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Una Diciottenne: “Votare? No Grazie!”

Io non voto. Avrei tanto voluto farlo, anche perché aspettavo questa possibilità da diciotto anni, ma evidentemente sono stati bravi a rendermi impossibile farlo. Sono stati molto bravi in questo frangente, perché la voglia di far valere questo mio diritto era molto forte… ma adesso è diventato più forte il disgusto. In realtà non so se si può parlare propriamente di disgusto: se lo fosse davvero, probabilmente il mio voto andrebbe a qualcuno. Si tratta più di indifferenza, delusione, stanchezza.

E’ triste che questa stanchezza arrivi così presto, prima ancora di aver ottenuto il mio diritto di cittadina. Vi chiederete dove andremo a finire, se a questa giovane età le persone si sono già stufate, già disilluse, già rammaricate. Forse qualcuno mi appellerà come una di quelle tante persone a cui non gliene frega niente, che non vogliono scegliere. La mia, invece, è proprio una scelta: la scelta di non scegliere.

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L’Appello di Eugenio Scalfari: il Senso

28 maggio, 2009 di  
Archiviato in latest, Meccanica delle Cose

Scriveva, tra l’altro, domenica 23 maggio su “La Repubblica”, Eugenio Scalfari:

“Il problema dei democratici è quello di mobilitare gli elettori che hanno lasciato il Partito democratico e si sono rifugiati nell’area dell’astensione. Se c’è un momento in cui non ha senso astenersi è questo. Non ha senso criticare Berlusconi e astenersi. Non ha senso proclamarsi di sinistra e astenersi. Non ha senso avvertire sulla propria pelle l’imbarbarimento sociale e astenersi. Non ha senso temere una svolta autoritaria che è sotto gli occhi di tutti e astenersi.
…L’altra sera, in una trasmissione televisiva, mi sono imbattuto prima di cambiar canale in Borghezio e nella Santanché. Dico la verità: dopo averli ascoltati m’è venuta la voglia di espatriare.

Poiché Scalfari usa una parola a me molto cara: senso, e da persona che non si proclama di sinistra ma crede nel libero pensiero e nella virtù profonda e unica dell’esercizio del spirito critico, andiamo di senso.
Tralascio di discernere sul concetto di sinistra. Mi limiterò a due banali domande: c’è ancora la sinistra? cos’è la sinistra?

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La Democrazia è un Fallimento #2

8 aprile, 2009 di  
Archiviato in Informazione, latest, Meccanica delle Cose

Nelle aristocrazie il principe non si fa eleggere, è lui che elegge il suo popolo. In democrazia il popolo è bastonato su mandato del popolo. È la pratica certosina dell’autoinganno. Si dice che il trenta per cento sia astensionismo. Nego, tutto è astensionismo. Sono comunque voti sprecati.

Carmelo Bene

La democrazia è un fallimento, qualcuno lo ha scritto su queste pagine ed ha provocato un pandemonio. I “parvenus” del pettegolezzo internettiano, mascherato però da impegno civile e democratico, pensando come al solito di poter capire senza leggere o convinti che bastasse leggere le parole in sequenza per capire, hanno avuto reazioni di vario genere: panico, rabbia, frustrazione, smarrimento; che a loro volta si sono tradotti in censure, autocensure, abbandoni, richieste di boicottaggio.

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Lavoratoooriii!

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Per descrivere il modo con il quale certe storie si concludono sarebbe necessario ricorre a parole antiche e dal significato recondito: onta, ignominia, infamia, fellonia. Io ne farò a meno perché voglio parlare chiaro e farmi capire da tutti.
Mi chiedo cosa resterà nella mia memoria di questi ultimi anni. Cercando di non pensare alla rissa da ubriaconi a base di sputi e di minacce, sarà banale e me ne scuso, ma le prime cose che mi sono venute in mente sono: la crociata (persa) contro i tassisti, il cretino che usa l’ambulanza come fosse un taxi, quello che per consolarsi della distanza dalla famiglia si fa di coca e tromba due puttane, plis visit Itali con la faccia da pirla e quello che va a trans con la Lancia Y. Full stop.
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Basta

7 giugno, 2007 di  
Archiviato in Democrazia e Diritti

Nella tarda serata di ieri si è consumato l’ennesimo ribasso nell’indice che rappresenta il livello del dibattito politico italiano. Ignari ed inconsapevoli delle esigenze di carne, di sudore e di sangue dei loro connazionali, i manipoli che bivaccano in quella che è diventata un’aula sorda e grigia, si sono confrontati rabbiosamente per l’ennesima volta.

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