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Week-end con il morto

Quando esce dal lato B del Quirinale, il piccolo Papi ha l’espressione terrea da vampiro svegliato anzitempo dalla scampanellata in pieno giorno del postino con la raccomandata, che gli ha fatto prendere l’odiata luce.
Si è beccato anche la sua fischiata d’ordinanza e la reazione di pancia del popolaccio alla sua dipartita  - stasera nel videomessaggio ha lamentato il dolore che gli provoca la ferita narcisistica – ma non pensate a cosacce da Cannibal Holocaust tipo fine di Gheddafi; niente di tutto ciò, robetta. Avanspettacolo, rivista, mica tragedia. In linea con il personaggio.
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Italia Fallita, Se Questi Sono i Nostri Paladini…

2 novembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Oltre il Confine

Ieri sera sentivo in TV uno di questi sondaggisti (non ricordo il nome né la rete, ma non è importante) dire che in momenti di crisi le persone si attaccano ad alcune figure capaci di dare sicurezza, e che di solito questi personaggi sono al di fuori dai tradizionali schieramenti politici. Sicuramente vero, mi sembra una cosa normale. La conclusione era che gli italiani in questo momento vedono in Napolitano e Draghi le due personalità più affidabili, quelli a cui sarebbero capaci di consegnare il proprio destino.
Napolitano? Draghi?
I casi sono due: o il sondaggista in questione non sa fare il suo lavoro, oppure gli italiani si sono rincoglioniti definitivamente. Sinceramente mi piacerebbe credere alla prima ipotesi e chiudere qui la faccenda. Purtroppo temo che sia vera la seconda, e questo richiede alcuni approfondimenti.

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Quando Svecchiare Costa un’Intera Generazione

Il corriere del 12 luglio 2011 ha pubblicato un bell’articolo di Maurizio Ferrera sul risanamento, che chiosa come segue:

“Quale potrebbe essere il profilo di una nuova «autorità» a promozione e tutela degli investimenti sociali e della crescita inclusiva? Sul nome e le funzioni, c’ è tempo per discutere. Per ora, mi limito a fare due proposte: presidente donna e componenti tutti rigorosamente al di sotto dei 40 anni.

L’Italia è una repubblica gerontocratica fondata sul lavoro dei vecchi. L’età media della classe governante è elevatissima: 54 anni per i Deputati, 57 per i Senatori, 70 per i 4 presidenti. Il confronto con gli altri paesi negli ultimi 2 decenni è impietoso.
L’età media per salire al Quirinale è di 71 anni e nessun Presidente della Repubblica Italiana è stato eletto prima dei 57. Negli USA, Obama è stato eletto a 48 anni, W. a 55, Clinton a 47; in Francia, Sarkò è salito all’Eliseo con 55 anni, Chirac con 62; in Germania (sebbene i Cancellieri non siano presidenti) sia la Merkel che Schroder ne avevano 51, Köhl 58; in Gran Bretagna, Cameron aveva 44 anni, Brown 56, Blair 44, Major 47.

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Facciamo Allegramente Guerra alla Libia: Contraddizione in Termini

10 marzo, 2011 di  
Archiviato in Democrazia e Diritti, Storie Italiane

Due estratti presi dal sito del Quirinale.

Comunicato del Consiglio supremo di difesa, riunitosi ieri 9 marzo presso il Quirinale sotto la presidenza del Capo dello Stato.

“Il Consiglio ha esaminato la situazione venutasi a creare a seguito dei rivolgimenti popolari verificatisi in numerosi Paesi dell’Africa e del Medio-Oriente allargato, con particolare attenzione agli eventi che hanno interessato la sponda Sud del Mediterraneo. [...] L’Italia è pronta a dare il suo attivo contributo alla migliore definizione ed alla conseguente attuazione delle decisioni attualmente all’esame delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea e dell’Alleanza Atlantica.”

Costituzione della Repubblica Italiana – Art. 11

“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”

Cioè: se la NATO decide di attaccare la Libia, l’Italia parteciperà. Con tanti saluti, per l’ennesima volta, alla nostra Costituzione.
Si può restituire il proprio certificato di cittadinanza?

