Progetto Politico Contro le Devastanti Politiche Di Esternalizzazione
8 giugno, 2010 di Lidia Undiemi
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Ricevo e volentieri pubblico questa nota di Lidia Undiemi che descrive un progetto politico di contrasto alle esternalizzazioni speculative.
Come già detto in passato, non ho difficoltà a considerare la flessibilità lavorativa come un valore produttivo nazionale che va incoraggiato e tutelato.
Quello che è intollerabile, però, è l’utilizzo criminale degli strumenti che regolano la flessibilità che portano a retribuire il lavoro come “a tempo indeterminato”, ma a trattare le persone come “liberi professionisti”.
La flessibilità è un valore che il dipendente offre all’imprenditore insieme alle sue conoscenze e come tale va retribuito come si retribuiscono le competenze. Questo vuol dire che un lavoro flessibile va retribuito in maniera più rilevante di un lavoro fisso.
Questo criterio, così semplice e naturale, è già ampiamente radicato nella mentalità comune.
A nessuno sembra assurdo pagare 100 euro al giorno per affittare una vettura che, magari, ne costa solo 10.000. E’ evidente che il vantaggio di poter usare una cosa e poi restituirla va retribuito a chi si assume l’onere di acquisire il bene, manutenerlo e renderlo disponibile a richiesta.
Chi conta di dover usare a lungo una macchina e intende averla nelle proprie disponibilità senza preavviso e senza prendersi il disturbo di affittarla, andarla a prendere e riconsegnarla, spende 10.000 euro e l’acquista. Nei dieci anni medi di vita, la macchina verrà a costare 10 euro al giorno invece di 100, ma ovviamente rimarrà in garage quando non serve e nei 10 euro al giorno saranno comprese le tasse e le spese di manutenzione.
Così, un lavoratore flessibile fa l’investimento di formarsi e manutenersi(formazione, esperienze, ecc.). Investimento che, come nell’auto a noleggio, va retribuito in aggiunta al servizio.
Chi aggira questa regola naturale e insita nel funzionamento del mercato compie un’azione criminale perché non solo condiziona il presente del lavoratore, ma mina il sistema previdenziale e, di conseguenza, l’intero tessuto produttivo.
A livello microeconomico è l’utilizzo improprio dei contratti a progetto a rappresentare l’abuso criminale. A livello di grandi industrie, il meccanismo passa attraverso le esternalizzazioni che portano a rendere flessibile un rapporto di lavoro fisso senza, però, pagare l’aliquota di compensazione testé descritta.
Questo saccheggio, al momento, è come un iceberg. Quello che si vede è solo una minima parte del pericolo incombente. Le forze politiche sono colpevolmente assenti. A questo punto possono essere definite complici in quanto molti partiti e sindacati .
Spero che questa iniziativa di Lidia, , non si limiti alla proposta e si concretizzi rapidamente in fatti visibili a tutti. Tutti noi abbiamo bisogno di punti di riferimento operativi. Se Lidia e l’IDV possono diventarlo, sarò felice di sostenerne l’azione.
Agile Eutelia, Telecom Italia, Voicity Omnianetwork, Comdata e Trascom: Tutele Europee per le Esternalizzazioni
12 aprile, 2010 di Lidia Undiemi
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Giorno 14 Aprile alle ore 15.30, presso l’aula Magna della facoltà di Giurisprudenza di Palermo, si terrà l’incontro “Esternalizzazioni e tutela del lavoro: le possibili linee di intervento in ambito comunitario”.
Parteciperanno gli europarlamentari di Italia dei Valori Luigi De Magistris e Sonia Alfano, la responsabile nazionale del settore “Trasformazioni d’impresa e tutela dei diritti” di Italia dei Valori Lidia Undiemi e Lucia Castellana.

Si darà, inoltre, ampio spazio alle testimonianze di alcuni lavoratori coinvolti in politiche di esternalizzazione che hanno comportato la “precarizzazione” o addirittura la perdita di tantissimi posti di lavoro. In particolare, saranno trattati i seguenti casi simbolici di gestione dei lavori in outsourcing:
- Agile/(ex) Eutelia/gruppo Omega;
- Telecom Italia;
- STMicroelectronics/Numonyx;
- Apas;
- Assistenza Tecnica Unificata (ATU) presso gli uffici giudiziari;
- Voicity/Omnianetwork, Comdata e Trascom relativamente alle attività di call center.
Lo scopo dell’incontro è quello di individuare le possibili linee di intervento in ambito comunitario ai fini della concreta attuazione dei diritti dei lavoratori rispetto alle vicende circolatorie delle imprese. In questo contesto, il principale punto di riferimento normativo è la Direttiva 2001/23/CE in tema di “Mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di parti di imprese o di stabilimenti”.
In sostanza, cosa possono fare le Istituzioni europee nell’ipotesi in cui le tutele predisposte dalla legge comunitaria non trovano, di fatto, applicazione in uno o più stati membri a causa di distorsioni di mercato largamente diffuse?
E’ possibile seguire l’incontro su e iscriversi all’evento su facebook .
