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L’Era del Biocapitalismo

Le tensioni sull’Euro non sono placate.
L’informazione dei mass media, come al solito, disinforma offrendo notizie infondate (lo sbandierato e poi smentito, nel giro di poche ore, accordo sulla costituzione di un congruo fondo europeo salva stati, l’unico che potrebbe fornire una risposta forte ai sedicenti “mercati”) e noi ci rallegriamo perché lo spread è sceso a “soli” 416 punti(1).
Sembra convincente l’analisi di chi evidenzia come la crisi che attraversiamo non abbia niente di congiunturale. La crisi vi è sempre stata e siamo noi che non ce ne siamo mai accorti.
E ciò perché:

a) in un primo momento, dopo la ricostruzione del tessuto industriale e del mercato negli anni 50, nei mitici anni 60/70 (apogeo del c.d. “fordismo” delle grandi imprese e del compromesso sociale tra capitale e socialdemocrazia parasindacale) la ridistribuzione del reddito, anche di quello che non c‘era, veniva attuata attraverso i meccanismi inflattivi (chi non ricorda l’inflazione a due cifre degli anni 70 che tanto faceva bene alle nostre esportazioni. Se poi tutto ciò tagliava le gambe allo sviluppo di un’industria moderna e di punta, alla Confindustria non importava più di tanto). I lavoratori, d’altra parte, erano tutelati dal recupero dell’inflazione attraverso scala mobile e tariffe sociali dei servizi e dei beni essenziali;
La sconfitta sindacale alla FIAT del 1980 preceduta dal ripensamento “virtuoso” del sindacato (svolta dell’EUR del 1978) e dell’ala migliorista della sinistra politica segnano la fine della tolleranza dei ceti industriali a subire le limitazioni all’accumulazione tipiche di quegli anni ;

b) poi è venuta la medicina posticipatoria del debito pubblico (anni 80 e 90). Non c’erano più soldi ma si faceva finta che vi fossero stampando carta moneta e creando la montagna del debito pubblico che oggi ci schiaccia; tutti erano contenti, specialmente i sindacati che potevano far finta di non vedere il declino della struttura industriale del Paese che gettava le premesse per il ridimensionamento secco dell’Italia nel novero delle potenze industriali. In particolare, i sindacati stessi teorizzavano la fine del lavoro operaio diventando il bacino di raccolta di pensionati e di impiegati pubblici. Sono stati anni di grandi ristrutturazioni industriali sotto la spinta della rivoluzione tecnologica creata dalla diffusione dei microprocessori. Per la prima volta nel corso della storia del capitalismo il capitale variabile, specialmente quello fatto di assets immateriali (marchi, brevetti, ecc.) cominciava ad assumere un valore monetario uguale se non superiore alle immobilizzazioni industriali). Tutta la logistica era rivoluzionata dall’abbattimento de i costi di trasporto delle merci. La produzione era fatta con sistemi just in time che espungevano costi collaterali e davano luogo ad imponenti fenomeni di outsourcing, esternalizzazioni di lavorazioni a imprese terze, spesso ai limiti della legalità quanto a trattamenti salariali e normative di garanzia ).
Tutto ciò ha dato luogo ad imponenti fenomeni di disoccupazione tecnologica strutturale che rappresentano il vero nodo dei drammi che oggi viviamo. E ciò vale soprattutto per i giovani. Tutto ciò era prevedibile che accadesse ed era stato preveduto da pensatori autorevoli anche se eclettici o eterodossi (in primis, A. Gorz, sociologo austro-francese che, sin dal 1969, teorizzava una risposta a base di riduzioni dell’orario di lavoro a parità di salario).

