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Uno spettro si aggira per l’Italia

E’ lo spettro del berlusconismo. Credevamo che, rimosso il satraprìapo che ci ostacolava la respirazione e ci stringeva in una morsa i cabbasisi, potessimo accingerci ad iniziare una nuova vita, finalmente liberi dalla Dittatura della Protesi Peniena. Invece, tutto il populismo fascista genetico di questa nazione sta spurgando dalla ferita narcisistica del Papi insultato, del padre pedofilo della Patria ridotta a troietta in perizoma, dell’anarchia provocata dall’ossessione per il proprio particulare e del chissenefrega delle conseguenze dei propri atti, del muoia Katzone con tutti i Filistei.

Invece di gioire, hanno una paura fottuta di Monti, hanno riesumato direttamente dagli anni del ventennio il termine inequivocabilmente fascista di “demoplutocrazia” e si sentono perfino intellettuali di sinistra parlare come Blondet ed altri parlavano di Prodi e Tononi ai tempi del secondo governo di centrosinistra guidato dal professore. Anche loro, avendo avuto a che fare con Goldman Sachs, agenti del gomblotto demoplutogiudaicomassonico. Si sentono cose tipo “tedeschi geneticamente nazisti” ed altre facezie.

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Al Tappone e Il Travaglio dell’Onanismo

C’è qualcosa che proprio non va nel giornalismo di Travaglio. A dire il vero avevo già criticato alcuni aspetti del giornalismo di inchiesta pugnettistica in questo pezzo, anche se quella volta la mia attenzione ricadde maggiormente su un libro che all’epoca era sulla bocca di tutti: “La Casta”, di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. Sarebbe per me gioco facile sottolineare quanto avevo ragione nel criticare quel tipo di libri e gli italiani che li leggono, ecco perché lo farò: quel libro è uscito, tutti ne hanno parlato (politici inclusi), tutti si sono indignati ma da allora è cambiato ben poco, per non dire quasi niente, ci siamo, appunto, fatti un po’ di pugnette all’italiana maniera. L’Italia purtroppo va così, qualcuno suo tempo pensò anche di rispondermi specificando il motivo per cui gli italiani reagiscono in questo modo, ed aveva ragione, c’è disincanto in Italia ed è ovvio che sia così.

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Le Grandi Esclusive di MC: l’Intervista a Culo D’Addario

1 ottobre, 2009 di  
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La cosa era in ballo da un po’ di tempo, ammetto di averci pensato prima di Santoro. Stasera ad Annozero c’è Patrizia D’Addario, ma MC pubblica stamattina, in anteprima, l’intervista a Culo D’Addario, probabilmente il futuro leader dell’opposizione italiana.
Lascio la parola al mio inviato.

cn

Roma 30 settembre ore 21.30. La suite di un famoso albergo.

Sono quasi quaranta minuti che aspetto e, devo ammettere, sono curioso. Culo D’Addario ha preteso una location lussuosa per l’intervista e la cosa è costata a MC quasi 2000 euro. Cifra che contiamo di recuperare con gli introiti Adsense in poco più di dodici anni.

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Patrizia D’Addario ad Annozero. Per Salvare l’Italia non Basta una Zoccola

30 settembre, 2009 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest

Zoccola. Diamo i giusti nomi ai mestieri, se no non capiamo più nulla. Zoccola o zoccolo (meno usato per la verità, perché si suppone erroneamente che i maschi siano più disposti a farlo gratis) nella vulgata è persona che soggiace alla concupiscenza sessuale altrui a fini di guadagno.

Escort, che ormai si usa con la stessa disinvoltura di ingegnere o avvocato, a mio parere, non rende bene l’idea perché è un eufemismo ipocrita. Se uno vuole essere scortato chiama un marcantonio che ha fatto il paracadutista e non la signora D’Addario che ha grandi qualità: una certa perspicace intelligenza, un notevole senso dell’umorismo, un viso elegante e, da quel poco che ho potuto vedere, un notevole culo (non nel senso di fortuna, ma proprio nel senso di culo. Abbasso le metafore.), ma certo non eccelle nell’uso delle armi.

