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Cose di tipo diverso

27 gennaio, 2012 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione, Democrazia e Diritti

Non penso più che gli uomini o le donne che si avvicendano al governo di questa nazione ridicola siano dei “senzapalle”, credo siano proprio perfidi e bastardi, al punto di non aver mai avuto il coraggio delle parole.
Perché ci vuole coraggio a parlare, e soprattutto a chiamare le cose col proprio nome. Non si fa più ormai, da quando la propaganda ha compreso che utilizzare la “neolingua” a volte tranquillizzante, a volte narcotizzante era di gran lunga più semplice e proficuo.
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Propaganda verso il Sudamerica

25 gennaio, 2012 di  
Archiviato in Oltre il Confine

Un giornale di Miami (il Miami Herald) riporta un articolo del Committee to Protect Journalists, una ONG che si occupa appunto della salute dei giornalisti e che monitora le violenze e gli abusi di cui sono vittima in giro per il mondo. Nell’articolo, parlando di Sudamerica, si punta il dito su Nicaragua, Ecuador e Venezuela, che al momento hanno governi non esattamente graditi a Washington.

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Perché quelle strane lacrime sul corpo di Elsa?

7 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Vere Donne

“Ma c’è in giro una donna tosta che mi dica quanto scarso servizio abbiano reso alla sacrosanta battaglia delle donne in politica le lacrime della Fornero? O siamo tutti accodati alla commovente solidarietà umana per una studiosa che da trent’anni ci spiega ‘come si dovrebbe fare’, e il giorno in cui può finalmente ‘fare’, frigna?”

Credo che la migliore risposta che si possa dare al commento postato ieri sera su Facebook da Alessandro Gilioli sia questo testo di Giovanna Cosenza.

Per il resto, volendo aggiungere qualche considerazione personale, non penso proprio che una donna politica debba essere rimproverata di “frignare” – verbo assolutamente improprio per descrivere la situazione Fornero dell’altra sera – quando le capita di crollare emotivamente in una situazione ad alto tasso di emotività come una diretta televisiva, a causa della pressione a cui è stata sottoposta nei giorni precedenti, per il carico di responsabilità ed impegno professionale. E che il rimprovero debba implicare  perfino l’attribuzione della colpa di tradire la “battaglia delle donne in politica”.

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Default Europa: Le Elezioni Spagnole

23 novembre, 2011 di  
Archiviato in Oltre il Confine

E’ desolante leggere i pochi commenti sui risultati delle elezioni politiche spagnole seguite al tracollo del governo socialista di Zapatero, con il tonfo del suo partito, il PSOE , il non-trionfo dei conservatori del PP e lo spappolamento in mille direzioni degli elettori in un paese da mesi al centro dei commentatori per la pesante crisi sociale e per l’azione dei giovani indignados che hanno tenuto le tende per settimane nelle principali piazze del paese.

I socialisti di Rubacalba hanno perso quasi un terzo dei voti del 2008 (4,5 milioni di voti) riducendosi a poco meno di 7 milioni (il punto più basso di sempre) ma i conservatori del PP di Mariano Raioy, che con il 44,6% (+3%) hanno ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi, ne hanno guadagnati meno di 500 mila ( 32 seggi in più alla Camera).

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Uno spettro si aggira per l’Italia

E’ lo spettro del berlusconismo. Credevamo che, rimosso il satraprìapo che ci ostacolava la respirazione e ci stringeva in una morsa i cabbasisi, potessimo accingerci ad iniziare una nuova vita, finalmente liberi dalla Dittatura della Protesi Peniena. Invece, tutto il populismo fascista genetico di questa nazione sta spurgando dalla ferita narcisistica del Papi insultato, del padre pedofilo della Patria ridotta a troietta in perizoma, dell’anarchia provocata dall’ossessione per il proprio particulare e del chissenefrega delle conseguenze dei propri atti, del muoia Katzone con tutti i Filistei.

