Crisi e Default: Le previsioni di un venditore di almanacchi
30 dicembre, 2011 di fma
Archiviato in Caffè Amaro, Chiamiamola Economia, La diversa Opinione
È tempo di lunari e di oroscopi e dunque mi ci proverò anch’io a disegnare il mio. Lo scenario di un futuro neppure troppo lontano, che non è ciò che mi auguro, ma ciò che potrebbe accadere; che potrebbe anche non accadere, ove le variabili prendessero una piega diversa da quella che stanno tenendo da una ventina di anni a questa parte. Qualcuno ci vedrà la volontà iniqua di una crematistica nemica dei diritti del popolo, il frutto velenoso dell’eterno disegno giudaicoplutomassonico della finanza internazionale ai danni della classe lavoratrice; perché c’è ancora chi pensa che la Storia sia guidata da forze etiche. Me ne farò una ragione e non ci starò a discutere, perché sarebbe una perdita di tempo per entrambi; ma se qualcun altro, mi porterà delle buone ragioni per dimostrarmi che ho torto, sarò felice di starlo a sentire e gli darò ragione, nel mio stesso interesse.
Scandaloso, La Truffa del BTP Day
28 novembre, 2011 di MikClaudia
Archiviato in Censura dell'Informazione, Cronache Italiane
Oggi si sta celebrando il BTP Day. Il giorno nel quale gli Istituti di credito rinunciano graziosamente alle loro commissioni pur di sostenere la nazione nel tentativo di vendere il suo debito sui mercati internazionali. Ci sono tre elementi per definirla una truffa su scala nazionale con l’aggravante di farla passare per un aiuto al paese.
Organizzare manifestazioni di questo tipo è esplicita “sollecitazione al pubblico risparmio”, attività delicata e perché deve essere effettuata secondo regole precise, individuando il profilo di rischio dell’investitore e a fronte dell’esplicitazione di tutte le caratteristiche dell’investimento. Qui si tratta di quattrini, non delle mele comprate per fare beneficenza. Non si possono vendere obbligazioni in questo modo. E’ illegale. Non a caso Radio 24, la radio di confindustria, sta ripetendo questo concetto in ogni trasmissione, anche quelle sportive.
L’annuncio dell’imprenditore Giuliano Melani, pubblicato a tutta pagina sul Corriere della Sera, invitava gli italiani a “ricomprarsi il debito” per allentare la tensione finanziaria. Ne è seguito un dibattito piuttosto acceso sul tema, che ha portato all’iniziativa dei “Btp day”, due giorni in cui i cittadini sono invitati a mobilitarsi acquistando i Titoli di Stato: il 28 novembre sul mercato secondario e il 12 dicembre in occasione di un’asta per nuove emissioni. Aderiscono Abi, Borsa Italiana, associazioni degli analisti e degli operatori finanziari e molti istituti bancari. Ma non tutti sono convinti da questa forma di moderno “patriottismo”, e c’è chi invita a non sottovalutare il rischio cui il risparmiatore si sottopone con l’acquisto di Bot e Btp. Fonte
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Da Berlusconi a Monti (via Bava Beccaris)
22 novembre, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica, Il Lavoro degli Italiani, Meccanica delle Cose
Qualcosa è cambiato, con la fine di Berlusconi, a partire da quella che potremmo definire l’estetica della politica, intesa come l’insieme delle modalità con cui essa si rappresenta agli occhi (ed alle orecchie) dei cittadini. E’ stato sottolineato con una certa enfasi lo stile, estrinsecatosi già attraverso molteplici manifestazioni, del nuovo governo, caratterizzato da garbo e perfino da una certa eleganza, che si è manifestato attraverso un linguaggio sobrio e pacato e, soprattutto, attraverso le facce dei nuovi ministri, che narravano di una vita spesa ad acquisire competenze vere, piuttosto che nel più proficuo esercizio della manipolazione del consenso popolare.
