Le Parole Stuprate
15 dicembre, 2011 di Daniela Tuscano
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La figlia sedicenne d’una disagiata famiglia abitante a Torino rivela d’esser stata vittima d’una violenza: “Colpa degli zingari”, vale a dire i rom ammassati nel campo della Continassa, periferia profonda, agglomerato di baracche e casermoni in cui annegano uomini e cose. La fiaccolata di solidarietà (?) organizzata dal fratello della ragazzina e dagli abitanti del quartiere si trasforma ben presto nell’edizione 2011 della Notte dei Cristalli: assalto al campo rom, bombe carta, rogo. E i bambini?, osa obiettare qualcuno. Brucino anche quelli, è la ringhiosa replica dei giustizieri di stirpe e verginità.
Di fronte all’irreparabile, la ragazzina crolla: non c’è stato nessuno stupro. Ma non è più intatta. Ha avuto un rapporto sessuale consenziente col giovane fidanzato, ma temeva la punizione dei genitori e della nonna, alla quale aveva giurato di arrivare pura al matrimonio. Per accertarsene, la famiglia la sottoponeva ogni mese a controllo ginecologico. “Siamo di Chiesa”, spiega il padre disoccupato.
Disintossicarsi con l’LSD (Link Siti Disperati)
21 giugno, 2011 di Marechiaro
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Le religioni sono l’oppio dei poveri
Sperando in una giustizia divina, terrorizzati dalle pene dell’inferno, credenti hanno vissuto la loro vita giorno dopo giorno permettendo le ingiustizie dei potenti e sopportando le noie quotidiane, con l’unico vantaggio di salvare la famiglia e la credibilità dei paesani spesso solo di facciata, ma qualche volta realmente come se la fortuna avesse voluto favorirli in modo ben più benevolo che con una stupida vincita.
La Presa per il Sedere dell’Unità d’Italia
7 gennaio, 2011 di dellefragilicose
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Napolitano che parla dell’unità d’Italia fa lo stesso effetto di Ratzinger che parla del sesso prima del matrimonio. Magari sarà pure vero che se una persona è cattolica deve aspettare il fatidico “sì” per inzuppare il biscotto, ma mi piacerebbe contare, percentualmente, quanti rispettano la consegna.
Il valore dell’unità d’Italia, come il divieto di pugnetta, suona anacronistico in un paese dove ad essersi sfasciato non è solo lo spirito nazionale, ma il sistema politico, la certezza del diritto, la libertà di voto, il rapporto paritetico tra imprenditoria e forza lavoro e la fiducia in una vecchiaia serena per quello che una pensione e l’assistenza sanitaria pubblica possono donare.
MenteCritica.net in Vendita
15 dicembre, 2010 di Comandante Nebbia
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Massimo Calearo, Bruno Cesario, Silvano Moffa, Domenico Scilipoti, Maurizio Grassano, Antonio Razzi, Catia Polidori, Giampiero Catone e Maria Grazia Siliquini ci hanno dato l’ennesima lezione di vita. Il mutuo, la ristrutturazione dell’appartamento, l’aziendina, teniamo tutti famiglia, dobbiamo campare. Con l’opposizione al sistema non si vive a meno che non sei un santo laico come Grillo, Santoro, Travaglio e compagnia bella. Per gli sfigati incapaci come me non resta che l’acquiescenza servile verso il padrone pagatore.
Questo sito fa un centinaio di migliaia di contatti al mese, io me la cavo a scrivere tutto e il contrario di tutto. Esempio:
Versione A
“Ieri la democrazia italiana ha raggiunto il livello più basso della sua storia. Nelle aule sorde e grigie di un parlamento ostaggio degli interessi di un satrapo arroccato a difesa dei suoi privilegi si è avuta l’ennesima dimostrazione che non esiste rappresentanza politica popolare, ma solo una battaglia tra oligarchi che, indifferenti ai bisogni della nazione, si battono in nome delle loro fortune personali come soldati di ventura che saccheggiano una città”
Versione B
“Ieri, a dispetto di un’opposizione che continua ad invocare il fantasma di un’inesistente dittatura, il parlamento italiano ha fornito l’ennesima prova della sua indipendenza di fronte ai giochi di potere di uomini interessati esclusivamente alle loro fortune personali ed indifferenti ai bisogni della nazione. In un’aula di Montecitorio insolitamente luminosa e frizzante di allegria, il disegno di un ambiguo figuro che si era proposto di rovesciare la volontà popolare per servire oscuri interessi è stato stroncato dalla coraggiosa azione di pochi singoli che, sfilandogli di fronte, hanno avuto il coraggio di dire “No” senza piegare la schiena e guardandolo dritto negli occhi”.
