Gioco di squadra e di compasso
30 agosto, 2011 di Lameduck
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La Presa per il Sedere dell’Unità d’Italia
7 gennaio, 2011 di dellefragilicose
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Napolitano che parla dell’unità d’Italia fa lo stesso effetto di Ratzinger che parla del sesso prima del matrimonio. Magari sarà pure vero che se una persona è cattolica deve aspettare il fatidico “sì” per inzuppare il biscotto, ma mi piacerebbe contare, percentualmente, quanti rispettano la consegna.
Il valore dell’unità d’Italia, come il divieto di pugnetta, suona anacronistico in un paese dove ad essersi sfasciato non è solo lo spirito nazionale, ma il sistema politico, la certezza del diritto, la libertà di voto, il rapporto paritetico tra imprenditoria e forza lavoro e la fiducia in una vecchiaia serena per quello che una pensione e l’assistenza sanitaria pubblica possono donare.
Piccolo Dio
5 gennaio, 2011 di Daniela Tuscano
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Ma quant’era bella, Maryam Fekry detta Mariouma (Marietta), anni 22, di Alessandria d’Egitto. Il e ce la mostra raggiante, esplosiva, multiforme, nutrita di sé. Mille Mariouma in una: i capelli trionfanti da Medusa sulle spalle nude, oppure raccolti in un candido velo, attorniata da oggetti in alabastro, giada, colonnine tortili, un artigianato che profuma di prezioso, di lindo e di misterico. Felice; con quel suo incarnato più bello del mondo, schiettamente mediterraneo. Fiera con toga e tocco, il giorno della laurea; e trasognata con amici e amiche, sulla passeggiata a mare della cocente estate egiziana. Vapori aurei; gioventù straziate ma tenaci nel sorriso; la guardo e immagino le descrizioni di Cortile a Cleopatra di Fausta Cialente. E, anche, Il giardino dei Finzi-Contini di Bassani. La vedo giocare a tennis, in abiti bianchi, ridere e scherzare con amici sbilenchi e allampanati, gentile con tutti, inafferrabile al fondo. La vedo benestante, in una casa di pietra chiara, cosciente della sua appartenenza a una terra e a una storia. Mariouma è diventata il simbolo dello . Cristiani . Ancora una donna che s’incarna nella persecuzione dell’umanità nuova.
Dialoghi: Le Due Chiese
24 aprile, 2010 di Assunta Altieri
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M: La gerarchia è al servizio della Chiesa. La gerarchia è fatta di uomini e quindi mi meraviglierei molto se fosse immune da vizi, peccati e colpe. il cristianesimo ti insegna che il male non è negli altri (nel sistema), ma in me e che sono io che devo allontanarlo da me, senza strapparmi le vesti per le colpe altrui.
Assunta: Se non ci dobbiamo strappare le vesti per le colpe altrui com’è che si continua a nascere col peccato originale? Oltre che con una discreta percentuale di debito pubblico, naturalmente. Roba che uno non ha ancora emesso il primo vagito che è già bello e incastrato nel parapiglia cristiano-politico. Semmai è esistito un Dio è da mo’ che si è pentito di aver soffiato nelle narici di un pupazzo di creta. E giustamente ci ha lasciato a noi stessi, con la scusa del libero arbitrio, s’intende. E, infatti, arbitrariamente vescovi e cardinali decidono che vi sono peccati perdonabili (come la pedofilia, guarda caso!) e peccati non perdonabili (come l’aborto, fa un po’ te!). Mica si strappano le vesti. Solo le sollevano come tappeto che cela spazzatura che andrebbe condannata.

