Diritto di Critica, Eccesso di Rappresaglia
5 aprile, 2010 di Laura Costantini
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Il potere di chi scrive e pubblica un articolo o di chi realizza e manda in onda un servizio televisivo dovrebbe essere proporzionale al senso di responsabilità e all’etica di chi esercita tale potere. Il condizionale è d’obbligo. E vado subito a spiegare con un esempio di questi ultimi giorni. Senza fare nomi e cognomi, c’è una donna di spettacolo con una carriera più che ventennale alle spalle: televisione e teatro, più il secondo che la prima. E’ una donna intelligente, preparata, bella. Madre di 4 figli e arrivata a 44 anni, questa signora non ha alcuna intenzione di andare in pensione e debutta con un musical dove si concede di apparire molto scoperta. Lo fa con eleganza, se lo può permettere, non esercita un diritto alla volgarità che sembra andare per la maggiore nel mondo dello spettacolo. Anzi, è talmente infastidita dalla volgarità, questa signora, da permettersi di esercitare un altro tipo di diritto sancito addirittura dalla nostra Costituzione: esprimere la propria opinione. Il problema è che la sua opinione su alcuni programmi televisivi, specificatamente domenicali, è tutt’altro che positiva. La signora non ha peli sulla lingua, dice nomi e cognomi e accusa un certo contenitore pomeridiano e la sua conduttrice di esprimere il peggio del trash(1).
È la sua opinione. L’intervista viene pubblicata e, ovviamente, non solo la conduttrice di quel programma, non solo la sua rete, ma tutta l’azienda televisiva cui fa capo si ritiene offesa e passa al contrattacco. Leggi il resto
Note
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