In qualità di amministratore e principale redattore di Mentecritica.net mi pongo ufficialmente in vendita. Recentemente ho subito pesanti tracolli finanziari, sono reduce da un licenziamento e da un trasloco sulla Luna che mi è costato tre litri e mezzo di sangue. Tengo famiglia.
Chiunque abbia una causa da propagandare, un partito da sostenere, un prodotto da vendere, mi contatti. Posso agevolmente deprecare il gioco d’azzardo o consigliarlo, parlar bene della famiglia cristiana o sostenere il matrimonio omosessuale, fare preconi sulla sobrietà o incoraggiare l’uso di alcol e fumo.
Vista la situazione garantisco lavori rapidi a prezzi bassi. Preventivi gratis. Scrivere qui.
Fini, Berlusconi, Carità e Bromazepam
22 aprile, 2010 di Comandante Nebbia
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Il Partito dell’Amore … Tradito
A leggere della storia delle divergenze tra Fini e Berlusconi più che alla politica viene da pensare al travaglio di un rapporto sentimentale giunto, infine, al capolinea.
Da una parte lei, quella che nel matrimonio ha investito tutto, ha sacrificato la carriera e portato una bella dote. La distinta ragazza di belle speranze che si è occupata del decoro della casa e ha cercato, inutilmente, di avere un figlio, fare famiglia e creare una speranza per il futuro.

Dall’altra parte lui, che si vede che si è sposato per soldi, che ha continuato a scopare con la vecchia fidanzata di Cassano(1) con la quale litiga sempre, ma il sesso è fantastico. Il vecchio sporcaccione che le ha messo le corna con tutte e che ora che la moglie è un po’ invecchiata e diventata petulante, fa il duro e cerca di cacciarla via, conscio che una donna di mezza età si ritrova sempre sola, senza amici e ha terrore di invecchiare dimenticata come un Follini qualsiasi.
E pensare che addirittura quella bonazza di Casini l’aveva capita e non c’era cascata. Il problema è che la signora Fini aveva creduto di avercela solo lei ed è stata clamorosamente smentita.
Quella cosa tra le gambe, in politica, ce l’hanno tutti. Maschi e femmine, senza esclusione, alcuni anche due o tre.
E tutti le danno via senza pensarci, con leggerezza, senza rimorso.
Edit delle 19:19 del 22 aprile 2010: Aldo Cazzullo legge MenteCritica. Avevo già avuto questa impressione, . Mi fa piacere.
Mah
John Elkann riceve il doveroso tributo dalla platea degli analisti che stanno partecipando al Fiat Investor Day a Torino. L’annuncio della sua Presidenza ed il suo arrivo sono stati infatti accolti dalla platea degli ascoltatori con un grande scroscio di applausi. Poi, l’AD della Fiat, Sergio Marchionne ha dichiarato: “Con John siamo cresciuti molto in questi anni ed oggi c’è la giusta maturità per assumere la carica di Presidente di Fiat”(2)
Chissà cosa ha fatto John Elkann perché il tributo dalla platea degli analisti risulti “doveroso”. Forse, oltre a nascere dai genitori giusti, è stato bravo a non farsi beccare mentre trombava con due prostitute transessuali strafatto di coca. Certe facce e certi destini sono la dimostrazione più clamorosa che il capitalismo è un’evoluzione tecnologica del feudalesimo.
La carità cristiana
Ore 18.30, l’autobus che mi porta a casa. Lui sui cinquanta, calvo, fisico da fanatico della palestra ma con panza di età. Lei sui trentacinque, bionda di acqua ossigenata, jeans stretti, tacchi alti, non male. Russa, ucraina, moldava, non saprei. Comunque, del ceppo linguistico niet.
Lui: E allora tu che fai?
Lei: Badante a casa di signora anziana.
Lui: Io conosco molte persone. Posso trovarti un lavoro migliore.
Lei: Ah!
Lui: Io penso che noi italiani abbiamo il dovere di accogliere voi immigrati perché voi avete bisogno di aiuto. E’ una questione di carità cristiana.