M: Assunta noto che ti sfugge il punto. Il punto è che compito del cristiano non è indignarsi per le colpe altrui, ma evitare le proprie. Non parlare del male altrui, ma compiere il bene in prima persona. Ovvero il contrario della mentalità corrente. La Chiesa come istituzione ha poi il compito di indicare quello che è bene e quello che è male alla luce della fede. Attaccare il peccato, ma non il peccatore. Nel caso di specie l’aborto e la pedofilia, e non chi commette aborto o chi è pedofilo. Il peccato è una cosa, il reato un’altra. Questa era anche un’antica conquista laica, ma vedo che la moda scandalistica degli ultimi tempi ci ha fatto regredire non poco sul piano culturale, oltre che umano.
Assunta: Pure io vedo che ti sfugge il punto, M. Il punto è che oramai, a forza di celar sotto le vesti, qui non si indigna più nessuno e di niente: che sia il prete che s’infila nel letto del bambino o il politico che fa le festicciole con le puttane o che va sottobraccio con la mafia.
Personalmente rivendico eccome il diritto di indignarmi.
Di indignarmi per la volgarità di un silenzio spacciato per sacramento.
Di indignarmi per chi non parla a nome proprio ma pretende di parlare a nome di Dio.
Di indignarmi per chi non s’indigna più.
Quando non m’indignerò più vorrà dire che avrà realmente vinto il “chiacchiericcio”.
Ah, dimenticavo: Cristo si è indignato, perfino incazzato parecchio coi profanatori del Tempio. Li ha cacciati.
M: Resta il fatto che io non sono Cristo e quindi seguo il suo monito per la peccatrice :”Chi è senza peccato, scagli la prima pietra”.
Assunta: Sì, ma Cristo intendeva difendere la vittima, mica i carnefici.
M: Carnefice è ognuno di noi quando pecca. Questo è il centro. Combattere il peccato, quale che esso sia. Fare il bene a qualunque costo.
Assunta: Come no? E’ come se, restando nella metafora, la raccontassimo così:
Nel mentre che camminava e pregava Gesù s’imbatte’ in certi filibustieri intenti a lapidare una fanciulla rea d’aver concesso il proprio corpo (probabilmente ai filibustieri medesimi) per danaro.
Fra la folla incitante si levò, flebile, una voce: “Maestro, tu che puoi, fermali.”
E Gesù: “Taci or dunque. Vuoi forse che tutta la famiglia paghi per poche mele marce?”.
Guarda M., questa gente (bada non scrivo gentaglia per solo rispetto nei tuoi confronti, ché di loro ho solo disgusto; di loro e del fare omertoso) farebbe bene a chiedere scusa. Per i credenti, mica per il “chiacchiericcio”. Per quei credenti che non hanno la benda sugli occhi e si sentono feriti e disgustati. Per i credenti che non hanno gli strumenti per scernere e distinguere, come mia zia che quando andava a votare si faceva scorrere il rosario fra le dita e diceva “croce su croce”.
Solo che a Ratzinger sta stretto il domandar scusa; già quando il suo predecessore e santo subito pronunciò una richiesta di perdono per i peccati commessi dalla chiesa si guardò bene dall’allinearsi, sottolineando il distinguo fra giudizio storico e giudizio teologico.

