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Lettera Aperta al prof. Trento: Chiariamo la Posizione del Partito sulle Privatizzazioni

23 dicembre, 2010 di  
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani

Caro prof. Trento,

le scrivo per dirle che non sono d’accordo con quanto da lei scritto nell’articolo “Privatizzazioni contro parentopoli e scarsa efficienza”, pubblicato il 18 dicembre sul sito www.italiadeivalori.it.

Nell’ottica del dialogo costruttivo, credo sia necessario che ci confrontiamo su questi temi: diritto ed economia sono due facce della stessa medaglia.

In Italia centinaia di migliaia di lavoratori sono sotto ricatto a causa delle privatizzazioni, moltissimi hanno perso il posto di lavoro e tanti altri sono costretti ad accettare condizioni di lavoro meno favorevoli rispetto ai dipendenti del settore pubblico, perché ovviamente il privato fa ciò che vuole nella sua impresa, ferme restando le ipotesi di accertamento di violazioni delle norme di legge che non sono in grado di ripristinare una reale “Giustizia Sociale”.

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Interrogazione su esternalizzazione Fiat Pomigliano

7 agosto, 2010 di  
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani

Le squallide strategie di esternalizzazioni selvagge hanno raggiunto il livello di massima espressione con la fiat a Pomigliano. Non mi aspetto che il governo intervenga per limitare tali fenomeni, ma almeno adesso non sarà cosi’ facile fingere che il problema non esista. Mi rivolgo soprattutto a quella parte dell’opposizione che avrebbe potuto far qualcosa e non ha mosso un dito e, inoltre, alla lega che promette una società migliore, lontana dalle logiche di “Roma ladrona”: gli imprenditori e i lavoratori onesti del nord lo sanno che i loro soldi sono utilizzati per finanziare speculatori che ottengono fiumi di soldi pubblici per poi andarsene all’estero?
Lidia Undiemi

Atto a cui si riferisce:
S.4/03591 [Trasferimento dello stabilimento di Pomigliano d'Arco della FIAT alla neocostituita società Fabbrica Italia Pomigliano]

GIAMBRONE, CARLINO – Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico
Premesso che il trasferimento dello stabilimento di Pomigliano d’Arco (NA) della FIAT alla neocostituita società Fabbrica Italia Pomigliano presenta rilevanti questioni di ordine giuridico, sociale ed economico che richiedono l’intervento urgente da parte del Governo;

considerato che:

  • la dirigenza della FIAT dichiara di utilizzare in modo strumentale la cessione di attività tramite una società neocostituita, con l’obiettivo di aggirare il sistema di relazioni industriali vigente presso il cedente;
  • tale operazione, infatti, non si traduce in un effettivo trasferimento di azienda (dato che l’assetto di governo dell’impresa, l’imprenditore/datore di lavoro e la struttura d’impresa restano praticamente invariati) ma, in sostanza, Fabbrica Italia Pomigliano sarebbe stata creata per aggirare le tutele lavoristiche di natura sindacale;

si intravede, quindi, una violazione diretta della libertà di organizzazione sindacale sancita dall’art. 39 della Costituzione. Non è escluso che possa trattarsi di un vero e proprio atteggiamento antisindacale sanzionabile ex art. 28 della legge n. 300 del 1970, cosiddetto “Statuto dei lavoratori”, e, in ogni caso, non sembra possibile ravvisare un interesse datoriale tutelato dalla Costituzione che possa giustificare tale operazione societaria, dato che il trasferimento non si è concretizzato in una iniziativa economica (art. 41 della Costituzione), ma in un mero passaggio societario prevalentemente (se non esclusivamente) orientato a soddisfare interessi finanziari e non d’impresa;

si ricorda, inoltre, che l’ipotesi di simulazione e di frode alla legge in caso di trasferimento di azienda, attuato nell’ambito dei gruppi di società, si verifica anche quando si attua l’abuso di personalità giuridica ossia della alterità soggettiva che la creazione di una nuova società ha creato entro una entità soggettiva sostanzialmente unitaria;

a tal proposito, secondo la Corte di Cassazione (24 marzo 2003, n. 4274), in relazione al caso concreto bisogna rilevare l’esistenza di alcuni requisiti essenziali, fra cui: l’unicità della struttura produttiva e organizzativa, l’integrazione fra le attività esercitate dalle varie imprese del gruppo e il correlativo interesse comune e, soprattutto, il coordinamento tecnico e amministrativo-finanziario
tale da individuare un unico soggetto direttivo che faccia confluire le diverse attività delle singole imprese verso uno scopo comune;