Lei: Siete muolto gentile.
Lui: Comunque, se mi dai il tuo numero di telefono, io ti chiamo appena sono libero. Prendiamo un caffè e vediamo che si può fare.
Lei: 331………
Lui: Ti chiamo. Vieni da me, ci beviamo una cosa. Stai tranquilla che ti sistemo io.

Bromazepam
Cinquanta cartucce blindate e una 357 magnum. Quanto basta per fare una bella festa.
Di questi tempi è maledettamente dura. Dura anche perché ci sono arrivato stanco. Quando proprio mi sembra di non farcela più, mi racconto quello che so fare. Una filastrocca, per non dire un mantra, che dovrebbe tirarmi su.
Ho una figlia. Ho conosciuto Valeria. Sono un bravo motociclista. So pilotare un aereo. Sono un buon marinaio. So scrivere bene. Ho educazione e cultura. Sono un uomo intellettualmente autonomo, …
Comunque, alla fine, quello che funziona per davvero è solo l’ultima strofa e la minaccia oscura che sottende. Non si cresce. Si invecchia.
Note
- [↩]
- La Repubblica [↩]
Pedofilia nella Chiesa: Lupi Travestiti da Agnelli
10 aprile, 2010 di Daniela Tuscano
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Pedofilia nella Chiesa: a tu per tu con Massimiliano Frassi e Vittorio Bellavite
- Massimiliano Frassi, fondatore e presidente dell’ per la lotta alla pedofilia, hai sostenuto che definire “” (card. Sodano) le accuse contro settori della Chiesa coinvolti negli abusi sessuali somiglia a un nuovo sfregio nei confronti delle vittime…
- L ’ho scritto e lo ripeto. Lo trovo volgare, irrispettoso, complice di una cultura omertosa. Perché protegge, copre, ma a cui il silenzio non basta. Prima di coprire deve dare una stoccata velenosa, altrimenti non è contenta. Mi viene in mente quella storiella zen della rana, e dello scorpione che le chiede di attraversare lo stagno sulla sua schiena. La rana è sicura che non lui la pungerà altrimenti, se lei morisse annegata, trascinerebbe sul fondo pure lo scorpione. Ma, giunti a metà del tragitto, quest’ultimo la ferisce mortalmente. E, prima che entrambi finiscano sul fondo, lui le confessa: “Sai, è la mia natura” .
- Lucetta Scaraffia, ex femminista storica convertitasi al cattolicesimo integralista, sul “Corsera” del 7 aprile scorso sposa in pieno la tesi del card. Sodano. Cito testualmente: “Sono cose vecchie di 50-60 anni e i casi veri, poi, sono molto pochi, anche se questo non vuol dire non siano gravissimi… Ma vorrei ricordare che lo stesso Benedetto XVI quando andò in visita negli Stati Uniti volle incontrare di persona le vittime chiedendo loro scusa” . Ha poi aggiunto che in America ci sono “avvocati pronti a tutto per intentare cause infondate” …
- Cause infondate? Pochi casi? A parte il fatto che quelli accertati sono, al contrario, migliaia, ma anche uno solo basterebbe, sia che risalgano a cinquant’anni fa sia a ieri mattina la gravità non diminuisce, anzi. Certi episodi continuano ad avvenire e a godere di protezione. Credo che la nemica più grande della Chiesa sia una parte della Chiesa stessa. Dimmi tu, è più anticlericale chi chiede sia fatta pulizia, vengano cacciati preti pedofili e sanate le ferite delle vittime, o chi tace su quei predatori e infanga chi subisce abusi, spostando di asilo in asilo o di oratorio in oratorio dei criminali?

-Nel e nel tuo libro, intitolato appunto I predatori di bambini , presenti alcune figure di preti pedofili…
- Nei Predatori , pubblicato cinque anni fa, narrai le “prodezze” d’un sacerdote che, dopo due condanne in altrettante parrocchie, venne spostato in un reparto di pediatria. Come chiamiamo questi fatti? Semplice imbecillità? Pericolosa connivenza? O un mix esplosivo tra le due cose?
- La tua Associazione venne aiutata dalle autorità ecclesiastiche quando si trovò di fronte a casi di pedofilia nel clero?