M: Assunta io la benda sugli occhi non ce l’ho. Proprio perché non ce l’ho, vedo bene la portata disgustosa di questa strumentalizzazione che fa diventare la colpa grave di pochi l’andazzo o il modo di essere di molti. La pedofilia nella chiesa è percentualmente in linea (un poco di meno a dire il vero) con la pedofilia nella società. Solo che non si dice che la società sia pedofila mentre lo si dice della Chiesa. Questo perché la Chiesa dà fastidio, perché non è indulgente con la mentalità secolare, perché non la smette mai di biasimare il male e di predicare il bene. Questo all’egoismo diffuso che sovrintende ai nostri desideri dà fastidio. E la Chiesa diventa il nemico da colpire. A prescindere.
Assunta: Nonono, qui non si sta parlando di colpa grave di pochi, ma di deliberata omertà di chi, pur avendo il potere di fermare l’abominio, ha scelto di sacrificare poveri bambini innocenti. O di ignorarne le denunce e il dolore. In nome di che? In nome di chi?
La chiesa dà fastidio sì, ma non perché è indulgente. Quando mai? Con se stessa, certo. Dà fastidio perché va continuamente a rimestare in casa di Cesare, e pretende che non si rimesti in casa propria. E sarebbe molto più rispettabile se invece di biasimare il male evitasse di compierlo e di coprirlo. Son uomini e sbagliano, mi dirai. Bene, allora da uomini paghino per i loro errori.
M: Assunta mi pare evidente che stiamo parlando di due realtà diverse e di due chiese diverse. In queste condizioni è ovvio che non ci si intenda.
Assunta: Hai ragione: parliamo sicuramente di due chiese diverse. Io sto parlando della Sacra Romana Chiesa (e suoi illustri accoliti pontefice in primis) e tu?
Anatema Contro i Gay: la Posta in Gioco
12 febbraio, 2010 di Daniela Tuscano
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Negli ultimi tre mesi abbiamo assistito a un’escalation di anatemi antigay da parte di alti prelati della Chiesa cattolica. La miccia è stata accesa da mons. Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna. Di fronte alla proposta di una regolamentazione delle coppie di fatto avanzata dalla Regione Emilia-Romagna, ha preso carta e penna per scrivere una lettera dai toni apocalittici e perentori (“Dio vi giudicherà, anche se non credete”) tra cui spicca la frase: “E’ ingiusto trattare in modo uguale i diversi”.
Lo stesso Caffarra, rigido censore dei “sodomiti”, che però, a quanto risulta, non ha mosso un dito (anzi…), per difendere una bambina dagli assalti d’un . Stesso comportamento tenuto dal vescovo ausiliario mons. Vecchi, anch’egli distintosi varie volte, in passato, per i suoi strali contro i gay, . Pochi giorni dopo il card. Lozano Barragan, già famigerato per aver dato dell’assassino a Beppino Englaro e per la sua somma indifferenza verso i veri crocifissi della Terra (immigrati, disoccupati ecc.), ha creduto di doverci ricordare, scomodando nientemeno che san Paolo, che ““.

Anno nuovo, mondo vecchio: all’indomani della vittoria di Nichi Vendola alle (inutilmente) sofferte primarie del Pd, mons. Babini, vescovo di Pistoia, ha rincarato la dose, invocando addirittura la scomunica latae sententiae. Dopo aver premesso di “provare ribrezzo a parlare di queste cose” e di considerare “aberrante” la pratica omosessuale, che “dare le case agli omosessuali, come avvenuto a Venezia, è uno scandalo. All’omosessuale dichiarato e conclamato non va data mai la comunione”.
Non è forse ozioso sapere (“una religione violenta ed anticristiana e che distinguere tra Islam moderato e estremo non ha senso.. L’Islam è unico e il brodo di coltura sono proprio i Paesi moderati. Nazioni islamiche ricche ad Haiti non hanno mandato neppure un soldo. Bisogna svegliarsi dal letargo e difendersi dall’Islam, prima di essere colonizzati”: nemmeno Fallaci e Calderoli avrebbero saputo dir meglio), e soprattutto della recente visita di Benedetto XVI alla Sinagoga di Roma: “Il Papa abbia fatto bene a visitarla. Ma con la stessa franchezza è arrivato il momento di affermare che gli ebrei non sono più i nostri fratelli maggiori [la definizione, come ognuno ricorderà, è di Giovanni Paolo II]. Meglio, lo sono stati sino all’arrivo di Cristo, poi lo hanno abbandonato e non conosciuto. Loro sono contro la storia e dal Nuovo Testamento in poi hanno scelto di non essere nostri fratelli. Sull’albero dell’ulivo é stato fatto un inserto diverso. La Chiesa è nata da Cristo e non dagli ebrei”.

