Fenomenologia di Er pelliccia
30 ottobre, 2011 di fma
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A me non m’indigna l’estintore, ma proprio lui come individuo.
Lo so che i giovani non sono tutti così, 24 anni, primo anno di psicologia online. Ci mancherebbe. Lo so che i genitori non sono tutti come i suoi genitori, che dicono che lui non farebbe mai male a una mosca, che non gli interessa la politica, se mai le ragazze. Gente normale, che non gli passa neppure per la testa che il loro figliolo avrebbe potuto-dovuto fare di meglio e di più di quel niente che ha fatto sin qui; che il diritto alla cittadinanza viene sì dalla nascita, ma poi se non combini un cazzo devi avere il pudore di non rompere i coglioni.
Tanto meno tirare gli estintori
Il Costume e la Morale
20 gennaio, 2011 di gunnar
Archiviato in Cronache Italiane, latest
Costernato da tanto esemplare cinismo ci ripenso in continuazione e alla fine raggiungo, mio malgrado, alla stessa conclusione. Non solo fatti romani.
Ma fatti nazionali.
Nella nuova Provincia di Monza e Brianza, , un giovane e rampante assessore leghista è finito sotto inchiesta della procura monzese, denunciato da suoi amici leghisti come lui, per reati sessuali.
E’ stato eletto dal popolo leghista e padano per alcuni motivi che nulla hanno a che fare con le capacità politiche, né con l’esperienza intellettuale, né la saggezza culturale. Egli è un ottico di professione, consigliere comunale a Seregno, un paesone di mobilieri brianzoli, e assessore alla sicurezza e alla protezione civile della provincia di Monza e Brianza. E’ di bell’aspetto, gradevole, faccia pulita e occhi cerulei come si conviene ad un buon leghista. Con una sintassi approssimativa e una altrettanto approssimativa capacità logico espressiva egli tuonava dai microfoni di radio padania di mandare al rogo i “neger” e i “pedofili”. Si è sgolato in campagna elettorale contro ogni bruttura che sporca l’amata Brianza e ha vantato un’inestimabile amicizia con il senatur Bossi. Ha voluto varare un programma di sicurezza che fosse in grado di contrastare la mafia dilagante tra le colline brianzole.
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Suca e Melon a la so Stagion
27 dicembre, 2010 di fma
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Dice Aristotele in Etica Nicomachea : “I giovani devono essere pudichi, perché vivendo sotto il dominio della passione sono portati a commettere molti errori e il pudore gli può servire da freno. Per questo si lodano i giovani quando lo sono, mentre nessuno loda un vecchio, perché si pensa che il vecchio non possa compiere cose delle quali si debba in seguito vergognare.”
Quasi che la vecchiaia fosse fisiologicamente vocata al pudore e dunque i vecchi potessero insegnarlo ai giovani. Un’idea non priva di fondamento biologico. Si sa che il testosterone, la vasopressina, la feniletilamina, l’ossitocina e gli altri ormoni non circolano nelle vene della vecchiaia come in quelle della gioventù.
Allora non si sapeva, ma forse Aristotele aveva intuito in anticipo anche questo. O forse la notazione scaturiva dalla semplice osservazione quotidiana. Forse ai suoi tempi i vecchi erano davvero così.
Cucitrici di Camicie Rosse
6 novembre, 2010 di redazione
Archiviato in latest, Media Mente Critica, Oltre le Righe, Storia e Memoria, Tempo di Relax
La ricerca pittorica in Italia a metà dell’ottocento avvenne per opera di un gruppo di artisti, Lega, Signorini, Fattori, Borrani, Abbati, Cecioni, per nominarne alcuni, che volse la propria attenzione alle emozioni che la realtà muoveva attorno a loro. Questi artisti avevano una formazione severa e incontrandosi al Caffè Michelangelo di Firenze, stavano “componendo” un percorso comune finalizzato al rinnovamento della ricerca nell’arte.
Fattori scrive: “Cos’era la macchia? Era la solidità dei corpi di fronte alla luce” (Alfredo Aleardi: “Sullo ingegno” Atti della reale Accademia di Belle Arti. Venezia).
Adriano Cecioni afferma in “Scritti e ricordi” che “l’artista non deve ispirarsi né a scuole filosofiche né ad accademie. La sua opera deve essere la riproduzione delle sue emozioni personali create dall’ambiente in cui vive.” (Firenze, Tipografia Domenicani 1905 pag. 295)

