesa, invasioni di migranti, guerre combattute in quarta pagina fra l’indifferenza generale, case comprate a Lampedusa e casinò promessi come se fossero università, ospedali o case popolari, ci sarebbe tanto da scrivere, indignarsi, rammaricarsi.

Eppure, non so. La contingenza che viviamo mi fa l’effetto di uno di quei banchetti medievali con il desco imbandito di portate magnificenti dove sui commensali torreggiano interi maiali, pernici e vitelli ricoperti di butirro, ova, zuccaro, zafrano, lardo e brodo grasso. Più che fame, e desiderio di scriverne, questo spettacolo sazia di per sé e mi allontana.

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Bocchino e Carfagna

Finalmente è possibile mettere vicino queste due parole senza correre il rischio di beccarsi una querela. Qualche anno fa, se pur indirettamente, siamo stati testimoni di una triste vicenda di stupidità, ignoranza e malignità efferata che ha colpito un giovane autore di grande intelligenza ed eccezionale talento. Leggiamo un estratto di una sua intervista:

A luglio del 2008 pubblicai sul blog una falsa trascrizione satirica di un’intercettazione in cui raccoglievo tutte le illazioni e indiscrezioni apparse in quel periodo sui giornali su come il ministro delle pari opportunità fosse entrata a far parte del governo(1).

Il giorno dopo il post era su tutto l’internet italiano, fino a quando Dagospia non rilanciò il pezzo (senza linkarlo) sul suo aborto di sito gossipparo, quasi innescando l’emergenza democratica. Passai tutto il pomeriggio a rispondere alle telefonate di giornalisti che mi chiedevano dove avessi preso il documento giudiziario e se facessi parte del Sismi o di ambienti berlusconiani.

Ricevetti anche una telefonata dalla questura di Roma in cui, oltre a rassicurarmi sul fatto che non sarei andato in galera, mi si chiedeva di andare nella capitale per essere interrogato. Non potendo muovermi, si organizzò l’incontro a Verona. Dopo ore di domande, verbali e sequestri di hard disk, la Polpost e la Digos effettuarono una perquisizione a casa mia a Padova per cercare l’intercettazione, che naturalmente non esisteva. Le querele erano state sporte dalla Carfagna e da Confalonieri, e la procura di Roma iscrisse d’ufficio il reato previsto dall’articolo 617-ter (“Falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche”), di cui ignoravo completamente l’esistenza. La cosa fortunatamente non ebbe pesanti ripercussioni giudiziarie, ma la stampa italiana diede il peggio di sé. In un articolo in prima pagina su Libero (“Falsa intercettazione per uccidere il Cavaliere”, o qualcosa del genere) Paragone mi diede dello stalinista, giacobino, corsaro, giustizialista e altri epiteti piuttosto lusinghieri.

L’agenzia Adnkronos scrisse che il sito era nelle Antille, quando in realtà il mio host era l’italiano Aruba.it (purtroppo), incidentalmente anche il nome di un’isola caraibica. Una giornalista del Corriere della sera edizione Veneto, che evidentemente aveva preso a cuore il mio caso, mise per tre articoli di seguito una foto in cui, piccolo particolare, non ero io: l’aveva presa a caso da Google, cercando il mio nome.

L’ultimo a parlarne è stato Filippo Ceccarelli di Repubblica nel suo ultimo libro, “La suburra”, devo dire in maniera abbastanza equilibrata e veritiera, senza darmi contro o farmi passare per un coglione.

È stato un bel tuffo nell’Unione Sovietica degli anni ’50, non c’è che dire. fonte

Ora, per via di pubblica ammissione non smentita dall’interessata, apprendiamo che l’errore di quello che conoscevamo come Johnpaul/Harlot (oggi passato al lato oscuro della forza come Blicero), fu quello di scrivere di bocchino fatto dalla Carfagna, invece di Carfagna fatta da Bocchino. Un’impercettibile quanto determinate inversione di termini.

C’è da dire che nemmeno la potente vis creativa di Harlot/JohnPaul, (mi perdoni se preferisco continuare a chiamarlo così, almeno non lo immagino fare la pubblicità ai casino on line) era stata in grado di immaginare l’orgia mediatica del bunga bunga. La realtà è la frontiera che il genio non potrà mai attraversare.


Note
  1. si parlò di coito orale N.d.R. []
Fine delle Note

Che Succede in Libia? Meccanica della Disinformazione

26 marzo, 2011 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione, latest, Oltre il Confine

Talvolta, anzi spesso, ho l’impressione che l’informazione italiana sia largamente inferiore al suo compito. Che si avvalga di strumenti e di metodi del tutto inadeguati a descrivere ciò che accade, un po’ come faceva la medicina per descrivere il corpo umano prima di Vesalio, o l’astronomia per descrivere il moto dei pianeti prima di Copernico.

Alla cosa non è certamente estranea la qualità degli addetti ai lavori, condizionati da una formazione che li porta a rincorrere un linguaggio letterario, modello quarta ginnasio, piuttosto che la verità effettuale della cosa; quando non i risvolti psicologici ed emotivi degli avvenimenti, che non faranno informazione ma piacciono tanto alla ggente, si ritiene.

