Default Italia: Pensioni a 67 Anni? Altro che Countdown, Siamo già Falliti
24 ottobre, 2011 di redazione
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Riceviamo e pubblichiamo questo contributo nonostante non sia stato possibile reperire fonti per gran parte delle affermazioni che contiene. Riteniamo, comunque, che specialmente in funzione dell’ultimatum franco-germanico e dell’ipotesi di innalzamento a 67 anni dell’età pensionabile, offra degli spunti di riflessione interessanti. Inoltre, la situazione richiede una predisposizione molto elastica al cambio di prospettiva e, in quest’ottica, suggerimenti anche improbabili vanno valutati ed analizzati, se non altro come esercizio mentale.
Ovviamente, non forniamo alcun consiglio di investimento, ma ci limitiamo a riportare l’esperienza di un lettore come fatto di cronaca. L’unico consiglio che ci sentiamo di darvi è: nei giorni della mistificazione e della menzogna, non credere a nessuno, nemmeno a noi.
N.d.R.
Dialoghi con Galbusera: la Solidarietà a Senso Unico non Funziona. Che Fare?
16 agosto, 2011 di fma
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Dice Galbusera che se dev’essere usata come vaselina, affanculo anche la solidarietà. Lui ne ha le palle piene.
Dice che in questo paese ti ritrovi l’approccio cattolico sempre tra i piedi, che si parli di sesso, di relazioni sociali, di vita o di morte; soprattutto se si parla ricchezza, considerata propedeutica al peccato, da tollerare, ma di cui chiedere conto nel momento delle difficoltà.
Magari sotto forma di contributo di solidarietà a quelli che lavorano e guadagnano e dichiarano al fisco più di una certa cifra. Novantamila euro all’anno: contributo di solidarietà 5%: pater ave e gloria. Centocinquantamila: contributo 10%: tre pater tre ave e tre gloria
Ma come, a uno che ha già pagato le tasse tu gli chiedi di pagare un’altra volta? Se ti pare di avergli fatto pagare poco cambia le aliquote, ma se le aliquote vanno bene allora di che cazzo stiamo parlando?
Cosa vuol dire contributo di solidarietà per due anni? Galbusera mi guarda sconcertato.
Quello che s’è fatto un mazzo tanto per arrivare a guadagnare 100.000 euro all’anno, lasciandone 36.170 nelle grinfie del fisco, perché dovrebbe dare un aiutino all’impiegato che ha preferito passare le sue domeniche andando a pescare?
- E non tiro volutamente in ballo il fruttarolo che dichiara 20.000 euro all’anno, – dice Galbusera – qui non stiamo parlando di furfanti, ma di cittadini per bene. Non lo so e non mi interessa sapere se sia più giusto l’approccio dell’impiegato, o quello del dirigente, dico solo che quando uno ha pagato le tasse ha adempiuto ai suoi obblighi nei riguardi della collettività. C’è l’emergenza? Bene, ognuno vi contribuirà secondo le sue possibilità. Non uno sì e uno no, in virtù di un pregiudizio secondo cui è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, piuttosto che un ricco per la porta dei cieli.
Trichet Scrive la Manovra Bis: Irresponsabilità Nazionale o Interessi Privati?
13 agosto, 2011 di ilBuonPeppe
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Allora, vediamo di capirci. Se è la BCE che impone di tagliare la spesa pubblica, aumentare le tasse, dilazionare le pensioni, privatizzare le aziende pubbliche e via discorrendo, allora che lo faccia la BCE. Trichet viene in Italia, si organizza una conferenza stampa in cui presenta il suo piano, firma il decreto, va da Napolitano e se lo fa controfirmare, lo fa pubblicare, poi avvia l’iter parlamentare di conversione.
Ecco, si fa così. Se veramente questo bagno di lacrime e sangue che ci aspetta è voluto dal signor Trichet, e se è una persona appena appena seria, si prende le sue responsabilità e ci mette la faccia. Altrimenti è un buffone.
