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Tiziano Ferro o della Semplicità

6 gennaio, 2012 di  
Archiviato in Suoni & Musica

Adesso è la consacrazione. Sempre piaciuto a tutti, amato da tutti, persino simpatico, umile, irresistibile con quel sorriso largo e comunicativo. “Bono”, anche. Questione di gusti. Non è il mio tipo, forse ha il naso troppo corto, non è eccessivamente alto, tende alla pinguedine. Ma chissà, un domani questi difetti potrebbero rivelarsi un pregio, rendere il suo aspetto più intenso. E poi si porta dietro, diciamo che ora sfoggia con un certo vezzo, quell’aria provinciale che presto entrerà, è già entrata, nella leggenda. Tutto normale e prevedibile. “Semplice”, direbbe lui, col lampo sornione negli occhi di chi sa che “tutto“, in realtà, è terribilmente complicato. Perché appartiene alla vita, è la vita stessa; forse la parte più interessante dello speciale a lui dedicato, del tre gennaio su Raidue, è stato proprio l’accenno alla felicità e alla possibilità di cantarla restando ispirati.

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Fenomenologia dell’Opera Lirica

4 settembre, 2011 di  
Archiviato in Accademia DFC, Suoni & Musica

Pregherai fino all’alba; io sarò teco.

Ricordo, quando avevo su per giù 12 anni, il senso di noia e di lacerante inedia nel sentir messa. Già allora la “fede”, inculcatami forzosamente dalla cultura cattolica imperante di questo paese, era emigrata in qualche anima più fertile, lasciandomi il senso di soffocante asfissia ogni qualvolta mamma mi obbligava, tutte le maledette domeniche, ad assistere a quel rito bizzarro.

Crescendo, naturalmente, gli obblighi imposti dall’alto (la mamma, non l’altissimo) vennero meno ma le rare occasioni in cui mi sono scontrato con il sacro rituale le ho percepite in modo diverso; il senso di morte per noia dovuto a quel tempo sprecato e che non passava mai si è trasformato in una sorta di ascolto critico, giovando alla mia percezione del tempo e pure al mio sollazzo.

Al di là delle preghiere recitate con meccanico distacco dalla maggioranza, mi divertono le prediche dei preti, tanto che spesso involontarie risa ironiche imbarazzano i miei parenti, costretti alla mia compagnia nel matrimonio o cresima di turno. Per non parlare del senso di letizia nel sentire gli anziani che anticipano il versi delle preghiere.

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Gilles

17 aprile, 2011 di  
Archiviato in latest, Leggere

“E qualcosa rimane, fra le pagine chiare e le pagine scure”(1)

Potrebbe in effetti iniziare così la storia odierna di Gilles e dei suoi ricordi lungo quella strada che stancamente intraprese in una giornata al calar d’estate.

Per le strade, quelle vere, della sua fumosa città in degrado, pozzanghere ridisegnavano la geografia di quella periferia in odor di salsedine.

Cosa rimane, si chiedeva, mentre come un vecchio Pierrot si trascinava triste e s’inzuppava distrattamente i piedi negli acquitrini distribuiti come frattali lungo la via del porto.

La sua risposta era sempre quella, la solita di ogni post-sbronza, amari ricordi che tormentano come mosche, rimorsi per le scelte sbagliate, rimpianti per il fato che toglie e che da, come se qualcuno giocasse a dadi.

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Note
  1. Rimmel – Francesco de Gregori []
Fine delle Note

Il Pittore della Musica

9 gennaio, 2011 di  
Archiviato in latest, Suoni & Musica

Io ho conosciuto tardi Ziggy Stardust, nel senso che i primi scatti di David Robert Jones in arte Bowie non furono quelli dell’androgino e sublime ragno spaziale dal linguaggio complicato e allusivo, bensì la lunare marionetta di Heroes, dalla copertina essenziale e rétro, anni ’40.

