Kirby, l’Aspirapolvere Venduto col Frustino
13 maggio, 2010 di MikClaudia
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Stamattina si legge dell’inchiesta relativa all’azienda Italcarone di Incisa Valdarno che, secondo alcune testimonianze in corso di verifica, utilizzava metodi poco ortodossi per propagandare un aspirapolvere importato dagli Stati Uniti.
NoteFine delle NoteFirenze (12 maggio) – Venivano addestrati per vendere un aspiratore statunitense ma se non ci riuscivano erano presi a frustate sulle gambe e umiliati pubblicamente in ufficio. Era questo il trattamento che veniva dato ai lavoratori della Italcarone di Incisa Valdarno, società che importava dagli Stati Uniti un aspirapolvere per poi rivenderlo a un prezzo dieci volte più alto, cambiandogli apparentemente le caratteristiche tecniche. I vertici della società sono stati arrestati stamattina per associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio e alla frode fiscale. Si tratta di cinque persone: quattro finite agli arresti domiciliari e una in carcere. Indagate anche undici persone e sequestrati tre immobili, per un valore di 1,5 milioni, a Incisa Valdarno, Reggello (Firenze) e Cavriglia (Arezzo), riconducibili alla presunta organizzazione.(1)
Un Proiettile nell’Uovo di Pasqua
27 marzo, 2010 di redazione
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Loro usano sempre gli stessi sistemi e noi riproponiamo sempre gli stessi articoli.

Care lettrici e cari lettori. La Pasqua si appropinqua e tutto diventa più bello, anche usare verbi come appropinquare. Verbo che, quando saremo al potere, sarà proibito con lo stesso editto con il quale si aumenterà, per legge, la durata del giorno di 30 minuti. Saranno cazzi per chi accende le lampadine troppo presto appropinquandosi all’interruttore.
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Futuro ? Forse in un’Altra Vita
26 marzo, 2010 di Michele
Archiviato in Cronache Italiane, Il Lavoro degli Italiani, Storie Italiane, latest
Non è molto, è una telefonata.
Una telefonata che ricevo, un mio collega di lavoro che mi vuole chiedere come sto.
Infondo non è niente di particolare, è un po che non mi vede e non mi sente, questo per via della mia cassa integrazione che prelude il mio licenziamento dalla mia praticamente ex azienda.
Quello che mi lascia perplesso, per dirla con un francesismo, è che questa azienda anche se come tutte ha risentito della crisi, non va male anzi sono quasi certo che le restrizioni che ha fatto sono puramente arbitrarie e di comodo (suo).