Oppure non è vero che il diktat arriva dalla BCE, e allora il buffone è un altro ed è molto più vicino a noi. Ed è meglio che non se la meni tanto con “” che tanto non è sangue suo, e a qualcuno potrebbero anche venire in mente strane idee: così, tanto per dare un senso di concretezza alle parole.
Default Italia 93 Giorni al Fallimento: Non Paghiamo Nessuno. Prendetevi il Colosseo
9 agosto, 2011 di Eduardo Quercia
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Bisogna ammettere che questa storia d’intervenire “a mercati chiusi” è una marchetta pubblicitaria geniale: il Paese si ferma, trattiene il respiro, presagendo imminenti catastrofi e si predispone inconsciamente ad elaborare il lutto. Ovviamente, la magia pubblicitaria consiste, a seconda delle circostanze, nel non dire nulla di doloroso (se del caso, anche nulla di nulla) o di dire cose dolorosissime, ma con formulazioni sufficientemente fumose, in modo che la gente comune non capisca quali misure siano state effettivamente adottate. L’effetto positivo è scontato. A questo punto i cittadini, sempre più confusi, si rituffano nelle faccende quotidiane, aggrappandosi volentieri all’idea che in fondo poteva andar peggio. Fatto!
Non è dato sapere se l’ex pifferaio magico e l’ex incantatore di serpenti, suo ineffabile tesoriere, debbano, di volta in volta, superare reali divergenze o semplicemente recitino parti in commedia. Ma non ha troppa importanza, giacché topolini e serpenti si sono acconciati da tempo a concentrarsi sulla melodia, senza prestare particolare attenzione al testo della canzone. Accade così che Chichì e Cocò possano canticchiare allegramente “e la vita l’è bela, basta avere l’ombrela” ed a distanza di soli due giorni intonare il “De profundis”.
Default Italia, 93 Giorni al Fallimento: 46 Miliardi da Risparmiare Subito!
9 agosto, 2011 di fma
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane
Dice Galbusera che lui, quarant’anni di lavoro nell’industria metalmeccanica, poi una pensione da dirigente, non si sente particolarmente colpevole della nostra situazione. Sostiene che se gli italiani si fossero comportati come gli svizzeri, forse oggi vivremmo in un paese meno solidale, a chiacchiere, però non avremmo che abbiamo, dunque non saremmo qui a cagarci sotto aspettando il fallimento. Ma sotto sotto è preoccupato. Non ci vede chiaro. Ci sono domande a cui non sa rispondere. Chi la mantiene tutta quella bella gente luccicante, ce n’è ancora tanta, attualmente parcheggiata sotto l’ombrellone?(1)
Dice che quando Amato gli alleggerì il conto qualche sospetto gli venne, così come quando Prodi gli bloccò la pensione; ma trangugiò in silenzio, per non passare per un vecchio senza cuore che vuole togliere il pane di bocca ai bambini. Dove li prendono i soldi tutte quelle belle signore, rifatte, smaltate, strizzate nei loro abitini griffati che guardano le vetrine in centro? o quei giovanotti col bicchiere in mano sulla porta del bar?
Hai voglia quanto si potrebbe recuperare in termini di PIL. Sì, ammette di essere puritano, dentro. Questo paese gli ricorda sempre di più la Napoli della cartolina, col pino e il Vesuvio che fuma: “Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato ha dato, scurdammoce o passato …”. Bisogna fare qualcosa. Ora. Se non la smettiamo di mantenere i (rienfaisant) andremo a sbattere e non ci salverà neppure il Padreterno. Dice che stiamo regatando su un otto con, dove ce n’è otto che fanno ohop e uno solo che rema. È ora di cambiare. Bisogna liberarsi della zavorra e aggottare la stiva, poi potremo discutere di rotta. Prima però bisogna restare a galla.
