Giorgio Bocca e l’Antimeridionalismo
27 dicembre, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cronache Italiane, Cuore di Tenebra
Grazie all’ del signor Angelo Forgione dove si parla dell’antimeridionalismo di Giorgio Bocca, giornalista di cui oggi si seppelliscono i resti mortali.
Forgione, con garbo e moderazione di grande scuola, inquadra gli aspetti più controversi dell’ultimo Giorgio Bocca, quello che l’età ha reso meno duttile e più propenso ad ancorarsi al pregiudizio, sorta di salvifico salvagente per chi si dirige verso la fine.
Bocca, in molti suoi interventi, non ha nascosto un esasperato antimeridionalismo: Napoli, la città delle cimici. Palermo e il suo fetore. La gente orrenda che esce dalle catapecchie. Una critica non costruttiva, dice Forgione, e ha ragione.
La Democrazia del Cazzo
2 novembre, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Cronache Italiane, Meccanica delle Cose
Molto bene. I greci decidono di riprendersi il pallone e si grida al trionfo della democrazia. Va benissimo. A questo punto, facciamo un referendum in Germania e chiediamo alla “ggente” se vogliono continuare a comprare i nostri btp del cazzo, facciamo un referendum in Francia per vedere se gli va di salvare il culo a Berlusconi, facciamo un referendum a Bergamo per chiedere se vogliono che le loro tasse vadano alle case popolari per i negri. Anzi, quest’ultimo referendum facciamo pure a Palermo, a Napoli, a Roma a Bologna e vediamo che dice la “ggente“.
L’orrore. L’orrore
19 settembre, 2011 di Lameduck
Archiviato in Cronache Italiane
Lega Nord: Secessione! Mi arruolo nell’esercito Padano
18 settembre, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Bacio della Buonanotte, Cronache Italiane
E così la posta si è fatta così alta, il debito è cresciuto talmente tanto che Bossi, leader mai così discusso dello spettro polveroso di quella che è stata la Lega Nord, ha dovuto rispolverare un vecchio atout, la secessione.
Poveri industrialotti bergamaschi, povere vecchiette timorate dei negher, poveri ex fascisti e ex comunisti delusi che pensavano di sostituire la camicia nera e quella rossa con la camicia verde di Bossi. Poveri padroncini di camion, poveri imprenditori, poveri impiegati con la sindrome razzista e la convinzione di mantenere tutta Italia con i loro 1300 euro al mese.
Dopo aver passato ore ad ascoltare principi della logica e della retorica come Calderoli, Borghezio, Renzo Bossi e, perché no, Castelli e l’Umberto stesso. Dopo essersi cibati ore e ore di radio Padania con l’Ortelli che parla dei segreti della massoneria e Sammy Varin che somiglia sempre di più a un piazzista di pentole, ecco che qualcuno apre il congelatore e gli riserve una vecchia pietanza rinsecchita senza avere nemmeno l’accortezza di passarla per il microonde e darle una riscaldatina.
La Cultura del Mignolo Alzato: La Monnezza a Napoli
11 agosto, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cuore di Tenebra
Ma secondo voi, cosa è più efficace per risolvere il problema monnezza a Napoli: il cazzone che fa un balletto nel video o un ricco lanciafiamme e una ventina di condanne a vita?
Giusto per capire.
Campagna per l’abbassamento dei mignoli.
Default Italia, 93 Giorni al Fallimento: 46 Miliardi da Risparmiare Subito!
9 agosto, 2011 di fma
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane
Dice Galbusera che lui, quarant’anni di lavoro nell’industria metalmeccanica, poi una pensione da dirigente, non si sente particolarmente colpevole della nostra situazione. Sostiene che se gli italiani si fossero comportati come gli svizzeri, forse oggi vivremmo in un paese meno solidale, a chiacchiere, però non avremmo che abbiamo, dunque non saremmo qui a cagarci sotto aspettando il fallimento. Ma sotto sotto è preoccupato. Non ci vede chiaro. Ci sono domande a cui non sa rispondere. Chi la mantiene tutta quella bella gente luccicante, ce n’è ancora tanta, attualmente parcheggiata sotto l’ombrellone?(1)
Dice che quando Amato gli alleggerì il conto qualche sospetto gli venne, così come quando Prodi gli bloccò la pensione; ma trangugiò in silenzio, per non passare per un vecchio senza cuore che vuole togliere il pane di bocca ai bambini. Dove li prendono i soldi tutte quelle belle signore, rifatte, smaltate, strizzate nei loro abitini griffati che guardano le vetrine in centro? o quei giovanotti col bicchiere in mano sulla porta del bar?
