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Il deserto dei Tarantini

21 settembre, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra

“L’esistenza di Drogo invece si era come fermata. La stessa giornata, con le identiche cose, si era ripetuta centinaia di volte senza fare un passo innanzi. Il fiume del tempo passava sopra la fortezza, screpolava le mura, trascinava in basso polvere e frammenti di pietra, limava gli scalinie le catene, ma su Drogo passava invano; non era ancora riuscito ad agganciarlo nella sua fuga.” 
(Dino Buzzati, “Il deserto dei Tartari”)
Viviamo asserragliati nella fortezza Italia, con viveri ormai razionati, completamente paralizzati nell’attesa di qualcosa, una guerra, una catastrofe, un’invasione, un colpo di gong gigantesco che ci svegli e dia un senso alla nostra esistenza e ci redima all’ultimo istante dal peccato dell’incapacità di reagire a questa tetraplegia mentale che ci impedisce perfino di immaginare una realtà diversa da questo orrore. Paralizzati come nei sogni più angosciosi, con le gambe che vorremmo muovere ma non possiamo.
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Default Italia: Mandiamo i Pulcinella al Confino

19 luglio, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Cuore di Tenebra

Il senso di questi giorni è tutto nelle discussioni del mattino. Il Fuzzy Mib, lo spread con i bund tedeschi, le vendite allo scoperto. Il destino di ciascuno di noi sembra legato a questi termini esoterici che ci raccontano di strepitose ed incontrollabili energie per le quali le nostre vite non hanno nessuna importanza e che potrebbero stritolarci in un secondo, senza pensarci due volte. In realtà le cose stanno veramente così. Le vicende dei singoli perdono di consistenza di fronte ai grandi movimenti storici. L’inclinazione dell’asse economico terrestre sta cambiando. Il baricentro del mondo si sposta ad Est ed il fenomeno tellurico conseguente farà vittime, devierà vite e stroncherà carriere.

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Il Figlio Matto

14 luglio, 2011 di  
Archiviato in Cazzotti, Cuore di Tenebra, latest, Meccanica delle Cose

Un figlio malato, malato fisicamente di qualunque malattia organica, anche la più inesorabile e devastante, raramente viene respinto dai genitori e lasciato al suo destino. Qualche padre o madre possono decidere di fuggire, di rifiutarsi di accettare una vita di sacrifici da costruire attorno alle esigenze del figlio sfortunato ma è più frequente l’accettazione, fino all’eroismo, del proprio destino.
Tra i casi più estremi di eroismo genitoriale tutti ricordiamo la storia commovente e incredibile della famiglia Oddone, di quei genitori che si reinventarono biologi per scoprire la sostanza che avrebbe potuto alleviare le sofferenze del loro figlio Lorenzo affetto da adrenoleucodistrofia.
Questi genitori agiscono spinti dall’amore e dalla consapevolezza che un figlio malato ha ancora più bisogno di amore e dedizione.
La modernità e un nuovo senso di civiltà dei rapporti umani, dopo averci permesso di piangerne la morte come qualcosa di profondamente ingiusto ed innaturale, ci hanno insegnato che i figli hanno diritto alle cure e all’amore anche e soprattutto se imperfetti o deboli. La Rupe Tarpea ci fa orrore, l’aborto selettivo e le teorie eugenetiche che pretenderebbero di ripulire le razze eliminando gli infelici con il gas sono stigmatizzate culturalmente come disumane ed illegali.

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Guerra alla Libia: l’Ennesima Figura di Merda Tricolore

20 marzo, 2011 di  
Archiviato in latest, Oltre il Confine

Nei confronti della questione libica gli atteggiamenti possibili erano solo due, diametralmente opposti, ma due:

  1. Tener fede al trattato di partenariato sottoscritto solo qualche mese prima e cercare di assumere un ruolo privilegiato di mediazione tra la comunità internazionale e Gheddafi per raggiungere una soluzione pacifica. Gheddafi era già Gheddafi quando Berlusconi gli baciava la mano e gli faceva fare campeggio a villa Pamphili, quindi non ‘cera nessuna motivazione per violare il trattato se non le cazzate sulle fosse comuni che fanno presumere che in Italia i servizi segreti non fanno un cazzo come tutti i dipendenti pubblici.
  2. Fare la parte della moglie tradita che scopre all’improvviso che il marito è un grandissimo figlio di puttana e, “anche in virtù degli innegabili legami storici con il popolo libico”  porsi a capo di un corpo di spedizione internazionale per bombardare Gheddafi e tutti i suoi accoliti a tappeto e senza pietà. Portaerei, Tornado, Eurofighter, missili, quello che serviva. Fino a che morte non sopravvenga.

