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Il Salva Italia di Monti e L’utilità marginale del bene

14 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti

Quanti lavorano nel campo dei sondaggi sono concordi nell’affermare che il governo Monti può contare ancora su un vastissimo credito popolare, malgrado l’estrema severità della manovra presentata alle Camere per la necessaria approvazione. Da cosa nasce questo consenso apparentemente incomprensibile?
In primo luogo, sotto un profilo che definiremmo sociologico, sembra che giochi a favore del professore bocconiano una sorta di stanchezza democratica, che è un precipitato della cosiddetta seconda repubblica, connotata da un progressivo disancoraggio da solide ed articolate idealità politiche, che travalicavano in molti casi gli stessi interessi di parte per delineare persino paradigmi di vita sociale e personale.

Idealità sostituite per un verso dall’emergere di nuovi valori radicati intorno a figure carismatiche di leader, nei quali identificarsi ingenuamente fino a sentire come propri persino i loro specifici interessi; per altro, nel campo alternativo del bipolarismo si andava destrutturando una visione altra della società con la conseguenza di avviare sostanzialmente una confusa e faticosa rincorsa ai modelli affermatisi nello schieramento opposto. A questo sfilacciamento delle identità dei corpi sociali hanno contribuito la deroga servile ed opportunistica dei media alla funzione di libera informazione e vigile coscienza sociale e, per ultimo, l’adozione di una legge elettorale che ha sancito il definitivo scollamento fra cittadini e loro rappresentanti.

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La Lezione di Piazza Tahrir

27 novembre, 2011 di  
Archiviato in Oltre il Confine

Piazza Tahrir (piazza della Liberazione) è tornata ad essere uno snodo cruciale della cosiddetta “primavera araba”.
Sembra chiaro che, nel protrarsi delle incertezze sul futuro politico dell’Egitto, non incidano (rectius: non incidano esclusivamente) le preoccupazioni dei militari (fino ad oggi un ceto assolutamente privilegiato anche per il grande prestigio di cui questa istituzione ha sempre goduto in quel Paese) per una deriva islamista o, comunque, per un mutamento dello status e del ruolo fino ad oggi ad essi riconosciuto.

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Italia Fallita: La Rivoluzione non è Gratis

La nostra malattia non è di quelle che hanno bisogno di ulteriori accertamenti, non abbiamo bisogno di cercare altre note di demerito a carico di questo governo, di questo parlamento, di questa classe politica. Quelle prodotte fin qui sono ampiamente sufficienti a seppellirli tutti.

Quel che ci serve sono le alternative, a saldo positivo, con le risorse che abbiamo a disposizione.

Qualcosa che sia fattibile da domani, senza bisogno che ci invada la nazione germanica, che l’uomo diventi migliore, che venga il regno dei cieli.

Qualcosa che, pur non ribaltando la situazione da così a così, ci faccia deviare dalla rotta che ci sta portando dritti nel regno dei poveri. Perché la povertà, non va scordato, salvo quella praticata a maggior gloria di Dio, è sempre accompagnata da mancanza di libertà, di benessere, di felicità.

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Default italia: la Nostra Colpa,la Nostra Svolta,il Nostro Essere.

3 settembre, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra

Appare sempre più evidente quanto la condizione politica, economica e sociale nel nostro paese abbia ormai raggiunto un “default” che va ben oltre il fallimento inteso come brusca fine del nostro Status quo. E vero, abbiamo perso molto negli ultimi 15 anni, per colpa di politici che ci hanno portato letteralmente via la libertà di parola, la sicurezza economica dei nostri figli, la possibilità di vivere in modo dignitoso grazie a un buon lavoro e poter pagare le tasse con la consapevolezza che quando saremo vecchi e malandati il nostro paese si prenderà cura di noi esattamente con lo stesso amore con cui noi ci siamo presi cura di lui per tutta la vita.

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L’Omeopatia per Uscire dalla Crisi Finanziaria

22 agosto, 2011 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia, Meccanica delle Cose

Molto spesso nella storia si è scoperto che la soluzione ad un problema apparentemente complesso, era in realtà quella più ovvia e più semplice. Solo che finché si cercano soluzioni sofisticate, degne anche di grandi specialisti, è ben difficile vedere ciò che magari sta proprio davanti al naso.
Così stiamo assistendo ai patetici tentativi di governi e istituzioni di mezzo mondo per arginare la crisi, tranquillizzare i mercati, evitare il panico e, soprattutto, salvare il culo. Il proprio, ovviamente. Tentativi, appunto, patetici, perché non portano a niente: la situazione peggiora di giorno in giorno e lor signori sembrano lottare contro una diga in disfacimento armati solo con pezzetti di pongo.
E se la soluzione non fosse complicata? Se invece fosse estremamente semplice e perfino ovvia? Certo, ci vuole un cambio di prospettiva per uscire dagli schemi che, volenti o nolenti, ci siamo imposti, e soprattutto bisogna essere disinteressati per poterci riuscire. Non avendo un patrimonio da difendere, e dovendo guardare la soglia di povertà un po’ troppo da vicino, forse sono nella (fortunata?) condizione per poter guardare le cose in un altro modo.

