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Berlusconi-Libia: Non Chiamo per non Disturbare, Passo più Tardi per Bombardare

18 marzo, 2011 di  
Archiviato in latest, Oltre il Confine

Messe da parte le coccardine tricolori, si torna alla realtà. L’ONU autorizza di fatto l’intervento militare in Libia, pur escludendo esplicitamente ogni forma di occupazione. L’Italia, che in politica estera è famosa per l’evanescenza delle sue prese di posizione, si dichiara disposta a mettere a disposizione basi, ma non aerei con la benedizione del segretario di stato americano che, causa Wikileaks, ha tanto da farsi perdonare. Gheddafi, tanto per cambiare, minaccia:

Ogni intervento militare contro di noi metterà a rischio il traffico aereo e marittimo nel Mediterraneo [...] tutte le strutture civili e militari diventeranno legittimo obiettivo del nostro contrattacco

In arrivo nuovi guai per Lampedusa, probabilmente. Tutto bene per i giornali on line che, dopo aver appena annusato il decotto argomento dei 150 anni dell’Unità d’Italia e abbondantemente spolpato la grassa ciccia del terremoto giapponese con tanto di fuga radioattiva, si ritrovano servito su un piatto d’argento un altro succoso argomento anche se, con ogni probabilità, non durerà molto a lungo.

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Che ci Faceva lì quel Peschereccio?

14 settembre, 2010 di  
Archiviato in Storie Italiane

La notizia ha bucato come si dice. Un peschereccio di Mazara è stato mitragliato da una motovedetta libica, donato dal governo italiano (governo Amato) e con a bordo militari italiani. Ora tutti i mass media si sono , giustamente, soffermati sull’aspetto diciamo di sdegno e di ingratitudine della Libia, verso un paese che lo ha accolto come un imperatore, che gli ha donato le navi, e ci ringraziano in questo modo?
L’altro aspetto che è stato sottolineato è la presenza di militari italiani su quella motovedetta. Giustissimo. Ma le genuflessioni verso sistemi dittatoriali e l’ammirazione verso i dittatori della nostra politica estera e del nostro premier è nota. Lo sciagurato accordo di Bengasi con la Libia votata all’unanimità, anche da parte dell’opposizione non va dimenticato e sta li a ricordarcelo

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Italia fa Rima con Ipocrisia

18 maggio, 2010 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest

L’autonomia in politica estera dell’Italia è ferma alla firma del patto d’acciaio sottoscritto con la Germania nel 1939. Scomparsi certi attribuiti virili di forma sferoidale (e mai avrei immaginato di rimpiangerli) è stato un continuo trascinarsi tra “due piedi in una scarpa”, “signorsì signore”, “vorrei ma non posso” e “siamo tutti amici volemose bene“. Una sorta di veltronismo ante litteram. In questi anni la cosa è ulteriormente peggiorata perché alla mancanza di una linea precisa si è aggiunta l’estinzione di qualsiasi dibattito.

Della missione in Afghanistan, per esempio, si parla solo quando qualche disgraziato in grigioverde ci lascia la pelle. Calderoli, il ministro col lanciafiamme, si chiede se “è giusto stare lì” e lo fa mentre qualcuno seppellisce i propri figli. Forse per consolarli della perdita facendogli pensare che sono morti inutilmente.

In realtà, io sono assolutamente convinto che non sia giusto stare lì, ma per dei motivi che precedono la politica estera. L’impegno militare italiano fuori dai confini è assolutamente sproporzionato al ruolo internazionale del nostro paese. Non si può pensare di essere una potenza che regola militarmente le sorti politiche del mondo quando non si è in grado di assicurare un minimo di pace e benessere ai propri cittadini. E’ tempo che ci si renda conto che far parte di certi club non è più alla nostra portata e che si faccia rientrare le truppe in Italia. Non è escluso che possano essere presto più utili qui.

Comunque, stiamo tranquilli. La cosa è nelle mani di La Russa che prima piange per il sangue versato, poi si mette a organizzare la trasferta del Club Inter Montecitorio.