c) oggi, dopo la vittoria culturale e politica del capitalismo, la medicina del debito pubblico è stata squalificata.. L’Unione Europea, sorta sul nobile presupposto di affratellare i suoi popoli dopo la grande tragedia della seconda guerra mondiale, ha fatto della contabilità, dell’equilibrio dei conti pubblici, la sua unica cifra culturale, la sua unica “mission”. Gli stati altro non sono che delle aziende con un budget di spesa da rispettare ed un bilancio da far quadrare;

d) le banche e i grandi investitori, istituzionali e non , vogliono che si tengano i conti in ordine e non vogliono perdere i soldi tanto generosamente prestati nella fase sub b). Così pretendono interessi sempre più alti per porsi al riparo dai rischi di default che essi hanno creato e che sempre minacciano. La cosa più eclatante è che continuano a comprare i titoli dei debiti dei vari stati, più o meno inguaiati, con i soldi generosamente elargiti dagli stessi attraverso la BCE a costi ridicoli. Una sorta di commedia delle parti in cui il fine ultimo è quello di spogliare di legittimità ogni richiesta politica di intervento dello Stato nel mercato a tutela dei cittadini massacrati dalle contraddizioni creati da questi soggetti. Oggi i cittadini non devono contare sullo Stato, se vogliono sopravvivere e consumare (perché devono consumare, specie il superfluo creato da un sistema economico che pretende di non aver nessuno aggancio con le esigenze della società. La pressante richiesta di modifica dell’art.41 della Costituzione si spiega molto chiaramente in questa luce);

vignetta di Christian Demarta

e) siamo, quindi, giunti al biocapitalismo (Marazzi)(2) in cui sono le nostre stesse persone che consentono la riproduzione del sintema economico. Le persone senza salario o con salario insufficiente si indebitano facendo fruttare il capitale finanziario che, generosamente, ti da i soldi anche se non sei in condizione di restituirli ( a questo ci pensano le assicurazioni su rischi di insolvenza, pagate dagli stessi percettori dei prestiti; poi, i debiti inesigibili si possono cartolarizzare come hanno fatto, in passato, tutte le nostre banche, salvate dalla possibilità di far diventare crediti i debiti. Magie che valgono solo per questi signori che sono riusciti a guadagnare anche con la bolla dei cosiddetti “subprime”!) ;

f) fare i soldi solo con i soldi questo è il significato profondo delle seriose riunioni di questi stimabili personaggi che vediamo sfilare in televisione, Monti compreso. Tutto il resto sono briciole. Il senso di tutto ciò è che bisogna tirare la cinghia per continuare in questo stato di cose;

g) molte cose si potrebbero fare, dalla Tobin tax alla fine della possibilità di transazioni finanziarie senza coperture immediate di denaro, al divieto dei soliti giochetti di borsa tipo contrattazioni a termine, scommesse sui prodotti finanziari derivati, sui derivati dei derivati, ecc ecc.). Inoltre, si potrebbe ripristinare la vecchia ed aurea regola (inventata dopo i crack bancari degli anni 30) per cui è vietato il sistema delle banche miste che fanno di tutto, dal prestito a breve all’impresa , alla finanza, al credito a lungo termine ecc. Insomma, ripristinare la sana e buona vecchia legge bancaria del 1936, riveduta e corretta. Di ciò sta discutendo, senza successo per ora, persino il buon Obama, un vero rivoluzionario socialista!

h) Tutto ciò consentirebbe anche di affrontare i veri nodi dell’economia reale occidentale messa in crisi dalle economie dei paesi emergenti e dai trasferimenti di know how attuati dalle stesse imprese occidentali all’epoca delle grandi dislocazioni in quei territori, attirate dalla possibilità di utilizzare forza lavoro a prezzi bassissimi e dall’assenza di ogni vincolo di carattere ambientale e normativo;

i) insomma, tocca a noi difendere il capitalismo da se stesso sempre ammonendo e ricordandoci che esso, insieme al mercato, è un prodotto sociale e non naturale o divino come opportunamente ed autorevolmente ricordato (discorso di sant’Ambrogio del cardinale arcivescovo di Milano). Il che implica automaticamente la legittimazione di ogni intervento di natura politica o giuridica a vantaggio del bene sociale pur senza arrivare a rimpiangere sistemi sociali e politici ( i cosiddetti socialismi reali) squalificatisi e bocciati dalla storia principalmente a causa di se stessi.