La metamorfosi è stata colta dalla stragrande maggioranza dei cittadini come un evento straordinario e foriero di ottimi auspici, destinato ad avviare un processo irreversibile per quanto riguarda la qualità stessa dei nostri governanti anche per il futuro. Ai più ingenui è sfuggito, tuttavia, che si era di fronte semplicemente al recupero di una regola rigorosamente applicata in tutti i Paesi, una normalità che destava meraviglia al di là del suo valore intrinseco, per il degrado morale ed intellettuale dei politici italiani, di cui i cortigiani di Berlusconi avevano rappresentato senza dubbio il punto più basso e mortificante della parabola. Un degrado al quale ci eravamo lentamente assuefatti, novelli Mitridate, fino quasi a non percepirne più i disgustosi olezzi maleodoranti di cui ammorbavano l’aria.
Susanna e Vecchioni
7 novembre, 2011 di Lameduck
Archiviato in Cronache Italiane, Il Bello della Politica
La cripta degli incappucciati
17 ottobre, 2011 di Lameduck
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica

Notate la data della vignetta. Non è di oggi.
Chi Sono i Black Bloc?
16 ottobre, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Censura dell'Informazione
Per alcuni sono degli infiltrati della polizia e dei carabinieri. Per altri si tratta del braccio armato del movimento “No Global”, italiani e stranieri che si tengono in contatto per poi darsi appuntamento alle manifestazioni come quelle del G8 di Genova o di ieri a Roma per “” come scrive il Corriere.
I Black Bloc sono come gli alieni. Tutti giurano di averli visti, ci sono pure i filmati e le fotografie, ma nessuno è in grado di mostrarne uno, vivo o morto che sia.
Ma i Black Bloc sono gente come noi? Quando si togliono il casco e la sciarpa, mangiano, bevono, giocano con i bambini, hanno un gatto o sono balck Bloc anche nella vita provata? Fanno la spesa o razziano il supermercato? Prendono i soldi al Bancomat digitando il pin o lo sfasciano? Fanno l’amore col casco? E in questo caso come la mettiamo con i baci ed il sesso orale? Anzi, ma tra di loro ci sono femmine o si riproducono per scissione?
E poi, perché si chiamano Black Bloc come un cioccolato fondente amarissimo all’80% di cacao?
Avete bisogno di una piattaforma?
16 ottobre, 2011 di Lameduck
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica, Il Lavoro degli Italiani
Quello degli ‘indignados’ mi pare un movimento confuso, che avrebbe bisogno di una piattaforma seria. Ci vuole un po’ di cautela e spero che domani non sia esposto a provocazioni”. (Pierluigi Bersani, ieri 14 ottobre)
“In queste ore stanno avvenendo violenze e devastazioni inaccettabili. I provocatori che hanno voluto inscenare una vera e propria guerriglia urbana colpiscono al cuore le ragioni di un movimento che in tutto il mondo vuole esprimere liberamente un disagio ed una critica all’attuale assetto dell’economia mondiale”.(Pierluigi Bersani, oggi 15 ottobre)
Default Italia, Indignati e Black Bloc la Sveglia non Aveva Suonato
15 ottobre, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Cuore di Tenebra
La verità? La verità è che vi siete indignati tardi, come dice Simona, ma tardi veramente, quando l’acqua è già arrivata al ponte di comando e voi, voi che vivete nelle stive, continuate a respirare solo perché i boccaporti sono chiusi e, ancora per ora, reggono alla pressione dell’oceano.
Vi siete indignati tardi e pure a cazzo di cane. Non ci vogliono 500 black bloc per bruciare tre macchine e spaccare una vetrina. Bastano tre nonciclopedisti che non si sono fatti il solito cinque contro uno quotidiano e hanno l’ormone che gli soffoca il cervello o una ventina di fanboy con tanto di scarpetta lucida e maglioncino aderente convinti che dentro le macchine ci sia l’ultimo modello samsung con android.
