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Fenomenologia di Er pelliccia

30 ottobre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti

A me der Pelliccia non m’indigna l’estintore, ma proprio lui come individuo.
Lo so che i giovani non sono tutti così, 24 anni, primo anno di psicologia online. Ci mancherebbe. Lo so che i genitori non sono tutti come i suoi genitori, che dicono che lui non farebbe mai male a una mosca, che non gli interessa la politica, se mai le ragazze. Gente normale, che non gli passa neppure per la testa che il loro figliolo avrebbe potuto-dovuto fare di meglio e di più di quel niente che ha fatto sin qui; che il diritto alla cittadinanza viene sì dalla nascita, ma poi se non combini un cazzo devi avere il pudore di non rompere i coglioni.
Tanto meno tirare gli estintori

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23 motivi per giustificarsi

19 agosto, 2011 di  
Archiviato in Vere Donne

“Mi era capitato in passato di avere rapporti con prostitute, come a volte agli uomini accade – specie se oberati dal dovere di essere all’altezza delle aspettative, pubbliche e private. “

“So che non è bello da sentire e non è facile da dirsi, ma una prostituta è molto rassicurante. È una presenza accogliente che non giudica. I transessuali sono donne all’ennesima potenza, esercitano una capacità di accudimento straordinaria. Mi sono avvicinato per questo a loro. È, tra i rapporti mercenari, la relazione più riposante. Mi scuso per quel che sto dicendo, ne avverto gli aspetti moralmente condannabili, ma è così. Un riposo”.
“Io non sono omosessuale. Non ne faccio un vanto, ma non lo sono. È così. Ho amato solo donne. Moltissimo, e con frequente reciprocità. Dai transessuali cercavo un sollievo legato alla loro femminilità. Il fatto che abbiano attributi maschili è irrilevante nel rapporto, almeno nel mio caso. Non importa, non c’è scambio su quel piano. È il loro comportamento, non la loro fisicità, quello che le rende desiderabili. Ma temo che ogni parola possa suonare come una giustificazione: non è quello che voglio.”
“Perché io sono il figlio di Joe Marrazzo.”
 (dall’intervista a Piero Marrazzo di Concita de Gregorio, La Repubblica, 15 agosto 2011)

Pedofilia nella Chiesa: Lupi Travestiti da Agnelli

Pedofilia nella Chiesa: a tu per tu con Massimiliano Frassi e Vittorio Bellavite

- Massimiliano Frassi, fondatore e presidente dell’ Associazione Prometeo per la lotta alla pedofilia, hai sostenuto che definire “chiacchiericci” (card. Sodano) le accuse contro settori della Chiesa coinvolti negli abusi sessuali somiglia a un nuovo sfregio nei confronti delle vittime…
- L ’ho scritto e lo ripeto. Lo trovo volgare, irrispettoso, complice di una cultura omertosa. Perché protegge, copre, ma a cui il silenzio non basta. Prima di coprire deve dare una stoccata velenosa, altrimenti non è contenta. Mi viene in mente quella storiella zen della rana, e dello scorpione che le chiede di attraversare lo stagno sulla sua schiena. La rana è sicura che non lui la pungerà altrimenti, se lei morisse annegata, trascinerebbe sul fondo pure lo scorpione. Ma, giunti a metà del tragitto, quest’ultimo la ferisce mortalmente. E, prima che entrambi finiscano sul fondo, lui le confessa: “Sai, è la mia natura” .

- Lucetta Scaraffia, ex femminista storica convertitasi al cattolicesimo integralista, sul “Corsera” del 7 aprile scorso sposa in pieno la tesi del card. Sodano. Cito testualmente: “Sono cose vecchie di 50-60 anni e i casi veri, poi, sono molto pochi, anche se questo non vuol dire non siano gravissimi… Ma vorrei ricordare che lo stesso Benedetto XVI quando andò in visita negli Stati Uniti volle incontrare di persona le vittime chiedendo loro scusa” . Ha poi aggiunto che in America ci sono “avvocati pronti a tutto per intentare cause infondate” …
- Cause infondate? Pochi casi? A parte il fatto che quelli accertati sono, al contrario, migliaia, ma anche uno solo basterebbe, sia che risalgano a cinquant’anni fa sia a ieri mattina la gravità non diminuisce, anzi. Certi episodi continuano ad avvenire e a godere di protezione. Credo che la nemica più grande della Chiesa sia una parte della Chiesa stessa. Dimmi tu, è più anticlericale chi chiede sia fatta pulizia, vengano cacciati preti pedofili e sanate le ferite delle vittime, o chi tace su quei predatori e infanga chi subisce abusi, spostando di asilo in asilo o di oratorio in oratorio dei criminali?

