Ho una curiosità:
Sapere cosa hanno deciso di fare, i nostri cari politici, con le pulsantiere di Montecitorio.
E’ stato speso il milione di euro preventivato o hanno cominciato a fidarsi gli uni degli altri?

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Ho una curiosità:
Sapere cosa hanno deciso di fare, i nostri cari politici, con le pulsantiere di Montecitorio.
E’ stato speso il milione di euro preventivato o hanno cominciato a fidarsi gli uni degli altri?

Il federalismo fiscale è una dottrina economico-politica volta a instaurare una proporzionalità diretta fra le imposte riscosse in una determinata area territoriale del paese (i Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni) e le imposte effettivamente utilizzate dall’area stessa.
Oggi parlerò di un fenomeno chimico-fisico noto come diluizione. Invece di ammorbarvi con complicate disquisizioni e noiose definizioni asettiche, partirei immediatamente con una serie di esempi semplici ma efficaci: prendete una tazzina di caffè e versateci una decina di cucchiai di zucchero. Il vostro caffè a questo punto risulterà disgustosamente dolce. Rovesciate il contenuto della tazzina in un contenitore più capiente e aggiungente altro caffè. Effettuando un nuovo assaggio verificherete che la bevanda sarà divenuta notevolmente meno dolce. Procedendo in questo modo, ovvero utilizzando contenitori sempre più voluminosi e continuando ad aggiungere caffè, il livello di zucchero diminuirà a tal punto da non essere più percepibile.

La cronaca alterna lenti periodi di stanca ad accelerate improvvise e compulsive. Appena consumato il fero pasto dello sfruttatissimo delitto estivo con tanto di foto e particolari scabrosi, ci propone due altri argomenti, ma ce li sovrappone. Li fonde e li integra al punto di farcene percepire uno solo.
…basta vivere nei pressi di un termovalorizzatore.
Mi piacerebbe suggerire al Premier, che fa brefing a Napoli durante l’emergenza rifiuti pasteggiando con pietanze prelibate, di acquistare una casa nei pressi del termovalorizzatore di Acerra.
Qualcosa mi suggerisce che non pagherebbe la tassa smaltimento rifiuti, forse neppure l’ICI e forse avrebbe agevolazioni fiscali o addirittura detassazioni, per non parlare di un consistente aiuto economico a fine mese o a fine anno.

Stamattina, come tutte le mattine, recandomi al lavoro in auto, mi sparavo la consueta dose di informazioni radiofoniche perché è importante iniziare la giornata con tonicità e ottimismo. Notizie calde calde, appena sfornate. Berlusconi che fa visita alla monnezza napoletana, la sanità privata che lucra sulla salute della gente a sua volta pericolosamente minacciata dall’abuso di intercettazioni e via così insomma. La solita ventata di allegra quotidianità italica,gli spunti per scrivere qualcosa di profondo e impegnato ci sarebbero e numerosi, ma oggi voglio tentare un esperimento, ovvero provare ad essere meno “pesante” del solito,più leggero e scanzonato,concentrerò quindi i miei sforzi sulla più ilare delle news ascoltate: il flagello dei pianisti in Parlamento e conseguenti soluzioni avanzate dagli addetti ai “lavori”.

Come scrissi un po’ di tempo fa, ci si aspetterebbe che un personaggio come Berlusconi, uno coi miliardi (di euro), con giornali, televisioni, flotte di aerei privati, grattacieli, case e palazzi in tutto il mondo, schiere di servitori, potenti amicizie internazionali e ogni altra cosa che una persona ordinaria come me non riesce nemmeno lontanamente a immaginare, sia al di sopra di certe cose e che abbia decine e decine di galoppini pronti a svolgere le faccende meno importanti e i lavori sporchi al posto suo.
Invece no. Silvio è e rimane quello che è sempre stato. Un piccolo impresario di rivista d’avanspettacolo. Certo, ha fatto la grana, anzi i dané. Certo, ha fatto successo, ma in fondo non è mai cambiato veramente. E’ il quadro desolante e squallido che emerge dalla seconda tranche delle intercettazioni dei colloqui di Silvione con Agostino Saccà che l’Espresso, senza alcuna pietà per la nostra dignità nazionale, ci propone oggi.
Ecco, l’hanno fatto. Si sono offesi e l’hanno fatto di nuovo. Cavolo però, come sono permalosi!
Io sinceramente non capisco la gente che si offende; sarà che sono un tipo semplice, sarà che non considero l’orgoglio una virtù, sarà che evito di frequentare persone che non stimo, sarà quello che volete, ma non vi so dire quand’è stata l’ultima volta che mi sono offeso.
Perché offendersi? Che senso ha? Se una persona non ti piace, stai alla larga; se non hai stima di una persona, non ce l’hai neanche di quello che dice; se consideri qualcuno un bastardo, non c’è motivo di pretendere il suo rispetto. Non so voi, ma ogni volta che vedo qualcuno offendersi, e magari lo fa in maniera plateale, ho sempre l’impressione che abbia la coscienza sporca.

A proposito dell’articolo pubblicato ieri (La monnezza di Berlusconi non puzza), vorrei segnalare quello che sta succedendo ultimamente a Cagliari.
Dovete sapere che qualche tempo fa, la regione Sardegna ha fatto un accordo per ricevere alcuni dei rifiuti della Campania in modo da smaltirli.
A mio parere, un’iniziativa intelligente se la regione ha fatto bene i conti.
I sardi non la pensavano così.

Il 23 maggio del 2008 in via Notarbartolo a Palermo è il sedicesimo anniversario della strage di Capaci. Ci sono diecimila giovani, ma non sono palermitani: sono arrivati con la nave. Ci sono i maratoneti che arrivano correndo da Corleone. Ci sono alcuni palermitani, sempre le stesse facce, solo un po’ più vecchie. Poche, pochissime. Ci sono le strade chiuse, i vigili, e tutto intorno centinaia di automobilisti infuriati.

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