Invece di gioire, hanno una paura fottuta di Monti, hanno riesumato direttamente dagli anni del ventennio il termine inequivocabilmente fascista di “demoplutocrazia” e si sentono perfino intellettuali di sinistra parlare come Blondet ed altri parlavano di Prodi e Tononi ai tempi del secondo governo di centrosinistra guidato dal professore. Anche loro, avendo avuto a che fare con Goldman Sachs, agenti del gomblotto demoplutogiudaicomassonico. Si sentono cose tipo “tedeschi geneticamente nazisti” ed altre facezie.

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Monti Premier, Buon mercato a tutti

Il teatrino domestico della politica sta rappresentando una sceneggiata piuttosto stravagante alla quale non viene prestata la giusta attenzione da parte dei media e, quindi, dell’opinione pubblica che ha smarrito da anni qualunque capacità critica autonoma. Com’è del tutto evidente, anche i cittadini più informati delle cose della politica hanno rinunziato ad utilizzare la categoria informazione come necessario presupposto per una successiva elaborazione: guardano le trasmissioni televisive (preferibilmente quelle vicine al loro individuale orientamento politico) al solo scopo di acquisire elementi, dati e ragionamenti, anche palesemente sofistici, per poi ripeterli da onesti pappagalli nei giorni successivi al bar, in famiglia, sul posto di lavoro o sui treni che frequentano ogni giorno da bravi pendolari.

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Il re è morto, viva il re

Che la festa cominci: libertà e perline colorate per tutti. Una volta si diceva “adda venì baffone”, ma gioivano solo i nostrani comunisti babbionizzati da una propaganda mistificatrice; adesso che sta arrivando Full Monty, tutti, ma proprio tutti, sembrano inebriati dall’estasi (o dall’extasy).

Non ho intenzione di venire alla festa, troverò una scusa, dirò che ho la febbre; sono disposto anche a fingere che sono in lutto stretto per la morte politica di un amico, ma alla festa non ci vengo. E, comunque, respingo fermamente l’accusa di essere prevenuto nei confronti del demiurgo, che non ha ancora preso il comando della nave, giacché questa, che dovrebbe essere logicamente una condizione sospensiva, viene disinvoltamente abrogata anche da quelli che festeggiano. Resterò da solo a casa “con le quattro capriole di fumo del focolare”, come “una cosa posata in un angolo e dimenticata”.

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Default Italia, la Propaganda di Guerra

5 novembre, 2011 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione

Ho provato a leggere l’articolo “La bimba con la felpa Hello Kitty intrappolata nell’acqua” che parla dell’alluvione di Genova di Marco Imarisio e, subito dopo,  “Acquista una pagina sul Corriere: «Italiani, compriamoci il debito!»” di Paola Pica sul signore che invita a comprare BTP per salvare l’Italia.  Entrambi i pezzi sono sul Corriere di oggi.

Sinceramente, ho provato una certa inquietudine, non tanto per la cattiva letteratura, ché tutti abbiamo tanto da imparare, non tanto per il tono enfatico che alla narrazione dei fatti sostituisce il romanzo come se la realtà non fosse sufficientemente vivida da comunicare di per sé un emozione, ma per un evidente parallelo storico.
Se si prova a sostituire la pioggia con i bombardieri britannici e l’acquisto dei BTP con il versamento dell’oro alla patria, di colpo ci ritroviamo nel 1943, in piena seconda guerra mondiale.

