ndrangheta

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La parola “emergenza” in gergo sanitario vuol dire imminente pericolo di vita, parametri vitali instabili, bisogno di cure immediate, rischio di morire.
E’ diventato così semplice attribuire ad un problema la parola “emergenza” che, di conseguenza, sembrerebbe altrettanto semplice risolvere problemi ma soprattutto dichiarare di aver risolto tali problemi.
I tempi sono una cosa molto relativa, potrebbero dipendere dalla tua capacità, ma anche dalla volontà e dall’impegno che impieghi per risolvere un problema.

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23 maggio 2008

Oggi io non sento il boato scatenato sedici anni fa da cinque quintali di tritolo sull’autostrada Palermo – Capaci. Ma sento ancora fortissima la forza dell’esempio che ci ha lasciato Giovanni Falcone.
Significa che la mafia ha perso. Ha ucciso un uomo. Ne ha uccisi tanti altri. Ma non è ancora riuscita ad uccidere un’idea.
Falcone fu il primo a smascherare veramente i meccanismi di Cosa Nostra. Nel 1983 fu uno degli ideatori e dei membri del “pool antimafia” che portò al grande maxiprocesso del 1987. Fu costretto a vivere sotto scorta dal 1985 in poi, rinunciando anche alla propria vita privata per portare a termine il proprio lavoro, per il profondo senso del dovere che sentiva e per l’amore per la Sicilia. Falcone fu ucciso il 23 maggio del 1992 alle ore 17.58.

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Dopo la turbolenta copula della campagna elettorale e la catarsi orgasmica delle elezioni, il paese, o almeno l’immagine che ce ne rappresenta l’informazione, sembra immerso in una sorta di depressione post coitale che affligge fottitori e fottuti (tanto per continuare nella metafora e ricordare, commossi, il grande ed indimenticato estimatore di questa colorita terminologia).
Maggioranza ed opposizione giacciono sdraiati nell’intima penombra del talamo disfatto, ancora umoroso e tepido. Fumano lentamente una sigaretta e si scambiano ripicche e carezzine in un articolato e complesso gioco amoroso, pensando a cosa fare una volta che si saranno rivestiti.
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30 aprile 2008. Segnatevi questa data. Per poche ore questo paese, (dico “questo” perché oggi lo sento meno mio che mai) ha provato a fare una cosa civile. Per poche ore, dicevo, sono state disponibili on line le dichiarazioni dei redditi di tutti i cittadini e di tutte le società.

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(prima parte)

5 - Chiediti - come siamo potuti arrivare fino a questo? Mentre poveri cristi si scannano senza motivo tra di loro, immersi nella spazzatura fino al collo, costretti allo slalom tra scarti di vite perdute, dilaniati dal cancro, vittime di un aumento impressionante di malattie tumorali causati dalle varie terre dei fuochi che bruciano alla maniera delle fiamme infernali dantesche, incessantemente e senza soluzione di continuità, le autorità rimangono inermi, si invischiano in reti normative inutilmente intricate, si perdono irrimediabilmente nell’opacità del sistema di controllo del ciclo dei rifiuti.

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Esponete la spazzatura, fatela conoscere. Lasciate che la gente la veda e la rispetti. Non nascondete le vostre strutture. Create un’architettura fatta di immondizia. Progettate fantastiche costruzioni per riciclare i rifiuti e invitate la gente a raccogliere la propria spazzatura e a portarla alle presse e ai convogliatori. Così imparerà a conoscere la propria spazzatura.

Don DeLillo

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carolispaghetti.gifLa sofisticazione alimentare, questa sconosciuta. Sconosciuta, perlomeno, alla stragrande maggioranza dell’opinione pubblica. Conosciutissima, invece, negli ambienti della criminalità organizzata. Grande o piccola che sia: la pratica dell’adulterazione degli alimenti, del resto, richiede comunque un minimo di struttura organizzativa. Richiede canali di riciclaggio, vie preferenziali per la distribuzione, trasporto e smercio - anche, e soprattutto, a livello internazionale. Richiede complicità. Richiede rispettabilità.

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espresso.jpgA tutti sarà capitato di vedere una di quelle interviste girate in un paese della Sicilia, della Campania o della Calabria dove il giornalista ferma le gente per strada e gli chiede: “Ma in questo paese c’è mafia, camorra, n’drangheta?”. Oppure: “Lei è stato mai minacciato, taglieggiato, ricattato?”. In genere, le persone a cui vengono rivolte queste domande nicchiano, nascondo il volto, danno risposte evasive. Insomma, fanno una gran figura di merda. Continua a leggere »

Via col Fango

Esistono due magistrature. Una burocratica, timida verso il potere, ossequiente e talora connivente. L’altra – spesso incarnata dai magistrati più giovani – animata da una genuina tensione ideale e dall’ansia di affermare legalità ed eguaglianza per cambiare lo stato delle cose esistenti” (Nello Rossi, segretario generale dell’ANM).
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