Viva l’Affaghistan
26 maggio, 2009 di albyok
Archiviato in Il Bello della Politica, latest
Tarapia tapioco. Prematurata alla supercazzola o scherziamo! Da Wikipedia:
In teoria qualunque discorso può essere bollato di politichese se è confezionato apposta per non informare, non spiegare, per difendere il proprio operato da controlli, accertamenti, critiche. Gli ingredienti variano da politico a politico: metafore, vaghezza, genericità, ambiguità, evasività, termini specialistici, astrazioni.
Se c’è qualcosa che odio, sono le parole vuote, i luoghi comuni e tutto ciò che è legato al “sentito dire”. Quando quindi sento parlare il politichese, cresce in me una sensazione di malcelato schifo che mi rammenta l’abissale distanza tra il cittadino medio e il supercazzaro di turno. Tanti anni fa Teo Mammuccari prendeva in giro i politici in questo modo:
Talpe DDA, Assolto Cuffaro a 5 Anni
19 gennaio, 2008 di harlot
Archiviato in Cronache Italiane, Il Bello della Politica
Il vocabolario B consisteva in parole che erano state create deliberatamente per scopi politici, vale a dire parole che avevano non solo, in ogni caso, un significato politico, ma che erano per l’appunto intese a imporre un atteggiamento mentale, in una direzione desiderata, nella persona che ne faceva uso. [...] Le parole del vocabolario B costituivano una sorta di stenografia verbale, che riusciva spesso a concentrare un intero sistema di idee in poche sillabe, ed era allo stesso tempo più accurata e flessibile che non la lingua ordinaria.
I principi della , ,

