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La Rivolta dei Taxi, dei Notai, dei Farmacisti, dei Commercialisti …

Secondo La Repubblica e Il Corriere, i tassisti hanno un parlamentino. Non un parlamento, per carità. Un parlamentino, una cosa piccola, coccolosa, carina. Magari hanno anche un i ministerini, il governino e il presidentino del consiglio, forse proprio l’ormai celeberrimo Bittarelli, grande cultore della supercazzola e, di conserva, adattissimo a cotanto ruolo ( o ruolino) istituzionale.

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L’equità della manovra e l’irresponsabilità delle opinioni (2)

Mario Monti e i ministri del suo governo hanno prestato giuramento davanti al Presidente della Repubblica il 16 novembre di quest’anno, una trentina di giorni fa. È un dato di fatto e va considerato, se si vogliono giudicare i risultati sin qui ottenuti.

Che Monti e i suoi ministri non appartengano alla schiera di coloro che preconizzano una società dove la proprietà privata è abolita, dove ciascuno dà secondo le sue possibilità e riceve secondo i suoi bisogni, non è una novità: lo si sapeva anche prima.

Che non siano trotzkysti-leninisti, ma intellettuali organici al sistema capitalistico, è pacifico. Se non andava bene bastava chiamare Beppe Grillo. E sono pure devoti a Santa Romana Chiesa, purtroppo (lo dico per me), senza che questo, unito al resto, escluda che possano essere utili agli interessi della nazione. Datosi che l’Italia non vive fuori ma dentro un sistema capitalistico. È poco convincente liquidare la questione suggerendo che la Trilateral, cui Monti appartiene, sia l’altra faccia di Cosa Nostra; Bloomberg un’accolita di Savi di Sion; Goldman Sachs un’altra CasaPound.

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Default Italia: In attesa della Soluzione Zeta, Uscire con il piano B

Ve lo ricordate Gianni? Quello con gli occhiali e i capelli sempre pettinati. Stava in seconda fila al liceo che, diceva lui, in classe è la posizione migliore: non sei immediatamente sotto gli occhi dei professori e resti a debita distanza dal casino che fanno quelli delle ultime file. Non era un secchione ma riusciva sempre a rispondere; anche se, per dirla tutta, spesso faceva discorsi che c’entravano poco con la domanda. Però ai prof  andava bene comunque, che lui almeno partecipava.
Come? Non si chiamava Gianni? Magari nella vostra classe aveva un altro nome, però il soggetto avete capito qual è. Quello che studia poco ma riesce sempre bene, non raggiunge il massimo ma ci va vicino. E tutto questo grazie al solo fatto di saper parlare. In effetti faceva anche un po’ rabbia…
Ecco, Mario Monti mi ricorda Gianni. Uno che sa parlare, si presenta bene, fa colpo per lo stile. Poi magari se vai a guardare i suoi compiti non è che siano il massimo, però è uno che mostra di impegnarsi ed è capace di conquistare tutti.

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Ci sta venendo uno spread così

10 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane

OK, abbiamo scherzato. Eravate sulla Candid Camera del Truman Show. Vi abbiamo presentato una bella commissione di professori, come quella di quando vi siete laureati; con il presidente tanto autorevole che, alla fine della discussione, vi ha stretto la mano comunicandovi il trenta e lode con voce metallica e la Prof. al suo fianco che si è commossa. Siete usciti dall’aula con il vostro bel diploma, orgogliosi del risultato e pronti ad indossare la corona d’alloro d’ordinanza per andare a festeggiare con i compagni di università.
Tempo una settimana e vi state già accorgendo che la vostra laurea non conta una mazza, con in più quella leggera ma dolorosissima sensazione di essere stati presi per i proverbiali fondelli per aver studiato tanto, per averci creduto, forse per niente.
Insomma, vuoi vedere che la Grande Manovra è solo un bluff e che, spulciando spulciando, c’è solo da restarne delusi, a meno di non essere banchieri con l’acqua alla gola?
Avevano parlato tanto di equità ma, leggendo i commenti più autorevoli sulla manovra, le sue varie esegesi sui giornali, sembra di ritrovare descritti i soliti vecchi papocchi all’italiana che finiscono per creare ulteriori iniquità e mantenere tutte le precedenti incrostazioni di privilegio se non aggiungerne addirittura altre. Queste, si, di dimensioni veramente impressionanti.
Si fa più notare ciò che non c’è di buono, rispetto a quello che c’è. Ripensandoci e riflettendo, con il cervello tenuto bene al fresco grazie alle rigide temperature di questi giorni, ci accorgiamo che mancano cose fondamentali, proprio quelle che avrebbero potuto confermare l’avvenuto cambio di direzione del governo.
Inoltre, ciò che fa tucca’ e nierv, come dicono a Napoli, è la formula della scusa magra, che viene addotta a giustificazione del mancato provvedimento sulle cose che avrebbero fatto equità.
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Misure impressionanti? Ma chi ti credi di essere, Rocco Siffredi?

