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Una Bomba Chiamata Unicredit

7 gennaio, 2012 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione

Cento miliardi di capitalizzazione nel 2006, 7 miliardi nel 2011. Una perdita secca del 93%. Il 37% di perdita negli ultimi tre giorni. Per chi non ha ancora capito cosa significa, forse ci vuole un disegno, uno di quelli alla IKEA, universalmente adatto anche agli idioti. Unicredit è la bomba ad orologeria piazzata sotto il culo della repubblica italiana e, di conseguenza, nel ventre dell’Europa, di cui la nostra penisola rappresenta da tempi insospettabili la parte più molle e non solo dal punto di vista economico.

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Inferno, Purgatorio o Paradiso? Il Sondaggio che non Piacerà a Berlusconi 2, il Ritorno

4 marzo, 2011 di  
Archiviato in latest, Oltre le Righe, Storie Italiane, Vox Dei

Ciao, sono Dio. Prima di tutto voglio ringraziare l’amministratore di questo stupefacente sito. E’ un uomo di eccezionale intelligenza e generosità con attributi sessuali vigorosi e di dimensioni ragguardevoli. Inoltre l’ho fatto bellissimo e con attributi sessuali vigorosi e di dimensioni ragguardevoli, parola mia. Nonostante vada gloriosamente per i 50, è alto, snello e bello come se avesse 30 anni di meno e con attributi sessuali vigorosi e di dimensioni ragguardevoli.
Scusate il breve spot, ma glielo dovevo. Ho provato ad avere uno spazio su Corriere o su Repubblica, ma li se non cacci i soldi o se non sei Saviano, col cazzo che riesci a pubblicare due righe.

Veniamo al punto, che anche se sono eterno non ho tempo da perdere. Devo dire che ultimamente, con questa storia di essere dovunque nello stesso momento non ho più un attimo per me e sto spendendo un’ira mia in biglietti d’aereo. Certo, ci sono le compagnie low cost, ma io ho una certa età e fare la corse per il posto a sedere, non poter bere nemmeno una cazzo di coca cola senza sganciare tre euro e essere assistito da hostess racchie mi scoraggia.
Che stavo dicendo, ah, ecco … sì, non ho molto tempo. Un paio di volte ho provato pure a fermarlo, nella speranza di recuperarne un po’, solo che sono rimasto sospeso a mezz’aria come un cazzone pure io visto che, a differenza di quanto pensava Agostino (che voi avete fatto santo, ma non so perché), io il mondo l’ho creato nel tempo e non con il tempo.

Dio ai tempi dell'università (9.120.237.444 a.c.)

Tutto questo per dire che mi è capitata sta pratica Berlusconi tra le mani e non so cosa fare.
Berlusconi Silvio, nato a Milano il 29-9-36 ed ivi residente alla via tot, tot e tot, modalità con le quali si è arricchito, non pervenute, contatti con stallieri mafiosi, non chiariti, complicità con Craxi Benedetto (pratica Craxi già passata in giudicato con affidamento all’Avversario) mai ammessa, iscrizione a loggia massonica (li possino i massoni, non li posso vedere) con versamento quota “per scherzo”, promulgatore di leggi sartoriali, amico dei già conosciuti a questo comando signori Putin, Gheddafi, Ben Alì e Lukashenko, formatore di governi con personaggi ambigui e ministre e deputate chiavabilissime (non tutte, ma certe sì), gran puttaniere, ma sedicente cattolico osservante, fottitore imperterrito di consigliere regionali maggiorenni ( rifatte male) e di minorenni con data di nascita retrodatata per diventare maggiorenni (cazzo, questo il tempo lo controlla meglio di me), utilizzatore finale di corrotti, ma non corruttore, bungabunghista, datore di lavoro di Ghedini Niccolò (una delle note identità del Demone Meridiano) e Fede Emilio (una notissima testa di cazzo), ecc., ecc.