Hai voglia quanto si potrebbe recuperare in termini di PIL. Sì, ammette di essere puritano, dentro. Questo paese gli ricorda sempre di più la Napoli della cartolina, col pino e il Vesuvio che fuma: “Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato ha dato, scurdammoce o passato …”. Bisogna fare qualcosa. Ora. Se non la smettiamo di mantenere i (rienfaisant) andremo a sbattere e non ci salverà neppure il Padreterno. Dice che stiamo regatando su un otto con, dove ce n’è otto che fanno ohop e uno solo che rema. È ora di cambiare. Bisogna liberarsi della zavorra e aggottare la stiva, poi potremo discutere di rotta. Prima però bisogna restare a galla.
Bisogna tagliare le spese fino a generare un avanzo di bilancio con cui attaccare la montagna del debito. Se ci teniamo, non solo a chiacchiere, ai nostri figli e ai nostri nipoti. Partendo dalla politica, naturalmente.
Note
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Default Italia: 96 Giorni al Fallimento: Cronaca di una Privatizzazione Annunciata
6 agosto, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane, latest
Martedì 2 agosto u.s. ho avuto l’opportunità di assistere, nella qualità di pubblico non pagante, all’Assemblea dell’ATO3 della Campania. Vorrei riferirne con una doverosa avvertenza: questo intervento sarà sicuramente pedante, perché intende rivolgersi precipuamente a quei cittadini che non conoscono i complessi meccanismi legislativi che governano l’erogazione e la gestione di quel bene primario che è l’acqua.
ATO è l’acronimo di Ambito Territoriale Ottimale e, nella fattispecie, si riferisce al “ciclo idrico integrato” o, per dirla più semplicemente, a tutto ciò che riguarda l’acqua, dall’erogazione fino allo smaltimento di quelle reflue. L’ATO 3 della Campania (detto anche Sarnese-Vesuviano) ricomprende n. 76 Comuni (oltre all’Ente Provincia di Napoli) che insistono per l’appunto sull’ampio territorio come sopra denominato, riuniti per motivi di contiguità territoriale e funzionale in Consorzio obbligatorio.
Ministeri al Nord, Processo Lungo e Class Action del PD, Mentre l’Italia Fallisce e Arriva la Patrimoniale
28 luglio, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Chiamiamola Economia, latest
La prima pagina del corriere on line di oggi dà tutte le spiegazioni che servono per capire perché, se ci salveremo dal fallimento, sarà solo ed esclusivamente una questione di culo.
Napolitano si preoccupa dei ministeri al Nord, come se credesse veramente che mettere una targa davanti a un ufficio vuoto possa compromettere la situazione politica italiana. I ministeri, con ministri, ministeriali e tutto il gregge di mangiatori a ufo che campa grazie alla superflua burocrazia italiana è saldamente ancorato a Roma e da lì non li sposta nessuno. Secondo me, se venti anni fa qualcuno avesse chiesto a Calderoli cosa era disposto a fare per lasciare la sobria Bergamo per trasferirsi nella Roma caciarona, magnona e puttanona, oggi Roberto potrebbe cantare in un coro di voci bianche. La targhetta a Monza è solo il premio di consolazione per la sciura di Cassano Magnago che il pomeriggio telefona a Radio Padania per dire a Ortelli che non se ne può più di questi negher e della monnezza di Napoli. Siccome, dopo anni di proclami, negher e monnezza se li deve tenere lo stesso, ecco la targhetta. Possibile che Napolitano sia l’unico a non averlo capito? Possibile che un uomo della sua esperienza non sappia che portare la questione a livello nazionale è attribuirle un valore di molto superiore a quello che è? Lo sa, lo sa. E’ che ora anche l’esimio presidente della Repubblica vuole dare una spallata a Silvio, ma in Italia parlare chiaramente non usa ed ecco, in pole position, la questione delle targhette.
Italiani: Vivere e Morire Senza capire una Mazza
16 luglio, 2011 di dellefragilicose
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Un dirigente di un’industria locale, una di quelle del Nord Est che fanno fatturati grandi come il PIL della Grecia, un capitalista puro, geneticamente di centrodestra, mi racconta scandalizzato, a voce bassa,quasi che si trattasse di una di quelle storielle imbarazzanti, di quando qualche mese fa si è recato in visita dal ministro Brunetta. Durante la lunga anticamera ha modo di osservare il corridoio, sontuosamente arredato, dove ogni paio di metri in corrispondenza di alte e decorate porte chiuse di legno antico, lungo la parete, c’è un usciere o un commesso, non saprei come definirlo. In piedi, sull’attenti, con una sontuosa divisa decorata da bottoni dorati e cordoncini, come un ussaro. Ogni tanto, ma solo ogni tanto, un uscio degli uffici si schiude, ne sortisce un segretario che consegna un biglietto al commesso di competenza. Costui prende il biglietto, fa pochi metri, lo consegna all’altro commesso che bussa alla porta dell’ufficio che sovrintende, lo consegna al segretario e ritorna in posizione di riposo. Quattro sontuosi stipendi al posto di un email o, se proprio era necessario trasferire un cartaceo, al posto di un culo che si alza e fa sei passi. Nell’ufficio di Brunetta, il ministro dei certificati medici elettronici e dei tornelli.