j) la politica nostrana nulla dice di credibile al riguardo e lascia il Paese in preda a tensioni che, se non organizzate ed incanalate, assumono la consueta forma plebea a cui assistiamo in questi giorni.

k) l’art 49 della Costituzione recita “tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.” L’art. 49, in realtà, non fotografa più la realtà esistente. L’art.49 dovrebbe essere il contraltare ad una visone meramente liberistica ed individualistica delle garanzie e dei diritti e del cittadino. Segnala la necessità della dimensione collettiva dell’agire sociale e politico. Senza di ciò siamo solo un gregge di consumatori di oggetti, fatti, sentimenti, preconfezionati dal grande supermercato della modernità. L’art.49 è stato di fatto abrogato e allo stato non si vede niente che non sia scomposto agitarsi .

Da dove ripartire rimane sempre i problema dei problemi. E ciò specialmente per una responsabilità verso chi ci seguirà e nei cui confronti siamo stati così clamorosamente inadempienti, sul piano morale prima ancora che su quello economico.
In sintesi, ancor oggi, per noi, dovrebbe valere l’invito che da il titolo ad uno degli ultimi libri di un nostro grande economista, Claudio Napoleoni, troppo precocemente scomparso: CERCATE ANCORA!


Note
  1. al momento della composizione 4-2-2012 ore 17.31  il valore è 377. Il valore aggiornato è qui []
  2. Il biocapitalismo può essere definito come la messa a valore della materia biologica e del vissuto psichico degli individui [...] Il biocapitalismo oltrepassa l’idea dello sfruttamento del lavoratore salariato o precario per spingersi verso l’uso dell’essere umano come identità da manipolare a pagamento (chirurgia estetica), come vettore di mode monetizzabili (il fruitore di media e costrutti simbolici), come materia biologica da brevettare (ingegneria genetica), come vissuto da “riempire” e a cui trasferire senso (l’entertainment e l’industria culturale). [...] Il biocapitalismo non punta a contrattare un costo di acquisto o un prezzo finale, ma a persuadere verso l’accettazione di un modello di vita.  Per l’articolo completo si veda il blog di Biagio Carrano []
Fine delle Note

Israele deve assassinare Obama

22 gennaio, 2012 di  
Archiviato in Oltre il Confine

Questo è l’astutissimo suggerimento pubblicato qualche giorno fa nell’editoriale di un quotidiano americano poco noto, l’Atlanta Jewish Times, che come dice il nome si offre per voce della comunità ebraica.

Secondo Andrew Adler, l’autore dell’articolo e direttore del giornale, Israele avrebbe tre possibilità per contrastare l’Iran: bombardarlo, bombardare preventivamente Gaza e Libano o uccidere Obama in modo che possa essere sostituito dal vice-presidente

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Il re è morto, viva il re

Che la festa cominci: libertà e perline colorate per tutti. Una volta si diceva “adda venì baffone”, ma gioivano solo i nostrani comunisti babbionizzati da una propaganda mistificatrice; adesso che sta arrivando Full Monty, tutti, ma proprio tutti, sembrano inebriati dall’estasi (o dall’extasy).

Non ho intenzione di venire alla festa, troverò una scusa, dirò che ho la febbre; sono disposto anche a fingere che sono in lutto stretto per la morte politica di un amico, ma alla festa non ci vengo. E, comunque, respingo fermamente l’accusa di essere prevenuto nei confronti del demiurgo, che non ha ancora preso il comando della nave, giacché questa, che dovrebbe essere logicamente una condizione sospensiva, viene disinvoltamente abrogata anche da quelli che festeggiano. Resterò da solo a casa “con le quattro capriole di fumo del focolare”, come “una cosa posata in un angolo e dimenticata”.