- Purtroppo, salvo rari casi, non si è agito né con tempestività né con rigore, se ci mettiamo ovviamente nell’ottica della tutela delle vittime; altrimenti l’intervento sarebbe stato pressoché immediato.
- Potresti, in poche parole, tratteggiare la psicologia d’un pedofilo?
- Impresa non facile. Purtroppo ha ragione il : alcuni pedofili hanno scelto la via del sacerdozio (o della vita consacrata), sapendo che, in tal modo, si sarebbero assicurata una doppia immunità: quella sociale di chi continua a pensare “Lui? Macché, lo conosco bene, e poi è un prete, mica fa queste cose…” , e quella interna, che si limita a trasferirlo di sede, lasciandolo però a contatto coi bambini. Si sono travestiti da angeli ma in realtà sono demoni. Hanno indossato, sporcandola per sempre, una veste che non appartiene loro. E hanno potuto pascolare tra tante anime innocenti, ignare del pericolo che correvano.
- “Non temere, sono le mani di Dio” : mi ha colpita molto questa frase, estrapolata dalla confessione di una delle vittime. Il pedofilo abusava dei bambini facendo leva proprio sulla dignità e sull’autorità della veste talare, esibita come un marchio di potenza, anzi, di onnipotenza: è un maschio, è consacrato, nulla e nessuno possono resistergli…
- I pedofili, se religiosi, distorcono sempre espressioni evangeliche in modo blasfemo e perverso. È un modo di agire tipicamente diabolico. Comunque, come già ebbi a dirti in , parlare di “pedofili” esclusivamente al maschile è scorretto. Se ne trovano di entrambi i sessi, di qualsiasi orientamento sessuale e dappertutto nella società, sia negli ambienti più degradati, sia in quelli ritenuti più sicuri e affidabili come, appunto, la Chiesa. Di solito non hanno preferenze per l’uno o per l’altro sesso, e un’eventuale “predilezione” è data più che altro dall’ambiente e/o dall’educazione ricevuti. La pedofilia, insomma, si annida ovunque.
- Qualcuno propone l’abolizione del celibato ecclesiastico…
- Non sono un teologo. Chiaro, un’educazione sessuofobica non giova a nessuno, men che meno a chi già vive disagi psicologici, talora nascosti. Ma questo non vale solo per i preti. Lo ribadisco: la pedofilia può contaminare chiunque e ovunque. Se bastasse potersi sposare per non commettere abusi, come si spiegano le migliaia di violenze in famiglia da parte di insospettabili padri (e madri)? Pertanto il problema non è il celibato; o meglio, lo può anche essere, ma non certo quando si parla di pedofilia.
- Sempre dal “Corriere”, anche Marcello Pera , come la Scaraffia , e chiama in causa omosessuali, femministe, pacifisti che, secondo lui, negherebbero l’esistenza del male, teologi “frustrati”, addirittura le altre religioni…
- Pera può dire quel che vuole. Ma qui non ci sono strumentalizzazioni che tengano, né siamo di fronte a un volgare anticlericalismo. Per lo meno, non solo a quello. Oggi, finalmente, parlano i fatti e i fatti, per la disgrazia della società che ancora si ritiene civile, sono inequivocabili.
- Come valuti ai cattolici d’Irlanda, il Paese in cui si sono verificati i più efferati crimini pedofili?
- La giudico un buon inizio. Ma non basta. Non più. Né vale la regola del “meglio di niente”. Occorre che vescovi e sacerdoti mettano in pratica, nella quotidianità, l’esortazione del Santo Padre. Ne va del bene dell’intera comunità cristiana. I cui figli, molti figli, sono stati feriti, a volte mortalmente. E se oggi non ci si inchina davanti a loro; se non si raccolgono le loro lacrime; se non si curano le loro ferite; ma, al contrario, li si offende, paragonando il male loro arrecato a “chiacchiericci” di poco conto… allora si sarà persa forse l’ultima occasione per riappacificarsi con quella croce che, per fortuna, ha un valore molto superiore a chi la rappresenta.
- Vittorio Bellavite, tu sei portavoce di , movimento per la riforma della Chiesa cattolica che s’ispira agli insegnamenti del Concilio Vaticano II.
- Sì.
- Non solo il card. Sodano. Anche padre Raniero Cantalamessa , in occasione del Venerdì Santo, sia tra le vittime degli abusi sia nella comunità ebraica. Poi si è scusato.