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Partito Democratico 11 Dicembre. E i Giovani?….ad Occupar Atenei

12 dicembre, 2010 di  
Archiviato in Il Bello della Politica, latest

I cortei sono due faccio a dadi o testa o croce. Vado direttamente a Piazza San Giovanni. Lo so in anticipo. La gente sarà tanta. La forza organizzatrice dell’ex PCI ancora non è venuta meno, ma passa il tempo e in piazza non si vede arrivare nessun corteo. La musica impazza, i presentatori sono poca cosa, e la gente in piazza pensa ai fatti suoi, ed allora decido di prendere una delle strade dove presumo arriverà uno dei cortei. Mi incammino ma il traffico non è dirottato. Mi fermo chiedo ad una coppia (hanno la macchina fotografica, io l’ho ancora in borsa, loro al collo per cui sono partecipanti del corteo, o dei fotografi). Anche loro sono stupiti e dubbiosi. Ma il corteo? Anche da qui i decibel di una banda sul palco arriva e crea il vuoto nello stomaco. Proseguo, ma stavolta prendendo una traversa per arrivare sulla via dove dovrebbe arrivare l’altro corteo. E finalmente vedo le luci della polizia, i cartelloni, le bandiere , ma il silenzio è assordante.

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Giuseppe Verdi 1813/1901: Un Secolo di Storia d’Italia

29 novembre, 2010 di  
Archiviato in latest, Storia e Memoria

Non si può parlare della storia politica e culturale d’Italia senza evocare il volto altero del grande vecchio: con  la sua barba bianca. serio, ma con gli occhi brillanti ed ammiccanti, già vecchio, sembra osservare con attenzione i mutamenti  della  sua amata  Italia.  Quella  patria  che,  appena  nata,  1o  fece  senatore  a vita  e che non dovrebbe mai  scordare ciò che Verdi  ha fatto  per lei.

Già dal 1842, da quando le note del Nabucco erano risuonate alla Scala di Milano. l’Italia, quella dei carbonari. quella che aspettava di allontanare gli usurpatori, aveva capito di  avere  in  Verdi  un  grande  alleato e,  da  quel  giorno,  il   musicista  era  diventato  la bandiera della rivoluzione, entrando pian  piano nel cuore di tutti: cosi, nelle piazze si cantava  il  ”Va pensiero”  e  sui  muri  si  scriveva  “Viva  V.E.R.D.I.” per  significare  “Viva Vittorio Emanuele Re D’Italia”. D’altra parte, Verdi. uomo pragmatico e sanguigno. musicista e contadino, non poteva non appassionarsi alla vita politica del  suo tempo cosi animata e vitale. Eccolo quindi partire “con l’elmo in testa”, come diranno molti suoi detrattori, e dedicarsi anima e corpo a storie guerresche ove, tra i clamori della lotta, s’odono i lamenti degli oppressi: ecco,  dopo Nabucco, I Lombardi, Emani, Giovanna D’Arco, Attila

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Bunga Bunga: Finalmente la Verità

4 novembre, 2010 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest

Ho una notizia: esiste una Simona Ventura TV. Se non ne avete abbastanza di tutti gli escrementi che vi trasmette la televisione via etere, c’è questa eccezionale risorsa su internet acciocché nessuno rimanga senza la sua razione di merda anche nella fastidiosa eventualità che una esplosione nucleare dovesse sconvolgere la ionosfera impedendo la propagazione delle onde radio sulla frequenza UHF ed il corretto funzionamento del vostro forno a microonde.

Comunque, il Creatore dell’Universo, nella sua munifica distribuzione, ha dato un senso a tutte le cose, quindi anche la Simona Ventura Web TV ha una sua funzione, per quanto occorra una sofisticata strumentazione per rilevarla.

