Storie di Mercenari: Una Missione Fallimentare
Il motore dell’MI8 ha dei sussulti irregolari. La cabina è piena di spifferi e dei fili penzolano nei punti dove alcuni strumenti sono stati brutalmente strappati. Il circuito interfonico non funziona e io e il pilota portiamo le cuffie esclusivamente per proteggerci dal rombo prepotente della turbina dell’elicottero. All’ennesimo sussulto con conseguente rapida perdita di quota mi giro a guardare Roman o come cazzo si chiama. Lui si volta, ha gli occhi acquosi e l’alito di chi si è fatto almeno tre bicchieri di roba forte prima di mettersi ai comandi. Si apre in un bel sorriso intervallato d’oro e d’acciaio e mi fa segno di non preoccuparmi. Alla fine decido di affidarmi al destino anche perché della meccanica sovietica ho una pessima opinione.
Mi tengo forte al sedile nella mia bella divisa da ufficiale sudafricano. Ovviamente non ho nessun documento e in afrikaans so dire solo “chiamate la mia ambasciata a Pretoria”, ma sono sicuro che non me ne darebbero il tempo. Da queste parti con un colpo alla nuca si regola processo e pena.
Voliamo bassissimi. A questa quota non serve nemmeno un RPG per tiraci giù. Una sassata bene indirizzata avrebbe esattamente lo stesso effetto. Non sono sicuro che questa specie di cassone possa fare più quota, ma cento piedi più su saremmo preda di qualche SAM. Gerusalemme è sicura che ci siano Dvina nei paraggi. Meglio stare con la testa tra le ginocchia.
11/9 Chi ha Vinto?
11 settembre, 2011 di kurt
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Sono un militare e i miei rapporti con la politica sono sempre stati i seguenti: la politica ti chiama quando lo ritiene opportuno e ti mette da parte quando lo ritiene opportuno. Niente di più di uno strumento. Come un pettine, una scopa, un kleenex.
Niente di male. La vita va così e saper stare al proprio posto è una grande virtù professionale oltre che un sistema per vivere più tranquilli.
Ciò detto, mi piacerebbe darvi un punto di vista alternativo dell’11 settembre 2001, tanto a fornirvi l’aspetto politico, sociale e umano ci sono già tanti giornalisti, gente che sa fare il suo mestiere meglio di me.
Bin Laden è Morto per Davvero?
2 maggio, 2011 di kurt
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Gli Stati Uniti, per bocca del loro presidente, hanno annunciato l’avvenuta uccisione di Osama Bin Laden per tramite di una loro unità militare in territorio pakistano.
Senza pregiudizi, cerco di fare qualcheriflessione a caldo basandomi esclusivamente sulla mia esperienza professionale. Le mie informazioni derivano solo da fonti ufficiali (giornali, televisioni, agenzie di stampa, comunicati governativi). Le mie considerazioni:
Berlusconi-Libia: Non Chiamo per non Disturbare, Passo più Tardi per Bombardare
18 marzo, 2011 di Giovanni Grobo
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Messe da parte le coccardine tricolori, si torna alla realtà. L’ONU , pur escludendo esplicitamente ogni forma di occupazione. L’Italia, che in politica estera è famosa per l’evanescenza delle sue prese di posizione, si dichiara disposta a con la benedizione del segretario di stato americano che, causa Wikileaks, ha tanto da farsi perdonare. Gheddafi, tanto per cambiare, minaccia:
Ogni intervento militare contro di noi metterà a rischio il traffico aereo e marittimo nel Mediterraneo [...] tutte le strutture civili e militari diventeranno legittimo obiettivo del nostro contrattacco
In arrivo nuovi guai per Lampedusa, probabilmente. Tutto bene per i giornali on line che, dopo aver appena annusato il decotto argomento dei 150 anni dell’Unità d’Italia e abbondantemente spolpato la grassa ciccia del terremoto giapponese con tanto di fuga radioattiva, si ritrovano servito su un piatto d’argento un altro succoso argomento anche se, con ogni probabilità, non durerà molto a lungo.
