Incriminazione Bertolaso, La Ripassata a Francesca e Tutte le Intercettazioni
25 settembre, 2011 di redazione
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E’ notizia di ieri sera che Guido Bertolaso, ex sottosegretario e capo della protezione civile del governo Berlusconi attualmente in carica, nell’ambito dell’inchiesta G8 relativa ad appalti e corruzione. Secondo l’accusa ci sarebbe stato uno scambio di favori e corruzioni tra imprenditori e pubblici ufficiali per l’assegnazione degli appalti per i Grandi Eventi. Fra i reati contestati, a vario titolo, l’associazione per delinquere e la corruzione.
Riportiamo di seguito Rassegna stampa delle informazioni disponibili sui quotidiani nazionali relativamente alla vicenda Bertolaso, Balducci, Anemone e Della Giovampaola. L’analisi di queste intercettazioni ha condotto alle indagini che hanno condotto all’incriminazione
Le informazioni sono raggruppate secondo un criterio estetico e non temporale.
Si ricordi che Guido Bertolaso è un funzionario e medico italiano, che dal 2001 al 2010 è stato direttore del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei ministri e dal 21 maggio 2008 Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Emergenza rifiuti in Campania nel IV Governo Berlusconi. Ha Ricoperto, inoltre, l’incarico di Commissario straordinario per le seguenti emergenze: terremoto dell’Aquila, vulcani nelle Eolie, aree marittime di Lampedusa, bonifica del relitto della Haven, rischio bionucleare, Mondiali di ciclismo, presidenza del G8 del 2009, area archeologica romana(1). Tutti incarichi che hanno comportato la gestione di grandi quantità di denaro in condizioni di controllo ridotte a causa l’emergenza
Le trascrizioni vengono presentate senza commenti al solo scopo di fornire un’idea concreta della gestione della cosa pubblica italiana e del perché la riduzione delle intercettazioni telefoniche sia uno degli argomenti centrali della politica.
Buona lettura.
Note
- [↩]
Il Maglioncino Sporco di Bertolaso
24 settembre, 2011 di Comandante Nebbia
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In genere, evito di commentare vicende giudiziarie ancora in fase di istruttoria. Le informazioni sono vaghe, incerte. Troppo semplice trarre dei giudizi affrettati o giungere a conclusioni draconiane su una realtà che non è mai completamente bianca o nera.
La vicenda che vede coinvolto il capo della Protezione Civile, il , però, merita un’eccezione e spiego il perché.
Supponendo che le intercettazioni riportate dai giornali siano veritiere e che, soprattutto, siano correttamente interpretate, il fatto giudiziario di per sé è la solita squallida storia di ruberie e mazzette. Queste ultime erogate non solo in forma monetaria, troppo compromettente e tracciabile, ma anche attraverso concessione d’uso di beni, aiuti a congiunti ed amici o favori sessuali.
Spider Truman alias Francesco Saverio Caruso, una Conoscenza di Vecchia Data
21 luglio, 2011 di redazione
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Articolo originale del 10 agosto 2007
Oggi dalle mie parti la giornata è molto calda. C’è un vento caldo, bizzoso e molto forte. Tempo perfetto per gli incendiari. Infatti dai monti boscosi che coprono le spalle della mia città salgono grosse volute di fumo che proiettano ombre sinistre sulle strade spaccate dal sole. Gli aerei e gli elicotteri della protezione civile sfiorano i tetti dei palazzi nel loro rombante percorso che li porta da un mare scuro ed indifferente alle montagne devastate dalla fiamma.

Clamoroso: 6 Occupati Italiani su Cento Vivono di Politica, gli Altri 94 li Mantengono
1 marzo, 2011 di MikClaudia
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Vi piacerebbe possedere un’auto che brucia benzina e consuma olio e pneumatici anche quando è parcheggiata? No, probabilmente no. Se poi, quando mettiamo in moto la macchina, questa non si muove o va avanti a tre cilindri (nella migliore delle ipotesi) è facile incominciare a pensare pensare che si è vittime di una grossa fregatura.
Eppure, che vi piaccia o no, è proprio quello che succede a tutti noi in Italia. In Italia ci sono un milione e mezzo di persone che vivono di politica. Su in Italia, il 6% trae il proprio sostentamento da attività politiche o “dall’indotto”, per utilizzare impropriamente un termine industriale.