-§-

Calderoli, sempre lui, in vista dei giorni caldi che richiederanno l’impiego del personale rientrato dall’Afghanistan, propone una decurtazione dello stipendio dei parlamentari del 5%.

Apperò, voglio aderire pure io. Mi offro volontario per vedere decurtato il mio stipendio del 5%. Sono un centinaio di euro al mese (per adesso, ma in predicato di calare), ma poi che a nessuno venga in mente di chiedermi altro. Io, sto a posto. Ho già dato.

Alla fine è un affarone. Grazie al 5% divento un mezzo santo, do il buon esempio e posso continuare a farmi i fatti miei.

Grande Calderoli, non a caso la legge che ha seppellito la democrazia in Italia porta il suo nome.

Le Nuove Crociate: Il Giornale Riscrive la Storia a Proprio Uso e Consumo. Quando la Mala Informazione Diventa Mistificazione

crescent_star01.jpgConoscere la storia è importante, perché gli eventi del passato ci aiutano a comprendere ed analizzare al meglio il quadro socio-politico odierno. Ovviamente la storia dell’umanità è un campo di studio decisamente vasto ed è difficile riuscire a memorizzare, fin nei minimi dettagli, gli eventi storici che hanno portato alla formazione di così tante nazioni, così tante lingue e così tante culture diverse.
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La Bussola Rotta dell’Occidente

18 ottobre, 2007 di  
Archiviato in Oltre il Confine

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Ci sono tre avvenimenti di questi giorni sui quali vorrei focalizzare la mia e la vostra attenzione. Sono tre avvenimenti slegati, ma hanno degli aspetti comuni di cui è utile discutere.

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Candidato Messicano alla Presidenza Imbroglia alla Maratona di Berlino

10 ottobre, 2007 di  
Archiviato in Oltre il Confine, Strange Days

Scarpe da maratoneta Le “falle” nel sistema elettorale che i politici messicani hanno usato per molti anni per vincere le elezioni, sembra che siano servite a Roberto Madrazo anche nel campo dello sport. A quanto pare l’ex candidato alle presidenziali, durante la Maratona di Berlino del 30 settembre scorso, è riuscito ad “inquinare” il sistema. Ovviamente a suo favore.
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Rimpiangere Ratzinger. Quando Laicismo e Democrazia Diventano Avversari.

30 luglio, 2007 di  
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_38987847_f16_ap_203.jpgNel 2050, data che per molti di quelli che leggono rappresenta qualcosa di veramente concreto, grazie all’immigrazione, al proselitismo ed alla diversa concezione di famiglia, un europeo su cinque sarà di religione musulmana. Questo marcherà definitivamente come espressione di necrofilia il pretendere che la costituzione europea faccia degli espliciti riferimenti alle radici cristiane dell’Europa.

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11 Morti ed una Condanna Internazionale Valgono Meno del Gatto Oscar per la Stampa ed il Web Italiano

28 luglio, 2007 di  
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bavaglio.jpgSono sincero, non sono un gran lettore di quotidiani, allo stesso modo non amo i telegiornali. Nel tempo ho scoperto metodi più efficaci per scovare le notizie che mi servono.
Non disdegno comunque di leggere i quotidiani acquistati da mio padre, cosa che a dire il vero faccio con una certa regolarità.
Oggi, durante la mia quasi quotidiana seduta di lettura a “scrocco”, nello specifico del giornale “Il Messaggero”, il mio occhio è caduto su una notizia posta a pagina 18 del suddetto giornale. Si tratta di un trafiletto lungo appena due righe con il quale i solerti redattori del quotidiano romano mi informano che la Russia è stata condannata dalla Corte Europea per i Diritti dell’uomo per il massacro di 11 civili Ceceni.
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Lezioni di Coerenza: Mastella non Vota i Dico, ma Manda un Italiano a Farsi Friggere.

