Non solo guaritori di gay o vescovi convinti che l’omosessualità sia una malattia. Ci sono cristiani che, in puro spirito di fratellanza, comprendono ed accolgono coloro i cui sentimenti sono offesi dalla discriminazione sociale. Riceviamo e, molto volentieri, pubblichiamo.
Come cristiani possiamo “rimanere in silenzio” quando tanti uomini e donne soffrono solo perché sono omosessuali? Noi diciamo di no! Ecco perché dal 2 al 6 aprile 2008 in numerose città italiane, ed in varie parti del mondo, cristiani provenienti da diverse confessioni religiose saranno in veglia insieme con i gruppi di credenti omosessuali per ricordare le vittime dell’omofobia ed infrangere il muro di silenzio e d’imbarazzo che spesso permane nella nostra società, e sopratutto nelle nostre chiese, su questo tema.
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