Tramite questo eccezionale sorgente informativa, infatti, si ha l’opportunità di ascoltare un’intervista al signor Lele Mora, noto intellettuale minimalista, che ci fornisce la sua versione sull’argomento politico del giorno: il Bunga Bunga. Chi vuole mettere alla prova la propria resistenza, può provare ad ascoltare:

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Per gli smidollati che non sono riusciti a sostenere la sfida, riassumo la descrizione del Bunga Bunga fatta dal Sig. Mora, noto sostenitore del pensiero debole (in senso letterale e non nichilista).

“Io vado ad Arcore dall’86, la sala relax, chiamiamola così, la sala cinema, c’è sempre stata, non è cambiata. È uguale a com’era nell’86, magari con dei televisori più nuovi, effetti più nuovi”. “Non succede niente” “Non è che c’erano tutte queste ragazze. La serata si svolgeva così: arrivi a tavola, aperitivo, si canta, si raccontano delle barzellette, si mangia e poi ci si rilassa sotto bevendo una cosa, e ascoltando un po’ di musica, dove c’è Apicella che canta, ma niente di più, dove si mangiano le ciliegie”.

Si mangia, si raccontano le barzellette, si beve. Poi si scende di sotto, dove nella penombra Apicella canta le sue canzoni al piano mentre la gente mangia le ciliege. A novembre. Le ciliege.

Partecipanti ad un Bunga Bunga a casa berlusconi

Che noia. Sembra quasi di vedere Berlusconi che giochicchia col cellulare, Mora che scrive SMS e Fede che dorme sul divano con la bocca aperta. Roba da far sembrare eccitanti le serate familiari a base di tombola e mercante in fiera. Che culo che abbiamo nel passare le feste con zia Alfonsina invece che con Ruby la cosciona o con la zizzona bionda del Grande Fratello.

E pensare che qualche maligno mi racconta che il Bunga Bunga è una specie di evento dove si riuniscono coppie scambiste. Il capo festa, detto Bunga Bunga appunto, si siede su una sedia. Intorno a lui le coppie si dispongono in cerchio e iniziano a trombare. Poi il Bunga Bunga si alza, sceglie una coppia, allontana il maschio e prende a trombare (anzi chiavare) lui la signora, and so on.

Invece, tristemente, Lele Mora, Emilio Fede, Silvio Berlusconi e quella caterva di pucchiacche passano le serate a mangiare ciliege e ad ascoltare Apicella. Che palle!
Per fortuna che, di tanto in tanto, si divertono uscendo con una decina di ragazze.

“Emilio è la persona più bella del mondo. E’ a pezzi perché anche lui viene usato per delle cose che non hanno senso, gli vengono attaccati dei nomi, nomini e nomignoli, cose che non ha mai fatto”. “Io ed Emilio ci sentiamo, minimo, lo posso dire tanto siamo intercettati, dieci volte al giorno”. “Se tu decidi una sera di uscire con cinque, sei, otto dieci ragazze è perché siamo ragazzi che amiamo divertirci”

10 ragazze. Passeranno la serata a cercare le farmacie di turno con la ricetta del dottore in mano. Che noia.

Magari, ora che arrivano le feste e organizzate una tombolata, provate a fare un colpo di telefono o un SMS a Silvio, Lele ed Emilio.Se non avete il numero fatevelo dare da Ruby o dalla zoccola che piantona il lampione di Viale Brennero (sì, anche qui sulla Luna ci sono le zoccole per strada). State certi che loro ce l’hanno.

Scommetto che verranno di corsa a casa vostra, (Lele, Silvio e Emilio, non la zoccola) giusto per passare una serata divertente, una volta tanto. Poveretti. Le ciliege. A novembre. Poveretti.