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La Carogna di Steve Jobs e gli Sciacalli

Spero di non scatenare altre polemiche. Dopo gli adolescenti foruncolosi, non vorrei inimicarmi anche gli strusciadita (tnx. Roberto). Non ho più il fisico.
Steve Jobs è morto. Come si dice in questi casi, condoglianze. Sinceramente, la cosa non mi scuote. Muoiono milioni di persone al giorno, Steve Jobs era sicuramente una persona in gamba ed un gran lavoratore, ma non avevamo mai scambiato una parola e, quindi, stanotte il mio cuscino rimarrà asciutto.

Uso un Iphone 4 per sperimentazione. Lo trovo uno strumento carino e, se riuscisse anche a telefonare, sarebbe addirittura utile. Però non mi piace il fatto che non si possa sostituire la batteria, che per attivarlo si debba  per forza installare quel terribile ITunes e trovo odioso il fatto che per configurarlo come ti piace sia necessario girare per forum su internet e smanettare a rischio di scassarlo. E’ un giocattolo che a volte diverte, ma caro e pretenzioso. Se avessi dovuto comprarlo, avrei preferito un abbonamento con Natascia.

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Chiavabili: la Lista Segreta di Silvio

11 settembre, 2011 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione

Began Sabina: chiavata e fatta chiavare
Bindi Rosy: chiavabile, nonostante tutto
Brambilla Michela Vittoria: fatta chiavare a Fuffi
Bruni Carla: ehehehe (risata indecifrabile)
Carfagna Mara: richiavabile se non ci fosse di mezzo mezza Roma
D’Addario Patrizia: chiavata, chiavata e ancora chiavata
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Silvio, con le Chiacchiere non si Tromba

14 agosto, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, Strange Days

Provate a immaginare questa situazione: un po’ perché il vostro amico Bettino vi ha introdotto nell’ambiente giusto, un po’ perché per fare i soldi non vi siete mai chiesti per quale motivo i vostri soci portassero la coppola in testa anche in pieno agosto, alla fine siete riusciti a portare fuori a cena, nella stessa serata, Katy Perry, Candice Swanepoel e Christina Hendricks.
Ok, poi dopo ci avete messo del vostro. Un po’ di barzellette, tante promesse, ma alla fine ve le siete intortate così bene che le avete convinte a fare una cosetta a quattro nella vostra camera d’albergo. Roba che nemmeno Giove, travestito da cigno con la faccia di Raul Bova, sarebbe riuscito a fare.

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Quando Svecchiare Costa un’Intera Generazione

Il corriere del 12 luglio 2011 ha pubblicato un bell’articolo di Maurizio Ferrera sul risanamento, che chiosa come segue:

“Quale potrebbe essere il profilo di una nuova «autorità» a promozione e tutela degli investimenti sociali e della crescita inclusiva? Sul nome e le funzioni, c’ è tempo per discutere. Per ora, mi limito a fare due proposte: presidente donna e componenti tutti rigorosamente al di sotto dei 40 anni.

L’Italia è una repubblica gerontocratica fondata sul lavoro dei vecchi. L’età media della classe governante è elevatissima: 54 anni per i Deputati, 57 per i Senatori, 70 per i 4 presidenti. Il confronto con gli altri paesi negli ultimi 2 decenni è impietoso.
L’età media per salire al Quirinale è di 71 anni e nessun Presidente della Repubblica Italiana è stato eletto prima dei 57. Negli USA, Obama è stato eletto a 48 anni, W. a 55, Clinton a 47; in Francia, Sarkò è salito all’Eliseo con 55 anni, Chirac con 62; in Germania (sebbene i Cancellieri non siano presidenti) sia la Merkel che Schroder ne avevano 51, Köhl 58; in Gran Bretagna, Cameron aveva 44 anni, Brown 56, Blair 44, Major 47.