Come Mascherare l’Acquisto Massivo di Preservativi: I Consigli di un’Esperta
7 maggio, 2010 di Rita
Archiviato in latest, Oltre le Righe, Vere Donne
Lo chiamo il cappuccetto, il cappellino, il salvagente, il palloncino. Condom o preservativo per i clienti più seriosi. Se non ci fosse lui, credo che molte donne come me non avrebbero cercato questo hobby creativo. Il bello è che tutti hanno i loro gusti ed esigenze anche in fatti di preservativi.
Michelino si porta sempre dietro i suoi perché è allergico, mentre il mio giovane Cherie ogni tanto ne porta di fluorescenti ed è uno spasso giocarci nel buio pesto. Altri hanno portato i loro un po’ perché avevano paura che io fossi così poco professionista da non usarne ed alcuni sono stati sinceri nel dirmi che si fidavano solo dei loro “se non ti offendi “. La frase se non ti offendi mi ha lasciato molto da pensare, chissà forse pensavano che io bucassi i condom per poi richiamarli dopo un mese per andare a scegliere il corredino o per paura che fossi una pazza appestata con manie di pandemie. Meglio così,una spesa in meno.

La Sigaretta Come un Fallo: Fumare è una Violenza Sessuale?
13 marzo, 2010 di redazione
Archiviato in Consumo CriticaMente, Il Futuro è nei Giovani, Informazione, latest, Oltre il Confine
Una nuova campagna francese contro il fumo che gioca su un doppiosenso pornografico ha ottenuto un’attenzione largamente superiore a quella prevista dai suoi stessi ideatori. Chi la contesta sostiene che offende il comune senso del pudore e che crea una falsa analogia tra sesso orale e fumo.
La Francia(1) ha vietato da tempo il fumo nei caffè, nei bar e nei ristoranti. Ciò nonostante, secondo l’Ufficio francese per la prevenzione del fumo, il vizio è ancora in aumento tra i giovani in Francia, cosa che, secondo la l’organizzazione anti fumo (2), giustifica pienamente la campagna.
Lo slogan è abbastanza blando: “Fumare è essere schiavi del tabacco”, ma è accompagnato dalla foto di un uomo adulto visto di lato, mentre spinge verso di sé la testa di una ragazza adolescente. Gli occhi della ragazza sono a livello della cintura e guardano verso l’alto con paura. La sigaretta sembra emergere dai pantaloni dell’adulto come un fallo. Due altri annunci mostrano ragazzi nella stessa posizione. L’adulto, in questo caso, indossa giacca e orologio.

Marco de la Fuente, vice presidente della , la società pubblicitaria che ha creato la campagna, ha detto che gli annunci non sono stati progettati “per piacere o per scioccare la gente, ma per indurre un cambiamento, per riportare in evidenza un fatto di cui non si parla abbastanza e che minaccia i giovani.”.
Secondo l’Ufficio francese per la prevenzione del fumo, tra il 2004 e il 2007 e il 2008 e il 2009, la percentuale di fumatori tra i quattordicenni francesi è salita dal 5 all’8 per cento: tra i sedicenni dal 14 al 18 per cento. Un quarto dei diciottenni fuma ogni giorno.
Il signor de la Fuente ha dichiarato: “Prima si inizia a fumare e maggiore è la dipendenza, ma i giovani pensano di essere invincibili. A loro piace flirtare con il pericolo.” Ha poi aggiunto che i giovani vedono il fumo come un simbolo di emancipazione, un passaggio verso l’età adulta e un atto “trasgressivo “. Gli annunci, ha detto, cercano di convincerli che il fumo è “un atto di ingenuità e di sottomissione.” Ha continuato: “Non possiamo essere tiepidi su questo argomento, dobbiamo colpire duramente. Stiamo lavorando contro anni di mito, basato sul cinema e le star hollywoodiane, e lottiamo con zero euro”.
La reazione sul sito web della non è stata univoca. Ad esempio, un commento recita:”La campagna banalizza gli abusi sessuali – peggio ancora, implica senso di colpa da parte dell’abusato”.
Florence Montreynaud, presidente di (3) che si oppone al simbolismo di violenza sessuale nei film e nella pubblicità, ha definito l’annuncio “insopportabile” e ha detto “ciò che più sconvolge è la banalizzazione della violenza sessuale “.
Montreynaud ha affermato di essere una femminista e membro di lunga data di Droits des Non-fumeurs. “Ma è terribile rappresentare in pubblico questo tipo di immagine limitata alla pornografia”, ha aggiunto. “Sono costernata. Si tratta di mancanza di fantasia. Quando le persone non hanno idee usano corpi femminili.”
Nadine Morano, segretario di stato per la famiglia, nel corso di un’intervista a Radio Monte Carlo, ha affermato che è sua intenzione arrestare la campagna avendo trovato il simbolismo intollerabile. “Si può tentare di scioccare parlando di fumo, non mi dà fastidio, ma ci sono altri modi per impostare una campagna”.