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Manuela Arcuri, Francesca Lana. Stufi di Pagare Figa a Berlusconi

16 settembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane

Sono alla disperata ricerca di ossigeno. La merda in cui galleggia questo paese mi soffoca e, pur di tenere la testa fuori, delle volte mi appiglio a delle vere e proprie cazzate.
Un esempio recentissimo. Ieri si sparge la voce che qualcuno abbia cercato di infilare nell’affollatissimo letto di Silvio Berlusconi, la bella anche se inespressiva signora Manuela Arcuri offrendole come contropartita la conduzione del Festival di Sanremo (il che, solo come ingaggio, vale due milioni di euro senza contare la ricaduta di immagine). Tralasciando la questione serissima che è tempo che la RAI sia ceduta o, se non si trova un compratore, cosparsa di benzina e bruciata perché non se ne può più di contribuire economicamente ad un carrozzone il cui unico scopo sembra quello di far propaganda al potere e di convogliare donne disponibili nelle stanze da letto della classe dirigente di questo paese, la mezza buona notizia era che la Arcuri non aveva ceduto alla lusinga e a Berlusconi non era restato altro che farsi una sega con dedica con una foto della suddetta.

Non voglio pensare a quale livello ci si è ridotti per contentarsi di soddisfazioni di questo tipo mentre si ruba alle vecchiette per salvare gli evasori (leggi qui e stupisci) anche perché stamattina il corriere riporta una mezza smentita.

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Messaggi subliminali

13 settembre, 2011 di  
Archiviato in Oltre il Confine

L’altro ieri, nell’insopportabile retorica dello Zebe-Day è successa una cosa strana, ma forse fino ad un certo punto. Nella telecronaca del TG1 da Ground Zero l’inviato Molinari ha detto che chi sostiene tesi “complottiste” sui fatti dell’11 settembre è non solo antiamericano ma antisemita.
Poi ho cambiato canale e non ho seguito il resto perché dieci minuti di TG1 con le poltrone ripiene di opinionisti embedded, di Monica Maggioni con la sua penna a mezz’aria e le sopracciglia aggrottate d’ordinanza  sono equivalenti ad una respirata a pieni polmoni all’interno del reattore 3 di Fukushima e sono bastati per farmi venire un atroce mal di testa che mi perseguita anche oggi. Mi sono persa quindi il Trota Bush scongelato per l’occasione, l’Obama dell’America più forte – ma con le pezze al culo – e il solito protagonismo di chi è abituato a rubare la scena al morto ai funerali. Povere vittime, poveri parenti, ancora troppo annebbiati dal lutto per non vedere lo schifo di queste pantomime e reagire di conseguenza.
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Gioco di squadra e di compasso

30 agosto, 2011 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione, Democrazia e Diritti

Ho appena scoperto di essere massona. A quanto pare questa sorella ha visto la luce in qualche loggia P3, P4 o P5 con un bel grembiulino corto corto e il cappuccio di raso nero che fa pure fetish ma proprio non se lo ricorda quando. Magari, senza saperlo, sono pure affiliata alla Loggia del Drago.
Eh si perché, secondo la disinteressata ed obiettiva stampa cattolica, mai così inviperita e toccata con il trapano nel nervo vivo come in questi giorni, chi la mena con la questione delle esenzioni ed agevolazioni fiscali alla Chiesa, manifestando un giusto sdegno per questi anacronistici privilegi, mantenuti alla faccia di chi le agevolazioni non le vede nemmeno dal buco della serratura e paga tutto fino all’ultimo centesimo in busta paga, oltre a non essere figlio di Maria, avrebbe dietro di sé nientepopodimeno che il Grande Oriente con uno dei suoi malvagi complotti. Anticlericalismo viscerale, insomma. Mangiapretismo d’antan in divisa da libero muratore.
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Crisi: Gli Usa Vendono il Tibet e Taiwan

18 agosto, 2011 di  
Archiviato in Informazione, Oltre il Confine

Gli Stati Uniti appoggiano fermamente la politica di «una sola Cina» di Pechino e non sosterranno la «indipendenza di Taiwan» e riconoscono totalmente che il Tibet è una «inalienabile parte della Cina». Lo ha affermato, secondo quanto scrive l’agenzia ufficiale Nuova Cina, il vicepresidente americano, Joe Biden, che a Pechino ha incontrato il suo omologo cinese, Xi Jinping.

