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Dopo Lella Costa è toccato a un altro illustre ospite presentare il suo percorso umano e artistico a fianco di Alessandro Manzoni: stiamo parlando di Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia e fra i protagonisti dell’Ottobre Manzoniano, quest’anno dedicato al tema della giustizia.

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Si dice che in Estate anche i neuroni vadano in vacanza, che le riflessioni si fermino durante la settimana di Ferragsto. C’è spazio solo per il divertimento e la spensieratezza, per il riposo e niente più. Beh, sarò anormale, avrò qualche problema, ma i miei neuroni (cioè l’unico che mi è rimasto) lavorano a pieno ritmo. Mi fanno riflettere, pensare e a volte a anche capire qualcosa.
Così la mia attenzione è stata attirata da una pubblicità, strana per la verità. Al centro l’immagine Ghandi. Cammina verso una casa diroccata ed una voce fuori campo, sopra quello dello stesso Ghandi, annuncia che è stato ritrovato l’audio originale di un discorso tenuto ad una conferenza di delegati asiatici. Per la lettura del testo integrale la pubblicità rimanda ad un sito. Io ci sono andato ed ho letto un testo che ho trovato molto singolare.

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Pechino si avvicina,
pochi giorni al via (08/08/08) e le polemiche sul Tibet e i diritti umanitari sembrano essersi sopite.
Gli atleti hanno in mente ormai solo le gare e il boicottaggio non è mai sembrato essere una possibilità concreta, ma visto che il logo “Io non compro Pechino 2008” continuerà ad essere presente su questo blog, ho deciso di scegliere alcuni atleti per cui fare il tifo, a prescindere dalla nazionalità, che hanno in passato apertamente preso posizione a favore del Tibet.

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Sconvolgente…

Ciao a tutti, sono ugasoft, è il mio primo articolo su MC. Scrivo con ancora foglie d’insalata tra i denti, ma mi son sentito male durante l’involontaria visione del TG2 delle 13:00 di oggi, Venerdì 11 Luglio 2008.

Cinque minuti son bastati per lanciarmi al computer nel duplice task di condividere con voi il mio imbarazzo e contemporaneamente riprendere le ricerche per la miglior nazione estera dove emigrare (Germania, Spagna, Francia, Paesi Nordici su tutti). L’imbarazzo è motivato da una tripletta di servizi che ha letteralmente sfondato la mia “barriera del tollerabile”. Il primo pensiero è andato ai milioni di italiani che stavano contemporaneamente guardando gli stessi servizi e che, a differenza di me, probabilmente non hanno battuto ciglio. Tutto normale. E’ informazione.

informazione

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Forza Italia

“Io ero solito stare dalla parte dell’Italia quando la Spagna finiva eliminata (e anche prima) ma questo non mi pare più possibile da quando quel paese è Berlusconia“, scrive Javier Marias. Ma noi siamo italiani, abbiamo tifato per Paolo Rossi e Bettega, le nostre vite sono scandite dai Mondiali - che da Espana ‘82 ci piace chiamare Mundial - di cui ricordiamo ogni gol e che ci commuoviamo a rivedere su Eurosport Classic, ma solo nel commento originale. Ci commuove Bruno Pizzul che dice “ha il problema di girarsi“, “cincischia a centrocampo” ed “è tutto molto beello“. Ci commuove la voce di Nando Martellini e i suoi infiniti errori. Ci ricordiamo la poltrona su cui eravamo seduti per Italia-Brasile 3-2, che c’era caldissimo fuori e il condizionatore faceva così rumore che la voce di Martellini spariva, che erano le cinque del pomeriggio, che papà era seduto lì e nonno ha perso il terzo gol perché è andato a prendere da bere.

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L’articolo di Comandante Nebbia pubblicato qualche giorno fa è uno di quelli che fanno pensare. Più leggevo, più mi trovavo in sintonia con lui: anche a me piacerebbe, eccome, vivere nel Paese che CN auspica, godendo di quella stessa qualità della vita.
Allora mi son detto che sarebbe facile ottenerla: armi e bagagli e via, mi trasferisco in un altro Paese.
Sì, ma quale? Esiste oggi, nella realtà, un Paese così? Ho pensato ai paesi scandinavi, al Canada, all’Australia, che da decenni si sono dotati di istituzioni salde e di quella civiltà nei rapporti interpersonali che si rispecchia anche nel buon vivere quotidiano. Paesi che non conosco per esperienza diretta, ma di cui sento dire un gran bene.
Loro non hanno Berlusconi. E, anche so lo conoscono, evidentemente riescono a restarne immuni.
Yes, they can. Beati loro. Deve essere per questo che stanno così bene.

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E’ difficile fare a meno di notare l’attenzione mediatica che si è concentrata intorno a Roberto Saviano nelle ultime settimane. Proprio quelle che hanno preceduto la presentazione del film tratto dal suo libro.

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Elezioni: Bossi, armi? Forse ho un po’ esagerato

Le fucilate che Bossi vorrebbe sparare contro Roma ladrona non fanno paura, perché, come dice Berlusconi, sono solo una metafora. Di che genere, però, ancora non si capisce. Certamente non sarebbe Bossi ad imbracciare un fucile, non per la sua “malattia” verso cui esprimo tutta la mia solidarietà, ma perché a “sparare” manda sempre la sua “soldataglia” (mi scuso per il termine un po’ pesante!) che spesso le spara grosse e le fa anche grosse come Calderoli, che è poi l’autore della legge elettorale contro cui oggi si scaglia Bossi.

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Dico sì al boicottaggio dell’Olimpiade cinese, ma vorrei coinvolgervi in qualche triste riflessione aggiuntiva; affinché si faccia quel che va fatto, seppure con la consapevolezza che questa nostra iniziativa trova in se stessa la sua forza (dovuta alla doverosità del boicottaggio e alle ragioni umanitarie sottostanti) così come la sua incorregibile impotenza.
Beninteso, non sto riaprendo l’annosa questione dell’utilità del boicottaggio- discussione, questa, quasi sempre viziata da numerosi fattori, un po’ come accade per i dibattiti sull’utilità del voto!; boicottaggio che, tra l’altro, ho sempre ritenuto uno strumento nobile ed efficace.
Mi sto invece riferendo alla foto che vedete qui sotto: al panda King-Kong. A come il drago tiene stretto per i testicoli lo Zio Sam.

China vs USA

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Riceviamo dal nostro lettore Osvaldo Toldo e volentieri pubblichiamo.

Sto ricevendo in questi giorni numerose e-mail di invito a “boicottare televisivamente” la cerimonia inaugurale dei giochi e le Olimpiadi in generale di Pechino per protestare attivamente a favore del Tibet.
Istintivamente era sembrata anche a me la scelta più giusta. Ma…
Mi vengono in mente due cose: cercate di seguirmi anche se non avete cultura olimpica e non ve ne frega nulla.

Boicotta le olimpiadi di Pechino

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