La faccio breve, con un po’ di buonismo ed un po’ di minacce velate ha convinto tre dei suoi dipendenti ad accettare, tramite un accordo interno, e ridurre il proprio orario di lavoro da 40 ore settimanali a 24 dimezzando in questo modo il loro stipendio di quasi la meta. Ha successivamente provato a farlo anche con me, con la differenza che il mio sarebbe passato da 40 a 20.
Quattro persone sono poche, ma sono le uniche quattro persone che lavoravano full time, l’impiegata è stata assunta part time dall’inizio quindi il problema non si poneva per lei.
Cinque dipendenti, sono il 100% dell’organico di questa azienda.
Cinque dipendenti e relative famiglie messe in ginocchio senza tanti scrupoli.
L’ unico che non ha accettato sono stato io, il risultato è che mi ritrovo in cassa integrazione con il 60 % dello stipendio, se avessi accettato prenderei forse il 50%.
La mia scelta di non accettare equivale al mio suicidio lavorativo in quella azienda, ma sono fatto cosi che ci posso fare, se mi minacci io mi difendo come posso e, se devo sopperire cercherò di farlo in piedi e non in ginocchio.
Sono scelte.
Amaramente forzate.
L’amaro di questa scelta mi ha portato restrizioni, ma quello che mi fa scrivere qui è stata la telefonata del mio (ex) collega che, dopo qualche scambio di parole sul come stai tu e come sto io, con tono molto sommesso, mi ha informato che sta per diventare padre per la seconda volta.
Sono proprio le sue parole che mi fanno riflettere, in risposta alla mia espressione di gioia ed augurio, ha troncato ogni possibile mia altra effusione con queste testuali parole:
“Non lo abbiamo mica fatto apposta”.
Serissimo, come una persona che ha commesso un crimine.
Ho potuto solo provare ad immaginare come si possa sentire, e questo non mi piace, forse che in Italia diventare padre è una tragedia ?
No!
La tragedia la percepisco nel sistema che fa acqua da tutte la parti e, ti lascia solo ed in balia degli eventi nel pensare al proprio futuro e in quello dei propri figli.
Soliti discorsi, va bene, ma mettono paura e rabbia.
Italiani Dormite Preoccupati: Teste di Cavallo nel Letto
15 luglio, 2008 di Il Gobb
Archiviato in Democrazia e Diritti
Seguendo bene le vicende mi sono visto l’intervento di Fini, Presidente della Camera, che fa il minaccioso con il popolo italiano.
C’è tutto il repertorio che abbiamo visto in questi anni nei casi di censura sulla satira.
C’è tutta la violenza di un governo che non può permettere il dissenso e chiama sedizioso chi li critica o li sfotte.
Se permettete analizzo alcuni passaggi significativi, visto che in questo come in altri casi una frase può trasmettere molti più significati di quanti ne capiate consciamente.
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Cronache dell’Ultra Terronia
14 maggio, 2008 di giusi
Archiviato in Caffè Amaro, Cronache Italiane
Vivendo nella profondissima terronia, praticamente in Africa, permettetemi di spiegarvi che significano le elezioni quaggiù, dove la destra oramai imperante ha guadagnato il 70% dei voti.
Lo faccio con un esempio e per esempio immaginate che domani mattina qualcuno suoni alla vostra porta e che voi siate un amministratore che si ritiene onesto e competente, immaginate di aprire la porta ancora con la tazzina di caffè in mano e però non vi troviate nessuno davanti, troverete invece, adagiata sul vostro zerbino nuovo di zecca, una borsa di plastica sporca e puzzolente, con la punta della vostra pantofolina, a forma di panda, cercherete di capire di che si tratta, poi con aria stupefatta e un po’ spaventata, perché di certo avete capito di che si tratta, vi precipiterete nella vostra cucina dove un marito ancora addormentato starà inutilmente cercando di far bere a due figli recalcitranti il latte mattutino.

J’accuse! (Troppi Clementi)
30 gennaio, 2008 di serpiko
Archiviato in Democrazia e Diritti
Si presenta al pubblico con sorriso materno, modi rassicuranti, calma serafica, fortezza quasi religiosa e grande sicurezza interiore. Almeno in apparenza. Il tutto è disegnato sul suo volto con tratti alla Velasquez mentre lei sorregge il microfono con mani giunte in gesto di preghiera, come se fosse un rosario. Accanto a sè ha il sostegno della famiglia intera, alla sua sinistra il marito sfoggia un’espressione nervosa e indignata al contempo ma i suoi occhi spiritati tradiscono il vero stato d’animo e sembrano cercare un particolare cui attaccarsi per dare sfogo alla sua ira.
Eppure in questo presepe tutto italiano non sono quegli occhiacci a darmi da pensare, avverto una sensazione di lucida freddezza che m’infonde totale disagio.

Lettera ad uno (S)conosciuto
26 gennaio, 2008 di Luna
Archiviato in Democrazia e Diritti, Vere Donne
Caro (S)conosciuto,
(come ben sai “S” è l’iniziale del tuo nome…)
Anzitutto ti ringrazio! E come vedi lo faccio pubblicamente. Per le belle frasi che mi scrivi, per i complimenti che mi fai, per il “desiderio tuo” di conoscermi. Ti ringrazio per i mille messaggi pvt che ogni giorno mi invii, (per non farmi sentire sola… da cosa tu abbia dedotto che io mi senta sola non lo so!).
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