Default Italia, 41 Giorni al Fallimento. Una Tassa sulle Stronzate
30 settembre, 2011 di fma
Archiviato in Cronache Italiane
Ieri l’altro parlavamo, Galbusera ed io, della libertà d’espressione. Io a difenderla, senza se e senza ma; lui a espormi i suoi dubbi sugli effetti collaterali e sulla liceità di difendercene a nostra volta.
La prende larga, comincia col dire che se Plinio il Vecchio sentì il bisogno di mettere in riga il ciabattino: “Sutor, ne ultra crepidam!”, vuol dire che già allora c’era gente che s’allargava troppo.
I am a talker, dice Alessio Rastani, come se desse una notizia. In realtà è solo l’ultimo dei chiacchieroni.
- Il guaio è che se continuiamo a chiacchierare a ruota libera, con i mezzi di informazione di oggi, rischiamo seriamente di farci male.- dice Galbusera
- Eh! – dico io scuotendo la testa – Se ognuno dovesse parlare solo di ciò che conosce, sai che mortorio!
- Una mano santa per le orecchie, – mi risponde lui, senza alcuna comprensione per il bisogno d’esprimersi che alberga in ciascuno di noi. – un’occasione per capire finalmente quel che ci succede attorno. -
- Ma che male può farti una stronzata? – gli obbietto – Dipende solo da te: se credi a chi ti dice che la fine del mondo sarà il dodici dodici duemiladodici e corri a comprarti un’arca e la traini fino alle pendici del monte la Ararat, oppure …-
- Quel che pensi tu conta poco. – mi punta l’indice contro – Conta quel che pensa la maggioranza: se tutti comprano un’arca e la portano alle pendici del monte Ararat…
- Fuori di metafora?
- Se qualcuno sostiene che Goldman Sachs governa il mondo, oppure che la colpa della crisi è della BCE e del FMI e propone di cancellarli…
- Mica penserai che saranno cancellati per questo?
- No. Ma se qualcuno mette in giro la voce che la colpa della carestia è del vicario di provvigione, sta sicuro che molti ci crederanno. La gente crede sempre a ciò che le conviene. E una volta che ci ha creduto s’indigna moltissimo ove le vengano a dire che dovrà tirare la cinghia. Ma come, strillerà scendendo in piazza, io sì e la Banca Centrale e il Fondo Monetario no? È successo. Succederà di nuovo.
La Chiesa, la crisi e l’ultracattolicesimo mascherato da volontariato
19 agosto, 2011 di redazione
Archiviato in Oltre il Confine
Fonte notizia:
Succede che, nel bel mezzo della crisi europea, la Spagna di Zapatero decida di mettere a disposizione della manifestazione cattolica della gioventù capitale pubblico. Succede che le organizzazioni laiche protestino contro tali finanziamenti con manifestazioni e succede che un cattolico pensi di organizzare un attentato alla manifestazione laica.
Ma quello che rappresenta la vera notizia, secondo me, è lo spreco di soldi – non importa se pubblici o vaticani, comunque pubblici, – per sfruttare il momento difficile che il mondo sta attraversando.
Default Italia, 93 Giorni al Fallimento: 46 Miliardi da Risparmiare Subito!
9 agosto, 2011 di fma
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane
Dice Galbusera che lui, quarant’anni di lavoro nell’industria metalmeccanica, poi una pensione da dirigente, non si sente particolarmente colpevole della nostra situazione. Sostiene che se gli italiani si fossero comportati come gli svizzeri, forse oggi vivremmo in un paese meno solidale, a chiacchiere, però non avremmo che abbiamo, dunque non saremmo qui a cagarci sotto aspettando il fallimento. Ma sotto sotto è preoccupato. Non ci vede chiaro. Ci sono domande a cui non sa rispondere. Chi la mantiene tutta quella bella gente luccicante, ce n’è ancora tanta, attualmente parcheggiata sotto l’ombrellone?(1)
Dice che quando Amato gli alleggerì il conto qualche sospetto gli venne, così come quando Prodi gli bloccò la pensione; ma trangugiò in silenzio, per non passare per un vecchio senza cuore che vuole togliere il pane di bocca ai bambini. Dove li prendono i soldi tutte quelle belle signore, rifatte, smaltate, strizzate nei loro abitini griffati che guardano le vetrine in centro? o quei giovanotti col bicchiere in mano sulla porta del bar?