A leggere la pratica, mi sembra un grandissimo fetente, ma guardando il telegiornale, la cosa non mi risulta. Ho parlato con mio figlio che mi ha detto che mi devo fare Sky, che col digitale terrestre a botta di vedere il TG1 mi sono scimunito. Mi ha detto pure che dovrei vedere Santoro, ma sinceramente si fa sempre troppo tardi e Travaglio, quando fa il monologo, mi fa addormentare.
Comunque, qua si deve decidere. Il signore in oggetto, nonostante le plastiche e le siringhe nei coglioni per fottere come un ventenne, deve farsi la cartella fra poco (e se sta leggendo e si gratta le palle, sappia che non serve a niente). Ora il dubbio è: me lo porto su da me, lo mando giù dall’Avversario o gli faccio fare un periodo di penitenza e poi vediamo?

Ecco, mo si portano molto i sondaggi, li vedo sempre al TG1 e pure a me, che sono onnisciente, ma mi caco un po’ il cazzo di sforzarmi a pensare, m’è venuta voglia di farne uno, così faccio il moderno, alla faccia di quel buffunciello capellone di mio figlio che secondo alcuni è già sceso, secondo altri no, ma queste non sono questioni da discutere qui se no la gente si scoccia e va a leggere quella cacata di dagospia..
La domanda è semplice e voglio una vostra risposta, poi comunque decido io che sono Dio e faccio quello che mi pare perché sono onnipotente, ma vi prometto che terrò conto del giudizio della giuria popolare, come a Sanremo.
Rispondete, condividete su facebook e inviate il link di questo post a 10 vostri amici. Giggino, che ha già condiviso, risposto e inviato a 10 amici, ha appena saputo che da contratto a progetto lo hanno passato a contratto a tempo indeterminato: 1200 euro netti al mese e 2 settimane di ferie all’anno. Sta come una Pasqua (che cazzo sarebbe poi sta Pasqua, mah). Rafele, che sta nello stesso ufficio di Giggino, ha detto. “ma che cazz’è sta strunzata”, ha chiuso MenteCritica e si è andato a vedere le zizze delle femmine nude su Egotastic. Lui non lo sa, ma mentre si arrazza col nip slip di Emma Watson, la moglie si sta divertendo a casa, nel letto suo, con Abdul, un giovane senegalese di belle speranze, intelligente, laureato, gentile e con una mazza di 28 centimetri.

A questo punto vedi tu. Io ti ho dato il libero arbitrio. Il posto fisso o Abdul? Scegli tu.

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Tav vs Aereo: chi Vince?

19 gennaio, 2010 di  
Archiviato in Appunti Italiani, Consumo CriticaMente, latest

L’opinione di DiabolicoMarco.
Tornato da poco da Milano dico: Treno batte Aereo 1 a 0.
Nel mio caso viaggiavo per lavoro, su una tratta blasonata e per andare dal centro di Roma al centro di Milano.
Sono andato alla stazione Termini (1 euro per il tragitto urbano). Sono salito su uno dei nuovi Freccia Rossa. I sedili di 2a classe sono comodi anche per uno della mia stazza, sotto il tavolinetto ci sono le prese per l’elettricità e, difatti, la maggior parte delle persone armeggiava con notebook e altri gingilli.
Io ho letto un libro, ascoltato un po’ di musica, sonnecchiato. Il tragitto doveva essere coperto in 2 ore e 59 minuti (sic!). Invece tra Firenze e Bologna il treno è andato sulla linea lenta e quindi è arrivato con 35 minuti di ritardo. In ogni caso, dopo 3 ore e mezza ero alla stazione centrale. Quattro fermate di metro ed ero al mio albergo, non lontano dal Castello Sforzesco. Il treno è pulito. Ogni tanto passa un omino che controlla i bagni e i vagoni. Sui tavolinetti ci sono delle riviste che trattano di articoli economici sul “lusso e il design made in Italy”. I treni non sono “spaziali” come me li immaginavo. Più che altro make up. Però il treno non fa fermate. Fuori e buio e, anche se non sembra di andare poi così tanto veloci, quando rallenta e vedo che stiamo passando per Firenze rimango stupito.