Qualche giorno fa, stessa musica ancora dalla Toscana, per bocca dell’arcivescovo emerito di Grosseto, mons. Scatizzi: (come una malattia contagiosa?), perché “l’omosessualità è un disordine”. E, contemporaneamente, il Vaticano ha ammonito il governo: guai a finanziare campagne contro l’omofobia (altrimenti potrebbe sgretolarsi l’alleanza d’acciaio che pure i due soggetti hanno siglato).
E’ finita? No; sebbene non intendiamo addentrarci nelle sordide secche del caso Boffo, di don Farinella basta e avanza – notiamo come, per diffamare qualcuno, sia Feltri, sia il Vaticano non trovino di peggio che dargli dell’omosessuale. Non dell’assassino, del mafioso, del corrotto; tutto può essere perdonato, tranne l’omosessualità, naturalmente se “conclamata” (giacché, se nascosta, non infastidisce nessuno, non dà scandalo, soprattutto non se ne parla; quindi, il problema non esiste).
La Chiesa cattolica italiana, attualmente, si trova a esser governata da simili pastori. Non si vuol generalizzare, sia chiaro; resta il fatto che si tratta di personaggi potenti, influenti e molto attivi sui mass-media. Anziani “lefebvrizzati”, che nemmeno si accorgono di rasentare il ridicolo quando distinguono gli ebrei dall’ebreo Gesù; vecchi e arcigni custodi d’un inesistente Ordine Costituito, che invocano l’apartheid dei “diversi”; sepolcri imbiancati, teologicamente balbuzienti, i quali, sulla scorta dei fondamentalisti islamici che millantano di disprezzare, decontestualizzano Paolo dimostrando una paurosa ignoranza e superficialità sui testi sacri. Gli esegeti più autorevoli (anche in campo cattolico) da tempo ormai hanno ammesso, senza tema di smentite, che san Paolo , visto che ai suoi tempi la parola non esisteva nemmeno, per non parlare dei trans, che non mi risulta frequentassero i sacri palazzi nel primo secolo dopo Cristo. A parte che Paolo non può esser sbrigato in due maldestre righe, un dimenticato definì chiaramente grave errore “modernizzare un testo che aveva per contesto il paganesimo antico”. Paolo alludeva non agli omosessuali strutturali, ma a eterosessuali che, per vizio e/o curiosità, si abbandonavano a pratiche diverse da quelle con una donna/uomo senza esservi costretti (ed era il caso di taluni circoli intellettuali pagani, ma non solo, visto che Dante punisce tra i “sodomiti” esclusivamente “cherci e litterati di gran fama”, lasciando intendere che si trattava di una perversione riguardante le annoiate classi ricche).

Che poi Paolo disapprovasse anche l’omosessualità come tale, quando l’avesse conosciuta, è con ogni probabilità vero; come è vero che non tutte le rivendicazioni degli omosessuali sono moralmente accettabili; ma il discorso meriterebbe ben altro approfondimento e siamo noi a provare ribrezzo, e dolore, a dover ribadire queste ovvietà ai principi della Chiesa.
Lozano (e i suoi illustri confratelli) fingono pure di dimenticare sia il documento del ’75 , che già adombrava l’idea di un’omosessualità per dir così innata (oggi si sta tornando a considerarla vizio o malattia da guarire; le pubblicazioni cattoliche dànno molto spazio alle cosiddette “teorie riparative”, miranti a “convertire” gli omosessuali in eterosessuali), sia il Catechismo del ’92. Lo smemorato del Vaticano smarrisce poi in un cassetto della memoria un libro dell’illustre moralista Xavier Thévenot pubblicato in Italia nel ’92 con l’imprimatur, Omosessualità maschile e morale cristiana (Elle Di Ci), dove i passaggi su san Paolo sono molto ben analizzati (pur nel rispetto della tradizione più ortodossa). Si tratta di uno dei testi in materia più autorevoli e rigorosi, ancor oggi.
Né gl’importa di quel documento dei vescovi americani Forse perché destinato, appunto, a lontane contrade. La Chiesa universale sembra molto più interessata all’orticello italiano.