Voglio Fare il Mercenario!
2 marzo, 2011 di Comandante Nebbia
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La rivolta popolare in Libia, argomento ampiamente trattato dagli organi d’informazione nelle ultime settimane, oltre ad offrire l’occasione per l’ennesima operazione di disinformazione (si veda a tal proposito la nostra indagine “Fosse Comuni in Libia: Un Falso Costruito ad Arte, Google Maps lo Dimostra!“), ha risvegliato l’interesse dell’opinione pubblica per una figura fra il misterioso ed il romantico: il mercenario o, come si definisce ora in gergo tecnico, il “private contractor”.
Giornali e TV hanno sottolineato più volte che Gheddafi utilizza mercenari (o private contractor) per difendere il suo regime. Probabilmente, il messaggio che si vuol far passare è che non esiste una fazione autoctona che difende Gheddafi per motivi ideali, ma solo stranieri disposti a farlo esclusivamente per danaro. La cosa, sul campo, sta avendo effetti drammatici che vanno aldilà della semplice manipolazione dell’opinione pubblica in funzione di possibili azioni militari occidentali. Decine di persone di colore stanno rischiando la vita in Libia perché vengono considerati dei mercenari, . Evidentemente anche in Libia si naviga su Internet e si guarda la CNN.
Fosse Comuni in Libia: Un Falso Costruito ad Arte, Google Maps lo Dimostra!
24 febbraio, 2011 di kurt
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Il 22 scorso si diffonde in rete un video nel quale si vedono degli uomini in abiti che ne caratterizzano l’appartenenza ad un etnia araba che scavano delle fosse su una spiaggia. Le fosse aperte sono diverse decine, quelle già coperte diverse centinaia, forse migliaia. Una delle fosse ancora aperte è evidentemente destinata ad un bambino, viste le ridotte dimensioni. Gli uomini al lavoro sono decine. Non si vedono cadaveri. Le fosse sono rudimentali e danno l’impressione di sepolture di emergenza, ma sono visibili mattoni e sacchi di cemento. In un’inquadratura si capisce che i mattoni servono per arginare la sabbia della fossa e il cemento è usato per ricoprire la sepoltura. Sul cemento fresco viene scritto, con un oggetto appuntito, plausibilmente il nome del defunto.
Il sito che per primo diffonde il filmato “” lo data al 22 febbraio e lo presenta come la documentazione di sepolture di massa a Tripoli in Libia a seguito dei massacri operati dalle milizie fedeli a Gheddafi. In italiano, le sepolture di massa , anche se nel filmato è evidente che ad ogni defunto è destinata una sepoltura singola.
Guardando il filmato sotto la suggestione delle notizie terribili che arrivano dalla Libia, si ha la sensazione che gli assassinati dai fedeli a Gheddafi sono talmente tanti che si è costretti a seppellirli sommariamente in cimiteri improvvisati sulle spiagge in tombe allestite con mezzi di fortuna.
Fare la Rivoluzione con il Culo degli Altri
22 febbraio, 2011 di dellefragilicose
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Non c’è dubbio, questa ondata di sommosse che sta facendo saltare il tappo nordafricano sta esaltando molti eroi della rete. Mentre la gente crepa fra nelle strade di Tripoli sotto il fuoco dei caccia mercenari, gli italiani si eccitano e partecipano al movimento come possono: chi si cambia la fotina sul profilo facebook mettendo la bandierina dei rivoluzionari, chi scrive post di fuoco dove paragona la situazione italiana a quella egiziana, chi si scatena indignandosi per il lurido baciamano di Berlusconi a Gheddafi (, mò si svegliano), chi vuole impiccare Berlusconi (a chiacchiere), chi linka i video della rivolta e poi tutti la domenica a magnare il ragù di mammà e a sentire le canzoni del festival di Sanremo.