Hai voglia quanto si potrebbe recuperare in termini di PIL. Sì, ammette di essere puritano, dentro. Questo paese gli ricorda sempre di più la Napoli della cartolina, col pino e il Vesuvio che fuma: “Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato ha dato, scurdammoce o passato …”. Bisogna fare qualcosa. Ora. Se non la smettiamo di mantenere i (rienfaisant) andremo a sbattere e non ci salverà neppure il Padreterno. Dice che stiamo regatando su un otto con, dove ce n’è otto che fanno ohop e uno solo che rema. È ora di cambiare. Bisogna liberarsi della zavorra e aggottare la stiva, poi potremo discutere di rotta. Prima però bisogna restare a galla.
Bisogna tagliare le spese fino a generare un avanzo di bilancio con cui attaccare la montagna del debito. Se ci teniamo, non solo a chiacchiere, ai nostri figli e ai nostri nipoti. Partendo dalla politica, naturalmente.
Note
- [↩]
Scontri di Piazza, Lettera di un Poliziotto e Risposta del Comandante Nebbia
22 dicembre, 2010 di Comandante Nebbia
Archiviato in latest, Storie Italiane
Ricevo e pubblico per sottoporre a pubblica discussione:
Ciao mi chiamo Fabrizio sono un appartenente alle Forze dell’Ordine. Non sono di destra, mio padre e mio nonno erano comunisti e mi hanno trasmesso la “malattia”. Ti dico questo con tutte le complicazioni per l’animo. Come saprai non è facile essere di sinistra se tutti quelli che ti sono attorno sono di destra, ma io non mi sono mai curato di nasconderlo pur spiegando che il mio ideale di sinistra non è quella “estrema”, ma quella democratica ed avanzata presente in tanti paesi (esempio la Spagna).
Ti scrivo diciamo un po’ per provocarti e vedere quanto sei aperto ad accogliere le idee “diverse” ed un po’ per renderti consapevole dell’altra faccia della medaglia. Tu dici tante cose sulle quali non posso non essere d’accordo(1), ma su alcune mi dispiace non sono d’accordo. La prima mi interessa particolarmente visto che fino ad un anno fa anche io mi prendevo i sanpietrini in testa. Adesso ho delle mansioni pienamente burocratiche ma non me ne pento perché difendere questo Stato e credimi anche alcune tipologie di cittadini Italiani per quattro soldi non ne vale proprio la pena. Cosa volevo inizialmente dirti, da dove cominciare?1) E’ facile dire a Saviano ead altri Tu c’eri? Io non c’ero ma spessisimo ero presente tra quelli “CHE CI VANNO DI SERVIZIO DI ORDINE PUBBLICO E NON SCELGONO SE ANDARCI O NO, CI DEVONO ANDARE E BASTA”.
2) Non sono d’accordo mai con quelli che dicono ingenuamente che i Poliziotti dovrebbero ribellarsi allo stesso Stato che difendono, ma ti rendi conto che questa è una frase fatta da repubblica delle banane, se fossimo un paese dove basterebbero quattro scontri di piazza per far assaltare le istituzioni si potrebbe farlo OGNI VOLTA CHE NON CI PIACE IL GOVERNO IN CARICO O NO!!!!!!
3) L’esasperazione in questo momento è totale ma secondo te’ dove viviamo noi sulla luna? O pensi che non ce ne siamo accorti. Adesso ti racconto una mia curiosita’ personale ho una figlia di 15 anni che faceva occupazione in una scuola superiore mentre succedevano gli scontri e sai cosa gli ho detto , che se potevo avrei fatto l’occupazione con lei oppure sarei andato anche io a manifestare MA FACENDO ATTENZIONE PRIMA A SCUOLA A NON DANNEGGIARE NULLA E POI NELLA MANIFESTAZIONE A NON LASCIARSI COINVOLGERE DAI VIOLENTI. In pratica non gli ho mai detto che non è importante dissentire e manifestare ma semplicemente che si può fare tutto con la testa.