E quanto costa l’ambaradan? Quasi 20 miliardi di euro all’anno, l’importo di un’importante manovra finanziaria, praticamente quanto si spende per mantenere esercito, marina e aviazione messe insieme in un anno, l’equivalente di un punto di PIL. Clamoroso. I numeri, già di per se’ impressionanti, diventano inaccettabili quando li si parametrizza al prodotto di questa “industria” in termini di programmazione, innovazione della società e progresso sociale.
I dati shock non vengono da un’organizzazione anarchica o da un’inchiesta giornalistica, ma da uno studio del sindacato UIL (l’),. Un’organizzazione organica al sistema e che, probabilmente, ha stimato per difetto le sue valutazioni, anche tenendo conto del fatto che nel rapporto (stranamente) non si parla di sindacati i quali contano decine di migliaia di addetti a tempo pieno che,ovviamente, gravano sul sistema.
Di seguito potete leggere il rapporto, così quando vi mangerete il fegato lo farete sulla base di dati di fatto e non solo sul sentito dire. Buona lettura.
Il Buio Oltre la Carfagna: Cosa si Nasconde Dietro questa Storia?
23 novembre, 2010 di Giovanni Grobo
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La questione Carfagna-Bocchino-Mussolini, dai più regolata con battute da trivio o, nella migliore delle ipotesi, come un bisticcio tra donnette, nasconde dei retroscena inquietanti su cupi interessi e giochi di potere in una regione dove la gran parte del flusso di danaro erogato dallo stato è combusto in una fornace che produce tanto fumo e pochissimo arrosto.
Da anni, il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca è riuscito a creare le condizioni organizzative ed ambientali atte ad ospitare un termovalorizzatore (o inceneritore) nel territorio del comune che amministra(1). Si tenga presente che far digerire l’ipotesi di realizzazione di una struttura di questo tipo ad una comunità non è un compito banale. La cosa è ancora più notevole considerando che a Salerno il problema rifiuti non esiste. Salerno, in meno di due anni è passata dalla raccolta convenzionale(2) a primo comune in Italia per la percentuale di differenziazione dei rifiuti(3).
Note
- si veda l’anticipazione della crisi rifiuti fatta da De Luca più di un mese fa in una dichiarazione raccolta da [↩]
- vedi nostro articolo a proposito [↩]
- AdnKronos [↩]
Lo Status Quo: Quando L’eccezione Si Fa Regola
10 marzo, 2010 di Gaspare Serra
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L’attuale legislazione relativa alla compatibilità tra il ruolo di parlamentare e quello di sindaco o presidente di provincia presenta una lacuna evidente: mentre l’art. 62 del T.U.E.L.(1) obbliga ogni sindaco o presidente di provincia, intenzionato a candidarsi alle elezioni politiche, a dimettersi dal proprio incarico di amministratore locale, la legge non vieta espressamente il contrario, ossia ad un parlamentare in carica di candidarsi alle elezioni locali(2).

Note
- [↩]
- oppure ad un politico a candidarsi, nella stessa tornata elettorale, contestualmente alle elezioni locali e politiche [↩]
Aboliamo le Elezioni: la Buffoneria Sintomo di Regime
9 marzo, 2010 di eppursimuove
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L’arroganza, l’ignoranza, la superficialità, la buffoneria, che è dimostrazione autentica che il sistema è diventato regime, ergo: antidemocratico, hanno prodotto l’esclusione delle liste da presentare per le elezioni regionali in Lazio e in Lombardia.
A Roma, non sono state presentate nei tempi previsti dalla legge. Evidentemente, la predisposizione delle liste elettorali nel centro-destra dev’essere stata un’operazione particolarmente complessa. Sarà rimasta esclusa qualche zoccola, qualche cognato, qualche pluri-indagato e la documentazione rifatta più volte sotto, sopra, è giunta in ritardo in Tribunale.
Il Posto Fisso è una Fregatura
4 marzo, 2010 di dellefragilicose
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani
Qualche mattina fa leggevo la bella lettera di un amico che, parlando del suo lavoro (da dipendente), raccontava dell’entusiasmo con il quale sta affrontando le nuove responsabilità che gli sono state affidate e della determinazione che intende avere se e quando si tratterà di prendere decisioni difficili e dolorose.