- Abbiamo pure sentito che gli attacchi al Papa ricordano quelli a Pio X quando si scagliò contro il Modernismo , ai “silenzi” di Pio XII sulla Shoah e alla di Paolo VI. Ma si rendono conto della portata di questi paragoni? Hanno citato proprio i tre momenti in cui la Chiesa è stata meno profetica e, quanto al , voglio ricordare che si è trattato d’un fenomeno complesso e variegato, con luci e ombre, ma l’auspicio alla conciliazione e al dialogo tra Chiesa e società contemporanea è stato poi uno dei cardini del Concilio Vaticano II. Se, invece, rimpiangono i tempi del Papa re e del …
- La Chiesa ha agito con tempestività e rigore o ne è stata sospinta dagli eventi?
- La Chiesa è stata costretta ad affrontare questo grave problema perché imposto dall’esterno, dai giornali, dall’opinione pubblica, dalle vittime. Non è questione di singole prese di posizione, alcune ci sono anche state; è questione di mentalità. I vertici della Cei, forse sorpresi e angosciati dagli avvenimenti in corso, sembrano oscillare tra autogiustificazioni e autoassoluzioni, denunce di “complotti” contro il Papato e il timore di aprire nella Chiesa cattolica italiana un dibattito dagli esiti incerti per l’ establishment ecclesiastico.
- Poco prima di Pasqua alcune chiese hanno commemorato mons. Romero, martire della giustizia. Ma si è trattato di cerimonie isolate, quasi in sordina, nulla a che vedere con le pavesate in onore di altri santi celebrati in Vaticano. Scarsa attenzione hanno pure ricevuto le dell’episcopato calabrese. E, in generale, la gerarchia ecclesiastica non ha dimostrato l’energia necessaria per opporsi alla violenza contro gli immigrati, anche bambini, alimentata da certi politici. È stata invece molto netta nel sostenere direttamente due nuovi Presidenti di regione che , contro le leggi dello Stato, di “lasciar marcire” nei magazzini la pillola Ru486; mons. Girotti ha dichiarato che “” ; e il Papa, nelle celebrazioni del Giovedì Santo, è tornato a condannare aspramente l’aborto (per cui, ricordiamo, scatta la scomunica latae sententiae non prevista per la pedofilia) e la legge194. Secondo un lettore di “Repubblica”, la Chiesa è intransigente solo riguardo a questo tema, alle unioni di fatto e alle questioni sessuali, mentre su tutto il resto è pronta a discutere…
- Lo dicevo poc’anzi, siamo di fronte a una mentalità dura a morire; che solo oggi, con una maggiore attenzione verso le persone abusate, si sta ammorbidendo. Restiamo dolorosamente stupiti di fronte a una sorta di “indulgenza” verso i colpevoli di gravissimi comportamenti sessuali (loro trasferimento da una parrocchia a un’altra, riluttanza nella denuncia all’autorità civile…), e l’ossessione rigorista della teologia morale “ortodossa”, quella dei seminari e dei documenti pontifici, su tutte le questioni riguardanti il sesso (aborto, contraccezione, convivenze, rapporti omosessuali…). Quindi intransigenza sì, ma a condizione di difendere, anzitutto, l’Istituzione-Chiesa e il suo onore. È, insomma, il “primato del sabato” sull’uomo, contro cui si scagliò ripetutamente Gesù di Nazareth.
- Rivolgo anche a te la domanda posta a Massimiliano Frassi: cosa pensi degli strali di Marcello Pera sul “Corriere”?
- Pera e altra gente smarrita, pervasa da un preoccupante analfabetismo sulla vera essenza del cristianesimo, non dovrebbe esser nemmeno presa in considerazione. Lo menziono perché me ne accenni tu e perché, comunque, le loro invettive hanno una certa eco sui giornali e riscuotono l’interesse anche di alcuni ecclesiastici. Non si spiegano certe deviazioni con la pura e semplice condanna della liberalizzazione dei costumi sessuali nella nostra epoca, che ha trovato impreparati presbiteri o religiosi alimentando in essi un senso di frustrazione. Né consideriamo accettabile “il superficiale rimando alle conseguenze della secolarizzazione e, anche peggio, a un malinteso permissivismo, conseguente alla cattiva interpretazione del Concilio” , di cui parla Benedetto XVI nella lettera ai cattolici d’Irlanda, che è severa, ma costituisce solo un primo passo per la comprensione del fenomeno.