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Disintossicarsi con l’LSD (Link Siti Disperati)

21 giugno, 2011 di  
Archiviato in latest, Storie Italiane

Le religioni sono l’oppio dei poveri
Sperando in una giustizia divina, terrorizzati dalle pene dell’inferno, credenti hanno vissuto la loro vita giorno dopo giorno permettendo le ingiustizie dei potenti e sopportando le noie quotidiane, con l’unico vantaggio di salvare la famiglia e la credibilità dei paesani spesso solo di facciata, ma qualche volta realmente come se la fortuna avesse voluto favorirli in modo ben più benevolo che con una stupida vincita.

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Il Welfare State e i Suoi Costi

Il welfare state è nato e cresciuto in Occidente, in un periodo a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, per fornire ai cittadini di quei paesi servizi e diritti ritenuti essenziali al vivere civile, come risultato di una temperie culturale e di uno status economico del tutto particolari.

Nel senso che si realizzò là dove se ne sentiva di più il bisogno e dove esistevano le risorse economiche necessarie e sufficienti per dargli vita e implementarlo. Prova ne sia che non tutti i paesi se ne sono dotati, chi per un diverso orientamento culturale, vedi gli Stati Uniti, chi per mancanza di risorse come i paesi del terzo mondo.

Oggi, in Europa, da più parti, ne viene messa in discussione la sostenibilità. Molti lo individuano come una delle principali cause del dissesto economico degli stati sovrani.

Perlomeno altrettanti negano l’addebito e si oppongono a qualsiasi tentativo di ridimensionarlo, i più motivando il proprio dissenso in termini etici. Qualcuno negando che negli ultimi tempi la spesa per mantenerlo sia cresciuta e indicando nell’azione di salvataggio del sistema finanziario, oltre che nella diminuzione delle entrate fiscali, le cause dell’incremento del debito degli stati sovrani(1).

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Note
  1. vedi questo link []
Fine delle Note

Quali Valori?

30 agosto, 2010 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane

Il governo francese ha deciso in questi giorni un piano di espulsioni e di rimpatri riguardante le comunità rom illegali. Secondo il ministro dell’Immigrazione, Eric Besson, entro agosto saranno rimpatriati forzatamente 850 rom.

Sulla questione è intervenuto Benedetto XVI, sostenendo, in francese ove vi fossero dubbi sul destinatario, che:

« … tutti gli uomini sono chiamati alla salvezza. È questo anche un invito a saper accogliere le legittime diversità umane, seguendo Gesù venuto a riunire gli uomini di ogni nazione e di ogni lingua», invitando i francesi a «educare i giovani alla fraternità universale».

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Berlusconi Può Risolvere la Crisi Economica dell’Italia

30 maggio, 2010 di  
Archiviato in Oltre le Righe

Troppi ricchi ed un’infinità di poveri.

I restanti 7,8,9, non più del 10% degli italiani possono avere solo problemi di salute non di sopravvivenza.

Se per “miracolo”, giammai per decreto legge, un quinto della ricchezza dei ricchi, in denaro e in beni immobili, venisse versata nelle casse dello stato, i ricchi rimarrebbero sempre ricchi e i poveri finalmente potrebbero preoccuparsi solo della propria salute.

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Tram N. 8

9 maggio, 2010 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest, Suoni & Musica

La mattina sale spesso una bambina, avrà 8 anni e una fisarmonica pesante sulle spalle. Fino a qualche mese fa girava con un uomo adulto, ma ora ha imparato il mestiere, può lavorare da sola. La bambina è svogliata, quando sale sul tram suona qualcosa, ma con poca convinzione. Però rispetta tempo e armonia e le sue mani sulla tastiera si muovono sicure.

Ha gli occhi neri piccoli, e quando finisce di suonare chiede il denaro con un bicchiere Coca Cola mezzo scolorito; qualcuno ci butta dentro una moneta, altri girano lo sguardo, c’è chi le sorride e chi la ignora. A quest’ora dovresti essere a scuola, le dice una signora indignata. Lei avanza lentamente, non si scompone mai. Non insiste, non indugia.