Mi ero ripromesso di non commentare o almeno di non commentare troppo. Ognuno fa il suo percorso e non è utile trasmettere esperienze che fanno riferimento ad altri tempi ed altri costumi.
Ora, invece, mi ritrovo a scrivere di lavoro, forse proprio avendo in mente quella bella lettera ed, in particolare, i passi dove il mio amico descrive il modo con il quale è stato capace di conciliare il maggiore impegno con la vita familiare.
Per quanto sia poco loquace nella vita a base carbonio, questa virtù non mi è stata concessa in quella a base silicio dove, ormai da anni, parlo e sparlo di ciò che conosco e, con molta disinvoltura, di ciò di cui non so nulla.
Chi mi vuole bene, mi perdonerà. Degli altri non mi preoccupo.
Leggi il resto
Don Vicienzo
17 febbraio, 2010 di Comandante Nebbia
Archiviato in Appunti Italiani, Border Zone, Il Bello della Politica, latest, Oltre le Righe
Lo sguardo di Vicienzo è tranquillo. Il viso sorridente è illuminato da una luce soffusa, la posa rilassata. Vicienzo indossa un giubbotto blu. Il taglio sembra buono. Niente di eccezionale, una cosa sui 100, 150 euro calda e di buona qualità, ma comunque di sintetico, da grande magazzino.
Niente simboli di partito. Chi vota per Vicienzo lo fa per lui e non per la tessera che porta in tasca. Bella foto. Riuscita. Comunque, quello che risalta di più è lo slogan: De Luca, una speranza c’è.
Siamo ufficialmente all’ultima spiaggia.

Figli di Papà, Mogli di Marito, Fratelli di Fratello
5 febbraio, 2010 di dellefragilicose
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Nel Paese dei «figli di» è venuto il momento di Renzo Bossi, secondogenito di Umberto. Sarà candidato alle prossime regionali – nella Lega, ça va sans dire – a Brescia. Il viceministro Roberto Castelli, consapevole delle maldicenze che accompagneranno l’entrata in politica del giovane Renzo, s’è premurato di precisare: «Niente a che vedere con altre candidature di figli, mogli o parenti vari che sono stati inseriti in liste bloccate, con la certezza di essere eletti. Il figlio di Umberto Bossi dovrà affrontare la campagna elettorale e ottenere le preferenze sufficienti. Credo che sia, per un ragazzo di ventun anni, un atto di coraggio di fronte al quale mi tolgo tanto di cappello».
Che Fine ha Fatto l’Abolizione delle Province?
4 febbraio, 2010 di Comandante Nebbia
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In Italia esistono . La lista completa potete vederla . Si va dai 3.700.424 abitanti della provincia di Roma, distribuiti su 121 comuni, ai 58.389 di Ogliastra (Sardegna) concentrati in appena 23 comuni. La provincia di Torino è quella che conta più comuni (215), mentre quella di Trieste ne ha solo 6. Bolzano e Foggia le più estese (7.396 e 6.966 Km2 rispettivamente), Prato e Trieste le più piccole (365 e 212 Km2 rispettivamente). 2625 abitanti per Km2 in quella di Napoli, appena 31,3 in quella di Ogliastra.
Impossibile cercare una relazione tra la decisione di istituire una provincia ed uno qualsiasi di questi dati. Semplicemente non c’è. Le province sono, con ogni evidenza, istituite per motivi politici e non pratici o amministrativi. La prova più evidente è il moltiplicarsi di province negli ultimi anni. A fronte , del miglioramento dei trasporti, del progresso dei sistemi di comunicazione e dell’aumento del trattamento automatico dei dati, si è avuta una forte dispersione amministrativa in luogo di una concentrazione.
Dal 1992 al 2009 le province sono passate da 95 a 110. Non basta. E’ che il consiglio provinciale di Vibo Valentia (provincia istituita solo nel 1992 su iniziativa del senatore ) ha suddiviso il territorio della provincia in cinque circondari. Il circondario è un ente amministrativo intermedio tra provincia e comune. Istituito nel 1859 dal ministro dell’Interno del Regno di Sardegna Urbano Rattazzi, è stato soppresso nel 1927. Nel 2000, lo ha formalmente reintrodotto. Oltre ai cinque creati da Vibo Valentia ci sono i circondari di Torino (Ivrea, Pinerolo, Susa, Lanzo), Venezia (Veneto Orientale), Bologna (Imola), Forlì-Cesena (Cesena), Firenze (Empolese-Valdelsa), Livorno (Val di Cornia), Siena (Val d’Elsa, Chianti Senese, Crete Senesi, Val di Chiana, Val d’Orcia-Amiata, Val di Merse), Reggio Calabria (dello Stretto, della Piana, della Locride).