Osceni Pensieri
15 giugno, 2011 di Comandante Nebbia
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Mi ritrovo a cercare una scusa per illustrare quello che scrivo con la foto di una bella ragazza. Quando qualcuno condivide un pezzo di MenteCritica su Facebook, se l’anteprima rappresenta una donna, magari carina e scollacciata, le letture crescono, il verbo si diffonde e le conversioni sulla via per Damasco aumentano vertiginosamente. L’apostolato del terzo millennio ha i suoi compromessi. Ai campioni del passato bastavano pani e pesci. Gli sfigati bipolari si devono arrangiare con le tette.
Alla fine ho deciso di fregarmene e di barare spudoratamente.

Elezioni: La Vittoria di Silvio Berlusconi
31 maggio, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cuore di Tenebra
Per qualche strano motivo, alcuni lettori di MenteCritica hanno ritenuto necessario farmi sapere che avrebbero gradito qualche mia parola di commento sugli esiti delle elezioni amministrative quasi fosse necessario porre una sorta di suggello a quella che, almeno apparentemente, si configura come una disfatta personale di Silvio Berlusconi.
Per una sorta di deformazione genetica, ho la tendenza ad assumere posizioni isolate, sovente distoniche rispetto al pensiero comune. Nemmeno stavolta farò eccezione.
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Todos Indignados
23 maggio, 2011 di fma
Archiviato in Chiamiamola Economia, latest, Oltre il Confine
Secondo l’Asian Development Bank nel 2050 il Pil asiatico raggiungerà la cifra di 148 trilioni di dollari, pari al 51% del prodotto planetario, in Asia si concentrerà la metà del commercio e degli investimenti globali. Sempre quell’anno il Pil pro-capite sarà di 38.600 dollari, duemila in più della media del resto del mondo. Entro la metà di questo secolo circa tre miliardi di asiatici godranno di un tenore di vita più alto. (1)
E per l’immediato? Per il 2015 si prevede che il costo del lavoro in Cina sarà pari al 17% di quello negli Stati Uniti: nel 2000 era del 2%. Le conseguenze saranno un incremento dei consumi interni e un decremento della quota di produzione destinata all’export, che produrranno a loro volta un’impennata dei prezzi delle merci sui mercati internazionali, che porterà inflazione laddove non sarà compensata da un corrispondente aumento di produttività.
Già oggi alcune multinazionali prevedono di spostare la propria produzione dalla Cina nei paesi limitrofi. Addirittura un ritorno negli USA, per i quali sono previsti un robusto incremento della produttività e una significativa svalutazione del dollaro rispetto allo yuan.
Per l’Europa nessuno prevede aumenti di produttività significativi, salvo che per la Germania. Dunque i capitali continueranno ad andarsene dalla maggior parte dei paesi d’Europa, con l’effetto di ridurre ulteriormente i posti di lavoro.
La cosa non piacerà ai lavoratori, che protesteranno.
Note
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Il Video di Bin Laden Morto: Ecco la Verità (dead bin laden photos, the revenge – enjoy)
4 maggio, 2011 di dellefragilicose
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La lega ce l’ha duro. Sarà contenta la moglie della Lega che, per una questione di simmetria, si chiamerà Lego. La Lega, il pene eretto, i mattoncini. Meglio della meccanica quantistica e senza nemmeno sniffare crack. Ci torniamo dopo.
Niente video di Osama Bin Laden Morto.Obama dice no. In attesa, il corriere e la repubblica ci propongono e . “Attenzione, queste immagini potrebbero urtare la vostra sensibilità” dice il corriere. In effetti, fa cacare e urta la mia sensibilità estetica. , poi, o quel che ne rimane, mi turba profondamente. Chissà quanto sarà costato e come saranno tornati a casa i marines, i navy seal, la delta force, chuck norris o come cazzo si chiamano? Con l’autostop?