- Ma è pur vero che un atteggiamento culturale negativo verso la Chiesa esiste. La cultura materialistica e consumistica (i cui rappresentanti politici, peraltro, ostentano un interessato ossequio nei confronti del Vaticano) propone una visione banalizzata della vita umana, costituita solo da bisogni immediati da soddisfare a qualunque costo. Si esalta un individualismo estremo, a scapito della comunione e del bene comune. L’Io è tutto. Anche il diffondersi della pedofilia, come di altri fenomeni devianti [cfr. il mio articolo ] mettono in risalto questa tendenza a negare l’alterità, la relazione matura, il confronto con un “diverso” responsabile e adulto. Se qualcuno osa proporre (e non imporre) l’antropologia cattolica sulla sessualità e il matrimonio, quand’anche si dimostri sinceramente rispettoso verso altre sensibilità viene, non di rado, deriso o additato come retrogrado…
- Non mettiamo sullo stesso piano fenomeni diversi. Nessuno nega i pericoli, concreti, di una visione edonistica e immanentistica dell’uomo; e ci rendiamo conto che esistono correnti di pensiero che individuano nella Chiesa cattolica la fonte d’ogni male e soffiano sul fuoco delle polemiche per condannare in blocco un’istituzione. Tuttavia, ripeto, gli scandali sono scoppiati realmente. Diamo un’occhiata ai documenti del 1962 e del 2001: entrambi confermano che ogni questione deve essere affrontata per canali interni. Non si menziona la tutela delle vittime e il deferimento alla magistratura qualora la vittima si sia rivolta al vescovo o a qualche esponente ecclesiastico; nulla si dice sul loro risarcimento. Ciò ingenera ambiguità, al punto che qualcuno è giunto a lamentare la cattiva traduzione in inglese del testo, che al contrario, secondo costoro, non inviterebbe al silenzio. Ma noi avremmo preferito parole più chiare, inequivocabili, meno curiali: questo tipo di linguaggio, o di non-linguaggio, ormai dall’opinione comune non è né compreso né accettato.
- E il celibato dei preti?
- Gli esperti tendono a escludere un rapporto diretto tra pedofilia e celibato obbligatorio del clero latino. Mi sembra fondamentale, piuttosto, rilevare una certa mancanza di educazione serena alla sessualità nella formazione di un sacerdote o d’un religioso. L’assenza o la scarsità della presenza femminile nell’iter formativo, la consapevolezza di non avere nella propria vita la prospettiva d’una normale vita di coppia possono costituire elementi che favoriscono, in alcune situazioni, gravi carenze nella formazione della personalità. Comunque la discussione sulla necessità della modifica del sistema del celibato obbligatorio nella Chiesa – che, ricordiamolo, non è un dogma – ha avuto un’accelerazione come conseguenza di tutta questa vicenda.
- Frassi osserva che non tutto può risolversi con l’abolizione del celibato, altrimenti non si spiegherebbero tante violenze in seno alle famiglie.
- Ha ragione. Occorre guardare più a fondo, anche nella selezione degli ammessi ai seminari, nei modelli di vita proposti, nelle cultura delle relazioni. È probabile che alcuni candidati al presbiterato abbiano ritenuto forse di risolvere il loro originario disagio affettivo/sessuale abbracciando lo stato ecclesiastico e celibatario: il problema però è rimasto intatto e si è presumibilmente aggravato.
- Proposte di Noi Siamo Chiesa per l’immediato futuro?
- Per esempio, strutture indipendenti che si occupino dei casi di pedofilia all’interno della Chiesa. Si potrebbe istituire in ogni Conferenza episcopale regionale un Collegio per l’ascolto e la trasparenza (di circa 3 persone, con obbligo della presenza femminile), scelto dall’autorità ecclesiastica in accordo coi Consigli pastorali ma indipendente da essa; costituito da persone senza alcuna responsabilità all’interno della Chiesa e possibilmente provenienti dalla magistratura; che collabori con servizi sociali, educativi e sanitari; e agisca con riservatezza e criteri garantisti nel ricevere segnalazioni d’ogni tipo per i casi di pedofilia in ambito ecclesiastico. Esso dovrebbe, se del caso, deferire i fatti alla magistratura, avvisando le autorità religiose, occupandosi pure del risarcimento morale e materiale delle vittime (quindi avrebbe bisogno di strumenti anche di tipo economico). L’esistenza di questo Collegio dovrebbe esser resa nota nelle parrocchie e in qualsiasi altro luogo attraverso mass-media, telefono e web.
