Fase 2: Cresci Italia! Cresci, consuma e… crepa
23 gennaio, 2012 di ilBuonPeppe
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani, Meccanica delle Cose
Passata la “fase uno”, quella che dovrebbe rimettere a posto i conti dello Stato con interventi sostanzialmente analoghi a quelli delle ultime ventisette manovre, e che ha ulteriormente allontanato la prospettiva di una pensione decente per gran parte dei cittadini, in attesa che arrivi l’annunciata “fase tre”, che semplificherà il funzionamento dello Stato e ci renderà la vita più semplice, è arrivata la tanto attesa “fase due”: quella che ci farà tornare a crescere, quella che rilancerà la nostra economia, quella che ci farà diventare tutti un po’… meno poveri (volevo scrivere “più ricchi”, ma non ce l’ho fatta).
Quello che si è visto e sentito a tale proposito nelle settimane scorse, oltre ad essere un deja vu, è stato abbastanza stomachevole, per cui ho preferito aspettare di vedere i fatti concreti che questo governo “di tecnici” era in grado di tirare fuori dal cilindro. Vediamo quindi di cosa sono stati capaci.
Spread Europei, Cambi e Indici di Borsa
23 novembre, 2011 di redazione
Archiviato in Chiamiamola Economia
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Unica sul web italiano, questa pagina offre in un unico colpo d’occhio una serie di indicatori fondamentali per valutare lo stato reale della crisi economica finanziaria europea. Con un ritardo massimo di 30 minuti vi offriamo:
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L’indice della borsa di Milano, l’indice della borsa di Londra,l’indice della borsa di Francoforte, l’indice della borsa di Parigi, l’indice della borsa di New York.
Il cambio euro/franco svizzero, il cambio euro/dollaro.
Lo spread Italia Germania (BTP/Bund), lo spread Spagna Germania (spread Bonos/Bund), lo spread Francia Germania (spread OAT/Bund), lo spread Grecia Germania (spread Hellenic Republic bonds/Bund), lo spread Belgio Germania(spread BTB/Bund), lo spread Irlanda Germania (spread Ireland Government Bond/Bund)
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Indici di Borsa
| Milano |
Londra |
Francoforte |
Parigi |
New York |
Cambio Euro/Franco Svizzero Cambio Euro/Dollaro
| Ultimo: 1,2089 | Ultimo: 1,3260 |
| Variazione: 1,2099 | Variazione: 1,3258 |
| Ore: 1,2087 | Ore: 1,3261 |
fonte Yahoo Finanza

Spread rendimento su Obbligazioni di Stato decennali rispetto ai Bund tedeschi
spread Italia Germania (BTP/Bund), spread Spagna Germania (spread Bonos/Bund), spread Francia Germania (spread OAT/Bund), spread Grecia Germania (spread Hellenic Republic bonds/Bund), spread Belgio Germania(spread BTB/Bund), spread Irlanda Germania (spread Ireland Government Bond/Bund)
| Italia |
Spagna |
Francia |
| VALUE: 3.601 | VALUE: 323.805 | VALUE: 0.930 |
| -0.798% | 4.314% | -1.484% |
| Grecia |
Belgio |
Irlanda |
| VALUE: 30.837 | VALUE: 1.601 | VALUE: 622.505 |
| -4.208% | 1.444% | -0.305% |
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Ma Come li Paghiamo gli iPhone 4S?
11 ottobre, 2011 di fma
Archiviato in Accademia DFC
La cosa comincia senza rumore, col venir meno del comunismo come sistema politico alternativo. Nel 1977 Deng Xiaoping lancia la Primavera di Beijing, con ciò aprendo la Cina alla proprietà privata e agli investimenti stranieri. È nata l’economia socialista di mercato.
Negli Stati Uniti d’America alcune aziende manifatturiere, più attente di altre, pensano di aumentare i profitti producendo in Cina ciò che vendono negli USA e in Occidente, gli unici posti dove ci sono i soldi per comprare. Se l’idea rimanesse circoscritta a poche aziende nessuno se ne accorgerebbe. Ma l’idea è buona e fa rapidamente proseliti, negli USA e nel resto dell’Occidente. Naturalmente produrre in un posto dove il lavoro costa poco e vendere in un altro dove i salari sono alti, oltre che far guadagnare chi ci mette il capitale, ha pure delle conseguenze sulla vita degli abitanti dei luoghi dove prima si produceva e ora non si produce più. Le fabbriche che producono di là, licenziano di qua. Gli operai licenziati, confidando nelle virtù del mercato, si rimettono sveltamente alla ricerca di un nuovo posto di lavoro, fiduciosi che lo troveranno. Parlo degli operai americani. Considerano la situazione transitoria, non pensano di dover cambiare stile di vita. Tuttavia, nel transitorio, se vogliono cambiare la lavatrice, devono ricorrere alla banca, che è ben lieta di accordargli un prestito, a tassi via via crescenti mano a mano che le garanzie si fanno più deboli.