I nostri vescovi, dimentichi del Vangelo e dell’umana compassione, dimostrano però un intuito politico assai acuto. Essi sanno perfettamente che gli unici dai quali possano ricavare qualche mondanissimo profitto sono gli atei devoti, cui della religione poco cale, ma sono molto sensibili alle richieste temporali della Chiesa, e a cui non costa nulla sacrificare gli scandalosi “diversi” (se conclamati: gli stessi concetti, del resto, enucleati da Joseph Ratzinger in ). Tornino nel silenzio, smettano di essere conclamati e di suscitare scandalo; in cambio, il governo continuerà a elargire generose somme di denaro alle scuole cattoliche e a impinguare le tasche degli insegnanti di religione, mentre l’istituzione pubblica, sovversiva e “laicista”, può andare allo sfascio. Da parte sua, l’altra metà del Tevere non smetterà di accordare alle “autorità” la sua paterna benedizione. E le leggi inumane contro gli immigrati, la corruzione diffusa, la disoccupazione, le patenti ingiustizie, i decreti ad personam? E la perdita del senso di fiducia da parte di tanti giovani, privati del sogno di costruirsi una vita prima ancora d’averlo accarezzato?
Dottrinariamente, l’anatema contro gli omosessuali costituisce invece un altro passo (pretestuoso) per il definitivo affossamento del Vaticano II. Se questo è il passato che ci attende, c’è poco da stare allegri.
Esodi d’Autunno
22 dicembre, 2009 di fma
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Passa Francesco Rutelli, passano Lanzillotta e Vernetti; passa Dorina Bianchi, passano Carra e Lusetti; passerà prima o poi, io credo, Marini, passerà Fioroni, passeranno altri e altri; quando piacerà al cielo passerà anche la Binetti e se Dio vuole sarà l’ultima.
Il partito si sta spostando a sinistra, lamentano costoro, sta virando al socialismo. Che, detta nel 2009, non é una cosa facile da immaginare.
Che vuol dire? Che i bolscevichi insidiano la duma, che i soviet sono alle porte, che c’é da temere un ritorno al centralismo democratico?

Ratzinger Contro Ratzinger
24 febbraio, 2009 di Randomante
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Benedetto XVI ha affermato nei giorni scorsi che l’eutanasia “è una falsa soluzione al dramma della sofferenza, e non è degna dell’uomo”.
A Papa Benedetto XVI, si potrebbe rispondere che “l’interruzione di procedure mediche dolorose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati ottenuti può essere legittima. Si rinuncia all’accanimento terapeutico. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni spettano al paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o altrimenti a coloro che ne hanno legalmente diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente“.
Le Benedizioni di Benedetto
28 gennaio, 2009 di Daniela Tuscano
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In questi giorni non posso dedicarmi al blog come vorrei. Ed è un vero peccato, perché di cosette interessanti ce ne sarebbero parecchie, e sarebbe anche il caso di soffermarvisi un poco. Dacché, appunto, non mi è del tutto possibile, mi limito a qualche lapidario commento.
Innanzi tutto sul neopresidente Barack Hussein. Il quale, per aver semplicemente manifestato di voler rispettare la volontà delle donne che abortiscono (ché questo è il VERO senso dell’abolizione delle norme oscurantiste del suo predecessore W.) si è beccato le infiammate .
Firmo o non Firmo? Pensò Ratzinger. “Non firmo” si Disse Acconciandosi la Papalina
4 dicembre, 2008 di gunnar
Archiviato in Democrazia e Diritti
States Parties reaffirm that every human being has the inherent right to life and shall take all necessary measures to ensure its effective enjoyment by persons with disabilities on an equal basis with others.
Il giorno della firma, quando tutto è ormai deciso, quando la certezza del diritto morale di difendere ogni individuo in stato di bisogno o in difficoltà, quando ogni sforzo possibile fatto negli ultimi sei anni si è finalmente tradotto in un atto univocamente e audacemente voluto da oltre centoottanta stati membri dell’ONU, proprio quando si deve tagliare il nastro, quando si deve decidere per un si definitivo e assoluto proprio in questo momento ecco che l’omino in bianco dal Vaticano fa sentire la sua voce lanciando l’anatema.

Parchi e Sobri Compleanni da Uomini di Fede
10 novembre, 2008 di adamalfredo
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Berlino, 26 ott. (Apcom) – La diocesi di Ratisbona, nella Baviera, ha intenzione di spendere 100.000 euro per festeggiare l’85esimo compleanno di Georg Ratzinger, fratello maggiore di Papa Benedetto XVI. E’ quanto scrive oggi il settimanale tedesco Focus. Georg Ratzinger compirà 85 anni il prossimo 15 gennaio e ha chiesto per l’occasione la messa in Do Minore di Mozart nella Cappella Sistina. La diocesi ha così deciso di mandare a Roma 90 coristi e 37 musicisti dell’orchestra di Linz, in Austria. La decisione, conclude il settimanale, sta suscitando polemiche a Ratisbona.
Tutti i Soldi che il Vaticano Succhia all’Italia
24 ottobre, 2008 di Michael Grimaldi
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Le ultime esternazioni papali contro la scienza, che sta sulle scatole del Vaticano dall’inizio della cristianità perché l’unica reale minaccia alla credulità popolare che alimenta le religioni, saprebbero di tragico, se non avessero un retrogusto ridicolo. Nell’ennesimo tentativo di screditare i liberi pensatori (come sono, per esempio, coloro che non hanno voluto che pontificasse alla Sapienza) papa Ratzinger osa dire che la scienza è arrogante e troppo spesso guidata dai facili guadagni.
Sorvolando pietosamente sull’arroganza, atteggiamento tipico di chi ritiene di avere sempre ragione (come, per esempio, chi sostiene di essere guidato personalmente dal Padreterno), il richiamo all’amore per il danaro si è rivelato un autogol fenomenale.