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Risultati Elezioni: Poche Chiacchiere, Chi ha Vinto e Chi ha Perso Veramente

Abbiamo passato anni a guardarli litigare in televisione, prendersi a pugni in parlamento, usare le loro cariche per sistemare parenti, amici, zoccole e puttani. Ci siamo deliziati ad infilarci nelle loro storie di droga, di prostituzione, di malaffare, di vizio. Ci siamo indignati nel vederli trattare camera, senato e commissioni come una specie di ufficio legale privato al quale delegare la cura dei propri interessi. Li abbiamo considerati come dei personaggi di reality le cui storie si dipanavano aldilà del vetro dello schermo della televisione: lontane, effimere, estranee, vagamente inverosimili.

Giulio Andreotti: Senatore a vita, 70 anni di potere ininterrotto in Italia. Ha vinto le regionali

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Immigrazione e Statistiche

L’equazione è di quelle semplici, di quelle che tutti possono capire: meno immigrati, meno criminalità.
In effetti, volendo ragionare alla grossa così come è ormai d’uso nel nostro paese, dal punto di vista matematico l’equazione è senz’altro corretta.
Secondo un rapporto presentato in giugno dal ministro dell’Interno Giuliano Amato sulla criminalità nel 2006, gli immigrati costituiscono il cinquantuno per cento dei denunciati per rapina o furto in abitazione, il quarantacinque per cento per rapina, il trentanove per cento per violenze sessuali, il trentasei per cento per gli omicidi consumati e il trentuno per cento per quelli tentati, il ventisette per cento per lesioni colpose. Se si considerano i soli immigrati senza permesso di soggiorno, si sale al settantaquattro per cento per omicidio, al settantadue per cento per tentato omicidio, al sessantadue per cento per violenza carnale e al sessantatré per cento per sfruttamento della prostituzione.

A questo va aggiunto che gli stranieri residenti permanentemente in Italia rappresentano circa il sette per cento della popolazione totale mentre sono il trentotto per cento di quella in stato di detenzione.

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Le Scosse dei Paradossi

18 gennaio, 2010 di  
Archiviato in latest, Oltre il Confine

Le immagini che illustrano questo post sono tutte precedenti il terremoto e rappresentano la condizione haitiana in regime di normalità (N.d.R.).

Tra le tante cose che Cristoforo Colombo non si sarebbe mai aspettato sbarcando nel 1492 sull’isola che egli stesso (ri)battezzò Hispaniola è che quella sarebbe diventata una delle prime nazioni americane a proclamarsi indipendente già nel 1804: Haiti. E ciò, nonostante l’ultimo tentativo di Napoleone che inviò due anni prima decine di migliaia di soldati destinati a morire più di malattie tropicali che di spada o moschetto.

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Parole

12 gennaio, 2010 di  
Archiviato in latest, Meccanica delle Cose

Le parole sono strumenti e, come tali, di per sé inerti. Esse possono dire poco o tantissimo, a seconda di come vengano usate. Due esempi per tutti:

Parole che Dicono Molto
Ieri sera, ho avuto occasione di ascoltare l’introduzione della trasmissione radiofonica La Zanzara, trasmessa da Radio 24 e condotta da Giuseppe Cruciani. Cruciani, introducendo la polemica tra Pierluigi Battista e Vittorio Feltri sull’uso del termine “negro”, ci tiene a sottolineare esplicitamente la liceità dell’uso dell’aggettivo adducendo come giustificazione il fatto che si tratti di parola appartenente alla lingua italiana e che sia stata usata anche dalla Binetti nel corso di un intervista (sic). Secondo Cruciani, quindi, la parola “negro”, può essere usata liberamente.

Cruciani ha ragione. La parola “negro”, di per sé, non significa nulla. Essa, come ogni parola, assume valore in funzione delle intenzioni di chi la pronuncia. Negli Stati Uniti non è infrequente sentire persone di colore chiamarsi l’un l’altro “nigger” o “nigga” senza che nessuno si offenda. Nello stesso tempo, è stupido fare le animelle candide e fingere di dimenticare che questo termine è stato usato in Italia come epiteto razziale durante il periodo coloniale quando i “negri” valevano meno delle cartuccia necessaria ad abbatterli e tutt’ora suona esplicitamente come un insulto.Ci vuole un grosso sforzo mentale per affermare che la parola “negro” non significhi nulla.