-Nel tuo blog e nel tuo libro, intitolato appunto I predatori di bambini , presenti alcune figure di preti pedofili…
- Nei Predatori , pubblicato cinque anni fa, narrai le “prodezze” d’un sacerdote che, dopo due condanne in altrettante parrocchie, venne spostato in un reparto di pediatria. Come chiamiamo questi fatti? Semplice imbecillità? Pericolosa connivenza? O un mix esplosivo tra le due cose?

- La tua Associazione venne aiutata dalle autorità ecclesiastiche quando si trovò di fronte a casi di pedofilia nel clero?
- Purtroppo, salvo rari casi, non si è agito né con tempestività né con rigore, se ci mettiamo ovviamente nell’ottica della tutela delle vittime; altrimenti l’intervento sarebbe stato pressoché immediato.

- Potresti, in poche parole, tratteggiare la psicologia d’un pedofilo?
- Impresa non facile. Purtroppo ha ragione il pm Forno : alcuni pedofili hanno scelto la via del sacerdozio (o della vita consacrata), sapendo che, in tal modo, si sarebbero assicurata una doppia immunità: quella sociale di chi continua a pensare “Lui? Macché, lo conosco bene, e poi è un prete, mica fa queste cose…” , e quella interna, che si limita a trasferirlo di sede, lasciandolo però a contatto coi bambini. Si sono travestiti da angeli ma in realtà sono demoni. Hanno indossato, sporcandola per sempre, una veste che non appartiene loro. E hanno potuto pascolare tra tante anime innocenti, ignare del pericolo che correvano.

- “Non temere, sono le mani di Dio” : mi ha colpita molto questa frase, estrapolata dalla confessione di una delle vittime. Il pedofilo abusava dei bambini facendo leva proprio sulla dignità e sull’autorità della veste talare, esibita come un marchio di potenza, anzi, di onnipotenza: è un maschio, è consacrato, nulla e nessuno possono resistergli…
- I pedofili, se religiosi, distorcono sempre espressioni evangeliche in modo blasfemo e perverso. È un modo di agire tipicamente diabolico. Comunque, come già ebbi a dirti in una precedente intervista , parlare di “pedofili” esclusivamente al maschile è scorretto. Se ne trovano di entrambi i sessi, di qualsiasi orientamento sessuale e dappertutto nella società, sia negli ambienti più degradati, sia in quelli ritenuti più sicuri e affidabili come, appunto, la Chiesa. Di solito non hanno preferenze per l’uno o per l’altro sesso, e un’eventuale “predilezione” è data più che altro dall’ambiente e/o dall’educazione ricevuti. La pedofilia, insomma, si annida ovunque.

- Qualcuno propone l’abolizione del celibato ecclesiastico…
- Non sono un teologo. Chiaro, un’educazione sessuofobica non giova a nessuno, men che meno a chi già vive disagi psicologici, talora nascosti. Ma questo non vale solo per i preti. Lo ribadisco: la pedofilia può contaminare chiunque e ovunque. Se bastasse potersi sposare per non commettere abusi, come si spiegano le migliaia di violenze in famiglia da parte di insospettabili padri (e madri)? Pertanto il problema non è il celibato; o meglio, lo può anche essere, ma non certo quando si parla di pedofilia.

- Sempre dal “Corriere”, anche Marcello Pera , come la Scaraffia , evoca il “complotto laicista” e chiama in causa omosessuali, femministe, pacifisti che, secondo lui, negherebbero l’esistenza del male, teologi “frustrati”, addirittura le altre religioni…
- Pera può dire quel che vuole. Ma qui non ci sono strumentalizzazioni che tengano, né siamo di fronte a un volgare anticlericalismo. Per lo meno, non solo a quello. Oggi, finalmente, parlano i fatti e i fatti, per la disgrazia della società che ancora si ritiene civile, sono inequivocabili.