ECONOMIA – Punto centrale dei colloqui però sono stati i temi economici. «Sono assolutamente fiducioso che la stabilità economica del mondo dipenda in gran parte dalla cooperazione tra Usa e Cina», ha detto Biden. «Viste le nuove circostanze», ha ribattuto Xi, «Cina e Stati Uniti condividono ancora di più ampi interessi e responsabilità comuni».

fonte

La guerra finanziaria ha le sue prime “polonie“. Gli Stati Uniti, soffocati dalla crisi, abbandonano al loro destino il Tibet e Taiwan. Questo nonostante le perplessità sulle presunte violazioni dei diritti civili in Cina ed, in particolar modo, in Tibet.

Meno di un mese fa il presidente Obama aveva ricevuto il Dalai Lama dichiarando di volersi adoperare in prima persona per i diritti del Tibet.

Questa è, probabilmente, solo la prima delle concessioni politiche che l’occidente dovrà fare per ingraziarsi quella che, ormai, deve ritenersi la prima superpotenza mondiale. La Cina ha intenzione di stabilire un controllo diretto anche sull’Africa per assicurarsi le sue risorse naturali. Un occidente debole ed una Russia alle prese con i dissidi interni hanno poche possibilità di contrastare questo progetto.

La Crisi, Tutto questo è Necessario. Risposte Senza Domanda: la Propaganda in Tempo di Guerra

C’è una cosa che mi lascia sgomento, anche se non del tutto sorpreso: vedere tante persone convinte che questi provvedimenti siano davvero necessari, che è giusto fare dei sacrifici per evitare all’Italia… non si sa cosa. Perché in realtà nessuno ci ha spiegato qual è il pericolo reale da cui dobbiamo difenderci. L’ennesima manovra non incide sul nostro enorme debito pubblico, mentre peserà su quelli privati delle famiglie; promette un pareggio di bilancio che se va bene significa solo un non peggioramento dei conti; non colpisce la speculazione che rimane libera di fare i suoi porci comodi; non dà alcuna credibilità al paese né al governo, ridotto ormai ad un trastullo per necrofili; non rilancia l’economia, anzi gli darà un’ulteriore mazzata; non renderà più efficiente la pubblica amministrazione che continuerà a funzionare con le sue pratiche clientelari, solo con un po’ meno fondi a disposizione.

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Un Governo in Subappalto

5 luglio, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Il Bello della Politica, latest

Facciamo un brevissimo riepilogo della situation per cercare di capire chi comanda veramente in Italia, che qui si rischia di perdersi in un labirinto di intrallazzi.
La sensazione è che il governo del grande comunicatore sia stato dato in subappalto, visto che chi ha ufficialmente vinto la gara, ormai è evidente, non è assolutamente capace di governare perché qualsiasi cosa tocca la fa fallire neanche fosse affetto dalla maledizione di un Re Mida all’incontrario. Meglio che si dedichi quindi a trombare nel suo patetico casino domestico e a far meno danni possibili. Il gran frullo di passere notturne ad Arcore potrebbe essere un modo, ideato da premurosi amici e amici degli amici, per tenerlo abbastanza rincoglionito di giorno per permettere agli altri, i subappaltatori, di lavorare in pace, visto il disastro in corso. Un giorno magari scopriremo che quella sonnolenza perfino durante le cerimonie di beatificazione dei papi (intesi come pontefici) era dovuta anche a qualche pasticchina di clorpromazina. “Ma cosa hai messo nel caffè?”, diceva una canzoncina degli anni ’60. Leggi il resto

Referendum Macht Frei

9 giugno, 2011 di  
Archiviato in Democrazia e Diritti, latest

Leo, uno fra i tanti lettori di MC che mi hanno scritto a questo proposito, chiede la mia opinione sui referendum e se, secondo me, c’è qualcosa che non sappiamo.
Comincio col rispondere alla seconda domanda: sì, ovviamente ci sono un bel po’ di cose che non sappiamo. Probabilmente, il 90% degli aventi diritto non sa proprio niente di energia nucleare, privatizzazione del servizio di distribuzione e legittimo impedimento. Io compreso. Si voterà sì, no o ci si asterrà per principio, supponenza, ignoranza, partigianeria, istinto, infatuazione, eccetera. Un po’ come avviene nelle elezioni politiche e amministrative. E’ la democrazia, baby.

