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Fenomenologia dell’Opera Lirica

4 settembre, 2011 di  
Archiviato in Accademia DFC, Suoni & Musica

Pregherai fino all’alba; io sarò teco.

Ricordo, quando avevo su per giù 12 anni, il senso di noia e di lacerante inedia nel sentir messa. Già allora la “fede”, inculcatami forzosamente dalla cultura cattolica imperante di questo paese, era emigrata in qualche anima più fertile, lasciandomi il senso di soffocante asfissia ogni qualvolta mamma mi obbligava, tutte le maledette domeniche, ad assistere a quel rito bizzarro.

Crescendo, naturalmente, gli obblighi imposti dall’alto (la mamma, non l’altissimo) vennero meno ma le rare occasioni in cui mi sono scontrato con il sacro rituale le ho percepite in modo diverso; il senso di morte per noia dovuto a quel tempo sprecato e che non passava mai si è trasformato in una sorta di ascolto critico, giovando alla mia percezione del tempo e pure al mio sollazzo.

Al di là delle preghiere recitate con meccanico distacco dalla maggioranza, mi divertono le prediche dei preti, tanto che spesso involontarie risa ironiche imbarazzano i miei parenti, costretti alla mia compagnia nel matrimonio o cresima di turno. Per non parlare del senso di letizia nel sentire gli anziani che anticipano il versi delle preghiere.

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Libertà di licenziare il fallito e il suo fiscalista

13 agosto, 2011 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione, Cronache Italiane

Per una volta sono d’accordo con Tremonti. Bisogna avere le mani più libere nel licenziare in questo paese. Soprattutto e, per primi, vanno licenziati il fallito ed il suo fiscalista.

Come premessa bisogna dire che il fallito ed il fiscalista di cui sopra sono solo dei volonterosi carnefici, i sonderkommando della situazione. Stanno solo eseguendo gli ordini di un’oligarchia sovranazionale con caratteristiche di associazione per delinquere di stampo mafioso e terroristico che, rifiutandosi di accettare che il capitalismo per come lo conosciamo è ormai un cadavere gonfio e puzzolente che butta fuori da tutti i buchi, assassinato da quella neoplasia maligna che si chiama neoliberismo, crede di salvare il proprio potere corrotto cancellando tutto ciò che di diritti dei lavoratori e walfare state è rimasto nei nostri paesi.

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Il Bicchiere Mezzo Vuoto

27 marzo, 2011 di  
Archiviato in Accademia DFC, Cuore di Tenebra, latest

Ho scritto e pubblicato questi appunti nel 2006, cinque anni fa ormai. Non lo so per gli altri, ma per me è sempre imbarazzante confrontarmi con quello che ho scritto in passato.  A volte mi appare sgrammaticato, inutilmente volgare, ingenuo, melenso, confuso o retorico. In questo caso specifico, l’impressione derivante è un poco gradevole mix delle sensazioni precedenti unite ad un inatteso disagio per la grande differenza che misuro tra la percezione di allora e quella di oggi. La patologia che mi rende continuamente estraneo a me stesso è inguaribile. Lo sapevo, ma constatarlo è sempre doloroso.
Da allora ad oggi la mia vita fisica mi ha riservato gradi cambiamenti. Ho scoperto che una vecchia guerra mi lasciato ferite più profonde delle cicatrici che ho sul corpo e dei sogni che, di tanto in tanto, faccio ancora, ho perso tutto quello che possedevo in un’impresa sfortunata, ho seppellito persone carissime, ho perso il mio lavoro e cambiato città, ho avuto una bambina che, in questo momento, siede sulle mie ginocchia e mi obbliga a scrivere con una mano sola.
Ci vuole un grande impegno per sfuggire alla vita. Io, fino ad oggi, non ci sono riuscito. Buona fortuna a chiunque legga queste righe.

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Aspettando la Rivoluzione

14 luglio, 2010 di  
Archiviato in Appunti Italiani, Cazzotti, Meccanica delle Cose

La rivoluzione è un’azione violenta tesa a scardinare un ordine costituito, al fine di sostituirlo con un ordine nuovo.
Ne la “Critica all’economia Politica” Marx sostiene che una costruzione sociale non perisce finché non abbia sviluppato tutte le forze produttive a cui può dare corso.
In altre parole che non vi può essere rivoluzione finché i rapporti di forza, che hanno prodotto l’ordine sociale esistente, non siano mutati tanto da renderlo inattuale, dunque instabile.
La Rivoluzione Francese può considerarsi a buon titolo il paradigma di tutte le rivoluzioni.
Nella Francia dell’epoca la Borghesia deteneva già il potere economico, ma non aveva ancora accesso al potere politico, che restava appannaggio della Nobiltà e del Clero.
Erano le condizioni oggettive per una rivoluzione.
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Intervento sulla Verità. O Meglio, sulla Non-Verità

31 maggio, 2009 di  
Archiviato in latest, Meccanica delle Cose

Riceviamo e pubblichiamo:

Verità:

Se cercate questo termine su un dizionario,troverete un sacco di definizioni,anche piuttosto diverse fra loro.
Ci si può chiedere cos’è la Verità,ma forse è meglio ancora chiedersi da cos’è caratterizzata.
Alla Verità,quella con la “v”,viene quasi sempre riconosciuta una capacità intrinseca: quella di essere determinata univocamente,o più semplicemente,di essere unica.
Se ci chiediamo cosa abbia mosso il pensiero umano,in ogni sua forma e manifestazione,la risposta più sensata appare proprio il poter affermare delle Verità.
Il poter dire qualcosa di definito ed incontrovertibile a proposito di un argomento.

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La Triste Storia di Borgonovo e la SLA

13 ottobre, 2008 di  
Archiviato in Border Zone, Veri Uomini

Grande commozione ha suscitato la vicenda di Stefano Borgonovo, ex calciatore di buon livello, colpito dalla grave malattia della sclerosi laterale amiotrofica (SLA) conosciuta anche con il nome di morbo di LOU GEHRIG.
Colpisce molto il fatto della strana ripetizione di casi analoghi nel mondo del calcio (Signorini, Lombardi,etc) e pare che l’incidenza sui calciatori sia dieci volte più alta rispetto alla media normale ma non è tanto di questo che volevo parlare.

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E se Fosse la Conflittualità a “Fare la Notizia”?

6 ottobre, 2008 di  
Archiviato in Informazione, Meccanica delle Cose

I dati che si leggono in questo articolo comparso qualche anno fa su un’autorevole rivista sconcertano: sono a dir poco agghiaccianti. Ne convenite, vero? Ma tutto sommato l’ordine di grandezza di questi numeri non vi sorprende, sono numeri che purtroppo si sentono spesso dire in giro.

Forse invece vi sorprenderà sapere che, restando tra le mura di casa vostra o in quelle di una scuola, avete quattro volte più probabilità di avere un incidente che quando siete per strada o sul vostro posto di lavoro.
Eppure è proprio così.

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