7 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti

Aumento dell’IVA, reintroduzione dell’ICI, tagli alle pensioni, aumento delle accise, riduzione del numero dei consiglieri provinciali, defiscalizzazione degli utili reinvestiti, tassazione dei capitali rientrati in Italia, aumento delle addizionali IRPEF regionali, imposta di bollo sui titoli, sostegno alla ricapitalizzazione delle imprese, promessa di accorpare gli istituti previdenziali.
Davvero delle idee originali, non c’è che dire. Eppure mi sembrano cose già sentite: non sarà che per caso erano anche nell’ultima manovra di Berlusconi? E in quella precedente? E in quella precedente ancora? E in ogni cazzo di manovra che si fa in Italia da decenni a questa parte?
Già. Magari con nomi e modalità diverse, ma la sostanza è la stessa di sempre. E allora qualcuno mi deve spiegare perché, per fare la solita manovra, c’è stato bisogno di un colpo di stato. Perché dobbiamo sorbirci un governo illegittimo per avere sempre le stesse ricette?
Sto esagerando? Può darsi. In effetti qualcosa di nuovo c’è, anche se non nei contenuti.

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Europa in Marcia a Sovranità limitata

2 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Democrazia e Diritti

Quello che penso del governo Monti e di come è nato l’ho già detto e ad oggi non vedo motivi per rivedere la mia posizione: il precedente governo era la cosa più indecente e vergognosa che potessimo immaginare, ma quello attuale è un governo illegittimo costruito con un colpo di stato. Come se la cosa non fosse già abbastanza grave così, i partiti italiani presenti in Parlamento (con la sola eccezione della Lega a caccia di un recupero di consensi) hanno fatto ponti d’oro a questa operazione, spacciandola per un alto senso di responsabilità da parte loro, necessario per il bene dell’Italia.
Cazzate!
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Da Berlusconi a Monti (via Bava Beccaris)

Qualcosa è cambiato, con la fine di Berlusconi, a partire da quella che potremmo definire l’estetica della politica, intesa come l’insieme delle modalità con cui essa si rappresenta agli occhi (ed alle orecchie) dei cittadini. E’ stato sottolineato con una certa enfasi lo stile, estrinsecatosi già attraverso molteplici manifestazioni, del nuovo governo, caratterizzato da garbo e perfino da una certa eleganza, che si è manifestato attraverso un linguaggio sobrio e pacato e, soprattutto, attraverso le facce dei nuovi ministri, che narravano di una vita spesa ad acquisire competenze vere, piuttosto che nel più proficuo esercizio della manipolazione del consenso popolare.

La metamorfosi è stata colta dalla stragrande maggioranza dei cittadini come un evento straordinario e foriero di ottimi auspici, destinato ad avviare un processo irreversibile per quanto riguarda la qualità stessa dei nostri governanti anche per il futuro. Ai più ingenui è sfuggito, tuttavia, che si era di fronte semplicemente al recupero di una regola rigorosamente applicata in tutti i Paesi, una normalità che destava meraviglia al di là del suo valore intrinseco, per il degrado morale ed intellettuale dei politici italiani, di cui i cortigiani di Berlusconi avevano rappresentato senza dubbio il punto più basso e mortificante della parabola. Un degrado al quale ci eravamo lentamente assuefatti, novelli Mitridate, fino quasi a non percepirne più i disgustosi olezzi maleodoranti di cui ammorbavano l’aria.

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Il Discorso di Monti al Senato

La voce di Monti è educata, pacata, convincente. In alcuni tratti, specialmente quando racconta del Ministro della Difesa soldato in Afghanistan, addirittura commovente. Qualche incertezza solo quando si allontana dal testo, ma è evidente che è persona autorevole a cui è stata conferita autorità e intende utilizzarla.
La differenza con quello a cui ci hanno abituato 20 anni di circo è sostanziale, percettibile, misurabile appunto tra la distanza che c’è tra La Russa che si traveste da soldatino ed un ammiraglio che viene svegliato alle 3 di notte in zona di combattimento per essere chiamato a Roma per assumere compiti di governo.

E’ proprio per questo che quando Monti anticipa, per sommi capi, le misure sulle quali si baserà, almeno inizialmente la sua attività di governo, il brivido che percorre la schiena è pienamente giustificato. Nascosto tra le pieghe forbite delle parole dal suono di velluto, si percepisce l’entità del disastro e la mutazione epocale che la nostra cultura dovrà subire se vuole sfuggire ad un destino che, per certi versi, pare comunque irreversibile.