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La Tristezza di Essere di Sinistra

Sempre più spesso mi accade di leggere su facebook o su alcuni blog commenti “di sinistra” sicuri e precisi, taglienti ed efficaci, nei quali, in tutta onestà, fatico a riconoscermi completamente, per cui mi viene spontaneo chiedermi se non sono diventato un vecchio reazionario, inutilmente incline ad interrogarsi sulle ragioni degli altri e, più in generale, al dubbio, inteso come metodo critico.
Va da sé che questo interrogativo mi urta notevolmente, a causa della mia piccola storia personale, che non mi permetto qui di richiamare, consapevole dell’assoluta mancanza d’interesse per gli amici ai quali mi sto rivolgendo. Una storia modesta, ma, mi sembrava, abbastanza coerente e, quindi, degna di essere preservata con una certa benevola affezione.
In breve, sono piuttosto invidioso della sicurezza acquisita da compagni, giovani e meno giovani, e profusa a piene mani su questa bacheca collettiva. Ma, per togliersi i dubbi, non c’è altra strada che porre delle domande ed attendere le risposte chiarificatrici. Cominciamo, allora.

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Non Mi Posso Riconciliare

10 marzo, 2011 di  
Archiviato in Cazzotti, latest

Dopo la Coca Cola, il Pop Korn e Facebook ecco apparire inevitabile la ”Alternative Dispute Resolution” o conciliazione, mediazione come si dice in italiano.
Anche io sono uno che predilige i discorsi cortesi e le soluzioni ragionevoli lontani dal tifo da stadio, dalle ragioni urlate, ma nonostante ciò rifiuto quello che sta cercando in qualche modo di passare come moderno, aggiornato, di moda e trendy.

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Adda Passà a Nuttata

3 marzo, 2011 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia, latest

Ragioniamo tutti come se fossimo in presenza di una crisi interna al ciclo economico, al più, solo più grave, come fu quella del ’29. Ragioniamo come se la Finanza fosse ancora oggi la “quinta marcia” dell’Economia e ci masturbiamo all’idea che la catastrofe sociale che ci ha investito sia tutta colpa di quei “meccanici” infedeli che a Wall Street hanno truccato il motore della buona Finanza.

Ovviamente, la ricorrente metafora della “quinta marcia” è pura menzogna: nelle società moderne, organizzate su uno schema di capitalismo avanzato, Economia e Finanza sono indissolubilmente legate, non meno di quanto lo siano i due maccheroni che danno origine a quello straordinario prodotto dei pastai napoletani, chiamato “fusillo”.

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Dopo il Fuoco ed i Numeri l’Uomo Inventò la Realtà ed il Tempo

27 febbraio, 2011 di  
Archiviato in latest, Oltre le Righe

Io credo che la realtà non sia esistita da sempre. Credo invece che sia un’invenzione dell’uomo per avere uno strumento con cui trattare un immenso e inarrestabile flusso d’informazioni.
Mi spiego meglio con un piccolo esperimento: prendiamo un bicchiere d’acqua e un contagocce. Ora riempiamo il contagocce e lasciamo caderne una. Ora osserviamo bene.
La goccia cade e passa dal punto A nell’istante TA al punto B nell’istante TB.
La goccia per le note leggi gravitazionali cade in moto accelerato e occupa quindi punti dello spazio diversi in istanti di tempo diversi.
Osservandola mentre cade abbiamo chiaramente l’idea di qualcosa che è munito di una posizione, di cui si può misurare la velocità, l’accelerazione, la massa eccetera tutte quelle belle cose che la fisica ha insegnato.

Tutto sembra molto chiaro e lineare ma osserviamo qualche istante dopo: la goccia d’acqua incontra l’acqua contenuta nel bicchiere e si mescola con essa.
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Donne:Mutazioni Genetiche XYZ

26 febbraio, 2011 di  
Archiviato in latest, Vere Donne

Forse il cromosoma xx del sesso femminile ha subito e  continua a subire mutazioni genetiche.
La seconda x, quella determinante per le differenze tra le ” femminucce” e i maschiacci ha perso o ha dovuto perdere nel tempo quelle doti di sensibilità, d’intuizione e di grazia che la contraddistinguono. Ci ritroviamo muscolose per lavori maschili o per allenamenti in palestra che dobbiamo/vogliamo sobbarcarci, a dover fare anche da padri perché i nostri partner latitano e a ricorrere a quei metodi di lotta feroce per la dura sopravvivenza che dalla foresta si è spostata nella vita cittadina e politica e poco importa se al posto di sangue scorrono tracolli economici o scorrette campagne elettorali, il fine è sempre quello: scannare il rivale senza nessuna regola morale.

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Il 13 Febbraio e le Donne

14 febbraio, 2011 di  
Archiviato in Appunti Italiani, latest, Vere Donne

Post-esame universitario in un raro pomeriggio di sole invernale. Mentre finalmente passeggio senza troppi pensieri per la testa, incontro in una delle aule studio la mia amica C. . E’ raggiante, e come ho modo di scoprire di lì a poco, ha appena finito il suo appello brillantemente. Mi offre un caffè e qualche secondo dopo ecco che spuntano altri due sorrisi nascosti dietro di noi: S. e V. hanno finito e ci raggiungono. Ci si racconta inevitabilmente delle domande sostenute ma, soprattutto, di quanti esami manchino alla laurea! Argomento a dir poco a senso unico poiché si finisce sempre con il porsi la stessa domanda: e dopo? Non che le opzioni siano poche, ma l’aria che tira nel nostro campo è terribile; ognuna di loro svela piano il proprio piccolo sogno nel cassetto, quasi come per ricordarlo a sé stessa, e mentre raccontano la mia mente disegna l’immagine di luoghi esotici lontani o luminosi ed affascinanti.

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