4)Hai fatto caso al circo mediatico dei primi giorni sulla foto del ragazzo “infiltrato” perchè aveva in mano le manette il manganello e altro. Prima tutti i giornali erano convinti che era un infiltrato anzi qualche zelante deputato aveva detto che avrebbe presentato un’interrogazione parlamentare, poi identificato e denunciato il giovane NESSUNO si è vergognato abbastanza da dire ci siamo sbagliati. Tu pensa se il giovane non veniva identificato.
5)Io ci sono stato in quel tipo di bolgia. Tu pensi che sia facile inseguire soltanto chi lancia le pietre o sfonda le vetrine e far passare coloro che vogliono manifestare? Se ci credi veramente mi dispiace dirtelo sei ingenuo. Tu pensi veramente che ci sia la possibilita’ di affrontare i violenti nella bolgia di una manifestazione senza far del male ad innocenti. Credimi non è cosi’ facile. Poi se vogliamo parlare di appartenenti alle Forze di Polizia esaltati ti diro’ che ce ne sono ci mancherebbe i fuori di testa sono dappertutto ” ma tu pensi davvero che i poliziotti e carabinieri escano di O.P. per rompere la testa ai giovani. NON si esce sperando che tutto vada bene e che quelle idee e quel malcontento si possa diffondere anche tra i nostri cari politicanti.
6) Credi che noi non si sappia che il discorso è complesso e che non puo’ essere ridotto a secondo dei punti vista?
7) Ultima considerazione, se tu fossi il proprietario di un’auto danneggiata o di un negozio danneggiato forse saresti un tantienello incazzato non credi?
8 ) Tieni presente che Ti stimo molto e leggo con attenzione i tuoi scritti ma debbo dire che in piccolo forse anche tu hai fatto l’errore di Saviano nella misura in cui hai elencato tutto il male da una parte e tutto il bene dall’altra.
9) Quando si parla di un processo da fare a quelli arrestati durante gli scontri sappi che è tutta una farsa il processo si fara’ tra mesi e verranno condannati ad una multa che non pagheranno. Noi questa cose le sappiamo da sempre, quindi ti diro’ in un modo che sicuramente non apprezzerai, che certe volte l’unica legge che va a finire sul violento è la manganellata è un’estremizzazione lo so’ ma certe volte è cosi. Anche perché se vai a sfidare i poliziotti perché vuoi essere quello piu’ in gamba degli altri, certamente non sei uscito per raccogliere le margherite.
10) Ultima considerazione non voglio tediarti ma non ti sembra strano che dopo le manifestazioni tutti quelli identificati sono bravi ragazzi, ma che dico degli angioletti dei santi. U saluto cordiale ( ao’ nu me cancella’ dai destinatari dei tuoi scritti!!!!!!) scherzo lo so’ che non lo farai.

Risposta del Comandante Nebbia
Fabrizio,
risolto già privatamente l’equivoco sulle affermazioni che mi attribuivi pur non essendo mie, ti dirò che su quello che sta accadendo in questi giorni mi sto ancora formando un’opinione, mentre sulla gestione dell’ordine pubblico ho idee molto chiare visto che in una delle mie precedenti vite me ne sono occupato in condizioni estreme. Te le espongo.
La legge dà autorità alla polizia, ma l’autorevolezza va conquistata sul campo. L’autorevolezza discende dalle procedure applicate con professionalità ed imparzialità. Quando si ha a che fare con la polizia si deve sapere esattamente cosa ci si attende. Questo in Italia non accade per i seguenti motivi:
- troppe forze di polizia, ognuna con il suo percorso di formazione, ciascuna con i suoi metodi.
- formazione professionale superficiale, inaccurata e senza aggiornamenti periodici.
