La parola “emergenza” in gergo sanitario vuol dire imminente pericolo di vita, parametri vitali instabili, bisogno di cure immediate, rischio di morire.
E’ diventato così semplice attribuire ad un problema la parola “emergenza” che, di conseguenza, sembrerebbe altrettanto semplice risolvere problemi ma soprattutto dichiarare di aver risolto tali problemi.
I tempi sono una cosa molto relativa, potrebbero dipendere dalla tua capacità, ma anche dalla volontà e dall’impegno che impieghi per risolvere un problema.






La sofisticazione alimentare, questa sconosciuta. Sconosciuta, perlomeno, alla stragrande maggioranza dell’opinione pubblica. Conosciutissima, invece, negli ambienti della criminalità organizzata. Grande o piccola che sia: la pratica dell’adulterazione degli alimenti, del resto, richiede comunque un minimo di struttura organizzativa. Richiede canali di riciclaggio, vie preferenziali per la distribuzione, trasporto e smercio - anche, e soprattutto, a livello internazionale. Richiede complicità. Richiede rispettabilità.
A tutti sarà capitato di vedere una di quelle interviste girate in un paese della Sicilia, della Campania o della Calabria dove il giornalista ferma le gente per strada e gli chiede: “Ma in questo paese c’è mafia, camorra, n’drangheta?”. Oppure: “Lei è stato mai minacciato, taglieggiato, ricattato?”. In genere, le persone a cui vengono rivolte queste domande nicchiano, nascondo il volto, danno risposte evasive. Insomma, fanno una gran figura di merda. 








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