Sanremo e Isola dei famosi: Finalmente! E’ Questa la tv Pubblica che Vogliamo!
17 febbraio, 2011 di Zag c
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Ieri dalla Venturi ha telefonato il dg della Rai pubblica. Ma ha subito messo le mani avanti! Io non mi dissocio ne’ dal modo con cui stai conducendo il programma, ne’ dai contenuti . Questa è la tv che voglio!. Non virgoletto perché questo più o meno il succo del discorso. La tv pubblica che vogliamo è L’Isola dei Famosi. La tv che vogliamo è quella in cui ogni argomento politico o di cronaca lo si può commentare o approfondire solo ogni otto giorni, come il pagamento delle pizza fritte a Napoli: “mangi oggi e paghi fra otto giorni”. E non basta! La tv che vogliamo è quella in cui per ogni argomento devono esserci le due tesi contrapposte (e poi perché solo due? e se ve ne sono più di due di tesi quale fra le tante scegliere? Non si capisce!) e addirittura per alcune trasmissioni vi devono essere due conduttori che per cultura (uno studi classici ed uno tecnici…) devono essere diversi e contrapposti.
Anche qui vale l’obiezione della dualità come unicità del contraddittorio. E qualcuno ha obiettato “ma perché tanto casino! Non è meglio dire, e facciamo prima, che trasmissioni di approfondimento e di cronaca politica in una televisione pubblica non ci devono essere?” Gad Lerner si frega le mani. Più va avanti in Rai questa cultura più il mio programma raccoglie ascoltatori! Fanno miglior figura coloro che si arzigogolano in argomentazioni e intrecci dialettici ed ingarbugliati e facciamo prima.
Presto e subito.
Togliamo ogni velo e diciamola la verità Ma dov’è il problema? Perché non dire apertamente, francamente che il modello di tv pubblica è quella rappresentata dal Grande Fratello, da L’isola dei Famosi e sopratutto dall’ evento degli eventi il “Festival di Sanremo!” In fondo la tesi non è “è questo che vuole il pubblico”?
E allora dov’è il problema! Quest’anno poi è al passo con i tempi! Conduce Gianni Morandi che voleva come sigla Faccetta Nera, ma accanto a Bella Ciao! Vi sono poi le veline Belen che alla conferenza stampa non sapeva che milioni di donne e uomini in Italia e in vari paesi del mondo avevano manifestato per la dignità della donna (mentre Luca e Paolo suggerivano sottovoce) accompagnata dalla Canalis (non eccezionale come attrice, conduttrice, come testimonial di spot, ecc ecc ) la quale ha candidamente detto che lei non aveva partecipato e non condivideva la manifestazione. Per lei è giusto che le donne siano trattate e considerate solo come corpo e sopratutto se lo mettono in vendita. Il talento, le capacità intellettive è meglio non averle.
Lei è un esempio su misura! D’altro canto si sa. le donne belle non hanno e non devono avere cervello! Di Paolo e Luca sorvolo. Mercenari nel mondo dello spettacolo, ma bravi perché appunto sanno interpretare con piena convinzione tutti i ruoli da quelli più impegnati dal punto di vista culturale a quelli più impegnativi del culturame nazional-popolare. Alcuni si sono ribellati a questo ciarpame (). ma è poca cosa! La tv che noi vogliamo è questa. E poi ci stupiamo del degrado civile, morale, politico in cui ci troviamo! Diciamo che i politici sono altro rispetto alla maggioranza degli italiani?
O ne sono lo specchio, il riflesso del paese?