- nessun controllo sull’abuso di alcol e sostanze stupefacenti da parte degli operatori.
- complicità da parte dei comandanti e della politica nel coprire l’abuso di potere.
- scarso senso civico nelle forze dell’ordine.
Come cittadino non mi sta bene che la punizione venga impartita a manganellate. Non credo che prima di sferrarla l’operatore di ordine pubblico svolga un’indagine, accumuli prove e poi impartisca il castigo. La manganellata o il colpo di pistola partono e beccano chi si trova sulla traiettoria, non necessariamente il colpevole. L’operatore di ordine pubblico che commette abusi non è identificabile, allo stesso modo di un malfattore visto che i caschi non recano un identificativo.
Dopo i fatti del G8 di Genova, giusto per usare le tue parole, nessuno si è vergognato abbastanza da scusarsi. I colpevoli sono ancora lì e indossano ancora le divise, non hanno nemmeno pagato la multa.
Che una testa calda vada via impunito dopo una manifestazione violenta mi fa incazzare a morte, ma che la polizia del mio paese possa massacrare persone nelle scuole, esporle nude a perquisizione corporale o fabbricare false prove mi terrorizza.
Mi spiace, ma da chi tutela la legge è richiesto qualcosa in più di chi la vìola. Non siete sullo stesso piano di chi fa casino e se vi ci mettete, per me siete la stessa cosa.
In bocca al lupo per tua figlia. Spera che non trovi un disgraziato che le faccia del male. Che indossi il passamontagna o la divisa, gli effetti sarebbero gli stessi su di lei e su di te.
Note
- Il lettore si riferisce al pezzo su Saviano leggibile a questo link dove attribuisce erroneamente a Comandante Nebbia una serie di commenti fatti dai lettori di Saviano a Saviano stesso [↩]
Oltre la Gelmini
21 dicembre, 2010 di Zag c
Archiviato in Cronache Italiane
Sono in sciopero della fame da 3 giorni, e oggi cinque studenti dell’Istituto italiano di studi orientali lanciano un blog, ‘Abbiamo fame di cultura’. E insieme un appello: ‘Seguiteci, scioperate con noi’. ‘Ci rivolgiamo ad artisti, intellettuali, giornalisti- spiega la 23enne Maria, iscritta al primo Magistrale -, oltre che a tutti gli studenti e i docenti delle facolta’ italiane’. ‘E chiediamo- continua – di seguire le nostre regole, fino al 22 dicembre: solo acqua e un po’ di te’ caldo’.
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E intanto si continua a parlare di mobilitazione contro la legge Gelmini. E chi ne parla non ha capito nulla. O fa finta di non capire per spostare l’attenzione, come quando di parla del 14 dicembre come di una giornata di violenza. Il movimento è andato oltre la legge Gelmini. Non sono più in discussione quei quattro o cinque articoli dell’estensione alla legge di macelleria sociale. Il movimento è cresciuto ed oramai, anche se la legge dovesse essere bocciata (cosa impossibile), il movimento continuerebbe a manifestare, e ora , non più come ha fatto fino a prima del 14 dicembre, “pacificamente”. Oramai è pronto anche allo scontro fisico, se la situazione lo richiederà.
Come lo fu il dopo Valle Giulia.
E non per responsabilità del movimento.
Si chiede la carcerazione preventiva, il Daspo per i manifestanti, il balzello da pagare per manifestare, l’istituzione di poliziotti volanti , nascosti , mascherati che avrebbero il compito di fare agguati e prendere i manifestanti, o presunti tali, isolati dal resto del corteo. E queste misure faciliterebbero le manifestazioni pacifiche? Blindando ed estendendo le “zone rosse” (si parla di tutto il centro storico di Roma), che è grande quanto la città, fortificando i santuari della “democrazia” si riuscirebbe a far “rappacificare gli animi “? E prima di questo e dopo tutto questo ed ancora di più vi sarà ancora qualcuno che parlerà di un ” ma chi mi ripagherà della mia macchina bruciata?” E chi ripagherà questa generazione di un non futuro, di una vita senza speranza e senza prospettive?