Perché Feltri usa il termine “negro” per ben due volte nei titoli de “Il Giornale”? Lo fa perché è un difensore della purezza della lingua o per compiacere i suoi lettori che nel leggere un titolo che riesce ad offendere contemporaneamente africani e calabresi in meno di due righe  avranno avuto l’equivalente piccolo borghese di un orgasmo intellettuale?
La risposta la sa solo Feltri. Solo lui sa se “negro”, nella sua bocca è un’offesa o un semplice aggettivo. A noi rimane la libertà di farci un’opinione sulla base di quello che sappiamo di Feltri e del suo modo di fare giornalismo.
Cruciani, chiamando a testimone la Binetti (nota cruscante), pensa che Feltri sia un purista della lingua.

Anche su questo fatto possiamo farci un’opinione personale. Cruciani ci è o ci fa?

Parole che Dicono Poco

Con l’accusa di aver scambiato in Internet file pedopornografici che ritraevano bambini, anche di tre-quattro anni, vittime di rapporti sessuali completi, undici persone vengono sottoposte a misura cautelare tra Puglia, Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Marche e Campania. [...] Il procuratore della Repubblica di Bari, Antonio Laudati, riferendosi agli arresti ha svelato particolari sconvolgenti: «I file sono di una crudezza estrema. Ci sono rapporti completi con bambini, anche neonati, dai quali emerge lo sfruttamento di bimbi che vengono da Paesi dell’Est e dall’Oriente»

Corriere on Line 11 gennaio 2010

Esistono parole sufficienti per descrivere compiutamente fatti del genere?

Da qualche parte nel mondo qualcuno perde il proprio bambino o, peggio, è così disperato da affidarlo a certi personaggi.
Qualcun altro prepara un set, le luci, le telecamere, le macchine fotografiche. Un altro ancora ha un erezione e la mantiene il tempo sufficiente per avere un rapporto sessuale con un neonato o con un bambino di due o tre anni.

Poi questa roba si mette a viaggiare in rete ed arriva sul computer di tizio o di caio che, guardandola, si eccitano, si crogiolano nell’idea di fare altrettanto senza averne lo stomaco e poi, infine, si masturbano.
Che è stato di quei bambini? Che dolore avranno provato? Esiste la possibilità che possano dimenticare?

Non non esistono parole per questo genere di violenza. Esiste solo la repressione. Chi fa certe cose e chi, guardandole, incoraggia il mercato di questo materiale è un incidente genetico che andrebbe trattato con fermezza darwiniana.
A chi legge il compito di stimare l’effettivo valore delle parole di quest’ultima affermazione.

Siamo Veramente Migliori dei Rosarnesi?

Stamattina ha fatto una certa impressione leggere l’articolo di Giuseppe Salvaggiulo su “La Stampa” on line a questo link.

“Riconsegnata ai bianchi, Rosarno è una città dissociata. Per il primo giorno dopo vent’anni, neanche un nero si vede per le strade.”

E’, infatti, la prima volta che vedo “ufficializzato” un contrasto sociale in termini razziali così espliciti. Mi viene da pensare che sia facile rimanere indignati da quanto accaduto a Rosarno come è facile essere favorevoli alla costruzione delle centrali nucleari. Più difficile dare giudizi quando si vive di fronte ad un accampamento clandestino o a un paio di chilometri dal cantiere di una nuova centrale nucleare.

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Nè Fiori, nè Opere di Bene

24 novembre, 2009 di  
Archiviato in Cazzotti, latest, Meccanica delle Cose, Oltre le Righe

C’é stato un tempo in cui eravamo sicuri, almeno la stragrande maggioranza, che il mondo marciasse verso “magnifiche sorti e progressive”.

Si trattava solo di avere pazienza e aspettare.

Vegnarà Bepi del giazo! si gridava a Nord Est. Addavenì Baffone! si rispondeva da Roma.

Si pensava che l’avvenire sarebbe stato più equo e solidale del presente. E se a qualcuno non stava bene, chissenefrega, tanto il futuro non ha mica bisogno di permessi per venire. Ne erano convinti persino quelli che non votavano PCI, che domandavano guardinghi, scuotendo la testa: ma di questo passo dove andremo a finire?

Eppure, malgrado la povertà e il bisogno fossero assai più diffusi di oggi, o forse proprio per questo, si donava molto di meno. Giusto l’elemosina in chiesa, alla domenica mattina.

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Social Card: 200mila Persone Ancora in Attesa dei 120 Euro di Arretrati

13 marzo, 2009 di  
Archiviato in Cronache Italiane, latest

Lo scorso autunno il Governo Berlusconi aveva strombazzato ai quattro venti la sua ricettina – nient’altro che una pezzetta calda, sia chiaro, ma meglio di niente… – per cercare di arrestare il progressivo impoverimento di larghi strati della popolazione italiana: la social card, 40 (quaranta) euro al mese per i più poveri tra i poveri. Ma come è andata a finire?

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