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Una Pensione per il Califfo

9 novembre, 2010 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest

Negli ultimi giorni, giornali, radio e televisioni hanno ricamato con malcelata goduria sulla storia di Franco Califano e della sua richiesta di ricorso alla legge Bacchelli, un provvedimento che offre un sostegno economico agli artisti che hanno dato lustro alla cultura nazionale e che, giunti alla vecchiaia, vivono in condizione d’indigenza.
L’indignazione a telecomando di doxiana memoria è scattata sulla base di vecchie dichiarazioni dello stesso Califano che ebbe occasione di vantarsi ripetutamente della sua vita di stravizi, del danaro sperperato in alberghi di lusso, macchine sportive e in regalie e prebende per migliaia di donne possedute al ritmo di tre al giorno.
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Un Rikordo dell’Emerito

19 agosto, 2010 di  
Archiviato in Storia e Memoria

Si usa ricordare chi muore. E di solito si usa farlo con molta ipocrisia, ricordando solo le cose buone, inventandole se non ce ne sono.
Francesco Cossiga è morto. Io voglio ricordare quello che disse in un’intervista di un paio di anni fa. Più di tanti coccodrilli rivela il personaggio per quello che è stato.

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Se Fossi Berlusconi

23 aprile, 2010 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest

Se fossi Berlusconi andrei dal presidente della Repubblica Napolitano, gli scuoterei un po’ la spalla per svegliarlo e gli consegnerei le mie dimissioni.
Poi, tomo tomo chiatto chiatto, dopo aver rifiutato il mandato esplorativo, mi siederei al mio posto in parlamento (o al senato, mo non mi ricordo) e mi farei due risate a vedere se quei quattro stronzi sono in grado di fare un mezzo governo.

Subito dopo, appena sciolte le camere e indette le nuove elezioni, incomincerei una di quelle campagne elettorali alla Armaggedon: “io, l’innovatore, l’imprenditore, il benefattore, osteggiato dai comunisti, picchiato a sangue, colpito alle spalle e tradito dai rappresentanti della vecchia partitocrazia che mi hanno impedito in quindici anni (no, i quindici anni no. Tagliare, tagliare) di portare a termine le riforme istituzionali, il federalismo, la riduzione delle tasse e il progetto segreto “figa depilata just turned eighteen per tutti”, ora vi chiedo di scegliere tra me e la vecchia politica dei Fini e dei Bersani, una scelta definitiva, totale e senza compromessi”.

E l’Italia sceglierebbe, sceglierebbe. Al Nord sceglierebbe la Lega, perché sono tempi di crisi, si prospetta un futuro greco e nessuno vuole avere un paio di napoletani sulle spalle da dare a mangiare anche perché i napoletani magnano, magnano molto e fanno casino. Al Sud sceglierebbero Berlusconi perché fa pena, poveretto, e soprattutto perché si è saputo fare gli amici giusti dalle parti di Casal di Principe e di Palermo. Gente che sa riconoscere i perdenti, specialmente se hanno la faccia lunga da cavallo, e li molla subito.

Al centro, quei quattro fessi che sono rimasti si dividerebbero tra i nostalgici pippamentali della sinistra antagonista, i sostenitori della biowashball a cinque stelle, quelli che “Vendola è il futuro” e quelli che votano PD perché il padre era iscritto alla sezione del partito comunista sotto casa dove già da vent’anni hanno aperto una lavanderia a gettone.

Se fossi Berlusconi vincerei le elezioni, ma le vincerei a sangue, senza remissione e insieme al papà della trota mi tromberei l’Italia fino alla gola, una volta e per sempre.
Federalismo, secessione, presidenzialismo, abolizioni dell’articolo 18 e pure del 17 e del 19, se ci sono. Senza pietà.

Se fossi Berlusconi darei una mazziata a questo paese che Mussolini con le sue leggi razziali e una guerra mondiale persa sembrerebbe un dilettante del cazzo. Scaraventerei l’Italia e gli italiani un un cesso profondissimo e puzzolente e passerei finalmente alla storia, in un modo o nell’altro.

