Secondo i dati ufficiali, i reati sono diminuiti in Italia, in un anno, del 10%, dai 1.485.080 del primo semestre 2007 ai 1.379.258 dello stesso periodo del 2008.
La diminuzione della criminalità è un dato costante negli ultimi due anni e ne viene dato il merito anche ai “patti per la sicurezza” voluti durante il governo di centrosinistra, ministro degli Interni Amato.
In realtà, se andiamo a spulciare le cifre, se è vero che diminuiscono le notizie di reato per lesioni dolose, furti, estorsioni e truffe informatiche pur tuttavia rimangono sostanzialmente stabili i furti d’auto, le rapine nei negozi e in banca, i reati d’usura, le associazioni per delinquere, gli stupri e la prostituzione. Un lieve calo anche nei reati legati agli stupefacenti ma non certamente tale da giustificare canti di vittoria nella lotta alla droga.
Stai scorrendo gli articoli con tag politica
Non conosco il Ministro Gelmini se non dalle pagine recenti dei giornali, relative alla sua riforma della scuola. Roba da far venire i brividi!
E se penso che sono cresciuta in una scuola che mi ha educata proprio come in buona parte rivuole oggi il Ministro, mi sento assalire da una forte angoscia.

Me ne sto tranquilla a casa mia a valutare quando, dove e come trascorrerò il prossimo anno scolastico (c’è anche da aggiungere “se”), quando una notizia mi fa letteralmente balzare dalla sedia. E’ vero che ormai sono diventata un’ habitué di questi salti, ma quello che sto leggendo adesso mi provoca anche un conato di vomito.
Continua a leggere »
Montagne assassine
Ancora nuovi morti in montagna. Sembra non avere fine l’escalation di drammatici incidenti che stanno stroncando le vite di numerosi alpinisti. Il governo corre ai ripari e Bossi prende in mano la situazione. “Più riti celtici contro le valanghe” sono state le parole del Senatur. Il premier fa sapere “Metteremo l’esercito in montagna” e Borghezio aggiunge “Si, ma solo se in dotazione avranno ampolle colme di acqua del Po”. Veltroni replica “Quando io ero sindaco, a Roma non è mai caduta una valanga”.
E’ da un po’ di tempo che mi trattengo sulla politica. Anni fa non avrei mai immaginato che un simile argomento avrebbe potuto consumare il mio fegato in maniera così abnorme. Anni fa c’era spazio solo per un più che qualunquista “sono tutti uguali”. Oggi non è più così, sto ore e ore a perdere tempo sulle farneticazioni di Repubblica e il Corriere della Sera, in costante aggiornamento sulle evoluzioni dell’agenda del paese.

Il federalismo fiscale è una dottrina economico-politica volta a instaurare una proporzionalità diretta fra le imposte riscosse in una determinata area territoriale del paese (i Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni) e le imposte effettivamente utilizzate dall’area stessa.
C’è un problema. Anzi… c’era.
C’era il problema, per le pubbliche amministrazioni, “di dover rispettare alti standard di efficienza e correttezza nei confronti del cittadino, della società civile e delle altre istituzioni”; mica una cosetta da niente. Questo “ha determinato (in numerosi contesti nazionali e internazionali) l’esigenza di creare strutture tecniche specializzate nella prevenzione e nel contrasto della corruzione e di altre forme di illecito perpetrate nel settore della pubblica amministrazione”.

Cos’è stato il No Cav? E soprattutto, com’è stato raccontato? Può un evento che ha raccolto decine di migliaia di persone essere ridotto, dalla stampa, ad un meeting di guitti?
Tutti coloro che si riconoscono, in questo triste momento storico, non nella maggioranza di telespettatori che ha espresso un governo popolaresco più che popolare, bensì in una minoranza che stenta a specchiarsi anche in questa blanda opposizione parlamentare, hanno diritto di manifestare, esprimere il loro dissenso? Esiste ancora questo diritto riconosciuto dalla Costituzione o anche la carta repubblicana è stata interamente ridotta a palinsesto televisivo?
Continua a leggere »
Sì. Come tutti o quasi avrete saputo, l’Italia va avanti negli Europei di calcio, grazie all’onestà degli olandesi e alla pochezza dei francesi. E qui ci metto un paio di bei link per quelli di voi che volessero leggerne qualcosa di più.
Meglio così: avremo qualcosa su cui discutere ed appassionarci per qualche altro giorno.
L’annoso problema delle intercettazioni sarebbe presto risolvibile qualora si usasse un po’ di buon senso. Il vero problema e che c’è di mezzo sempre la politica a complicare le cose, quando invece, le criticità, dovrebbe risolverle. I media a sinistra stanno facendo di tutto in questi giorni per cercare di attaccare il neo-nato governo del Cavaliere cercando di «pungolare», allo stesso tempo, l’opposizione del Partito Democratico che un pochino latita. Gli strali verso il ddl, o dl, o il «m.c.l.d.f. (Minchia Che Legge Dovemo Fà)» sulle intercettazioni, che sta vedendo il governo tornare più volte sui propri passi per poi ripensare anche quelli, sarebbe senza dubbio uno «dei posti più morbidi dove metterci il naso» per una qualsiasi opposizione capace di intendere e di volere.











Ultimi Commenti