E appellerà ancora “stupidi” una generazione “saltata”, chiamerà ancora “vigliacchi” chi nelle manifestazioni si copre il volto dai passamontagna per ripararsi dai gas lacrimogeni ( che non fanno solo lacrimare) , o porta il casco per autodifesa da manganellate che piovono dal cielo , come è successo a Brescia , come è successo a Milano, e ci si è ritrovati col cranio aperto come gusci di noce?
Io penso di si, sopratutto a “sinistra” per coprire l’incapacità a leggere la realtà, per non fare i conti politici con le proprie responsabilità e colpe, per l’incapacità di dare risposte politiche.
Saviano, la Dolce Euchessina
16 dicembre, 2010 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest
Negli ultimi anni, ogni evento della storia della italiana non può definirsi tale se non viene battezzato da una “riflessione”, da un precone o da una lettera agli apostoli di Roberto Saviano.
Il meccanismo è sempre lo stesso. Si verifica il fenomeno x. La Repubblica on Line allestisce lo spazio y, Saviano vi giustappone l’oggetto z, con z che assume valori nell’insieme discreto “articolo, lettera agli apostoli, riflessione, precone, raccolta di firme”.
Dopo gli incidenti di Roma, si scatena immediatamente il meccanismo testé descritto cosicché oggi chi si collega al sito repubblica.it può leggere, con moderata sorpresa, una lettera agli apostoli di Saviano: ““.
Umberto Eco da grande scrittore e emerito semiologo, in uno dei suoi innumerevoli saggi, fornisce una regola aurea per titolare un racconto, un romanzo, uno scritto qualsiasi. Secondo Eco, il titolo non deve mai anticipare il contenuto. Anzi, deve disorientare, spiazzare il lettore che si deve avvicinare allo scritto con un’idea che deve essere stravolta dalla lettura. Ecco quindi che chi si accinge a leggere “Il Nome della Rosa” come se si trattasse di un saggio di botanica, si trova catapultato in un oscuro romanzo medievale saturo di citazioni latine e greche.
Banner per l’Unità d’Italia
26 ottobre, 2010 di Marina Garaventa
Archiviato in latest, Storia e Memoria
Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Ieri, mi è venuta l’idea di mettere, nel blog, un banner che ricordasse il 150° anniversario dell’Unità d’Italia: la ricerca è stata lunga e, purtroppo vana. Nel siti governativi, il 150° non viene neppure menzionato, la ricorrenza trova spazio su siti regionali (p.e. ) sia per pubblicizzare vari eventi sia per riproporre le solite polemiche, trite e ritrite. Finalmente, dopo lunga e perigliosa navigazione, trovo il sito dedicato e, in patriottica predisposizione d’animo, certa che non possa mancare, cerco l’agognato banner…. Niente! Scopro invece che il bellissimo logo, , è strettamente vincolato da incomprensibili divieti che limitano il suo utilizzo, in manifestazioni pubbliche, a una lunga e dettagliata procedura.
Desisto ma, ripensandoci, mi dico:
< Questa è la festa di un paese, di un popolo, di noi tutti e se noi vogliamo unirci a questi festeggiamenti, sventolando una bandiera o applicando un banner sui nostri siti, non saranno certo quattro scartoffie, o le rimostranze isteriche e avvinazzate di qualche politico a farci desistere>
In men che non si dica, ho preparato il banner, che rimanda :
Questo e il codice per inserirlo nel vostro spazio web:
1 2 | <p style="text-align: center;"><a href="http://www.italiaunita150.it/home.aspx"></a> <a href="http://www.italiaunita150.it/home.aspx"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4145/5092886898_4f8751dd11_t.jpg" border="0" alt="" width="100" height="95" /></a></p> |
Credo che questa piccolo omaggio al nostro paese e alla sua unità possa essere un segnale e un ammonimento per tutti quelli che, oggi più che mai, vogliono ridurci al silenzio le coscienze e il pensiero.