20 giugno, 2007 di  
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La notizia è che nella serata di ieri. Inutile cercarla in giro. Non si trova. Il governo italiano ha concesso l’estradizione negli Stati Uniti per il signor Benedetto Cipriani, accusato di essere il mandante di tre omicidi. Ordinaria amministrazione? No, solita ipocrisia all’italiana. Vi spiego perché.
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Rassegna Stampa 06/06

6 giugno, 2007 di  
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ANSA, Iran: arrestati tre finlandesi. Che cazzo ci fanno tre finlandesi in Iran? Immaginate questi che si trovano in mare tre biondissimi altissimi purissimi levissimi, il minimo che possono fare è trattenerli, non vi pare?
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Rassegna Stampa 01/06

1 giugno, 2007 di  
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Al Giornale sembra ci sia un mezzo sciopero. Ci credereste? Il vantaggio è che gli articoli, insolitamente brevi, risultano di facile lettura. Tradotto: non ci fanno perdere tempo!
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Paris, Texas – Sarko l’Americain

27 maggio, 2007 di  
Archiviato in Oltre il Confine

sarkozybonapartheidir5gl9.jpgFino all’altro giorno la Francia ci era raccontata dai media saputoni come un paese sciovinista, insofferente nei confronti degli stranieri, anche quelli che arrivavano a Parigi in Rolls Royce per andare a fare la spesa da Cartier, ripiegato sulla propria grandeur un po’ demodé, orgogliosamente indipendente in politica internazionale, soprattutto dagli Stati Uniti, nell’intimo antisemita o comunque più filoaraba che filoisraeliana.
Adesso invece, puf!, tutto d’un botto ha scelto come suo presidente il piccolo grande Sarkozy. Miracolo della Madonna di Lourdes o guarigione spontanea? “Insieme tutto diventa possibile”, recita lo slogan del neopresidente e forse è una parola magica.
Si suppone che le elezioni siano state regolari, e che quindi i francesi abbiano veramente preferito in massa il fascino aristocratico del neocon Sarko alle grazie un po’ frigide della neosenza Ségolène, il solito candidato messo lì dalle sinistre di tutto il mondo al solo scopo di perdere meglio le elezioni con le destre. Una specie di John Kerry in gonnella, ma più femminile.
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Gli Amici degli Amici

4 maggio, 2007 di  
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C’è un equivoco di fondo, credo, dietro ogni episodio di dissenso in politica estera con gli Stati Uniti, come di recente nel dibattito pro o contro l’ampliamento della base militare americana a Vicenza o il rapimento Mastrogiacomo e riguarda la reale consapevolezza che noi italiani abbiamo della nostra sovranità limitata.
Siamo convinti di essere padroni in casa propria, di essere come i francesi o gli spagnoli che se vogliono possono dire no alle richieste del governo americano.
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Bagdad come Saigon

13 aprile, 2007 di  
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vietnamwarsoldier.jpgSe stamattina andate oltre la prima pagina dei giornali on line che, come tutti, inzuppano il pane a piene mani nella rivolta cinese di Milano, dimenticando che episodi di questo genere si verificano a Napoli un giorno si e l’altro pure, troverete la notizia dell’attentato al ristorante del parlamento iracheno a Bagdad. Repubblica lo riporta in prima pagina, un po’ sotto l’invasione cinese a via Sarpi, la Stampa sceglie una collocazione simile, il Corriere retrocede rapidamente la notizia nei trafiletti di fondo pagina.
La scelta, nell’ottica miope della stampa italiana, è comprensibile. Gli scontri interrazziali milanesi e la polemica sulla relazione alla camera del ministro D’Alema, sono un boccone molto più succulento per la massa di grandifratellisti che leggiucchiano i quotidiani spesso fermandosi ai titoli. E’ da anni, infatti, che la rissa e la piazzata hanno sostituito la discussione e la riflessione nei gusti di gran parte dei nostri compatrioti.
L’Iraq, con la sua quotidiana allitterazione di attentati, è diventato noioso e quindi, non fa più notizia.
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Italian Secret Services – The Paraculism to Power