Il presidente della Droits des non-fumeurs, Gérard Audureau, ha detto che la campagna è stata avviata dopo che un campione di studenti delle scuole superiori a cui era stata mostrata l’aveva accolta favorevolmente. Per diciotto anni, ha detto, “ne abbiamo parlato gentilmente, riferendoci all’aspetto sanitario dei danni polmonari, ma i giovani si sentono invincibili, immortali.” Il quotidiano Le Parisien riferisce una sua affermazione: “Utilizzare il sesso è un modo per ottenere la loro attenzione. E se è necessario scioccarli, sciocchiamoli. ”
Bertrand Dautzenberg, presidente dell’Ufficio francese per la prevenzione del fumo, ha messo in dubbio la validità della campagna. Secondo Le Parisien, avrebbe affermato: “Questa campagna spaventa gli adulti, non i ragazzi.”
Traduzione ed adattamento dell’articolo di Steven Erlanger
French Ad Shocks, but Will It Stop Young Smokers?
pubblicato sul
NoteFine delle Note
Il Pezzo Grosso
27 dicembre, 2009 di Rita
Archiviato in latest, Oltre le Righe
Una delle domande che più spesso mi porgono i clienti è se ho mai frequentato pezzi grossi. Per pezzi grossi non intendono di certo attribuzioni di carattere fisico ma posizione sociale.
Premetto che una escort non è nei canoni della bellezza standard ed un uomo che cerca una bbw è perché ne è attratto oppure cerca qualcosa di diverso e prova, poi gli piace e diventa qualcosa che preferisce.
Perciò il pezzo grosso ha:
un auto che un pezzo grosso deve avere
una cravatta della marca che il pezzo grosso deve portare
mangia in ristoranti dove il pezzo grosso deve mangiare
va in vacanza dove i pezzi grossi devono andare.
E così dicasi per le donne, sono tutte top class, che poi piacciano o meno non importa ma a loro tocca quella perché è così. Questo l’ho capito dopo aver conosciuto i fatidici pezzi grossi, ma tutti clienti di fuori regione; qualcuno devia la sua rotta aerea, qualcuno accetta di presenziare a convetion pugliesi per stare con me,altri portano le loro squadre in ritiro a pochi passi da me. Ma ammetto che di personalità pugliesi non ne ho mai incontrate,evitano oppure hanno paura che io li riconosca. Un giorno uno di queste facce da prima pagina venuto da lontano mi spiega il perché e mi fa un esempio: “Rita cara, cosa diresti se vedessi Montezemolo in una Clio che parcheggia davanti alla spiaggia pubblica, scende con un panino con la mortadella e si stende a prendere il sole su di un asciugamano consumato che porta nel sacchetto della spesa?”
Immigrazione, Prostituzione, Evasione, Ipocrisia
11 novembre, 2009 di Storie Italiane
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani, latest, Storie Italiane
Perché non esaminare tutti i casi Marrazzo anche dal punto di vista dei Clandestini e delle nuovissime norme che regolano questo argomento?
Ezio Mauro, svestendosi della sua veste di direttore, qualche mese fa, indignato per come l’Italia aveva accolto i pochi superstiti di un barcone rimasto alla deriva un mese, , come erano riusciti a salvare la vita bevendo la propria pipì e come, quelle stesse persone, appena messo piede in Italia, avessero ricevuto l’immediata denuncia del solerte stato italiano per il reato di clandestinità. Erano poveri diavoli, sfuggivano dalla miseria e dalle guerre e cercavano solo lavoro.

Giocattoli
8 novembre, 2009 di Rita
Archiviato in latest, Meccanica delle Cose, Vere Donne
Ogni buon professionista che si rispetti si presenta con la sua attrezzatura completa.Il geometra con il metro, l’elettricista con il cacciavite e la prostituta con i giocattoli.
Durante la mia breve love story il mio primo atto d’amore e di fiducia nelle capacità del mio amato fu quella di buttare via i giocattoli vibranti e non che qualche cliente mi aveva lasciato come ricordo. Adesso ho il problema di ricomprarne altri.
Andare in un sexy shop da sola mi mette in crisi ,chiedere compagnia metterebbe in crisi qualsiasi uomo a cui lo chiedessi e così sono una professionista senza attrezzi .
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L’Ultimo Tabù
17 novembre, 2008 di Daniela Tuscano
Archiviato in Border Zone, Democrazia e Diritti
L’immagine della ragazza crocifissa sul letto, che Telefono Donna ha lanciato per la ricorrenza del , ha scosso i nervi all’assessore (Maurizio, non Cesare), di Alleanza nazionale. Secondo quest’ultimo, il ritratto offenderebbe la tradizione cristiana.