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Il Video di Bin Laden Morto: Ecco la Verità (dead bin laden photos, the revenge – enjoy)

4 maggio, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra

La lega ce l’ha duro. Sarà contenta la moglie della Lega che, per una questione di simmetria, si chiamerà Lego. La Lega, il pene eretto, i mattoncini. Meglio della meccanica quantistica e senza nemmeno sniffare crack.  Ci torniamo dopo.

Niente video di Osama Bin Laden Morto.Obama dice no.  In attesa, il corriere e la repubblica ci propongono cartoni animatifoto shock. “Attenzione, queste immagini potrebbero urtare la vostra sensibilità” dice il corriere. In effetti, il muretto fa cacare e urta la mia sensibilità estetica. L’elicottero, poi, o quel che ne rimane, mi turba profondamente. Chissà quanto sarà costato e come saranno tornati a casa i marines, i navy seal, la delta force, chuck norris o come cazzo si chiamano? Con l’autostop?

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Per Favore Bombardateci! Una Guerra Umanitaria Anche per l’Italia

Rivolgo un appello al nobel per la pace Barak Obama e, perché no, anche a mister Sarkozy e ai suoi colleghi europei.
L’Italia vive, ormai da troppi anni, in una sostanziale dittatura: una dittatura non formalmente riconosciuta, ma fatta di tanti soprusi, ingiustizie e leggi costruite ad hoc per garantire determinati privilegi, fino ad arrivare ad una legge elettorale che consente ad un gruppetto di non più di dieci persone di nominare l’intero Parlamento e, di conseguenza, ogni altro incarico, pubblico e privato. Una cosa chiamata “democrazia” ma che di democratico non ha proprio niente.
Una strana dittatura che non sparge il sangue dei propri cittadini. Non direttamente almeno. Però i cittadini muoiono a causa di questa dittatura.

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Compriamo un Biglietto per l’Africa a Veltroni

17 settembre, 2010 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Il Bello della Politica

Innanzitutto il contesto : Agosto 2007, Cazzullo, giornalista del Corriere della Sera, intervista Francesco De Gregori, amico da sempre di Walter Veltroni,che  annuncia che alle primarie del PD avrebbe votato per Rosy Bindi.
Sono gli ultimi mesi del mandato del nostro Uolter come sindaco di Roma e si prospetta la sua candidatura alle primarie.
Nel corso dell’intervista De Gregori racconta “…io lo prendevo in giro ( Veltroni) per la storia dell’Africa – “Guarda Walter che non ci crede nessuno ” , lui teneva il punto : ” Ti dico che vado in Africa” . Almeno su questo punto, per ora, ho avuto ragione io…” , concludeva De Gregori.

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Una Buona Notizia per Tutti

22 marzo, 2010 di  
Archiviato in Informazione, latest, Oltre il Confine

Gli Stati Uniti si sono dotati di una forma di assistenza sanitaria pubblica. Certo, non è medicine e cure gratis per tutti, ma, finalmente, i poveri, gli emarginati, gli ultimi, si vedranno riconoscere quel minimo di sostegno che gli consentirà di sentirsi parte di una nazione e non degli uomini soli e abbandonati.

Questa scelta americana è una buona notizia per tutto il mondo. Gli Stati Uniti sono un paese con un grande popolo il cui governo, ultimamente, ha fatto di tutto per farsi odiare. Io sono un fiero avversario della politica statunitense, ma amo sinceramente gli americani perché ne conosco il patriottismo, la buona volontà e il fanciullesco candore che, da uomo della vecchia Europa, mi ha più volte commosso e imbarazzato.
La mancanza di un’assistenza per gli umili era una piaga vergognosa per un paese che è grande, ma che può e deve essere una grande nazione.