- Come valuti la lettera di Benedetto XVI ai cattolici d’Irlanda, il Paese in cui si sono verificati i più efferati crimini pedofili?
- La giudico un buon inizio. Ma non basta. Non più. Né vale la regola del “meglio di niente”. Occorre che vescovi e sacerdoti mettano in pratica, nella quotidianità, l’esortazione del Santo Padre. Ne va del bene dell’intera comunità cristiana. I cui figli, molti figli, sono stati feriti, a volte mortalmente. E se oggi non ci si inchina davanti a loro; se non si raccolgono le loro lacrime; se non si curano le loro ferite; ma, al contrario, li si offende, paragonando il male loro arrecato a “chiacchiericci” di poco conto… allora si sarà persa forse l’ultima occasione per riappacificarsi con quella croce che, per fortuna, ha un valore molto superiore a chi la rappresenta.

- Vittorio Bellavite, tu sei portavoce di Noi Siamo Chiesa , movimento per la riforma della Chiesa cattolica che s’ispira agli insegnamenti del Concilio Vaticano II.
- Sì.

- Non solo il card. Sodano. Anche padre Raniero Cantalamessa , in occasione del Venerdì Santo, ha usato espressioni che hanno destato scalpore e indignazione sia tra le vittime degli abusi sia nella comunità ebraica. Poi si è scusato.
- Abbiamo pure sentito che gli attacchi al Papa ricordano quelli a Pio X quando si scagliò contro il Modernismo , ai “silenzi” di Pio XII sulla Shoah e alla Humanae Vitae di Paolo VI. Ma si rendono conto della portata di questi paragoni? Hanno citato proprio i tre momenti in cui la Chiesa è stata meno profetica e, quanto al Modernismo, voglio ricordare che si è trattato d’un fenomeno complesso e variegato, con luci e ombre, ma l’auspicio alla conciliazione e al dialogo tra Chiesa e società contemporanea è stato poi uno dei cardini del Concilio Vaticano II. Se, invece, rimpiangono i tempi del Papa re e del Sillabo

- La Chiesa ha agito con tempestività e rigore o ne è stata sospinta dagli eventi?
- La Chiesa è stata costretta ad affrontare questo grave problema perché imposto dall’esterno, dai giornali, dall’opinione pubblica, dalle vittime. Non è questione di singole prese di posizione, alcune ci sono anche state; è questione di mentalità. I vertici della Cei, forse sorpresi e angosciati dagli avvenimenti in corso, sembrano oscillare tra autogiustificazioni e autoassoluzioni, denunce di “complotti” contro il Papato e il timore di aprire nella Chiesa cattolica italiana un dibattito dagli esiti incerti per l’ establishment ecclesiastico.

- Poco prima di Pasqua alcune chiese hanno commemorato mons. Romero, martire della giustizia. Ma si è trattato di cerimonie isolate, quasi in sordina, nulla a che vedere con le pavesate in onore di altri santi celebrati in Vaticano. Scarsa attenzione hanno pure ricevuto le iniziative antimafia dell’episcopato calabrese. E, in generale, la gerarchia ecclesiastica non ha dimostrato l’energia necessaria per opporsi alla violenza contro gli immigrati, anche bambini, alimentata da certi politici. È stata invece molto netta nel sostenere direttamente due nuovi Presidenti di regione che promettevano, contro le leggi dello Stato, di “lasciar marcire” nei magazzini la pillola Ru486; mons. Girotti ha dichiarato che “è più facile assolvere un pedofilo pentito che una donna che abortisce” ; e il Papa, nelle celebrazioni del Giovedì Santo, è tornato a condannare aspramente l’aborto (per cui, ricordiamo, scatta la scomunica latae sententiae non prevista per la pedofilia) e la legge194. Secondo un lettore di “Repubblica”, la Chiesa è intransigente solo riguardo a questo tema, alle unioni di fatto e alle questioni sessuali, mentre su tutto il resto è pronta a discutere…
- Lo dicevo poc’anzi, siamo di fronte a una mentalità dura a morire; che solo oggi, con una maggiore attenzione verso le persone abusate, si sta ammorbidendo. Restiamo dolorosamente stupiti di fronte a una sorta di “indulgenza” verso i colpevoli di gravissimi comportamenti sessuali (loro trasferimento da una parrocchia a un’altra, riluttanza nella denuncia all’autorità civile…), e l’ossessione rigorista della teologia morale “ortodossa”, quella dei seminari e dei documenti pontifici, su tutte le questioni riguardanti il sesso (aborto, contraccezione, convivenze, rapporti omosessuali…). Quindi intransigenza sì, ma a condizione di difendere, anzitutto, l’Istituzione-Chiesa e il suo onore. È, insomma, il “primato del sabato” sull’uomo, contro cui si scagliò ripetutamente Gesù di Nazareth.

