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Leggo su il Giornale:

Scusi, direttore, quante copie ha perso il suo Riformista con la presa di posizione a favore della legge di immunità per il premier?
(Antonio Polito ride) «A dire il vero nessuna. Anzi, stiamo aumentando le vendite».

Qualcuno dovrebbe dire a Polito che passare da 5 copie al giorno a 6 copie non è da considerarsi un dato statisticamente rilevante. Anche perché la copia in più molto probabilmente è stata acquistata dal giornalista del Giornale che ha dovuto intervistare Polito ma non riusciva proprio a ricordare cosa diavolo fosse questo “Riformista”.

Ho avuto addirittura l’impressione che l’intervistatore non avesse capito che Antonio Polito è l’ex senatore della Margherita ospite fisso da “Porta a Porta” e “Matrix”. Solo durante l’intervista il malcapitato si deve essere reso conto che in realtà i due sono la stessa persona. Continua a leggere »

Ecco, l’hanno fatto. Si sono offesi e l’hanno fatto di nuovo. Cavolo però, come sono permalosi!
Io sinceramente non capisco la gente che si offende; sarà che sono un tipo semplice, sarà che non considero l’orgoglio una virtù, sarà che evito di frequentare persone che non stimo, sarà quello che volete, ma non vi so dire quand’è stata l’ultima volta che mi sono offeso.
Perché offendersi? Che senso ha? Se una persona non ti piace, stai alla larga; se non hai stima di una persona, non ce l’hai neanche di quello che dice; se consideri qualcuno un bastardo, non c’è motivo di pretendere il suo rispetto. Non so voi, ma ogni volta che vedo qualcuno offendersi, e magari lo fa in maniera plateale, ho sempre l’impressione che abbia la coscienza sporca.

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Questo mio breve pezzo vuole racchiudere piccole riflessioni personali su quanto è stato deciso nel primo consiglio dei ministri svoltosi l’altro ieri a Napoli:

1) Bertolaso è stato nominato Sottosegretario con Delega all’emergenza rifiuti (ergo, l’organico diviene di 60+1 elementi sforando i massimali stabiliti e siamo a pochissimi giorni dall’insediamento). Non si esce quindi dalla logica del superuomo con superpoteri per la risoluzione di un problema che affonda le radici in decenni di cattive amministrazioni locali in un territorio ed in un settore dove gli interessi mafiosi sono enormi (ma solo minimamente sfiorati dal Pacchetto Sicurezza). Non possiamo che fare i migliori auguri al supereroe nella speranza che riesca dove tanti, prima di lui, hanno miseramente fallito.

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Berlusconi, sotto forma di roveto ardente, dona i superpoteri a Bertolaso

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Clemente, permetta che la chiami così. Credo che oggi mi perdonerà questa piccola confidenza, questo ignorare la differenza di rango che ci divide anche perché lei ha deciso di tenere un sito internet e, quindi, almeno in questo, ci possiamo definire “colleghi“.

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Le elezioni si avvicinano, il panorama si va delineando ed è possibile cominciare a fare delle valutazioni su quello che si sta muovendo. Prima però di andare a vedere cosa ci aspetta. Voglio fare, anche per una questione di trasparenza personale, una breve premessa relativa alle elezioni del 2006. Due anni fa votai per l’alleanza che sosteneva Prodi (e nello specifico per Italia dei Valori) considerandola il male minore: l’ennesimo voto espresso turandosi il naso. Oggi, con il senno di poi, posso dire di non essere pentito: era veramente il male minore e niente di più, ed era veramente necessario turarsi il naso.

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Leonardo Sciascia, ne L’affaire Moro, ricollegò idealmente ad un racconto di Borges (Pierre Menard, l’autore del Chisciotte) la tragedia del sequestro Moro, traendone “l’invincibile impressione che l’affaire Moro fosse già stato scritto, che fosse già compiuta opera letteraria, che vivesse ormai in una sua intoccabile perfezione”.

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Oggi le prime pagine dei giornali on line sono dominate dalla notizia che Don Walter ha deciso di percorrere da solo il cammino verso la salvazione. Padre Silvio, stanco delle polemiche dei suoi parrocchiani, sembrerebbe che abbia deciso di accettare la sfida e di presentarsi, nudo di ogni sostegno, al Giudizio Finale. Dopo anni di concertazione, consociativismo, lottizzazione e di compromesso sistemico, in queste ore finalmente sembrerebbe prevalere il nobile proposito di rompere con il passato e di volgersi ad un futuro di piena responsabilizzazione nel quale non sarà più possibile addossare il fallimento di una strategia politica alla reazione sconsiderata di un Mastella qualsiasi.

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Quando vado in aereo cerco sempre il posto finestrino. Guardo fuori l’asfalto interminabile della pista, quegli strani automezzi che girano portando bagagli, carburante, scale. Poi guardo la città, le case sempre più piccole, ho sempre un pò di paura perché sento il motore che romba e fatica.
E poi, lo spettacolo sublime: le nuvole. Prima di partire controllo sempre che la macchina fotografica sia carica, voglio fotografare il cielo. Finalmente, come nell’acqua, c’è anche la dimensione della profondità, e si capisce il vero spessore delle nuvole; la mia passione sono ovviamente quelle giganti bianche a forma di tanti ciuffi di Elvis raggruppati, ma anche le altre non mi dispiacciono. Non leggo in aereo, o quasi mai (sarà anche perché non ho mai fatto viaggi lunghi), devo guardare il cielo, devo guardare il mondo dall’alto.

 

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Si presenta al pubblico con sorriso materno, modi rassicuranti, calma serafica, fortezza quasi religiosa e grande sicurezza interiore. Almeno in apparenza. Il tutto è disegnato sul suo volto con tratti alla Velasquez mentre lei sorregge il microfono con mani giunte in gesto di preghiera, come se fosse un rosario. Accanto a sè ha il sostegno della famiglia intera, alla sua sinistra il marito sfoggia un’espressione nervosa e indignata al contempo ma i suoi occhi spiritati tradiscono il vero stato d’animo e sembrano cercare un particolare cui attaccarsi per dare sfogo alla sua ira.
Eppure in questo presepe tutto italiano non sono quegli occhiacci a darmi da pensare, avverto una sensazione di lucida freddezza che m’infonde totale disagio.

Clemente Mastella Sandra Lonardo

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La madre dei grandi fratelli è sempre incinta e per lei la 194 è un nuovo modello di Alfa Romeo trabordante di cavalli. Incinti. Un altro grande fratello vede la luce, con la sicumera che ben conosciamo. Fa bungee jumping col cordone ombelicale e sculaccia l’ostetrica prima che possa farlo lei. Lui non piange e se lo fa è per fare audience.

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