Bisogna tagliare le spese fino a generare un avanzo di bilancio con cui attaccare la montagna del debito. Se ci teniamo, non solo a chiacchiere, ai nostri figli e ai nostri nipoti. Partendo dalla politica, naturalmente.
Note
- [↩]
Default Italia: Tre Dure Misure per Superare la Crisi. Approvate dal Precario di Montecitorio
17 luglio, 2011 di dellefragilicose
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1) Tagliare i Rami Secchi
Come controllare la spesa pensionistica e ridurre quella sanitaria? Semplice, non curare i vecchi. Quando uno va in pensione non serve più a un cazzo. Per non assorbire energie economiche deve farsi il viaggio(1) il prima possibile. Impartendo opportune istruzioni ai medici della mutua si potranno curare malattie complesse come le cardiopatie, i tumori e l’artrite con rimedi naturali quali la camomilla, purgoni di magnesia e sciacqui con la tintura di iodio. La chirurgia sarà consentita solo a chi non avrà superato i 60 anni.
L’applicazione intensiva di questa politica sanitaria comporterà immediati vantaggi sia sul fronte previdenziale che della spesa sanitaria. Si prevede anche un sensibile aumento del PIL con conseguente aumento dei posti di lavoro nel settore Onoranza Funebri, da tempo in crisi causa allungamento della vita media. Si calcola che con questi risparmi sarà possibile garantire una rivalutazione dei vitalizi agli ex parlamentari del 20% e una copertura medica totale per loro, i loro parenti fino al terzo grado, le loro amanti, i vicini di casa dello stesso pianerottolo, del piano di sotto e di quello di sopra.
Note
- perire [↩]
Italiani: Vivere e Morire Senza capire una Mazza
16 luglio, 2011 di dellefragilicose
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Un dirigente di un’industria locale, una di quelle del Nord Est che fanno fatturati grandi come il PIL della Grecia, un capitalista puro, geneticamente di centrodestra, mi racconta scandalizzato, a voce bassa,quasi che si trattasse di una di quelle storielle imbarazzanti, di quando qualche mese fa si è recato in visita dal ministro Brunetta. Durante la lunga anticamera ha modo di osservare il corridoio, sontuosamente arredato, dove ogni paio di metri in corrispondenza di alte e decorate porte chiuse di legno antico, lungo la parete, c’è un usciere o un commesso, non saprei come definirlo. In piedi, sull’attenti, con una sontuosa divisa decorata da bottoni dorati e cordoncini, come un ussaro. Ogni tanto, ma solo ogni tanto, un uscio degli uffici si schiude, ne sortisce un segretario che consegna un biglietto al commesso di competenza. Costui prende il biglietto, fa pochi metri, lo consegna all’altro commesso che bussa alla porta dell’ufficio che sovrintende, lo consegna al segretario e ritorna in posizione di riposo. Quattro sontuosi stipendi al posto di un email o, se proprio era necessario trasferire un cartaceo, al posto di un culo che si alza e fa sei passi. Nell’ufficio di Brunetta, il ministro dei certificati medici elettronici e dei tornelli.
Clamoroso: 6 Occupati Italiani su Cento Vivono di Politica, gli Altri 94 li Mantengono
1 marzo, 2011 di MikClaudia
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Vi piacerebbe possedere un’auto che brucia benzina e consuma olio e pneumatici anche quando è parcheggiata? No, probabilmente no. Se poi, quando mettiamo in moto la macchina, questa non si muove o va avanti a tre cilindri (nella migliore delle ipotesi) è facile incominciare a pensare pensare che si è vittime di una grossa fregatura.
Eppure, che vi piaccia o no, è proprio quello che succede a tutti noi in Italia. In Italia ci sono un milione e mezzo di persone che vivono di politica. Su in Italia, il 6% trae il proprio sostentamento da attività politiche o “dall’indotto”, per utilizzare impropriamente un termine industriale.