12 aprile, 2007 di  
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stemmasismi.jpg225px-sisde_01.jpgChiedo venia per il titolo che è ridicolo, ma è ridicolo anche quanto sto per commentare e quindi la cosa è armonica.
L’Ansa riporta un estratto della relazione semestrale dei servizi segreti al Parlamento.  Semestrale? Questo vuol dire che i servizi segreti presentano i loro risultati al parlamento solo due volte l’anno? E se nel frattempo gli iraniani producono la loro prima bomba atomica? Nessun problema, si mette nel rapportino e se ne parla tra sei mesi, quando, probabilmente, l’hanno già usata.  In ogni caso, nel resto del tempo, le risorse sono impegnate nel procurare materiale ai giornaletti scandalistici.
Nel rapporto si legge che l’Italia è “da tempo inclusa nel novero dei potenziali obiettivi dell’offensiva jihadista“. Azz che novità, ma questo lo dicono dal 11 settembre 2001 ogni giorno, anzi due volte al giorno. Così se c’è veramente un attentato possono dire:”Noi l’avevamo detto” e se invece non c’è: “Noi lo abbiamo prevenuto“, grandi paraculi. Sempre nell’ottica di mettere le mani avanti, si prosegue con ”L’assenza di attentati sul suolo italiano non può far sottovalutare la persistenza e l’acutezza di un sentimento e di intenzioni inequivocabilmente ostili“. Che probabilmente significa non è successo ancora ma forse succederà, almeno credo.
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Il Ventre Molle dell’Occidente

11 aprile, 2007 di  
Archiviato in Oltre il Confine

mastro_a.jpgPoche parole ancora in aggiunta a quanto detto ieri  sulla situazione afgana e sul ruolo internazionale dell’Italia.
Ieri sera, il TG1 ha mostrato un video sull’esecuzione dell’autista di Mastrogiacomo. Oggi, tutte le prime pagine dei giornali ne parlano. La Repubblica, il Corriere, L’Unità, Il Giorno. Gianni Riotta, il direttore del TG1, giustifica la messa in onda del filmato con queste parole:
Vogliamo che l’opinione pubblica rifletta su come si viva nelle zone dell’Afghanistan che sono ancora in mano ai talebani e soprattutto sulle ragioni per cui le nostre truppe sono in quel teatro di guerra. Ieri il presidente Prodi e il presidente Berlusconi hanno detto per una volta all’unisono ‘basta con le polemiche inutili’. Chi vedrà queste immagini non potrà che dirsi d’accordo” (fonte Repubblica on Line).
Come vedete, contrariamente alle mie abitudini, ho linkato il filmato per una semplice ragione. Vedere quel filmato non è servito a convincermi che i talebani sono dei tagliagole integralisti e fanatici. Mi si perdoni la presunzione, lo sapevo già. 
Quel filmato mi ha fatto pensare, ancora una volta, al tipo di ferali criminali con cui il governo della repubblica di cui sono cittadino è sceso a patti per Mastrogiacomo e per casi precedenti. E peggio mi sento, quando penso che per farlo si è appoggiato su un’organizzazione non governativa che, alla prima occasione, ha spiattellato tutto alla stampa.
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La Zuppa Afgana, Ovvero dell’Inadeguatezza del Ruolo Internazionale dell’Italia.

10 aprile, 2007 di  
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ansa_10006213_58250.jpgCapita a tutti di gestire male una situazione. Non c’è da stupirsene, è nell’ordine normale delle cose. Però si può andare molto oltre e non limitarsi a fare un errore. Ci si può rimanere invischiati e sputtanarsi per l’ennesima volta. La zuppa afgana è uno di quei casi. Presentiamo i protagonisti:
Daniele Mastrogiacomo: il giornalista con gli agganci giusti. Non in Afghanistan luogo dal quale non ricordo nessun reportage sconvolgente. Di quello che accade in Afghanistan non sappiamo nulla e Mastrogiacomo non ha fatto molto per dipanare il mistero. Gli agganci giusti li ha in Italia, visto che quando è stato rapito è successa la rivoluzione popolare. Significativo il fatto che, appena sbarcato in patria, aveva già il reportage in canna. Forse lo ha scritto durante la prigionia, tra un pestaggio e l’altro, con il sangue delle sue ferite.

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