Per tornare ho preso l’aereo. Da una stazione che si trova a 5 minuti dal mio albergo parte il “Malpensa Express” che effettua 3 o 4 fermate e ci impiega 40 minuti per arrivare all’aeroporto (11 euro). Quindi anche se il mio volo è alle 19 devo partire alle 17. Arrivo al terminal 1, ma il mio volo parte dal terminal 2. Prendo un autobus navetta gratuito (almeno questo) in cui stiamo stipati come galline in un covatoio. Giriamo per più di dieci minuti tra parcheggi e altre strutture aeroportuali che sembrano abbandonate. Alla fine la navetta ci scarica al teminal 2, davanti agli arrivi.
Affronto una fila tremenda per gli inutili controlli di sicurezza sopportando con pazienza zen tutti i cafoni che passano avanti perché “hanno un volo da prendere” (come se noi coglioni che stiamo in fila fossimo lì per qualche altro motivo).
Easy-jet terrorizza i viaggiatori dicendo che non aspetta nessuno e che bisogna essere al gate entro le 18.30. Sono le 18.00 e la fila è enorme quindi un po’ di apprensione è naturale.
Intanto sui tabelloni il volo per Roma è indicato come in partenza alle 18.55 (e non alle 19.00). Sono le 18.30 quando faccio passare il mio zaino contenente un deodorante liquido in bottiglietta da 200ml senza alcun problema sotto lo scanner. Tutti i cafoni che si sono scapicollati sono fermi davanti ai monitor che indicano il gate per Roma: Gate D. D e basta. Peccato che ci sono da D1 a D25. Sono le 18.45 quando finalmente decidono di imbarcare il volo delle 18.55 (ritardo garantito, ma ancora non annunciato). Le solite menate delle low cost ecc. ecc. Dovevo atterrare alle 20.05 sono atterrato alle 20.30.
Quindi ho impiegato lo stesso tempo dell’andata: dalle 17.00 alle 20.30. Solo che per tornare al centro di Roma dovrei prendere un altro treno il “Leonardo Express” (altri 11 euro) e mi ci vorrebbe almeno mezz’ora (se mi dice bene). Per fortuna abito vicino all’aeroporto e quindi questo problema non si pone.

Economicamente parlando:
Treno: biglietto urbano Roma + Frecciarossa + Biglietto urbano Milano: 1 +89 + 1 = 91 euro
Aereo: Malpensa express + volo Easy Jet + Leonardo Express: 11 + 87,50 + 11 = 109,5 euro

Tempi:
3 ore e mezza circa. Ma, mentre con il treno sono continuative (tipo potresti farti un sonno), con l’aereo sono frammentate in “eventi” da 45/50 minuti.

L’opinione di Doxaliber
Anch’io ho fatto il viaggio in andata in treno ed il ritorno in aereo.
All’andata avevo il posto prenotato e non ho avuto grandi problemi, ma sono stato fortunato. Come quando era partito mio fratello anche in occasione del mio viaggio le porte di alcune carrozze non si aprivano e quindi alcune persone che avevano prenotato il posto in realtà il posto non ce l’avevano. Io ho pensato: mi è andata di culo. Però a Brindisi il capotreno ci ha avvisato che a causa di imprecisati guasti avremmo dovuto cambiare treno a Bari. La prima cosa che mi ha sorpreso è l’incredibile pazienza dei viaggiatori salentini. Nessun urlo, nessun “lei non sa chi sono io”, ma solo tanta paziente rassegnazione unita al classico fatalismo meridionale. D’altro canto sono secoli che le cose vanno così e chi viaggia è ormai abituato al peggio. A Bari, naturalmente, ressa. Incredibilmente di nuovo porte che non si aprivano e, tra passeggeri che dovevano salire a Bari e passeggeri che scendevano dall’altro treno, non vi dico il casino. Io poi ero fortunato: un solo piccolo trolley, ma c’erano persone che avevano più di una valigia o valigie pesantissime. Dopo la solita battaglia per salire sul treno, che io conosco benissimo, riesco a riprendere posto a sedere. La prima scoperta: il cesso della mia carrozza è scoppiato, nella carrozza entra un tanfo indicibile, vomitevole.