Due Pesi e Due Misure
21 settembre, 2010 di ilBuonPeppe
Archiviato in Censura dell'Informazione, Democrazia e Diritti, Oltre il Confine
E’ ancora fresco il ricordo delle manifestazioni che in tutto il mondo si sono organizzate per salvare Sakineh Ashtiani dalla condanna a morte: una condanna decisa perché la donna avrebbe partecipato all’omicidio del marito. Non so se Sakineh sia veramente colpevole, e i tribunali del suo paese non brillano certo per trasparenza, ma per quanto possa sembrare assurdo questo è un fatto secondario. La questione fondamentale è che la pena di morte è un crimine, oltre che un atto incivile e inutile, da qualunque parte la si voglia guardare.
Progetto Politico Contro le Devastanti Politiche Di Esternalizzazione
8 giugno, 2010 di Lidia Undiemi
Archiviato in Chiamiamola Economia, Il Futuro è nei Giovani, Il Lavoro degli Italiani, latest, Meccanica delle Cose
Ricevo e volentieri pubblico questa nota di Lidia Undiemi che descrive un progetto politico di contrasto alle esternalizzazioni speculative.
Come già detto in passato, non ho difficoltà a considerare la flessibilità lavorativa come un valore produttivo nazionale che va incoraggiato e tutelato.
Quello che è intollerabile, però, è l’utilizzo criminale degli strumenti che regolano la flessibilità che portano a retribuire il lavoro come “a tempo indeterminato”, ma a trattare le persone come “liberi professionisti”.
La flessibilità è un valore che il dipendente offre all’imprenditore insieme alle sue conoscenze e come tale va retribuito come si retribuiscono le competenze. Questo vuol dire che un lavoro flessibile va retribuito in maniera più rilevante di un lavoro fisso.
Questo criterio, così semplice e naturale, è già ampiamente radicato nella mentalità comune.
A nessuno sembra assurdo pagare 100 euro al giorno per affittare una vettura che, magari, ne costa solo 10.000. E’ evidente che il vantaggio di poter usare una cosa e poi restituirla va retribuito a chi si assume l’onere di acquisire il bene, manutenerlo e renderlo disponibile a richiesta.
Chi conta di dover usare a lungo una macchina e intende averla nelle proprie disponibilità senza preavviso e senza prendersi il disturbo di affittarla, andarla a prendere e riconsegnarla, spende 10.000 euro e l’acquista. Nei dieci anni medi di vita, la macchina verrà a costare 10 euro al giorno invece di 100, ma ovviamente rimarrà in garage quando non serve e nei 10 euro al giorno saranno comprese le tasse e le spese di manutenzione.
Così, un lavoratore flessibile fa l’investimento di formarsi e manutenersi(formazione, esperienze, ecc.). Investimento che, come nell’auto a noleggio, va retribuito in aggiunta al servizio.
Chi aggira questa regola naturale e insita nel funzionamento del mercato compie un’azione criminale perché non solo condiziona il presente del lavoratore, ma mina il sistema previdenziale e, di conseguenza, l’intero tessuto produttivo.
A livello microeconomico è l’utilizzo improprio dei contratti a progetto a rappresentare l’abuso criminale. A livello di grandi industrie, il meccanismo passa attraverso le esternalizzazioni che portano a rendere flessibile un rapporto di lavoro fisso senza, però, pagare l’aliquota di compensazione testé descritta.
Questo saccheggio, al momento, è come un iceberg. Quello che si vede è solo una minima parte del pericolo incombente. Le forze politiche sono colpevolmente assenti. A questo punto possono essere definite complici in quanto molti partiti e sindacati .
Spero che questa iniziativa di Lidia, , non si limiti alla proposta e si concretizzi rapidamente in fatti visibili a tutti. Tutti noi abbiamo bisogno di punti di riferimento operativi. Se Lidia e l’IDV possono diventarlo, sarò felice di sostenerne l’azione.