Bunga Bunga Essentials

30 ottobre, 2010 di  
Archiviato in Cronache Italiane, latest

  • Berlusconi quando dice di essere uno di cuore ci crede veramente.
  • A quanto pare basta alzare il telefono e dire a un Capo Gabinetto della questura di Roma una palla qualsiasi per fargli liberare una persona in arresto. Nessuna comunicazione scritta, niente fax, nessun portaordini in motocicletta con ordini firmati. In Italia un buon imitatore può fare un golpe senza muoversi dal suo salotto.
  • In tutte le foto che ho visto, tranne quella su MenteCritica, Ruby ha la faccia zigrinata perché è minorenne. Ora mi chiedo, ma se è minorenne come faceva a lavorare nei locali notturni? Perché ci sono foto di gente che le palpa il culo? E soprattutto, quando le palpavano il culo, aveva la faccia zigrinata?
  • Certo che ridursi a passare le serate con due tipi come Lele Mora e Emilio fede è proprio uno squallore.
  • La Minetti è consigliere regionale, igienista dentale, ex letteronza ed affidataria per minori in difficoltà. Però, quando si dice multiforme ingegno.
  • Secondo Ruby, Silvio è come la Caritas. Se io fossi la Caritas mi offenderei.

Bunga Bunga

28 ottobre, 2010 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest, Storie Italiane

Se non ci fosse l’ennesima minorenne in mezzo, questa storia del bunga bunga sarebbe quasi divertente.
Che una ragazzina possa raccontare certe cose non mi scandalizza. Quello che ci dovrebbe colpire veramente è che, in questo paese, questo tipo di racconto suoni verosimile.
Fra storie di transessuali, puttane, intercettazioni telefoniche, test antidroga e case a Montecarlo, la semiotica del potere italiano trasmette sensazioni di godimento fisico più che di soddisfazione intellettuale. Dal comandare è meglio che fottere si è passati agevolmente al comandare e fottere perché, quando si può, è meglio non negarsi nulla.

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Guccini – Il Maestro della Porta Accanto

14 giugno, 2010 di  
Archiviato in latest, Suoni & Musica

Guccini compie 70 anni

Non era né La locomotiva, né L’avvelenata. Il “mio” Francesco Guccini si ritrovava nella Canzone delle osterie di fuori porta e, ancor più, ne Il vecchio e il bambino e Il pensionato, sua ideale prosecuzione.

Le osterie, al tempo in cui ascoltai il brano per la prima volta, non le avevo mai viste in vita mia, salvo qualche sparuta stamberga sul Ghisallo, e ne conservavo un’immagine alquanto fantasiosa, remota, libresca: da Promessi Sposi, insomma. Eppure le percepivo in qualche modo anche vicine, reali; forse perché le associavo ai colori autunnali, e per me autunno significava ottobre, quindi scuola.

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Al Festival di San Silvio Nuovo Trionfo di Maria De Filippi

Malika Ayane vince il premio “Mia Martini”, la consolazione (si fa per dire) di tutti i trombati. Perché a lei, a Cristicchi e a Irene Grandi è stato preferito il trio Pupo-Filiberto-Canonici, e a nulla sono serviti gli spartiti volati sul palco, i fischi, le plateali contestazioni. Anzi, i destinatari se ne sono probabilmente gloriati. Il loro secondo posto è stato ben più significativo d’una vittoria. Troppo spudorata quest’ultima, momento topico, ma anche logico, essersi invece piazzati dietro un vecchio camuffato da giovane. Nel frattempo, per quattro giorni consecutivi ci hanno martellati con gli annunci delle loro prossime apparizioni tv, grazie anche al decisivo appoggio di Marcello Lippi, perfetta incarnazione (plasticata) di un’Italia pizza-mandolino-patria-famiglia cara all’iconografia fascista riverniciata per l’occasione, e oggi ammannita dai calciatori-intellettuali da Grande Fratello, da Lele Mora (che si aggirava per il festival dichiarandosi “fascista, anzi, mussoliniano”) e Fabrizio Corona. Tutti “anime nere” (in ogni senso) del Festival, tutti ad aggirarsi vistosi e squillanti dietro le quinte.