- Rivolgo anche a te la domanda posta a Massimiliano Frassi: cosa pensi degli strali di Marcello Pera sul “Corriere”?
- Pera e altra gente smarrita, pervasa da un preoccupante analfabetismo sulla vera essenza del cristianesimo, non dovrebbe esser nemmeno presa in considerazione. Lo menziono perché me ne accenni tu e perché, comunque, le loro invettive hanno una certa eco sui giornali e riscuotono l’interesse anche di alcuni ecclesiastici. Non si spiegano certe deviazioni con la pura e semplice condanna della liberalizzazione dei costumi sessuali nella nostra epoca, che ha trovato impreparati presbiteri o religiosi alimentando in essi un senso di frustrazione. Né consideriamo accettabile “il superficiale rimando alle conseguenze della secolarizzazione e, anche peggio, a un malinteso permissivismo, conseguente alla cattiva interpretazione del Concilio” , di cui parla Benedetto XVI nella lettera ai cattolici d’Irlanda, che è severa, ma costituisce solo un primo passo per la comprensione del fenomeno.

- Ma è pur vero che un atteggiamento culturale negativo verso la Chiesa esiste. La cultura materialistica e consumistica (i cui rappresentanti politici, peraltro, ostentano un interessato ossequio nei confronti del Vaticano) propone una visione banalizzata della vita umana, costituita solo da bisogni immediati da soddisfare a qualunque costo. Si esalta un individualismo estremo, a scapito della comunione e del bene comune. L’Io è tutto. Anche il diffondersi della pedofilia, come di altri fenomeni devianti [cfr. il mio articolo Il serpente antico ] mettono in risalto questa tendenza a negare l’alterità, la relazione matura, il confronto con un “diverso” responsabile e adulto. Se qualcuno osa proporre (e non imporre) l’antropologia cattolica sulla sessualità e il matrimonio, quand’anche si dimostri sinceramente rispettoso verso altre sensibilità viene, non di rado, deriso o additato come retrogrado…
- Non mettiamo sullo stesso piano fenomeni diversi. Nessuno nega i pericoli, concreti, di una visione edonistica e immanentistica dell’uomo; e ci rendiamo conto che esistono correnti di pensiero che individuano nella Chiesa cattolica la fonte d’ogni male e soffiano sul fuoco delle polemiche per condannare in blocco un’istituzione. Tuttavia, ripeto, gli scandali sono scoppiati realmente. Diamo un’occhiata ai documenti Crimen Sollicitationis del 1962 e De delictis gravioribus del 2001: entrambi confermano che ogni questione deve essere affrontata per canali interni. Non si menziona la tutela delle vittime e il deferimento alla magistratura qualora la vittima si sia rivolta al vescovo o a qualche esponente ecclesiastico; nulla si dice sul loro risarcimento. Ciò ingenera ambiguità, al punto che qualcuno è giunto a lamentare la cattiva traduzione in inglese del testo, che al contrario, secondo costoro, non inviterebbe al silenzio. Ma noi avremmo preferito parole più chiare, inequivocabili, meno curiali: questo tipo di linguaggio, o di non-linguaggio, ormai dall’opinione comune non è né compreso né accettato.

- E il celibato dei preti?
- Gli esperti tendono a escludere un rapporto diretto tra pedofilia e celibato obbligatorio del clero latino. Mi sembra fondamentale, piuttosto, rilevare una certa mancanza di educazione serena alla sessualità nella formazione di un sacerdote o d’un religioso. L’assenza o la scarsità della presenza femminile nell’iter formativo, la consapevolezza di non avere nella propria vita la prospettiva d’una normale vita di coppia possono costituire elementi che favoriscono, in alcune situazioni, gravi carenze nella formazione della personalità. Comunque la discussione sulla necessità della modifica del sistema del celibato obbligatorio nella Chiesa – che, ricordiamolo, non è un dogma – ha avuto un’accelerazione come conseguenza di tutta questa vicenda.