, il botta e risposta di Masi e Aldo Grasso sulla telefonata all’Isola dei Famosi
Masi
Ho già espresso in più occasioni la stima e il rispetto che nutro nei confronti di Aldo Grasso, ma questa volta sono in totale disaccordo con il suo commento sull’Isola dei famosi. Non perché mi riguarda personalmente, ma perché – a mio avviso – è ingiustificatamente miope. La telefonata che ho fatto in diretta a Simona Ventura, peraltro durata meno di un minuto, è stata dettata da due motivi:
1) da una ovvia cortesia aziendale sollecitata in questo caso, nella mia visione, da una serie di attacchi ingiusti e faziosi ricevuti a priori dalla conduttrice del programma per le scelte fatte,
2) per evidenziare le procedure della Rai in tema di trasparenza del televoto; tema particolarmente delicato, in quanto al centro di polemiche anche per quanto riguarda il Festival di Sanremo; il mio intervento si era reso infatti obbligatorio – e sottolineo obbligatorio – da un provvedimento dell’Autorità Antitrust comunicatoci formalmente pochi minuti prima dell’inizio della trasmissione e chiaramente evidenziato dalle agenzie di stampa nella stessa serata e il giorno successivo.Mi consenta poi due considerazioni finali. La prima è che non credo che l’episodio in sé meriti particolare attenzione, ma se lo si fa forse sarebbe stato meglio vedere la questione nella sua interezza. La seconda è che le mie letture giovanili (cito solo per esempio e per pura passione personale il Conrad di «Lord Jim», il Mishima di «Confessioni di una maschera» e un pò tutto Dostoevskij) mi hanno insegnato, quando si è convinti e in buona fede, a metterci la faccia anche per sostenere qualcosa molto lontano dalle proprie radici culturali e professionali. Anzi forse proprio per questo. So che non è molto politically correct ma tant’è…
Mauro Masi (direttore generale Rai)
La risposta di Aldo Grasso
Gentile dottor Masi, spero che lei si renda conto che, grazie alla sua telefonata, L’isola dei famosi è la prima trasmissione a ricevere in diretta la benedizione della direzione generale. Il servizio pubblico non aveva altri programmi da indicare come modello virtuoso? (a.g.)
MenteBlob 3: La Decadenza di MenteCritica (homemade sweet roasted marshmallows)
10 dicembre, 2010 di redazione
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest
Raccolta di commenti non pubblicati su MC per mancanza di conferma e di mail interessanti pervenute come comunicazioni allo staff di MenteCritica.
Nessuna censura, testo riportato dall’originale senza variazioni.
per menteblob 1 vedi a questo link, per menteblob 2 a questo.

“ok allora diamoci tutti al gioco! …tanto mi pare che tutto il mondo di questi tempi sia un gran casino Italia compresa
Chantal Leroy
veramente triste questa cosa…Via il doping e le medicine dal calcio!
calciostatistiche
Mestieri a Prova di Crisi. La Storia di Kurt
20 ottobre, 2009 di kurt
Archiviato in Accademia DFC, latest, Leggere, Meccanica delle Cose, Oltre le Righe
Salve. Chiamatemi Kurt, il mio vero nome è molto più banale. Conosco molto bene l’amministratore di questo sito e aderisco volentieri alla sua richiesta di parlarvi del mio lavoro. Credo lui pensi possa interessarvi.
Più precisamente dovrei dire ex lavoro. Infatti, mi sono ritirato dopo l’ultimo incarico e ora svolgo un’attività del tutto convenzionale abbastanza anonima.
Io sono, anzi sono stato, un operatore privato di sicurezza, altrimenti definito private contractor o, senza troppi fronzoli come si diceva quando ho iniziato, un mercenario.
Nuove Offerte di Lavoro: Blackwater
24 luglio, 2007 di doxaliber
Archiviato in Chiamiamola Economia, Il Pianeta che Ride, Oltre il Confine
per informazioni sull’attività di contractor LEGGI QUI
Ammettiamolo, i giovani italiani non hanno voglia di lavorare, cercano un lavoro comodo, non amano rischiare e non vogliono viaggiare, perché altrimenti le possibilità di impiego sarebbero infinite.