Se fossi Berlusconi morirei non prima dei 97 anni, di overdose di Viagra/Cialis e iniezioni di ormoni africani nei testicoli. Felice, soddisfatto e consapevole di aver dato a un gregge di pecoroni la lisciata di pelo che meritava.

Invece non sono Berlusconi. Stanotte ho fatto una lunga telefonata a Katy Perry. Io le parlavo in inglese e facevo un sacco di battute spiritose. Lei cercava di rispondermi in un italiano stentato che faceva ridere entrambi. Ci siamo messi d’accordo che l’avrei raggiunta oggi, vulcano permettendo, per fare colazione insieme a Los Angeles.

Alle sei mi sono svegliato. Pioveva e avevo la pressione bassa. Mi sono pentito di aver smesso di fumare, perché prima di iniziare questa cazzo di giornata, una sigaretta ci sarebbe stata benissimo.
Amen.

Eutanasia

15 novembre, 2009 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest, Leggere, Oltre le Righe

Domenica, 11 ottobre

É una giornata di sole. Mi segue strascicando il passo fin sotto il nocciolo, dove c’é il suo pallone tra l’erba. S’accovaccia senz’allegria. In qualche modo deve accorgersi che lo fisso, perché alza la testa dal pallone e mi guarda. Senza l’espressione gioiosa con cui mi ha guardato tante altre volte, probabilmente sta troppo male, ma pur sempre con un punto interrogativo negli occhi: che hai?

Non glielo posso dire. Se anche potessi non glielo direi. Non sono affatto sicuro d’avere diritto all’arbitrio di cui ho deciso di farmi carico. Ma la superbia per iniziative che non ci competono, da Adamo ed Eva in poi, pare sia nella nostra natura: “Ma misi me per l’alto mare aperto”.

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La Legge è Uguale per Tutti? No Solo per Silvio

Ieri, la Corte Costituzionale ha stabilito che il Lodo Alfano viola la costituzione. L’immunità per gli uomini che ricoprono le quattro più alte cariche dello stato violerebbe il principio di uguaglianza dei cittadini italiani di fronte alla legge (art. 3 della Costituzione) e l’obbligo di ricorrere ad una legge costituzionale per modificare un principio costituzionale (art. 138 della Costituzione). Quest’ultima cosa sembra banale, ma è perché noi siamo tutti ignoranti e non abbiamo studiato.

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Delle Anime Perdute

6 maggio, 2009 di  
Archiviato in Border Zone, Cuore di Tenebra, latest

Ho riflettuto a lungo prima di scrivere di questa cosa. L’esperienza del divorzio non mi è estranea e non la annovero tra quelle che rifarei volentieri. Inoltre, dei fatti di famiglia altrui, specialmente se non ci sono bambini che soffrono, I do not care at all.
Poi non volevo oscurare il bellissimo pezzo di Gilda di oggi, ma questa cosa l’ho risolta con un piccolo trucco tecnologico retrodatando alle 7 di stamattina un pezzo che in realtà scrivo alle 9:45.
Insomma, ne ha scritto Tenebra, persona in gamba. Io non voglio tirami indietro.
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Crepa, ma non Temere, sei Italiano

15 settembre, 2008 di  
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Ci Scommetto, Berlusconi Sconfiggerà Berlusconi

19 giugno, 2008 di  
Archiviato in Cronache Italiane

Da un’indagine che ho promosso qualche giorno fa e sulla quale tornerò nei prossimi giorni, per quanto i numeri e la disomogeneità del campione mi privassero del conforto della valenza statistica, mi sono formato l’opinione che, al momento, non ci sono grandi possibilità che Berlusconi sia abbandonato dal suo elettorato. A quanto pare, una larga parte dei miei connazionali ha finalmente trovato l”‘uomo forte” che cercava da tempo. Inoltre, l’impressione che si tratti di quello giusto è paradossalmente rafforzata non dalle scelte operate dal presidente del consiglio, controverse per stessa ammissione dell’elettorato berlusconiano, quanto dalle dimensioni della vittoria elettorale che hanno generato una sorta di sindrome Juventus fra i suoi sostenitori i quali si sono convinti che, se si riescono a vincere cinque scudetti di fila, tutto è giustificabile, persino Moggi.

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