Le province hanno , spesso in palese sovrapposizione con i comuni e le regioni. Esiste anche un corpo di . Evidentemente vigili urbani, polizia, carabinieri, polizia forestale, polizia penitenziaria e guardia di finanza non erano sufficienti.
Anche se le funzioni delle province non sono chiarissime, il costo dell’istituzione è di , 284 euro a testa, neonati ed immigrati clandestini compresi. Per una famiglia di 4 persone è praticamente uno stipendio all’anno. Infatti, che si tratti quasi di una regione, come nel caso di Torino, o che si tratti di una specie di quartiere cittadino, come Ogliastra, l’apparato politico e burocratico di un ente provincia è praticamente lo stesso.
Che abolire le provincie non sia un’amenità è, anzi era, condiviso da quasi tutte le forze politiche. Almeno a chiacchiere. Il proposito rientrava nei , con la sola eccezione della Lega, ma nessuna azione in questo senso è stata mai intrapresa. Anzi, il movimento d’opinione che si era creato per sostenere questa ottimizzazione della spesa pubblica si è praticamente disciolto nel nulla.
Il quotidiano Libero dove lanciava una sottoscrizione di firme per la soppressione delle province (). Il è fermo al 9 giugno del 2009. Lo stesso Beppe Grillo ha tolto l’argomento dalla home page del suo sito forse per far posto al bannerino per il salvataggio degli orsacchiotti della luna. La pagina di wikipedia sui costi delle province il 26 gennaio 2010.
L’ultima traccia ufficiale delle intenzioni della maggioranza è del dello scorso primo aprile. Visto il giorno, le esternazioni di Maroni e di Brunetta suonano un po’ come uno scherzo. “” . Certo, come no.
Comunque, chi aveva creduto veramente al fatto che i partiti potessero rinunciare a 110 poltrone da presidente e a qualche migliaio di posti tra assessori e consiglieri provinciali, senza contare l’immenso bacino di clientele coltivabile attraverso le assunzioni nelle amministrazioni provinciali?
Sedici miliardi all’anno in più da gestire non sono noccioline. Infatti, , la discussione in parlamento sulla legge costituzionale per l’abolizione delle province presentata dall’IDV, viene rinviata sine die con il voto congiunto di PD, Lega e PDL.
E’ da notare che la finanziaria 2010 aveva imposto , praticamente 35.000 poltrone in meno (in Italia l’industria “Politica” dà lavoro a circa 400.000 addetti tra eletti e funzionari di partito. E’, in assoluto, l’azienda con il maggior numero di lavoratori. In Italia ci sono circa 100.000 carabinieri. Se si dovesse venire alle mani, il rapporto è di uno a quattro). La norma, però, ha vissuto solo 12 giorni perché il 13 gennaio è già stata rinviata al prossimo anno dal decreto legge denominato ““, che, all’art. 1 c. 3, dispone:
“Le disposizioni di cui ai commi 184, 185 e 186 dell’articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e successive modificazioni, si applicano a decorrere dal 2011 ai singoli enti per i quali ha luogo il rinnovo del rispettivo consiglio, con efficacia dalla data del medesimo rinnovo”.
Ovviamente, fino al 2011, c’è sempre tempo per un’altra dilazione o per una definitiva soppressione. Vogliamo scommettere?
In ultimo, ritengo utile citare che la candidata alla presidenza della Regione Lazio Renata Polverini ha dato ad un lettore del suo blog quando le è stato chiesto cosa ne pensava dell’abolizione delle provincie.
Il tema non fa parte delle competenze di un Presidente di Regione, ma voglio dire la mia comunque. Sono contraria all’abolizione. Sarebbe una misura demagogica e inutile. In ogni nazione esistono enti intermedi tra la regione e i comuni, cui sono affidati compiti di coordinamento territoriale. Naturalmente bisogna evitare sovrapposizioni tra le diverse competenze, snellire gli apparati e non rimpolparli continuamente, combattere le clientele. Ma è certo che vi sono temi che richiedono un intervento sovracomunale e non possono essere affidati direttamente alla regione.
