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Fosse Comuni in Libia: Un Falso Costruito ad Arte, Google Maps lo Dimostra!

24 febbraio, 2011 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione, latest

Il 22 scorso si diffonde in rete un video nel quale si vedono degli uomini in abiti che ne caratterizzano l’appartenenza ad un etnia araba che scavano delle fosse su una spiaggia. Le fosse aperte sono diverse decine, quelle già coperte diverse centinaia, forse migliaia. Una delle fosse ancora aperte è evidentemente destinata ad un bambino, viste le ridotte dimensioni. Gli uomini al lavoro sono decine. Non si vedono cadaveri. Le fosse sono rudimentali e danno l’impressione di sepolture di emergenza, ma sono visibili mattoni e sacchi di cemento. In un’inquadratura si capisce che i mattoni servono per arginare la sabbia della fossa e il cemento è usato per ricoprire la sepoltura. Sul cemento fresco viene scritto, con un oggetto appuntito, plausibilmente il nome del defunto.
Il sito che per primo diffonde il filmato “One day on heart” lo data al 22 febbraio e lo presenta come la documentazione di sepolture di massa a Tripoli in Libia a seguito dei massacri operati dalle milizie fedeli a Gheddafi. In italiano, le sepolture di massa diventano misteriosamente “fosse comuni”, anche se nel filmato è evidente che ad ogni defunto è destinata una sepoltura singola.
Guardando il filmato sotto la suggestione delle notizie terribili che arrivano dalla Libia, si ha la sensazione che gli assassinati dai fedeli a Gheddafi sono talmente tanti che si è costretti a seppellirli sommariamente in cimiteri improvvisati sulle spiagge in tombe allestite con mezzi di fortuna.

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Mestieri a Prova di Crisi. La Storia di Kurt

Salve. Chiamatemi Kurt, il mio vero nome è molto più banale. Conosco molto bene l’amministratore di questo sito e aderisco volentieri alla sua richiesta di parlarvi del mio lavoro. Credo lui pensi  possa interessarvi.
Più precisamente dovrei dire ex lavoro. Infatti, mi sono ritirato dopo l’ultimo incarico e ora svolgo un’attività del tutto convenzionale abbastanza anonima.
Io sono, anzi sono stato, un operatore privato di sicurezza, altrimenti definito private contractor o, senza troppi fronzoli come si diceva quando ho iniziato, un mercenario.

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