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Uno spettro si aggira per l’Italia

E’ lo spettro del berlusconismo. Credevamo che, rimosso il satraprìapo che ci ostacolava la respirazione e ci stringeva in una morsa i cabbasisi, potessimo accingerci ad iniziare una nuova vita, finalmente liberi dalla Dittatura della Protesi Peniena. Invece, tutto il populismo fascista genetico di questa nazione sta spurgando dalla ferita narcisistica del Papi insultato, del padre pedofilo della Patria ridotta a troietta in perizoma, dell’anarchia provocata dall’ossessione per il proprio particulare e del chissenefrega delle conseguenze dei propri atti, del muoia Katzone con tutti i Filistei.

Invece di gioire, hanno una paura fottuta di Monti, hanno riesumato direttamente dagli anni del ventennio il termine inequivocabilmente fascista di “demoplutocrazia” e si sentono perfino intellettuali di sinistra parlare come Blondet ed altri parlavano di Prodi e Tononi ai tempi del secondo governo di centrosinistra guidato dal professore. Anche loro, avendo avuto a che fare con Goldman Sachs, agenti del gomblotto demoplutogiudaicomassonico. Si sentono cose tipo “tedeschi geneticamente nazisti” ed altre facezie.

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Default Italia: Lo Spread Governa Dove Latita la Politica

Monti è salito sul Colle ed ha ricevuto un incarico annunciato da tanto tempo da potersi chiamare ormai d’argento, come le nozze di una vecchia canzone di De André.
In queste ultime ore mi è venuto in mente il remoto ricordo scolastico sulle contraddizioni dialettiche e su quelle reali, Hegel e Kant, insomma.
In sostanza, è vero che i mercati e gli stranieri ci hanno imposto un nuovo governo in violazione del dettato elettorale, ma è vero che quello del Cavaliere ha fatto di tutto per giungere a tale risultato (specialmente per la disistima unanime guadagnatasi dal Nostro).
Siamo una bomba ad orologeria per i mercati e per l’area dell’Euro, ma è anche vero che questa bomba reca molto esplosivo fabbricato all’estero, da banche irresponsabili e governi compiacenti.

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Da Kant a Monti (via Scilipoti)

Assistevo in televisione ai contorcimenti del potere sulle decisioni da prendere. Si sfogliano i petali della margherita: Monti o non Monti. Monti da solo o con il presidio di figure nuove e intonse, quali Amato e Dini. Chi tutela meglio la casta, chi va alla Giustizia ecc. ecc.
Intanto i pensatori castali pensano: ci conviene appoggiarlo?, ci conviene l’appoggio esterno? , guai a lui se si permette di scegliere i ministri senza consultarci. Ne va della dignità del partito!!.
Del centro destra non parlo. Non ho tempo da perdere. Non parlo del Centro e neanche del PD parlo perché la sua scelta l’ha fatta da tempo, molto prima che l’Europa imponesse, via Napolitano, il Professor Monti, uomo senz’altro dabbene a dispetto delle accuse lanciategli ieri sera da un tizio nella trasmissione di Santoro.La scelta del PD è stare con l’Europa, con questa Europa.
Tornerò su Monti. Ora mi preme sottolineare le posizioni dei vari sinistri.

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Week-end con il morto

Quando esce dal lato B del Quirinale, il piccolo Papi ha l’espressione terrea da vampiro svegliato anzitempo dalla scampanellata in pieno giorno del postino con la raccomandata, che gli ha fatto prendere l’odiata luce.
Si è beccato anche la sua fischiata d’ordinanza e la reazione di pancia del popolaccio alla sua dipartita  - stasera nel videomessaggio ha lamentato il dolore che gli provoca la ferita narcisistica – ma non pensate a cosacce da Cannibal Holocaust tipo fine di Gheddafi; niente di tutto ciò, robetta. Avanspettacolo, rivista, mica tragedia. In linea con il personaggio.
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Dimissioni. Berlusconi e Italiani Diversamente Vigliacchi

Si inuma finalmente la salma dopo averne contemplato il verminoso disfacimento per oltre un anno. Al funerale due generi di vili. Quelli che urlavano aldilà delle transenne, cantando Bella Ciao ed esibendo cartelli che paragonano il 12 novembre al 25 aprile: Buffone, dimissioni, piduista, grazie Napolitano. eccetera. Si sono fatti vivi solo stasera, dopo che Berlusconi è andato a spasso avanti e indietro per Roma facendo i suoi porci comodi, circondato da lecchini e zoccole, per quasi vent’anni senza che nessuno osasse nemmeno incrociargli la strada.
Dall’altra lo Zombie, che appena arrivato nella piazza ha infilato la porta del Quirinale a bordo della sua berlina blindata. Senza guardare nessuno. Come un ladro.