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Zero al Massimo

4 ottobre, 2009 di  
Archiviato in latest, Suoni & Musica

Intervista a Del Papa, autore di Ti vivrò accanto. La favola infinita di Renato Zero

Massimo Del Papa (Milano, 1964), giornalista (“no, sono uno che scrive”, corregge lui), è seduto di fronte a me, spettinatissimo, con un orecchino nuovo fiammante al lobo sinistro. “Di’ che gesticolo molto, rido spesso, mi agito e bevo a piccoli sorsi un misterioso liquido ambrato”, mi suggerisce, sornione. In realtà basta il suo sguardo attento, la sua sagoma dinoccolata e scomposta a catturare l’interesse dell’interlocutore.

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Quale Puccini?

8 marzo, 2009 di  
Archiviato in latest, Suoni & Musica

Sull’onda dell’auditel e stuzzicata dalla domanda di Ysor, festeggio la festa della donna (scelta non casuale!) parlandovi di Giacomo Puccini e, in particolare del recente sceneggiato televisivo.
Chi ha visto lo sceneggiato senza conoscere la vita e le opere del musicista lucchese, si chiederà cosa c’entri Puccini con le donne. In realtà, l’universo femminile e il rapporto con esso sono stati il fulcro e il motore dell’ispirazione di questo musicista: non a caso, tutte le sue composizioni hanno come protagoniste le donne e l’amore.

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The Lazy Sunbathers

Talvolta mi fermo a riflettere e ricerco nella mia memoria il preciso istante in cui gettai le basi di quello che sono ora. Il momento di radicale mutamento in cui inconsapevolmente scelsi di martoriare il mio spirito fuori di casa e di nutrirlo di ambrosia entro i confini della mia collezione di libri e dischi.
Quando mi imbatto in una qualche giovine berica dallo sguardo brioso e osservo frasi di disprezzo per i libri e per la musica articolarsi sulle sue labbra provo smarrimento, terrore. In terra vicentina, come ben saprete, c’è ben poco da fare. Si può guardare la tv, andare a Sant’Andrea a non fare nulla, ascoltare cinquecento volte di seguito la stessa canzone di Rihanna e poco altro. D’estate poi, se non si è muniti di patente, è la morte.
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Momenti Distaccati

16 settembre, 2008 di  
Archiviato in Caffè Amaro, Oltre il Confine, Storia e Memoria

Qui su Mentecritica si parla un po’ di tutto ciò che nel bene o nel male condiziona la nostra vita, ma per quanto schifo ci faccia questo momento storico sono certo che ognuno di noi ogni tanto si ferma, stacca la spina e va a spasso nella sua testa.

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Quello del Caffè – Lucio Battisti, 1998-2008

9 settembre, 2008 di  
Archiviato in Storia e Memoria, Suoni & Musica

Caro Lucio, ti scoprii agli inizi degli anni Settanta: io ne avevo sei, o sette. Ma ricordo perfettamente che la tua fu una delle prime, forse la prima (l’altra era Come together dei Beatles) canzone che imparai. Mi aveva colpito soprattutto un verso, per me insolito e buffo: “La mattina c’è chi/mi prepara il caffè…”. Lo ripetevo tante di quelle volte che tu saresti rimasto, nei miei ricordi, “quello del caffè”.

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Mozart e Il Lodo Leporello

6 luglio, 2008 di  
Archiviato in Cronache Italiane

Don Giovanni sfida apertamente il fantasma della sua vittima di duello, il Commendatore, invitandolo a cena. Il Commendatore si presenta effettivamente nel bel mezzo di un banchetto e invita Giovanni a pentirsi dei suoi peccati ma egli persevera nel prendersi gioco del vecchio rifiutando qualunque atto di contrizione.
Don Giovanni è l’emblema dell’uomo che vive in perenne stato di menzogna (inganna sistematicamente le donne che seduce), di sfida all’ordine costituito (disgrega legami matrimoniali e si avvale dello jus primae noctis) e di dispregio della legge e dell’autorità.
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