Il Banana Braghettoni e la Tetta che lo Turba…
7 agosto, 2008 di luminal
Archiviato in Cronache Italiane
Che eravamo ripiombati nel Medioevo lo sapevo già, ma non fino a questo punto…
Tutti voi senz’altro conoscete l’immonda censura che ai tempi dell’inquisizione colpì uno dei più grandi Capolavori della nostra Arte, forse uno dei più conosciuti al mondo, nostro Orgoglio Nazionale al pari del Colosseo, della Torre di Pisa, di Piazza San Marco, del Golfo di Napoli e della Pizza Napoletana: il meraviglioso e inimitabile Giudizio Universale dipinto dal Michelangelo nella Cappella Sistina.
In data Il 21 Gennaio 1564 la Congregazione del Concilio di Trento emanò l’ ordine di far “coprire ” qualunque parte “oscena”che compariva nel dipinto.
USA: Dove l’Oscenità Dipende dai Centimetri
29 luglio, 2008 di Fully
Archiviato in Border Zone, Oltre il Confine, Tempo di Relax, Veri Uomini
Non so se anche a voi fosse sfuggito, come era sfuggito a me. Parlo del fatto che possa costare qualche mese di prigione e una multa. E’ quello che succede a (USA) ( se ne) dove il nuovo capo della polizia, tale Mr. Dicks, ha stabilito il divieto di andarsene in giro con i pantaloni a vita (troppo) bassa.

Non Sono qui per Lodare Cesare, ma per Seppellirlo
14 marzo, 2008 di mc
Archiviato in Meccanica delle Cose, Media Mente Critica
Diciamoci la verità su televisione, stampa, web. Parlare di politica, di quella vera. Parlare di conflitto d’interessi, libertà di espressione, lavoro precario, previdenza è una grandissima rottura di balle.
Leggi, grafici, numeri, statistiche. Viene sonno dopo la terza riga e lo spettatore. il lettore o l’internauta subito cambiano canale o pagina alla ricerca della tetta facile, l’omicidio cruento, l’incidente o la storiellina di corna che fa sempre audience.
Cartoni Porno: Quella Scena non s’ha da Vedere
23 febbraio, 2008 di nino
Archiviato in Consumo CriticaMente, Schermo dei Sogni
L’Italia è un paese che ha una lunga tradizione di censure televisive riguardo l’animazione giapponese. Tutto comincia su RAI2, precisamente il 4 aprile del 1978 alle sette di sera. La RAI si apprestava a mandare in onda uno dei più importanti giapponesi riguardanti il filone dei robot, per la prima volta in Italia veniva trasmesso Goldrake. Per la prima volta in Italia veniva trasmessa una storia animata che affrontava tematiche impegnate come la lotta per il bene, la dualità tra bene e male, amori e rancori.

XX & XY
23 gennaio, 2008 di Assunta Altieri
Archiviato in Oltre le Righe, Vere Donne
Le dieci e mezza di sera. In estate è ancora presto per tornare a casa, anche se hai quindici anni. Soprattutto se abiti in una città di mare. Sulla riviera Nord, quella che da Pescara porta a Montesilvano, dall’Orsa Maggiore in poi, ché prima ci stanno solo famigliole che leccano gelati e inseguono bambini su minuscole bici colorate, le vedi. Hanno la pelle abbronzata, indossano minigonne e magliettine aderenti. Sono belle, fresche, luccicanti sopra e sotto il make up. In vetrina, ma non sono puttane. Le puttane stanno dall’altro lato della strada. Hanno la stessa età, sono vestite allo stesso modo, ma stanno dall’altra parte della strada.
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Cinico Come il Dottor House. Del Diritto alla Sessualità dei Disabili
21 novembre, 2007 di buscialacroce
Archiviato in Democrazia e Diritti
Per il mio primo articolo su MenteCritica, visto che il problema riguarda anche me, ho deciso di affrontare un tema leggero leggero “i disabili e la sessualità”.
Ricordate quando in “Amarcord” di Fellini lo zio matto, impersonato da Ciccio Ingrassia, sale sull’albero ed inizia ad urlare “voglio una donna”?
Ecco tanti disabili sono così, ma nessuno dei benpensanti o dei falsi moralisti ascolta quell’urlo e, se l’ascolta, fa finta di nulla girando la testa dall’altra parte. Leggi il resto