Dopo aver fatto un viaggio che solo i deportati di Dachau avrebbero potuto invidiarci, finalmente arrivo alla stazione di cambio: Parma. Il treno ha un’ora di ritardo e quindi perdo la coincidenza. Sono già distrutto, ma in compenso la stazione di Parma è in rifacimento quindi è tutta chiusa. Esiste una piccolissima area di ristoro che però è stracolma di gente. L’aria è gelida ed io dovrei aspettare 2 ore per la coincidenza. Alla fine mettono un treno straordinario, ma scopro solo dopo che è un treno straordinario. Vedo sul display un treno per La Spezia in partenza che però non dovrebbe esserci, penso che se c’è sul display allora sicuramente non è un errore. Questo treno parte mezz’ora prima dell’altro. Mi infilo dentro e sento un sacco di gente che si chiede quali fermate intermedie farà. Neanche il controllore sa dirlo. Conferma soltanto che trattasi di treno straordinario. Qualcuno chiede: perché non lo avete annunciato all’altoparlante? Il controllore fa spallucce. Alla fine arriverò a La Spezia con 3 ore di ritardo ed un viaggio della durata totale di quasi 16 ore, distrutto.
Ritorno in aereo: mio fratello mi accompagna a Pisa, partiamo con ragionevole anticipo perché bisogna passare presso una zona che era allagata a causa del maltempo. Per fortuna non abbiamo problemi. All’aeroporto, avendo già fatto il check in online ed avendo solo bagaglio a mano, cazzeggio un po’ con mio fratello. Quando è quasi ora passo attraverso i controlli e saluto mio fratello. Effettuati i controlli giro per i negozi duty free dell’aeroporto ed attendo l’imbarco. C’è un ritardo perché l’aereo non è ancora arrivato. Alla fine ci imbarcano con mezz’ora di ritardo. L’aereo è piccolo, ma è comodo, si possono addirittura tenere accesi i cellulari (io li spengo ugualmente perché suppongo che le tariffe di chiamata siano esose). Durante il volo è una continua vendita: mangiare, sigarette senza fumo, lotterie, altri oggetti. Il personale è comunque gentile e non forza all’acquisto. Il viaggio è comodo e dopo un’ora e 20 di volo sono a Brindisi. Scendo dall’aereo e ad aspettarmi c’è la mia ragazza, non sono stanco e quindi ne approfitto per prendere un caffè con lei.
Nel pomeriggio esco nuovamente e mi godo l’intera domenica.

Aereo vince su treno 1000 a 1.

Quello che più mi colpisce dei treni è vedere che invece di un miglioramento c’è stata una regressione. Quando abitavo a Reggio Emilia uscirono i primi Eurostar. Erano rossi e bianchi ed io, che all’epoca ero costretto ancora a viaggiare su treni espresso a gasolio degli anni 50 (in legno con tanto di quadretti all’interno), mi chiedevo se avrei mai viaggiato su quei treni. Beh: dopo qualche anno la linea per Lecce fu effettivamente elettrificata e, dopo qualche altro anno, sulla tratta Lecce-Milano furono messi questi treni eurostar. La cosa bella non era tanto il risparmio di tempo, ma il fatto che finalmente la prenotazione fosse obbligatoria e quindi non si creavano resse assurde per riuscire a sedersi.

Ebbene, ad un certo punto questi treni li hanno tolti: la linea non è adatta ai treni ad alta velocità, dicevano, ma vi metteremo nuovissimi treni Eurocity.
Neanche a dirlo, i nuovissimi treni Eurocity sono i vecchissimi espresso che in alcuni casi non si sono nemmeno presi la briga di riverniciare. In compenso il costo dei biglietti è salito. Io per andare a La Spezia ho speso 100 euro. Con l’aereo? 10 euro, il 90% in meno!
Sui treni si legge di tutto: gente che ha preso i pidocchi o le zecche, alcuni hanno avuto infezioni della pelle, aria condizionata e riscaldamento che non funzionano, locomotive che si rompono. Viaggiare verso sud è davvero un’avventura.

Tuttavia io credo che ci sia anche un discorso regionale. Lecce è a tutti gli effetti una stazione terminale ed, in quanto tale, dovrebbe avere maggiore considerazione. Parliamo di una provincia con quasi un milione di abitanti e che, in quanto a numeri di turismo, è la prima della regione. Eppure l’autostrada finisce a Bari, l’elettrificazione l’hanno fatta 15 anni fa ed il 90% dei treni si ferma a Bari, nonostante i treni che partono da Lecce siano sempre stracolmi di passeggeri. Le ragioni di certe scelte non possono che essere politiche, non c’è bisogno di essere campanilisti per capirlo.

E voi, cosa ne pensate?

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