I mutui subprime sono un ottimo affare, sia per la banca, sia per il debitore. Leggi il resto
Anatomia del Disastro. Default, The Day After
21 settembre, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cuore di Tenebra, Leggere
Nonostante la censura, che è ormai impossibile nasconderle. I fatti parlavano già da settimane. Un paese che per ottenere prestiti è costretto a promettere interessi annuali superiori al 100% ( 130%) è già fallito. Il silenzio stampa che ha coperto la vicenda ha evidenti fini anti panico. Mentecritica ritiene che la piena consapevolezza delle persone sia più utile alla comprensionde dei fatti ed alla loro valutazione. Quindi, dopo aver descritto genericamente cosa vuol dire fare default per una Nazione, provo ad ipotizzare un calendario degli eventi nei 100 giorni successivi alla dichiarazione di default italiano che, secondo stime statistiche, può giungere nel giro di poche settimane. Il giorno di dichiarazione del default verrà genericamente indicato come D-Day.
§
Circa 4 settimane prima del D-Day
La fuga di capitali dall’Italia, già iniziata nei mesi precedenti, diventa un vero e proprio fiume in piena. Chi ha titoli di stato (di seguito denominati Pizza Bond) li liquida a qualsiasi prezzo e trasferisce il contante su banche estere, possibilmente fuori dalla zona euro. L’area privilegiata ed immediatamente raggiungibile rimane la Svizzera (anche grazie alla mancata adesioni Italiana al piano Rubik) in previsione di una robusta tenuta del Franco rispetto ad una forte svalutazione dell’Euro a seguito del default italiano.
Default Italia: Affogare Da soli, o in Cattiva Compagnia?
1 agosto, 2011 di fma
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane, Il Bello della Politica, latest, Oltre il Confine
La vicenda di Zapatero, prima incensato ora praticamente costretto ad andarsene dal calo dei consensi, è paradigmatica di come l’opinione pubblica muti di parere a ogni mutare di vento, a prescindere dal merito. Le elezioni anticipate si terranno il 20 di novembre, anniversario della morte di Francisco Franco.
Detto che in una democrazia liberale l’opinione pubblica ha sempre ragione, va aggiunto che ciò non vuol dire che la gente capisca granché della temperie nella quale si trova a vivere, delle cause che inducono i cambiamenti e degli effetti che si trova a subire. Per capirlo dovrebbe avere la testa sgombra e stare un po’ più in alto, fuori dalla merda, ma allora non sarebbe più gente bensì classe dirigente.
Zapatero è stato osannato per le sue iniziative in fatto di politiche sociali, di emancipazione delle donne, di diritti agli omosessuali, per il coraggio con cui ha tenuto testa alla reazione della gerarchia cattolica. Ma ora le cose vanno male. La disoccupazione è al 21%, quella giovanile al 46%. Lo spread sui bund tedeschi viaggia sopra i 350 punti base. Moody’s pare intenzionata a declassare un’altra volta il debito sovrano del paese. Il Fondo Monetario Internazionale dice che “l’economia spagnola continua a correre forti rischi”. E l’opinione pubblica ne chiede conto a Zapatero.
JP Morgan: La Catastrofe Prossima Ventura
26 gennaio, 2011 di Mr Bean
Archiviato in Censura dell'Informazione, Chiamiamola Economia, Consumo CriticaMente, latest, Meccanica delle Cose
La banca d’affari JP Morgan ci svela le sue previsioni per l’anno 2011. Finanziariamente parlando, s’intende.
Cosa dobbiamo aspettarci da questo 2011? Che gli Stati continueranno a stampare denaro a raffica per riacquistare i propri titoli e le obbligazioni. Nell’illusoria consapevolezza che la nostra beata ignoranza (nella quale continuiamo mefistofelicamente a crogiolarci) ci condurrà al collasso del sistema e ad un passo dal baratro. E dopo la bancarotta?
C’è chi si Contenta (Tanti) e chi è Deluso (Bersani)
23 maggio, 2008 di Fully
Archiviato in Chiamiamola Economia, Il Bello della Politica
A quanto pare le prime misure prese dal governo Berlusconi convincono la maggioranza degli italiani. Lo rivela un commissionato da Repubblica.

Berlusconi (particolare)