Cronaca di un Giovedì Inutile
17 marzo, 2011 di dellefragilicose
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Oggi sono a casa per decreto ministeriale. Una dozzina di cazzoni strapagati hanno temporaneamente interrotto le loro attività trombatorie e profittatorie per riunirsi e decidere che oggi è festa e devo essere felice, per legge. Ovviamente a spese mie, con un mio giorno di ferie, perché mica i loro amichetti imprenditori ci potevano rimettere per farmi stare a casa in un giorno di merda come questo (non lo sapevi? Leggi qui stronzo, leggi)
Grazie, soprattutto da parte della mia bambina. Magari potevo usare questa giornata di ferie in estate, per farla stare con i nonni che sono vecchi e non possono viaggiare o magari ficcarmi cento euro in tasca (lordi) che male non fanno. Ma La Russa & Co. mi hanno inculato per l’ennesima volta e quindi me ne resto qui in mezzo al nulla, a mille chilometri di distanza, in una giornata piovosa e fredda, mentre a casa mia è già estate. Fottiti e zitto e non cacare il cazzo, vecchio stronzo di merda. E zitto. E non cacare il cazzo. Vecchio di merda, non cacare il cazzo. Vecchio. Di merda.
Sara Tommasi e il Bunga Bunga: la Prova Provata che una Laurea non Serve a Nulla
8 febbraio, 2011 di Giovanni Grobo
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NAPOLI — C’è una girandola di contatti e appuntamenti nelle intercettazioni disposte dalla Procura di Napoli sul giro di prostituzione che incrocia quello delle feste del presidente del Consiglio. Perché coinvolge il mondo che ruota attorno a Sara Tommasi, la starlette che partecipava alle serate organizzate nelle residenze di Silvio Berlusconi, ma anche a incontri a pagamento in alcuni alberghi del capoluogo partenopeo. Le telefonate rivelano i legami della ragazza con politici, dirigenti della televisione, manager, in una ricerca continua di soldi e successo. Ma fanno soprattutto emergere il filo che porta fino alla scuderia di Lele Mora, della quale Tommasi fa parte da anni, e a Fabrizio Corona. È V. S., conosciuto come «Bartolo» e indagato per un traffico di euro falsi oltre che per induzione alla prostituzione, l’uomo che si occupa di «gestire» la ragazza in città in cambio di una mediazione di mille euro a volta. Lui lavora nel settore della pubblicità, ha contatti frequenti con Corona e con lui parla anche dello smercio di banconote fasulle. Lei nelle telefonate con lo stesso Bartolo e con altri amici racconta invece che cosa avviene ad Arcore, parla di «Lele», svela che «lui ci stordisce, ci mette delle cose nei bicchieri». E così fornisce riscontro a quanto è già contenuto nel fascicolo avviato dai magistrati di Milano. Non a caso entro un paio di giorni ci sarà un incontro tra i pubblici ministeri delle due città per uno scambio di atti e per la messa a punto di una strategia comune in vista di un interrogatorio della giovane che dovrebbe essere fissato al più presto. ( )
La Presa per il Sedere dell’Unità d’Italia
7 gennaio, 2011 di dellefragilicose
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Napolitano che parla dell’unità d’Italia fa lo stesso effetto di Ratzinger che parla del sesso prima del matrimonio. Magari sarà pure vero che se una persona è cattolica deve aspettare il fatidico “sì” per inzuppare il biscotto, ma mi piacerebbe contare, percentualmente, quanti rispettano la consegna.
Il valore dell’unità d’Italia, come il divieto di pugnetta, suona anacronistico in un paese dove ad essersi sfasciato non è solo lo spirito nazionale, ma il sistema politico, la certezza del diritto, la libertà di voto, il rapporto paritetico tra imprenditoria e forza lavoro e la fiducia in una vecchiaia serena per quello che una pensione e l’assistenza sanitaria pubblica possono donare.
Non Spingete quel Pulsante.
26 dicembre, 2010 di ob1kenobi
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“Il dubbio è una porta aperta dove chiunque è ben accolto, la certezza è una porta chiusa di cui solo il padrone ha la chiave”
Premessa : quando nel seguito mi riferisco all’”io” intendo come persona generica e non me specificamente. Non ho nessuna qualificazione per parlare di queste cose, tranne il fatto di averci meditato e continuare a farlo da un tempo incredibilmente lungo.
Vorrei cominciare questo discorso descrivendo la scena di un esperimento mentale caro al buon vecchio Albert Einstein.
Consideriamo una tavolo con su una indefinita apparecchiatura munita di un bottone rosso. Consideriamo che due persone eseguono l’esperimento : io e una generica altra persona.
Facciamo l’ipotesi che la macchina collegata al pulsante rosso provochi la morte immediata di chi la aziona.
Cominciamo l’esperimento dalla persona generica che si siede al tavolo preme il pulsante e muore.