Simpatico esercizio di equilibrismo semantico. Probabilmente è vero che esistono enti amministrativi intermedi nelle varie nazioni del mondo, anche se si dimentica che le contee americane e i circondari rurali tedeschi, per esempio, sono suddivisioni di stati federali che non possono essere paragonati alle nostre regioni le cui competenze sono esclusivamente amministrative.
In Francia, le 22 regioni sono suddivise in 100 dipartimenti. Tuttavia, le competenze regionali francesi sono molto limitate ed essenzialmente concentrate su istruzione e i trasporti pubblici. La confusione di competenze e la duplicazione di ruoli (si veda solo il caso della polizia provinciale) sono un’esclusiva quasi tutta italiana.
In quanto alla demagogia, sedici miliardi di euro all’anno sono una cifra piuttosto interessante. Probabilmente, l’abolizione dell’istituto non consentirebbe di risparmiarla integralmente, ma in un’ottica di riduzione della spesa pubblica il problema andrebbe seriamente preso in considerazione, ma si sa, queste sono preoccupazioni per paesi in crisi, non certo per una nazione prospera come la nostra.
Attenzione: Il plurale di provincia è province, senza la “i”, ma non è sempre stato così. Nella Costituzione, infatti, il plurale utilizzato è “provincie“. Per adattarlo alla moderna grafia sarebbe necessaria una revisione degli articoli. Si legga all’uopo l’interessante nota .
Comunque, se durante la lettura di questo post trovate un “provincie“, trattasi di banale errore ortografico e non di dotta citazione latina (N.d.A.).
Vedi Napoli e poi Scappa
1 febbraio, 2010 di Comandante Nebbia
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Napoli non è la Campania, ma la Campania è Napoli. Non è questione di predominio culturale. Quello, Napoli l’ha perso da decenni. Non c’è più Eduardo nei teatri di Napoli e non è D’Annunzio che scrive i testi di Gigi D’Alessio. Storia, tradizione e cultura sopravvivono come esili spettri nelle strade umide e maleodoranti del centro antico dove vecchi palazzi marci e fatiscenti sembrano giganteschi cadaveri in putrefazione. Chiese abbandonate con le porte sbarrate e le finestre sfondate segnano i crocicchi di quella che fu una città vitale e sonora e che oggi somiglia solo a un grande cimitero chiassoso dove gli scavi per la metropolitana portano alla luce ogni giorno nuovi scheletri dimenticati che gruppi di turisti spaesati si fermano distrattamente a fotografare e che i nuovi napoletani non degnano nemmeno di uno sguardo.
Avviamento al Lavoro. Di Corsa e per Legge
26 gennaio, 2010 di Giacomo
Archiviato in Il Futuro è nei Giovani, Il Lavoro degli Italiani, latest
Due novità nel panorama politico nostrano. Non mi riferisco né al matrimonio notturno della Gelmini né al fiorire di candidature vecchie e nuove per le prossime regionali. Sto invece pensando a quanto è stato detto di recente a proposito dei giovani, o meglio, dei giovanissimi: gli adolescenti.
In primo luogo un ritorno al passato, all’avviamento al lavoro degli anni 40, 50 e 60. Visto che, ci dicono, l’obbligo di istruzione fino a 16 anni tiene sui banchi un numero altissimo di giovani, tanto vale dar loro la possibilità di andare a lavorare,o meglio, fare apprendistato durante l’ultimo anno al posto della frequenza a scuola.
Secondo me i soliti cervelloni avranno fatto due calcoli: visto che ci sono migliaia di insegnanti precari che presto resteranno addirittura senza neanche le supplenze riduciamo ancora il numero dei ragazzi e cioè l’esatto contrario di quanto servirebbe.
L’Aggressione a Silvio Berlusconi: Violenza Fisica, Violenza Morale. Le Vere Vittime.
17 dicembre, 2009 di eppursimuove
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15/12/2009, luogo: Camera dei Deputati.
