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Italiani e Immigrati: Realtà tra le Righe

12 novembre, 2010 di  
Archiviato in latest, Storie Italiane

Mentre leggo il giornale spesso mi capita  di rivedere tra le righe storie vissute da vicino, di sentire parole che se non sono proprio del caso specifico almeno ne possono spiegare il contesto. E’ stato così in questi giorni per gli operai sulla gru. Anche qui è successo una cosa del genere tra l’indifferenza e la mancata risoluzione del problema drammatico dei lavoratori senza stipendio. A dire il vero, non l’avrei notato nemmeno io, presa come sono dalle mie difficoltà, se la sera prima che uscisse l’articolo nel giornale locale in quinta pagina non me ne avesse parlato un giovane lavoratore italiano che, oltre a non poter mandare i soldi alla famiglia a Cuneo, deve pagare  insieme agli altri l’affitto qua.

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Donne

Donne. Tu non puoi nemmeno immaginare quante storie si imparano semplicemente prestando attenzione ai discorsi tra donne alla fermata dell’autobus.

Le modelle incastrate nel loro corpo magrissimo che insieme è prigione e libertà, perché ingrassare di un chilo significa dover accettare un lavoro al call center a 1000 km da casa.

Le impiegate inchiodate alla scrivania a far un lavoro inutile, mentre a casa il bambino sta con una baby sitter scocciata perché non può avere bambini ed odia quelli delle altre, ma deve occuparsene perché la madre separata non può mantenerla all’università, dove lei volentieri rinuncerebbe ad andare, preferendo un futuro da velina, ma non può nemmeno sognare di fare la velina, perché da sempre le hanno insegnato che le veline sono immonde, ed invece loro sono quelle che hanno meno colpa di tutte, la colpa e di chi le spoglia in televisione perché c’è qualcuno che le guarda.

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Donna, Partorirai Con Dolore, e io me ne Arricchirò. Lo Scandalo del Parto Cesareo

22 gennaio, 2008 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Vere Donne

Stamattina mi sento stanca e nervosa. Mi gira la testa. L’autobus è pieno e divento ancora più tesa. Fortunatamente, si libera un posto a sedere. Di fronte a me c’è una bimba di circa 10 anni accompagnata, forse, dalla zia. La piccola è agitata e sta raccontando qualcosa, ma la zia è tranquilla e la guarda con l’ammirazione. Sta parlando della sua passione, del suo sogno – diventare medico. Dice che la vista del sangue non le fa nessuna impressione e che vuole operare le persone per salvare le vite. Si lamenta del fatto che sua madre le impedisca di guardare il suo telefilm preferito: Dr.House .

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