- La Chiesa sarà più forte grazie a un aiuto che viene dall’alto, proclama il card. Bertone.
- Lo credo anch’io, e non potrebbe essere diversamente. La Chiesa è “esperta in umanità” , secondo la bella definizione di Paolo VI, perché può attingere a un tesoro infinito di risorse. Quel tesoro si chiama Gesù Cristo. Riconosca le sue colpe, chieda perdono pubblicamente alle vittime, incominci un cammino di purificazione al suo interno, si confronti in modo sereno, paritario e senza preconcetti con la giustizia e i “fedeli”. Tutti abbiamo nella mente e nel cuore quanto dice il Vangelo di Marco (9, 42) su chi scandalizza i piccoli, tutti siamo consapevoli della forza di Cristo, unica bussola in mezzo alle tempeste.
Si Facci gli Affari Suoi
7 aprile, 2010 di Comandante Nebbia
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Ieri sera, più o meno verso le 20.30, mi trovavo ad ascoltare, come accade spesso, Radio24 e nello specifico “La Zanzara”, la versione confindustria(1) di “Zapping“, lo storico programma serale di Radio1.
“” è condotta da Giuseppe Cruciani. Personaggio interessante questo Cruciani. Per certi versi indefinibile. L’unica caratterizzazione che mi sento di attribuirgli è “minimizzatore“. Il compito di Cruciani sembra essere quello di smorzare ogni forma di stupore o di indignazione. Qualsiasi cosa accada, dal presidente del consiglio che si intrattiene con una prostituta, al responsabile della protezione civile che prenota una seduta massaggi per “farsi dare una ripassata da Francesca“, per Cruciani, in nome del garantismo, è tutto normale. Non fa notizia. Così, con un ampio ricorso alla ““, qualsiasi ascoltatore che telefoni per dirsi indignato o semplicemente preoccupato per quello che accade oggi in Italia, è destinato a passare per paranoico.
Non nego che, nella gran parte dei casi, Cruciani ha anche un po’ ragione. Sospetto che il merito sia in gran parte della sua redazione che ha la capacità di approvvigionarlo di esagitati con ammirevole continuità.

Note
- Radio24 è del gruppo IL Sole 24 Ore [↩]
Sì, lo Voglio
14 marzo, 2010 di redazione
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Martedì 23 marzo 2010 sarà un giorno importante per la storia italiana.
Il 23 Marzo la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi sulla costituzionalità di alcune norme del Codice Civile (Articoli 93, 96, 98, 107, 108, 143, 143-bis, 156-bis) che, in materia di matrimonio e famiglia, nel riferirsi genericamente a “marito” e “moglie”, discriminano le coppie di persone dello stesso sesso.
È da sottolineare che in Italia non esiste una definizione legale di matrimonio, né un divieto espresso al matrimonio tra persone dello stesso sesso, né la differenza di sesso è esplicitamente richiesta quale condizione per contrarre matrimonio.
Esodi d’Autunno
22 dicembre, 2009 di fma
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica, latest, Storia e Memoria
Passa Francesco Rutelli, passano Lanzillotta e Vernetti; passa Dorina Bianchi, passano Carra e Lusetti; passerà prima o poi, io credo, Marini, passerà Fioroni, passeranno altri e altri; quando piacerà al cielo passerà anche la Binetti e se Dio vuole sarà l’ultima.
Il partito si sta spostando a sinistra, lamentano costoro, sta virando al socialismo. Che, detta nel 2009, non é una cosa facile da immaginare.
Che vuol dire? Che i bolscevichi insidiano la duma, che i soviet sono alle porte, che c’é da temere un ritorno al centralismo democratico?

La Chiesa e i Divorziati Risposati
27 maggio, 2009 di Carlo Rossi
Archiviato in Diritto di Replica, latest
E’ molto discusso l’ atteggiamento della Chiesa cattolica verso i divorziati risposati.
Mentre nelle altre chiese cristiane si tende a riammetterli nella comunione dei fedeli, in quella cattolica i sacerdoti generalmente negano la possibilità di ricevere l’ Eucarestia.