Dichiarazione del presidente dei deputati Pdl Fabrizio Cicchitto in merito all’aggressione a Silvio Berlusconi:
”La mano di chi ha aggredito Berlusconi è stata armata da una spietata campagna di odio il cui obiettivo è il rovesciamento del risultato legittimo di una campagna elettorale”, una campagna ”iniziata fin dal 1994″ e ”condotta dal network Repubblica-L’Espresso, da Il Fatto, dalla trasmissione di Santoro Annozero e da un terrorista mediatico di nome Travaglio“.
Secondo Fabrizio Cicchitto, craxiano ora alle “dipendenze” di Silvio Berlusconi, unitamente ad un responsabile fisico, perché è stata la mano di un uomo a colpire il viso del presidente del Consiglio, esisterebbe un “mandante morale”: la campagna di odio organizzata dal network Repubblica-L’Espresso.
“Interessante”. Tra apici perché non riesco a farmi una ragione del fatto che Cicchitto possa aver detto qualcosa di significativo.
E allora, vediamo di capire. Perché c’è qualcosa che non capisco.
Sotto, Sotto, Mentre Parli del Complotto, Io ti Fotto l’Articolo 18
16 dicembre, 2009 di dellefragilicose
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani, latest
Intanto che stiamo tutti lì a ragionare di statuette che volano, denti rotti, presidenti del consiglio che non possono mangiare la pappa, complotti di destra, complotti di sinistra, chiusure di pagine di facebook e cazzi vari, la macchina inculatrice, che in pochi anni ha trasformato i lavoratori dipendenti in schiavi a cottimo senza nessun diritto, nel silenzio omertoso delle destre, delle sinistre, dei dipietri, dei grilli e dei travagli, continua implacabile la sua opera devastatrice.
Dopo aver distrutto il concetto di contratto a tempo indeterminato, quello di ferie e di diritto al riposo per malattia, tocca eliminare un’ultima fastidiosa opportunità per il lavoratore dipendente che ritenga di aver subito un torto ed intenda ricorrere al giudice per risolvere una controversia di lavoro.
Per capire di cosa vo parlando vi toccherebbe comprare un giornale, sfogliare le dieci, quindici pagine che parlano della statuetta e del cazzone pentito che l’ha lanciata ed arrivare in quella parte del quotidiano dove vengono scritti quei fondi noiosi che non legge nessuno e dove non c’è nemmeno una pubblicità con qualche tetta a rallegrare la rappresentazione.
Oppure potete leggere MenteCritica e seguire un paio di link. Questo, forse, è più facile.

Neghiamoci Giustizia in Nome del Principio
17 novembre, 2009 di Comandante Nebbia
Archiviato in Appunti Italiani, Cuore di Tenebra, latest
Nella notte tra il 26 ed il 27 ottobre 1991, il teatro Petruzzelli di Bari fu completamente distrutto da un incendio. Il rogo, dopo le prime indagini, apparve doloso e partirono le indagini della magistratura. Indagini che, dopo un percorso tortuoso, conducono all’istruttoria di un processo contro Ferdinando Pinto, il gestore del teatro che, secondo l’accusa, avrebbe ordinato l’incendio dello stabile per coprire una pesante situazione debitoria personale.
L’8 aprile del 1998, Pinto viene condannato a 7 anni e 8 mesi di reclusione. Il 6 aprile del 2001, in appello, la condanna viene ridotta di due anni. Nel secondo processo di appello, disposto dalla Corte di Cassazione e conclusosi il 14 luglio del 2005, Pinto viene assolto. La sentenza diventa definitiva nel gennaio 2007 con la decisione della Suprema Corte. Tra l’incendio e la sentenza definitiva passano sedici anni. A settembre del 2007, il difensore di Pinto, l’ avvocato Michele Laforgia, , competente per territorio a trattare i procedimenti che riguardano la magistratura di Bari, un ricorso per la «non ragionevole durata del processo».
Intervistato a “La Storia Siamo noi” Pinto “Se avessi immaginato di stare 16 anni intorno a questa vicenda mi sarei suicidato. La mia vita maciullata, l’impossibilità di lavorare, l’impossibilità di sentirmi un uomo, vivo.”
Cosa Uccide di Più? Questione di Percezione.
9 novembre, 2009 di doxaliber
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Questione di percezione. In questo periodo siamo terrorizzati dall’influenza A, alcuni di noi temono di morire e quando si leggono non si può che provare dispiacere. Eppure i numeri, tra allarmismi e minimizzazioni, continuano a dirci che l’influenza A, almeno per ora non è più temibile .

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