pedofilia

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Cari amici di “MenteCritica”, ricompaio dopo molto silenzio: le vicende personali e il lavoro mi hanno reso impossibile godere della vostra compagnia. Oggi, però, mi sono concessa un po’ di tempo per segnalarvi il caso apparso sul “Resto del Carlino” di Modena che porta più o meno il titolo di questa mia riflessione.

In sintesi il Dirigente Scolastico di questa Istituto all’inaugurazione della nuova sede ha vietato al parroco locale di benedire i locali. Il divieto è stato motivato non da una visione personale del Dirigente ma da precisi atti normativi. Il caso è finito in Parlamento.
Vi allego anche il percorso (link n.d.r.), nel caso vogliate leggerlo e votare per il sondaggio.

La mi riflessione

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“Fama pubblica e vizi privati” quanta responsabilità hanno i media nel creare falsi miti? Le televisioni e la carta stampata, nelle recenti passate settimane, ci hanno bombardato con gli scandali di personaggi noti. Giudici e carnefici allo stesso tempo, i media hanno demolito dei miti che avevano contribuito a creare. Queste ed altre considerazioni dovrebbero far riflettere sul potere e la potenziale pericolosità che i mezzi di informazione hanno su una umanità sempre più globalizzata e facilmente raggiungibile anche negli angoli più reconditi del pianeta.

Spiare dal buco della serratura Continua a leggere »

Ha compiuto ottant’anni lo scorso 19 marzo, Hans Küng. Ma il piglio vivo e alacre con cui affronta la platea dell’Università della Bicocca sgombera subito il campo da equivoci: il primo volume della sua monumentale autobiografia, La mia battaglia per la libertà (Diabasis), non è un punto d’arrivo, e lui non intende “ricapitolare” nulla. “Mettere al centro l’idea di libertà - spiega l’illustre teologo - significa guardare avanti”. La vita, continua Küng, scrive sempre le storie più interessanti. E per questo le vicende che racconta sono vere. Uno scorcio manzoniano in queste parole e, forse, non potrebbe essere altrimenti. Squarci d’una religiosità severa, vissuta con austera passione, ma esigente e mistica.

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Il Dio biblico, presentato da certa pubblicistica come un giudice severo, mostra invece spesso una sollecitudine squisitamente materna - e pazienza se all’attuale Papa dà fastidio - verso le debolezze umane e gli individui che, al tempo degli antichi Ebrei, non godevano di alcun diritto: gli orfani e le vedove, dei quali egli si professa “difensore”. Gesù amplia il concetto, giungendo ad affermare che solo chi avrà il cuore puro come quello di un bambino potrà entrare nel Regno del Padre suo.

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Per impegni di lavoro ultimamente ho un po’ trascurato la lettura dei giornali. Così stamattina, alzatomi di buon’ora, ho cercato di mettermi in pari sfogliando qui e là i principali quotidiani online.

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brokenheartblue.jpgAltre volte ho scritto di pedofilia. Ho usato gli accenti più duri che potevo trovare perché di fronte a qualcosa che rovina l’esistenza di un bambino fino all’età adulta e in certi casi per tutta la vita, è difficile tenere a freno le emozioni.
Non c’è bisogno che ricordi qui perché un atto di pedofilia, anche se non arriva allo stupro vero e proprio ha questo effetto devastante sulla psiche di un bambino. Si tratta di un atto compiuto su un soggetto che non ha la possibilità di scegliere liberamente di parteciparvi e in un settore delicato come la sessualità, quindi è sempre violenza.

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toy.bmpIn principio fu Sex, Crimes and the Vatican, il documentario della Bbc trasmesso ormai più di un anno fa nel Regno Unito: quaranta minuti di video nel corso del quale veniva ricostruito quasi mezzo secolo di violenze compiute su minori da alcuni rappresentanti della Chiesa. Violenze protette dal muro di silenzio eretto da un documento – il Crimen Sollicitationis – il cui aggiornamento, nel 2001, era stato affidato addirittura all’allora cardinale Ratzinger.

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orco.jpgLa storia: una ragazzina di 14 anni, triste e un po’ complessata, conosce via chat un ragazzo di 16 anni, bello, simpatico e cordiale. I due chiacchierano on line. Lei si sente compresa, corteggiata, felice. Dopo qualche tempo, all’improvviso, lui inizia ad offenderla. La chiama grassa, le dice che è una puttana, che fa schifo. Lei si impicca. Il bello che lui non esiste, è un pupazzo inventato da due adulti per scoprire i segreti della bambina e poi colpirla nell’intimo.
No, non è l’ennesima trama hollywoodiana. E’ solo l’ennesima maledetta notizia.
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Attenzione, si avvertono i signori lettori che questo post conterrà toni molto incazzati e violenti e non avrò pietà perché sono in Mr. Blonde mode e anche se mi supplicate di non farlo vi torturerò lo stesso.

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Certi luoghi sono depositari di un qualche valore che oltrepassate quelle porte già lo dimentichiamo. Il giro di giostra della quotidianità, con i suoi mostri e parassiti, che inquinano il nostro tanto sospirato e raramente ottenuto quieto vivere, ci inghiotte come un mostro famelico venuto da altri mondi e ci costringe a tirare fuori il peggio di noi stessi.

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