E quanto costa l’ambaradan? Quasi 20 miliardi di euro all’anno, l’importo di un’importante manovra finanziaria, praticamente quanto si spende per mantenere esercito, marina e aviazione messe insieme in un anno, l’equivalente di un punto di PIL. Clamoroso. I numeri, già di per se’ impressionanti, diventano inaccettabili quando li si parametrizza al prodotto di questa “industria” in termini di programmazione, innovazione della società e progresso sociale.
I dati shock non vengono da un’organizzazione anarchica o da un’inchiesta giornalistica, ma da uno studio del sindacato UIL (l’),. Un’organizzazione organica al sistema e che, probabilmente, ha stimato per difetto le sue valutazioni, anche tenendo conto del fatto che nel rapporto (stranamente) non si parla di sindacati i quali contano decine di migliaia di addetti a tempo pieno che,ovviamente, gravano sul sistema.
Di seguito potete leggere il rapporto, così quando vi mangerete il fegato lo farete sulla base di dati di fatto e non solo sul sentito dire. Buona lettura.
Sinistra: Come Fare per Perdere le Elezioni Prossime Venture
4 febbraio, 2011 di fma
Archiviato in Chiamiamola Economia, latest
Oggi il debito pubblico italiano ammonta a 1867 miliardi di euro ed è in costante crescita. Se dovessimo pagarlo tutti, in parti uguali, dovremmo sborsare 30.000 euro cadauno, centenari e neonati compresi.
Sarebbe una soluzione giusta?
O sarebbe più giusto che ciascuno vi concorresse secondo le proprie possibilità?
O meglio ancora che ciascuno vi concorresse secondo le responsabilità che ha avuto nella formazione del debito?
Oppure dovrebbero vedersela i più ricchi, per esempio quel 10% di famiglie (2,4 milioni), che detiene il 45% (circa 3.700 miliardi) della ricchezza delle famiglie italiane?
Mirafiori F.A.Q.
14 gennaio, 2011 di serpiko
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Scrivo in anticipo di 12 ore rispetto allo spoglio delle schede in Mirafiori. Non è infatti mia intenzione commentare il risultato del voto di oggi, nel breve periodo non lo trovo determinante.
Mi pongo invece il problema della legittimità di una simile consultazione e, per questo motivo, trovo ben più interessante rispondere a una serie di domande che mi sono posto delle condizioni in cui essa s’è svolta. Domande secche, che implicano risposte oggettive. Nessun commento, nessuna conclusione da tirare. A ognuno la sua idea.
Marchionne e Il Maiale con la Pistola
14 gennaio, 2011 di ilBuonPeppe
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Oggi a Mirafiori si vota per l’accettazione del nuovo contratto di lavoro imposto da Marchionne. Se vinceranno i NO vorrà dire che è cominciata la rivoluzione. Vinceranno i SI.
Vinceranno i SI perché con una pistola puntata alla tempia i lavoratori non hanno molta scelta: “se accetti il nuovo contratto continui a lavorare, altrimenti chiudo la fabbrica e tu non hai più di che sfamare la famiglia“. Non credo siano molti quelli in condizioni di poter respingere un simile ricatto. Perché di ricatto si tratta ed è inutile girarci attorno o tentare di indorare la pillola; Marchionne impone le sue condizioni fregandosene degli operai, dei sindacati, della Confindustria, del Governo, dei contratti precedenti, di decenni di conquiste sociali. Del resto lui è su quella poltrona per fare gli interessi della FIAT e degli azionisti.
Il Welfare State e i Suoi Costi
18 novembre, 2010 di fma
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Il welfare state è nato e cresciuto in Occidente, in un periodo a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, per fornire ai cittadini di quei paesi servizi e diritti ritenuti essenziali al vivere civile, come risultato di una temperie culturale e di uno status economico del tutto particolari.