- Frassi osserva che non tutto può risolversi con l’abolizione del celibato, altrimenti non si spiegherebbero tante violenze in seno alle famiglie.
- Ha ragione. Occorre guardare più a fondo, anche nella selezione degli ammessi ai seminari, nei modelli di vita proposti, nelle cultura delle relazioni. È probabile che alcuni candidati al presbiterato abbiano ritenuto forse di risolvere il loro originario disagio affettivo/sessuale abbracciando lo stato ecclesiastico e celibatario: il problema però è rimasto intatto e si è presumibilmente aggravato.

- Proposte di Noi Siamo Chiesa per l’immediato futuro?
- Per esempio, strutture indipendenti che si occupino dei casi di pedofilia all’interno della Chiesa. Si potrebbe istituire in ogni Conferenza episcopale regionale un Collegio per l’ascolto e la trasparenza (di circa 3 persone, con obbligo della presenza femminile), scelto dall’autorità ecclesiastica in accordo coi Consigli pastorali ma indipendente da essa; costituito da persone senza alcuna responsabilità all’interno della Chiesa e possibilmente provenienti dalla magistratura; che collabori con servizi sociali, educativi e sanitari; e agisca con riservatezza e criteri garantisti nel ricevere segnalazioni d’ogni tipo per i casi di pedofilia in ambito ecclesiastico. Esso dovrebbe, se del caso, deferire i fatti alla magistratura, avvisando le autorità religiose, occupandosi pure del risarcimento morale e materiale delle vittime (quindi avrebbe bisogno di strumenti anche di tipo economico). L’esistenza di questo Collegio dovrebbe esser resa nota nelle parrocchie e in qualsiasi altro luogo attraverso mass-media, telefono e web.

- La Chiesa sarà più forte grazie a un aiuto che viene dall’alto, proclama il card. Bertone.
- Lo credo anch’io, e non potrebbe essere diversamente. La Chiesa è “esperta in umanità” , secondo la bella definizione di Paolo VI, perché può attingere a un tesoro infinito di risorse. Quel tesoro si chiama Gesù Cristo. Riconosca le sue colpe, chieda perdono pubblicamente alle vittime, incominci un cammino di purificazione al suo interno, si confronti in modo sereno, paritario e senza preconcetti con la giustizia e i “fedeli”. Tutti abbiamo nella mente e nel cuore quanto dice il Vangelo di Marco (9, 42) su chi scandalizza i piccoli, tutti siamo consapevoli della forza di Cristo, unica bussola in mezzo alle tempeste.

Ancora sui Sogni

Con questo pezzo chiudo la trilogia sui sogni e il loro significato le cui prime due puntate potete leggere a questo link e a quest’altro.
Ho ricevuto molte richieste di interpretazione dei sogni e ho selezionato altri tre o quattro esempi da proporvi, ma la cosa finisce qui. Non è il mio mestiere l’interpretazione dei sogni on line e volevo solo far capire che l’attività onirica non è vaticinio o premonizione, ma una manifestazione naturale e non secondaria della nostre funzioni cerebrali. Interpretare un sogno vuol dire, a volte, capire meglio se stessi, i propri desideri e i timori che ciascuno di noi ha e ha timore di confessarsi.

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Esercizi di Intepretazione del Significato dei Sogni

6 ottobre, 2009 di  
Archiviato in Accademia DFC, Cuore di Tenebra

Dopo l’esposizione teorica sul significato dei sogni e la loro interpretazione secondo la teoria freudiana che potete leggere qui, molti lettori hanno chiesto a me di conoscere il significato di un loro sogno.
Io non sono uno specialista, ma solo un appassionato. Comunque, non mi piace nascondermi dietro la teoria. Se tutti siamo d’accordo che è solo un gioco per vedere quanto ho capito de “L’Interpretazione dei Sogni” e limitandoci a semplici esercizi senza pretesa, sono pronto a fornire qualche risposta.
Tenete presente che non ho titoli accademici in questo settore (in altri sì, ma in questo no) e che questo post va preso solo ed esclusivamente come uno stimolo all’autoanalisi che considero una disciplina utile per tutti.

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Il Significato dei Sogni e la Loro Interpretazione

25 settembre, 2009 di  
Archiviato in Accademia DFC, latest, Meccanica delle Cose

Un’applicazione pratica della teoria freudiana, con l’interpretazione di alcuni sogni, la puoi leggere a questo link.