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Report, Annozero e Travaglio. Storie di Ordinaria Eccezione

22 settembre, 2009 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione, latest

Leggo stamattina che l’esordio di Annozero, previsto per giovedì prossimo, potrebbe vedere l’esclusione di Marco Travaglio. I motivi li potete leggere qui. Io non ci ho capito molto. C’è una storia di multe, di tre per cento e di Schifani. Un mix quasi inesplicabile per la mia mente stanca. Provateci voi.

Un paio di settimane fa, invece, è circolata la notizia della chiusura di Report, popolare trasmissione giornalistica. La cosa ha scosso la rete che ha ha reagito come sa, organizzando un po’ di inutili e superflue petizioni on line.

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Il Burattinaio Esiste perché Esistono i Burattini. Ovvero: Beppe Grillo e i suoi Seguaci

PREMESSA: quello che posto è una risposta ad un articolo che ho trovato ieri notte in rete (sul blog di albiok, Alberto Schiariti, N.d.R.)

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Io non penso per nulla che Grillo sia una brava persona: penso che sia uno sciacallo, che non agisca disinteressatamente e da qualche anno sono veramente furente con lui.

Tengo a precisare che a queste conclusioni sono giunta poco per volta, essendo partita come sostenitrice di Grillo e fiduciosa nel fatto che stava riuscendo a raccogliere attorno a sé una parte molto ampia e variegata della popolazione italiana. E proprio da qui nasce la mia rabbia.Non avessi mai creduto (o almeno sperato!) in lui, non sarei ora così furente. E vedere che c’è ancora chi lo stima, mi fa veramente cadere le braccia. Leggi il resto

Giornalista Italiano Vince il Premio “Libertà di Stampa”. Chi è?

I sette membri del consiglio direttivo federale della DJV, l’associazione dei giornalisti tedeschi, quest’anno hanno assegnato il premio per la libertà di stampa a un giornalista e autore italiano.

Con questo premio la DJV onora personalità o istituzioni che si impegnano in prima persona in battaglie per il mantenimento e la creazione della libertà di stampa. I precedenti vincitori sono stati il giornalista serbo Miroslav Filipovic, la giornalista russa Olga Kitowa e la redazione del giornale “Berliner Zeitung”.

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Il clima è Cambiato. Silvione è Ritornato o è Solo una mia Percezione?

2 luglio, 2008 di  
Archiviato in Informazione

Il clima è cambiato, è ritornato o è solo una mia percezione? Ultimamente due conduttori televisivi e il vertice RAI, Santoro, Fazio e Cappon, hanno dovuto recitare il “mea culpa” davanti ai telespettatori italiani, dichiarandosi non responsabili di quello che è stato detto ad “Annozero” e a “Che tempo che fa”. Il vero responsabile, oltre a Grillo, è quel Marco Travaglio che le cose non le manda a dire, le dice in diretta, anzi le scrive. Nel suo ultimo libro “Se li conosci, li eviti” ha scritto “qualche cosettina” che ha infastidito il neopresidente del Senato. Come si chiama? Ah, sì! Renato Schifani. Anche il nome è tutto un programma a sentire Plauto che di certe cose era un maestro: “Nomen atque omen!”

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Fenomenologia di Fabio Fazio

12 maggio, 2008 di  
Archiviato in Consumo CriticaMente, Media Mente Critica

Fabio Fazio è buono e ci tiene a farlo sapere. Sorride sempre, ha il collo della camicia slacciato, porta quelle sottili cravatte anni 80 e, da come è conciato, ci si aspetterebbe che sotto la giacca abbia la camicia fuori dai pantaloni.
Tutti i suoi ospiti sono “eccezionali”. Le domande che Fazio fa sono congegnate per consentire all’ospite di mettere in mostra arguzia, bellezza, generosità, grande carriera internazionale. Ogni ospite ha un prodotto da vendere. Un libro, un film, un tour, la sua vita. E Fazio, mielosamente, ne decanta le virtù, ne mostra la copertina, ne incoraggia la fruizione in una profusione di glucosio puro che, per essere sostenuta senza andare in coma diabetico, richiede un’overdose di insulina.

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