Nel senso che si realizzò là dove se ne sentiva di più il bisogno e dove esistevano le risorse economiche necessarie e sufficienti per dargli vita e implementarlo. Prova ne sia che non tutti i paesi se ne sono dotati, chi per un diverso orientamento culturale, vedi gli Stati Uniti, chi per mancanza di risorse come i paesi del terzo mondo.
Oggi, in Europa, da più parti, ne viene messa in discussione la sostenibilità. Molti lo individuano come una delle principali cause del dissesto economico degli stati sovrani.
Perlomeno altrettanti negano l’addebito e si oppongono a qualsiasi tentativo di ridimensionarlo, i più motivando il proprio dissenso in termini etici. Qualcuno negando che negli ultimi tempi la spesa per mantenerlo sia cresciuta e indicando nell’azione di salvataggio del sistema finanziario, oltre che nella diminuzione delle entrate fiscali, le cause dell’incremento del debito degli stati sovrani(1).

Note
- vedi [↩]
Italiani e Immigrati: Realtà tra le Righe
12 novembre, 2010 di Marechiaro
Archiviato in latest, Storie Italiane
Mentre leggo il giornale spesso mi capita di rivedere tra le righe storie vissute da vicino, di sentire parole che se non sono proprio del caso specifico almeno ne possono spiegare il contesto. E’ stato così in questi giorni per gli operai sulla gru. Anche qui è successo una cosa del genere tra l’indifferenza e la mancata risoluzione del problema drammatico dei lavoratori senza stipendio. A dire il vero, non l’avrei notato nemmeno io, presa come sono dalle mie difficoltà, se la sera prima che uscisse l’articolo nel giornale locale in quinta pagina non me ne avesse parlato un giovane lavoratore italiano che, oltre a non poter mandare i soldi alla famiglia a Cuneo, deve pagare insieme agli altri l’affitto qua.

Non lo Fo’ per Piacer Mio…
15 giugno, 2010 di fma
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Qualche giorno fa, gli addetti al mondo dello spettacolo hanno manifestato in piazza Navona, contro i tagli del ministro Bondi, povera anima.
C’erano, tra gli altri, Nanni Moretti, Christian De Sica, Sabrina Ferilli, Moni Ovadia e Giuliano Montaldo, persona al di sopra di ogni sospetto. Non che gli altri non lo siano, ma Giuliano, oltre all’amore per la Cultura, ha dalla sua anche la venerabile età.
Naturalmente non lo facevano per sé, ma per la Cultura.
Manovra da 25 Miliardi: Italia Batte Grecia Zero a Zero
25 maggio, 2010 di dellefragilicose
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Quindici giorni fa erano tutte rose e fiori. L’Italia e le sue banche erano salde, il rapporto deficit/PIL stava migliorando, il peggio era passato e se qualcuno si lamentava perché, nonostante la ripresa, stava perdendo il lavoro si trattava del solito piagnone rompicoglioni.
Oggi, all’improvviso, si scopre che l’Italia per non affondare deve subire una manovra di 25 miliardi che se non equivale a quella della bancarottiera Grecia, poco ci manca.
All’improvviso tutto è cambiato. Il paese del bengodi dove tutti magnano senza faticare e nessuno paga le tasse si è scoperto sull’orlo di una crisi argentina. Sarà per questo che Il Sole 24 Ore on line ha fatto che solo a vederla viene di grattarsi le balle. Quando è successo? Stanotte? Qualcuno mente oggi o mentiva due settimane fa?

long night till tomorrow
15 aprile, 2010 di Comandante Nebbia
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Il Centro Direzionale di Napoli. Una Manhattan dei poveri progettata da un architetto giapponese e realizzata secondo gli standard costruttivi di Casal di Principe. Un luogo impersonale e remoto dove imperversa l’acciaio inossidabile arrugginito,non ci sono tre metri di pavimentazione integra e le cui scale mobili mai entrate in funzione e ora definitivamente vandalizzate conducono a parcheggi sotterranei inibiti a chi non è in grado di difendersi da un’aggressione fisica.