Giuliano Ferrara: Mutatis Mutandis

15 febbraio, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, latest

Era tempo che non ascoltavo  Big Giuliano.  Non parlava più, scriveva soltanto e diligentemente, come un bravo scolaro, in silenzio apprendeva. Sabato scorso, invece, ha dato fiato alla lingua nel “Convegni a favore di B” sul tema “In mutande ma vivi”.  Tema per la verità filosoficamente intrigante  che pone degli interrogativi. Ma vivi e in mutande  chi? Lui, loro, il Pdl?

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Ieri Tutti Hanno Vinto. Gli Studenti e i Precari Hanno Visto Vincere

Oggi è tutto un coro di vittoria! Ha vinto il buonismo ad oltranza. E’ Natale!  Il pericolo è passato e tutto è rientrato nella normalità. I bottegai si strofinano le mani in attesa della grande abbuffata di acquisti che si prepara, gli uomini dentro il palazzo, sia a destra che a sinistra, sono stati ascoltati, chi per aver alzato la voce e gridato “dagli all’untore” agli assassini nella fattispecie, chi per aver gridato all’abiura e da buoni padri di famiglia con pacca sulla spalla aver consigliato a più buoni propositi. Persino l’inquilino del Quirinale ha fatto la sua figura di grande padre che tutti ascolta ed ha una parola buona per tutti. Il papa laico della nostra Repubblica. Andate a casa e date una carezza ai vostri bambini!
Ed anche la delegazione di giovani. Tutti contenti di essere stati ascoltati. Ritorneranno alle loro case e ricorderanno  come hanno ottenuto quel che chiedevano. Essere ascoltati! E’ Natale, siamo tutti un po’ più buoni.
Tutti hanno vinto. La città, la zona rossa era silenziosa e deserta, è stata salvaguardata. Poliziotti e blindati, discretamente rifugiatisi nelle stradine adiacenti a protezione del fango del palazzo. E il corteo di ieri ha fatto una bella scampagnata per le vie della prossima periferia.
Una ritirata strategica, qualcuno potrebbe obbiettare. Ma chi li doveva ascoltare quei giovani?

Ieri l’unica istanza politica che veniva da quel corteo era la richiesta del coinvolgimento del mondo del lavoro, l’estensione e l’allargamento della protesta. La richiesta è stata rifiutata. La Camusso e la CGIL ne pagheranno le conseguenze.
E’ stato un grosso errore

Il Buio Oltre la Carfagna: Cosa si Nasconde Dietro questa Storia?

La questione Carfagna-Bocchino-Mussolini, dai più regolata con battute da trivio o, nella migliore delle ipotesi, come un bisticcio tra donnette, nasconde dei retroscena inquietanti su cupi interessi e giochi di potere in una regione dove la gran parte del flusso di danaro erogato dallo stato è combusto in una fornace che produce tanto fumo e pochissimo arrosto.

Da anni, il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca è riuscito a creare le condizioni organizzative ed ambientali atte ad ospitare un termovalorizzatore (o inceneritore) nel territorio del comune che amministra(1). Si tenga presente che far digerire l’ipotesi di realizzazione di una struttura di questo tipo ad una comunità non è un compito banale. La cosa è ancora più notevole considerando che a Salerno il problema rifiuti non esiste. Salerno, in meno di due anni è passata dalla raccolta convenzionale(2) a primo comune in Italia per la percentuale di differenziazione dei rifiuti(3).

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Note
  1. si veda l’anticipazione della crisi rifiuti fatta da De Luca più di un mese fa in una dichiarazione raccolta da Il Corriere del Mezzogiorno []
  2. vedi nostro articolo a proposito []
  3. AdnKronos []
Fine delle Note

L’ipocrisia di Chiamarsi Giorgio

Diciamo la verità: nessuno si è sorpreso di vedere i rappresentanti del governo e i suoi sostenitori applaudire alle dimissioni di Aldo Brancher, come se avesse fatto chissà quale nobile gesto. Certo, le dimissioni in Italia sono un evento di tale rarità da risultare sempre e comunque eccezionale; ma le dimissioni di Brancher dalla carica di “ministro per l’attuazione di un pezzetto del programma”, ben lungi dall’essere l’atto di eroismo che qualche anima bella gli attribuisce, sono solo il sigillo dell’ennesimo fallimento di questo governo.
La fanfara, tanto ipocrita quanto scontata, che ha accompagnato le dimissioni del non-ministro ha però ottenuto un risultato non da poco: far dimenticare ai più il nome del vero responsabile di questa vergogna. Giorgio Napolitano.

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