Ho notato che questo sito riceve molte visite da persone che cercano una chiave per interpretare i propri sogni. Ci sarà un motivo, ma esso trascende la mia comprensione e, visto l’argomento, lasciamolo nel mistero.
In ogni caso, siccome mi attribuisco una minima conoscenza dell’argomento e senza pretesa di completezza, mi è venuto in mente di scrivere una modestissima guida per chi ha voglia di approfondire e, soprattutto, aiutare chi legge a non cadere nei tranelli di siti che propongono numeri da giocare o, peggio, di maghi e santoni.

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E Adesso, se Permettete, Parliamo di Orgasmi Fasulli

C’è un mio amico che ripete spesso: “Capire le donne non è impossibile, è inutile”. Ma io, testone che altro non sono, non voglio dargli retta. E continuo a provarci, a capire le donne.
E così l’altro giorno mi è capitato di rivedere per l’ennesima volta “Harry ti presento Sally”, il film di culto che contiene, fra l’altro, questa memorabile sequenza in cui Meg Ryan dimostra a Billy Crystal come sia facile per una donna infinocchiare un uomo facendogli credere di aver provato il sublime piacere quando invece … nada de nada.

Immagine anteprima YouTube

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Nicola non ce l’ha fatta…

11 maggio, 2008 di  
Archiviato in Cronache Italiane

Nicola è diventato famoso solo dopo la morte. Prima che morisse occorreva anche il suo cognome, Tommasoli. Anche così, a Verona, non erano in tanti a conoscerlo. Solo i familiari e gli amici. Si confondeva nella massa eterogenea della sua città. Ora, basta dire Nicola! Viene riconosciuto in tutta Italia e sicuramente anche all’estero. Per una morte assurda, causata da una sigaretta negata!

Shadow, immagine da deviantart

Fonte

 

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Donne: Le Vere Maschiliste Siamo Noi

23 gennaio, 2008 di  
Archiviato in Democrazia e Diritti, Oltre le Righe, Vere Donne

feminist_by_blackcherryxiii1.jpgPremetto un punto essenziale: io ho sofferto in prima persona violenza ed abusi in famiglia ed anche fuori. L’esperienza dolorosamente vissuta fin nella più intima fibra ha orientato le mie scelte professionali e personali.
Così, se esprimo opinioni al riguardo, lo faccio perchè so che cosa significhino certe esperienze in quanto le ho vissute sulla mia pelle, in tutti i sensi.
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La Psicologia Pugnettistica

1 ottobre, 2007 di  
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani

Capita molto spesso a noi psicologi di domandarci qual è il nostro ruolo nel mondo, soprattutto quando, durante un’amabile conversazione e la dichiarazione pubblica della nostra specializzazione, ci viene chiesto di dare significato ad un sogno ricorrente che affligge il nostro interlocutore.
Cinque anni di studio, una laurea dopo 25 esami, compresi quelli di Statistica, Logica, Intelligenza Artificiale e Fondamenti Anatomo-fisiologici dell’Attività Psichica, magari un’analisi personale di minimo quattro anni, corsi di specializzazione e forse siamo buoni appena appena come consulenti per il Banco Lotto.
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Se Ricominciassimo a Prenderli a Ceffoni?

21 settembre, 2007 di  
Archiviato in Il Futuro è nei Giovani

ven_rulers_main.jpgLo so, è brutto rievocare i tempi in cui i maestri menavano con il righello o ti facevano inginocchiare sui ceci o, alla meno peggio, ti mandavano dietro la lavagna (io ci sono stata qualche volta). Gli psicologi di solito in questi casi gridano che i bambini e i ragazzini non si toccano nemmeno con un fiore. Con un fiore no, ma penso che qualche bello schiaffone a tarantella ogni tanto possa fare solo bene.
Altrimenti a menarti saranno sempre di più loro. Noi adulti dovremo imparare a difenderci e non so se il Jeet Kune Do di Bruce Lee sarà sufficiente.

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Find a Grave

30 luglio, 2007 di  
Archiviato in Sul Web

 

crisantemi.jpgIn italiano significa, più o meno, trovare una tomba. Lo so che detta così questa cosa fa un po’ impressione ma si tratta di un sito che ho trovato casualmente, navigando in rete senza una meta precisa: Find A Grave – Millions of Cemetery Records.