Certo si tratta di casi di fatto diversissimi tra loro. Ma nell’opinione comune la Chiesa sembra così non osservare quel dovere di vivere secondo carità che essa stessa presenta come fondamentale.
Laicità è Tolleranza
29 luglio, 2008 di Alessio in Asia
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Riporto un articolo che condivido in pieno, in nome della tolleranza:
Perché Siamo favorevoli al matrimonio tra Cattolici
( in Spagnolo. Traduzione non attribuita.)

Donne: Quando i Lividi non si Vedono…ma Fanno più Male
23 luglio, 2008 di Angelika
Archiviato in Oltre le Righe, Vere Donne
E’ da diverso tempo ormai che ho abbandonato certe posizioni intransigenti da “bianco o nero”. Il tempo, le esperienze mi hanno insegnato che il mettersi nei panni degli altri fa comprendere molti più elementi di una situazione, invece che schierarsi graniticamente su di un pensiero. Perché questa introduzione, a mo’ di excusatio non petita? Perché l’argomento che vado a trattare ben si presta a ferree prese di posizione, a frasi come “ah, se fossi in lei io…”. Nulla è così facile come sembra.

Un po’ di Gossip sul Caso Mills
3 luglio, 2008 di diabolicomarco
Archiviato in Border Zone, Caffè Amaro, Consumo CriticaMente, Cronache Italiane, Il Bello della Politica, Informazione
La norma congela processi e la legge che conferisce l’immunità alla prime quattro cariche delle stato sembrano essere state concepite per salvare Silvio Berlusconi dal processo in cui viene indagato per corruzione, il processo in cui è coinvolto l’avvocato britannico David Mills. Mentre i media italiani ci hanno raccontato tutto e anche di più del nulla ho mai sentito di questo Mills. Non parlo certo dei suoi problemi giudiziari e dei suoi rapporti professionali con il Cavaliere, ma di qualche notiziola rosa, di un po’ di gossip in stile tabloid britannico.
Rimango a bocca aperta quando degli amici appena giunti dall’Inghilterra mi dicono che Mills sia sposato con una signora che era nel governo Blair e che è stata costretta alle dimissioni in quanto “in conflitto di interessi”. Ma va!
Confessioni
1 giugno, 2008 di redazione
Archiviato in Il Bello della Politica, Leggere
Confesso chi veramente sono

Uno Shampoo nella Savana (In Ricordo di Sidney Pollack)
29 maggio, 2008 di Lexi Amberson
Archiviato in Schermo dei Sogni
Non ho visto They Shoot Horses, Don’t They?. I cavalli e la danza sono due tra le mie più grandi passioni. Associarle in qualche modo alla disperazione e all’idea della morte mi riesce incomprensibile, come leggere un ideogramma cinese. So che alla fine Jane Fonda si ammazza. Purtroppo solo nella finzione cinematografica.

Noi e gli Altri in un Immaginario Gay TG
22 febbraio, 2008 di marco il buono
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Informazione
Buonasera e ben trovati al gaytg delle tredici, anche questa sera daremo le gaynotizie della settimana:

Tutto il Tempo del Mondo
21 febbraio, 2008 di Lexi Amberson
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I.
Può capitare. Tre persone (due uomini e una donna) seduti al tavolino di uno Starbucks con davanti i loro bei bicchieroni di iced coffee, come ogni altro avventore lì intorno.
Ma non è proprio così. Perché, anche se nessuno ci fa caso, qualcosa di speciale sta accadendo tra di loro.
L’uomo, diciamo quello un po’ più maturo, apre un libro davanti a sé e legge qualcosa. Ma non la tira lunga, solo poche frasi. Poi l’altro uomo, quello più giovane, si rivolge alla ragazza e, guardandola negli occhi, pronuncia quella che sembra essere una dichiarazione d’intenti o una promessa. Lo stesso fa lei, ma con parole diverse.
Subito dopo lui tira fuori dalla tasca una scatolina di raso, l’apre, prende un anello e lo infila al dito della ragazza. Lei fa lo stesso con l’altro anello.
Saranno passati 15 minuti da quando sono entrati nella cafeteria. Nel momento in cui escono, lui e lei sono marito e moglie. Legalmente e a tutti gli effetti.