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Il Paese dei Teletubbies

Il sole tramonta, gioca a nascondino,
ciao ciao Teletubbies è l’ora del lettino

Sul paese dei teletubbies brilla un sole splendente con il viso di un bambino biondo sorridente con gli occhi azzurri.
L’erba è verde e morbida, il cielo è blu, i fiori sono grandi e colorati e sul prato saltellano tanti coniglietti.
I teletubbies sono quattro. Maschietti, femminucce, bianchi, neri, grandi e piccoli. Parlano una lingua elementare. Nella pancia hanno una specie di monitor nel quale, di tanto in tanto, fanno vedere qualche filmato su bambini che non fanno altro che dire “ciao ciao”.

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La Politica Senza Progetto

Diciamolo pure, la politica raramente accende gli animi. E quando lo fa, sono gli animi di pochi. Gli altri, tutti gli altri, si limitano a seguire il vento. Al massimo , “si interessano”.

Eppure è ben strano, se pensiamo che la politica in gran parte decide le nostre vite. O almeno, il loro aspetto sociale. Non è solo una questione di medici in politica. E’ importante; ma non basta.

Né basta l’amara constatazione che continuiamo a pagare l’esistenza delle Facoltà di Scienze Politiche in realtà ridotte a Centri Studi del tutto teoretici e inoffensivi, quasi senza alcun impatto sulla realtà, se si eccettua il mandare ogni tanto in tv un “esperto” che discetterà più o meno appassionatamente, più o meno competentemente, di cose che i politici continueranno tranquillamente ad ignorare.

Gliele segnalo, ministro Gelmini, a Lei o ad altro incompetente che con ogni probabilità la seguirà. Potremmo abolirle e risparmiare qualcosa. Leggi il resto

Quarantadue Euro al Secondo

Dal sito “Kioto club” :
“L’Italia dal 1° Gennaio 2008 accumula ogni giorno 3,6 milioni di euro ( 42 € al secondo) di penale per il mancato raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kioto”

Siamo arrivati a circa 1 miliardo e 653 milioni di euro di penale e quando leggerete questo post la cifra sarà ulteriormente cresciuta.

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Crisi Finanziaria e Società: Quel Senso di Giustizia…Negato

28 novembre, 2008 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia, Strange Days

Un’ondata di scioperi travolge la nostra penisola, da nord a sud tutti protestano per qualcosa che vorrebbero. Le notizie sui Tg continuano a mostrarci la “crisi” in tutte le salse e le lingue. Volti “preoccupati” di politici si avvicendano sullo schermo dicendo tutto e il contrario di tutto in una bolgia di proclami e smentite continue. Con una maggioranza che continua imperterrita per la sua strada auto compiacendosi continuamente per i risultati ottenuti (risultati??) e un’opposizione che piuttosto che fornire valide alternative, presentandole alle persone, continua ad attaccare il Premier del governo per tutte le “marachelle” che fa. Ci si accanisce su questioni marginali e non lo si fa per motivi più seri che sono quelli di cui la gente a bisogno. Ma questa benedetta crisi come si pretende di superarla: a fischi e pernacchie o in maniera seria e costruttiva? La paura del futuro sta bloccando tutto e tutti, nessuno si sente sicuro a privarsi di un solo centesimo se non per motivi strettamente necessari.

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Tutti Pazzi per Obama

12 novembre, 2008 di  
Archiviato in Rassegna Stampa, Sul Web

Ora tutti vogliono essere Obama. Ora tutti sono amici di Obama. Tutti pazzi per Barack Hussein Obama. Ma è un amore ricambiato?

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Le Foto Bin Laden Morto

5 maggio, 2007 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest

Bin Laden è morto. Lo hanno ucciso gli americani. Le foto non si possono vedere perché Obama, premio nobel per la pace, dice che ci possiamo impressionare. Però, possiamo guardare la faccia di quelli che guardano il video di Bin Laden morto. Sul corriere della sera, la foto dei massimi vertici americani mentre guardano il video della morte di Bin Laden. In esclusiva su MenteCritica, la foto dei vips italiani mentre guardano il video della morte di Bin Laden.

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