 

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Potere (Mafioso) alle Donne

29 luglio, 2007 di  
Archiviato in Meccanica delle Cose

E’ risaputo che, in questi ultimi anni, parlare di mafia è inutile. E’ una pratica malsana, un malcostume, un’attività quantomeno esecrabile. Ed è altrettanto risaputo che Cosa Nostra spara quando la democrazia è sana: più malata di così, infatti, si muore.

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La Violenza nei Videogiochi

15 maggio, 2007 di  
Archiviato in Consumo CriticaMente

carmageddon.jpg

USA. Paul Hwang, diciassettenne americano iscritto alla Clements High School viene espulso dalla propria scuola dopo aver diffuso in internet una mappa di gioco di Counter-Strike. La mappa infatti è una fedele riproduzione tridimensionale dell’edificio della Clements, e qualche genitore allarmato ha pensato che il ragazzo si stesse “allenando” in virtuale, aumentando il proprio senso tattico della zona prima di rendere operativa una classica missione “search & destroy” nell’istituto.

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Televisione, Oppio dei Consumatori

27 aprile, 2007 di  
Archiviato in Informazione

videodromemh6.jpg

Attenzione, questo articolo è già stato aggregato ad OKNotizie dall’autrice.

Un po’ di sere fa sera leggevo miriam161 che parlava della curiosità morbosa di certi telespettatori per le trasmissioni che rievocano brutali fatti di cronaca, quelli che gli americani chiamano “true crime”.
Poco prima avevo assistito al tg1 al video interruptus dell’esecuzione talebana dell’autista di Mastrogiacomo.
Il direttore, dopo aver ripetuto per almeno cinque-sei volte che si sarebbe trattato di un filmato rigorosamente destinato ad un pubblico adulto, con il risultato di far salire curiosità, aspettativa e adrenalina a qualche milione dei telespettatori di cui sopra, lo ha mandato in onda interrompendolo poi al momento dell’esecuzione vera e propria.
E meno male, ha fatto bene, non si trasmette la morte in diretta, anche per Saddam c’è stato il fermo-immagine poco prima che si aprisse la botola.
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Inganni e leggende

19 aprile, 2007 di  
Archiviato in Caffè nel Deserto

amagno.jpgRicordi il macedone? O chi per lui. Cercò un’indovina per conoscere la sua sorte. E’ così breve la tua vita! Esclamò la donna. Conquisterai la gloria, ma la tua impresa ti condurrà alla morte. Dove lo leggi donna? Bada, tu menti. Qui, su questa traccia che si interrompe, non ho motivo di mentire. Bada piuttosto tu, soldato. Con una simile linea del destino non c’è nessuna possibilità di errore. Il macedone sollevò la mano e la fissò. Guardò quel solco profondo che bruscamente affiorava in superficie, perdendosi d’un tratto con il suo futuro. E’ tutto qui il tuo problema, donna? Sorrise. Impugnò la spada e con la punta affilata prolungò nel sangue quel segno troppo breve che raccontava la sua vita. Morì lo stesso, e così giovane che entrò nella leggenda, ma visse nella certezza di aver sfidato la sua sorte. Non è forse questo il senso dell’esistenza ?
E’ Adriana Faranda, ne “Il volo della farfalla”, che mette in parole, le sue, la leggenda di Alessandro Magno, condottiero, stratega e conquistatore detto, appunto, il Macedone.
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Che Bella la Pubblicità!

17 aprile, 2007 di  
Archiviato in Consumo CriticaMente

famiglia.jpgUn’ azienda deve far conoscere il proprio prodotto e deve fare in modo che la percentuale di persone, anzi di potenziali consumatori, sia la più alta possibile. Il problema è che, come detto prima, le aziende vedono le persone esclusivamente come potenziali consumatori. Il loro obiettivo è vendere prodotti e servizi in modo tale da ricavare un guadagno. Senza una particolare etica, le aziende sono delle macchine che hanno il compito di accumulare capitale. Adesso non voglio entrare nel merito di questo. Non voglio esprimere una posizione del tipo “mi sembra giusto o no”. Mi voglio soffermare sul mezzo che utilizzano per far conoscere i loro prodotti: la pubblicità.
Ormai siamo tutti abituati a vedere pubblicità ovunque. Basta guardare la tv, ascoltare la radio, fruire dei media in generale o anche delle nuove forme di comunicazione, come Internet. Fin qua nulla di strano. La pubblicità è l’anima del commercio. Tramite questo strumento il venditore cerca di far leva sui bisogni del consumatore, siano essi veri o indotti.
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