Non la Invidio, Santità
24 agosto, 2008 di Fully
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Fare il Papa, di questi tempi, .
Non perché sia difficile oggi più di un tempo essere difensore della fede cristiana di ortodossia cattolica che – ancorché sia attaccata in tante parti del mondo – contiene di suo motivi di validità e di attualità.

Gli Edonisti siamo Noi: Suggestioni dai Titoli di Giornale
9 marzo, 2008 di Fully
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Per impegni di lavoro ultimamente ho un po’ trascurato la lettura dei giornali. Così stamattina, alzatomi di buon’ora, ho cercato di mettermi in pari sfogliando qui e là i principali quotidiani online.

Il Dovere dell’Ottimismo. Colloquio con Daniele Bausi, Gay e Cattolico
22 febbraio, 2008 di Daniela Tuscano
Archiviato in Democrazia e Diritti, Meccanica delle Cose
Si fa presto a dire suicidio. Mi è sempre stato difficile definire tale quello di Alfredo, poeta siciliano, credente ma, soprattutto, omosessuale. Sia per la scelta del luogo (piazza san Pietro) sia per le modalità del gesto: un’immolazione? Un autodafè? Una protesta disperatamente ecumenica, cattolico-buddista? Alfredo si è dato fuoco. Per protestare contro l’oppressione della Chiesa verso quelli come lui. Da allora sono trascorsi dieci anni. Un’eternità. E gli “Alfredo” come le “Sara” sembrano più perseguitati che mai. Esecrati dalla gerarchia vatican-ratzingeriana, ignorati e incompresi anche da una buona parte dei militanti gay, gli omosessuali cristiani non compaiono in televisione, non assomigliano a tante “maschere” di cui ci credevamo liberati e che sono invece risorte dai nostri media come grottesche anticaglie. Eppure esistono, lottano, non smettono di sperare. E quel fatale 13 gennaio 1998 è diventato una data-simbolo, una ricerca di abbraccio e di riconciliazione nella lunga vicenda d’un odio inveterato.

Moratoria sull’Aborto e Laicità. Don Paolo Padrini Intervista Giuliano Ferrara
29 gennaio, 2008 di Don Paolo Padrini
Archiviato in Democrazia e Diritti, Diritto di Replica, La diversa Opinione
Sulle pagine di MenteCritica abbiamo ampiamente discusso di aborto, dei limiti entro i quali andrebbe applicato, di moratoria sull’aborto e revisione della legge 194. Le discussioni, pur conservando un tono di civile confronto, sono state aspre e numerosissime. Il tema divide e sembra offrire margini ridotti per la mediazione.
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I Valori dell’Occidente Sono in Pericolo
16 gennaio, 2008 di doxaliber
Archiviato in Border Zone, Cazzotti
Inutile girarci intorno, il , “l’Europa si salverà soltanto difendendo i proprio valori”.
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Scienza Vergogna
16 gennaio, 2008 di cruman
Archiviato in Meccanica delle Cose
Certe volte mi chiedo perché io abbia lasciato l’università. Forse per non essere sempre quello che viene lasciato. Poi in tutti questi anni, nemmeno una telefonata. Comunque il dubbio ha vita fugace e tosto torno a riflettere intorno a temi più pregnanti tipo la bruttezza della velina bionda.
Ammetto di aver sempre faticato a capirla. L’università dico… ma anche la velina bionda.