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Dimissioni Berlusconi, Sussulti e Rantoli della Democrazia

D’accordo, stanno per mandar via Berlusconi, molto probabilmente per sempre. No, non l’opposizione, come avviene in tutti i Paesi normali, ma una indistinta fragaglia parlamentare, una miscellanea di piccoli e piccolissimi pesci senza nome, il cui destino più nobile e naturale sarebbe quello di finire fritti in padella. Ma forse la metafora non è azzeccata, perché più che di pesciolini si tratta di paguri (tanto per rimanere in ambiente ittico), molluschi che hanno sin qui usato  una miserabile conchiglia vuota per arraffare tutti i vantaggi personali possibili, serenamente insensibili alla decomposizione morale ed economica del Paese. Fanno parte di quelli che hanno trasformato il Parlamento in una sorta di holding dei molteplici e variegati interessi della conchiglia, prezzando con disinvoltura scrupoli e pudore. Si sono proclamati pensosi (e responsabili) dei destini dell’Italia ed hanno sostenuto ed argomentato con grande fervore che Ruby era la nipote di Mubarak, senza lasciar trapelare  un’ombra di riso sui loro volti mirabilmente atteggiati a novelli padri della Patria.

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Default Italia, Prossima Fermata: Capolinea

14 ottobre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Oltre il Confine

Tempo fa Antonio, il padre di un amico, mi raccontò della sua esperienza di leva a fine anni ’70. Come poi ho sperimentato di persona, partire per naja non è esattamente un bel momento. Sei giovane, un po’ spaventato dai racconti sui “nonni”, lasci a casa famiglia, morosa, amici e ti scontri con un mondo rigido, freddo, formale. Col tempo ci s’abitua ma i primi giorni sono difficili, e lo sono in misura direttamente proporzionale alla distanza che la chiamata alle armi interpone tra i propri affetti e la destinazione finale. Egli partì da una cittadina di provincia del Nord per recarsi al Car nel profondo Sud, esattamente a Trapani, ultima fermata del treno che prese con l’azzurrina gentilmente offerta dal Ministero della Difesa. Finchè il treno era in movimento, disse, tutto gli pareva ovattato, lontano, quasi se stesse accompagnando qualcun altro. Ma quando il controllore passò ad annunciare che Trapani sarebbe stata la prossima fermata, avvertì il tuffo al cuore che qualche secondo dopo lesse in fondo agli occhi di tutti i futuri commilitoni sulla stessa carrozza.

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Imperatore Cerone

6 ottobre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane

Dopo che un milione e duecentomila italiani (meno Bersani) hanno firmato per indire un referendum che modifichi l’attuale legge elettorale – quella delle Minetti e degli Scilipoti per intenderci – il più grande impresario di avanspettacolo circense con annesso freak show degli ultimi centocinquant’anni, per nostra disgrazia divenuto capo del governo, dice che la cosa non lo tange, che lui si occupa della crisi e che questi discorsi su legge elettorale eccetera sono solo il “teatrino della politica” che deprime gli italiani. Peccato che non si accorga che è il suo Ambra Jovinelli in trasferta in Parlamento e il suo ridicolo spettacolo ”Bambole, non c’è un euro” che sta gettando gli italiani nella disperazione. Che rischia di far unire nella lotta imprenditori, sindacati e poliziotti.
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Default Italia, 51 Giorni al Fallimento. Il Downgrade di Standard and Poor è Colpa di Silvio Berlusconi

20 settembre, 2011 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione, Cronache Italiane

Come ampiamente previsto solo qualche giorno fa su queste pagine, la debolezza politica in cui Silvio Berlusconi, con i suoi comportamenti inadeguati e francamente inaccettabili, ha precipitato l’intero paese, ha notevolmente aggravato una situazione già di per sé terribile.
Quando le cose si fanno difficili, oltre alle potenzialità bisogna curare l’affidabilità. In questo momento, volendo essere onesti, politicamente l’Italia è inaffidabile perché del tutto inesistente come nazione. Lo testimoniano le vicissitudini ridicole che hanno portato all’approvazione di una manovra approssimativa ed improbabile, l’eclissarsi dalla scena internazionale con l’abbandono dello scenario libico a francesi ed inglesi.
Una svolta immediata e radicale è ormai una questione di pura sopravvivenza. Su un piatto della bilancia c’è Silvio Berlusconi, i suoi vizi, le sue debolezze, i suoi interessi, le sue avvilenti frequentazioni, la sua decadenza intellettuale e fisica. Sull’altro ci sono sessanta milioni di italiani che non possono scegliere di abbandonare questo paese e saranno costretti ad affondare con lui.

Vi proponiamo la nostra traduzione un articolo tratto da Le Monde di stamattina dove, a differenza della stampa italiana, le responsabilità personali di Berslusconi e del gruppo che lo supporta in parlamento sono chiaramente esplicitate.

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