Se poi Leo mi chiede se dietro le questioni oggetto di referendum esistano interessi più o meno occulti, ancora una volta la mia risposta è immediata: ovviamente sì. Forse la politica è stata una questione ideale ai tempi di Pericle, ma anche no. Mi azzardo a dire che da sempre la politica è il volano attraverso il quale gli interessi di gruppi di persone trovano legale soddisfazione. L’unica differenza la fa la dimensione dei gruppi. Più grandi sono i gruppi i cui interessi vengono soddisfatti e più ecumenica è la politica.
Chiunque legge MC è in grado di valutare la dimensione dei gruppi di interesse che stanno regolando la politica italiana da quando è stata modificata la legge elettorale e la rappresentanza parlamentare ha perso ogni legame con il territorio.
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Cronaca di un Giovedì Inutile

Oggi sono a casa per decreto ministeriale. Una dozzina di cazzoni strapagati hanno temporaneamente interrotto le loro attività trombatorie e profittatorie per riunirsi e decidere che oggi è festa e devo essere felice, per legge. Ovviamente a spese mie, con un mio giorno di ferie, perché mica i loro amichetti imprenditori ci potevano rimettere per farmi stare a casa in un giorno di merda come questo (non lo sapevi? Leggi qui stronzo, leggi)
Grazie, soprattutto da parte della mia bambina. Magari potevo usare questa giornata di ferie in estate, per farla stare con i nonni che sono vecchi e non possono viaggiare o magari ficcarmi cento euro in tasca (lordi) che male non fanno.  Ma La Russa & Co. mi hanno inculato per l’ennesima volta e quindi me ne resto qui in mezzo al nulla, a mille chilometri di distanza, in una giornata piovosa e fredda, mentre a casa mia è già estate. Fottiti e zitto e non cacare il cazzo, vecchio stronzo di merda. E zitto. E non cacare il cazzo. Vecchio di merda, non cacare il cazzo. Vecchio. Di merda.

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Ultimi Censori a Caccia D’autore

Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la mia vita affinché tu lo possa

dire…

(Voltaire)

Autori scomodi al potere: in arrivo un indice dei libri proibiti?

Nel Veneto hanno iniziato a circolare liste di proscrizione di autori sgraditi al centrodestra, dei cui testi vari amministratori locali avrebbero chiesto la rimozione da ogni scuola e biblioteca pubblica!

Primo in lista? Ovviamente Roberto Saviano!

Un recente servizio del Tg3, infatti, ha rivelato come nella biblioteca civica del comune di Preganziol (seguita a ruota da altre Amministrazioni) Gomorra (best-seller venduto in 2 milioni di esemplari solo in Italia e tradotto in 43 lingue nel mondo) è stato ritirato dagli scaffali!

La motivazione ufficiale del bando veneto sarebbe la necessità di una presa di distanza dai cd. autori pro-Battisti, firmatari nel 2004 di un appello per la liberazione di Cesare Battisti.

Autori che, in realtà, non hanno certo inneggiato al terrorismo, limitandosi piuttosto a sollevare dubbi sulla regolarità del processo -a loro dire, sommario- a carico del terrorista rosso e ad invocare un atto di clemenza in favore dello stesso per chiudere la pagina nera degli anni di piombo senza l’ostinata ricerca di capri espiatori.

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