Il Centro Direzionale. Tre o quattro torri della Regione Campania affittate a costi paragonabili al PIL della Grecia. Le torri Telecom, Enel, Wind. La torre dell’AGCOM con i suoi comandi della guardia di Finanza e della Polizia Postale.
Il Centro direzionale. Le decine di piccoli uffici sorti per suggere l’umore mieloso che sgorga generoso dall’alveare pubblico. Centri per l’erogazione di corsi di formazione finanziati dalla regione o dalla comunità europea, società di consulenza informatica, urbanistica, legale, banche, finanziarie, consolati. Intorno, centinaia tra bar, ristoranti, pizzerie, negozi di abbigliamento e regali sempre brulicanti delle migliaia di impiegati che prendono il caffè, mangiano e comprano cose inutili.
di
Ci torno per tre giorni dopo due anni di assenza. Ne ho trascorsi diversi lì, ma ora lavoro altrove. Il primo giorno ho un’impressione, passo le ore libere dei restanti due per verificarla.
Per strada poca gente, molto meno di quella che ricordavo. Mancano sicuramente i ragazzi, i consulenti, i lavoratori a progetto.
Il venti per cento dei negozi sono chiusi, sbarrati. La totalità di quelli che vendevano cose inutili quali libri, dischi, regalini o gadget non esistono più. I ristoranti sono semivuoti. Nessuno nei tavoli all’esterno a godersi il bel sole d’aprile. Molti, da soli, mangiano panini seduti sulle panchine che danno sui giardinetti spellati pieni di merda di cane.
Poca gente anche al bar a dispetto della passione dei napoletani per il caffè.
L’unico posto che è rimasto simile a quello che ricordavo è il tabaccaio/ricevitoria. Fila per comprare le sigarette, fila ancora più lunga per giocare al lotto, al gratta e vinci o per giocarsi una “bolletta” alle scommesse. Resto qualche minuto e arrivano tre donne anziane. I numeri, il gratta e vinci, il superenalotto. Una dice di essersi trascinata fuori dal letto solo per giocarsi i numeri.
Incontro un amico che non vedo da tempo. E’ una persona per bene, un uomo onesto che ha sempre fatto il suo dovere. Mi racconta che la Telecom ha deciso di cedere il dipartimento in cui lavora e che questo preclude al licenziamento suo e di altre duemila e ottocento persone con l’escamotage della cessione del ramo d’azienda. Ha cinquanta anni, due figli adolescenti e, anche se non lo dice, si vede che ha paura. E’ un ingegnere elettronico, ma non sa cosa fare. O forse proprio perché è un ingegnere non lo sa. E’ nell’età nella quale ci vuole stabilità e invece deve ricominciare da zero come è successo ai suoi colleghi dell’Agile ex-Eutelia la cui sede deserta e sbarrata è a poche centinaia di metri a linea d’aria di distanza.
Ritorno a casa su un treno semivuoto. Devo cambiare carrozza perché qualcuno ha vomitato nel cesso e la porta non si chiude. Quando lo dico al ferroviere scuote la testa e passa avanti senza dire niente.
Ora si potrà comprare una cucina componibile o una nuova lavastoviglie con il contributo dello stato. Il Corriere, subito sotto il coccodrillo per Raimondo Vianello, dice che questo servirà per riavviare l’economia.
Bene. Bene.
Ma Dov’è Questa Crisi?
19 maggio, 2009 di Lo_Spillo
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Scusate l’intrusione.
L’altro ieri mattina ho seguito una trasmissione su una radio privata “Indignato speciale” di Andrea Pamparana.
La seguo quasi sempre, argomenti interessanti, posti in maniera obbiettiva e lasciano parlare le persone.
Nel sentire le varie telefonate, mi sono reso conto che veramente metà Italia non sa cosa sia la crisi che sta sconvolgendo il lavoro e il reddito da esso generato.