il trasferimento attuato in favore di Fabbrica Italia Pomigliano, poiché totalmente soggetta al potere di Governo della controllante (avendo addirittura come amministratore delegato lo stesso Sergio Marchionne), supporta in modo determinante il carattere fittizio dell’operazione;

altra importante precisazione circa la genuinità dell’operazione è collegata all’assenza di una definizione giuridica di gruppo di società, cui attribuire dirette ed univoche responsabilità. Attualmente, il gruppo di società è sostanzialmente un’aggregazione di società formalmente autonome e giuridicamente distinte l’una dall’altra, ma tutte accomunate dall’assoggettamento al potere di direzione e coordinamento della società-madre (o capogruppo). Giuridicamente, specie in riferimento ai rapporti di lavoro, il gruppo di società non esiste, e non sussistono reali responsabilità in capo alla società controllante. Ad esempio, se una società controllata fallisce per colpa del mal Governo della controllante, non sussiste in capo a quest’ultima alcuna responsabilità diretta nei confronti dei dipendenti della società fallita, tranne che, appunto, non si dimostri l’intento fraudolento;

attraverso questi medesimi meccanismi è possibile spiegare la diffusione delle cosiddette società “a scatole cinesi” (la cui cellula fondamentale è rappresentata appunto dalla newco), le cui più chiare rappresentazioni sono date dai casi di esternalizzazione Agile (ex Eutelia), Omnia network, Numonyx, Telecom Italia,

si chiede di sapere:

se il Governo sia al corrente della situazione descritta;

in caso affermativo, se condivida le argomentazioni giuridiche sopra illustrate e, conseguentemente, quali interventi concreti intenda porre in essere al fine di assicurare l’effettiva garanzia dei diritti dei lavoratori, pesantemente compromessi dall’operazione societaria attuata dalla FIAT a Pomigliano;

quali azioni concrete stia ponendo in essere al fine di vigilare sui reali termini dell’operazione, poiché è anche possibile che il trasferimento non riguardi l’intera azienda, ma soltanto parti di essa o, addirittura, elementi passivi della capogruppo o di altre società controllate;

quali iniziative in ambito legislativo intenda porre in essere al fine di attuare una reale politica nazionale di contrasto agli abusi derivanti dalla pratica della costituzione delle cosiddette società “a scatole cinesi”;

se sia mai stata effettuata una indagine volta a verificare l’incidenza della proliferazione dei gruppi societari sulla pesante situazione occupazionale venutasi a creare negli ultimi anni;

quali strumenti di vigilanza stia ponendo in essere al fine di impedire che tali schemi societari siano finalizzati a far ottenere ulteriori finanziamenti pubblici a quegli stessi soggetti economici i quali siano corresponsabili della grave situazione occupazionale in Italia.

Progetto Politico Contro le Devastanti Politiche Di Esternalizzazione

Ricevo e volentieri pubblico questa nota di Lidia Undiemi che descrive un progetto politico di contrasto alle esternalizzazioni speculative.
Come già detto in passato, non ho difficoltà a considerare la flessibilità lavorativa come un valore produttivo nazionale che va incoraggiato e tutelato.
Quello che è intollerabile, però, è l’utilizzo criminale degli strumenti che regolano la flessibilità che portano a retribuire il lavoro come “a tempo indeterminato”, ma a trattare le persone come “liberi professionisti”.

La flessibilità è un valore che il dipendente offre all’imprenditore insieme alle sue conoscenze e come tale va retribuito come si retribuiscono le competenze. Questo vuol dire che un lavoro flessibile va retribuito in maniera più rilevante di un lavoro fisso.
Questo criterio, così semplice e naturale, è già ampiamente radicato nella mentalità comune.
A nessuno sembra assurdo pagare 100 euro al giorno per affittare una vettura che, magari, ne costa solo 10.000. E’ evidente che il vantaggio di poter usare una cosa e poi restituirla va retribuito a chi si assume l’onere di acquisire il bene, manutenerlo e renderlo disponibile a richiesta.
Chi conta di dover usare a lungo una macchina e intende averla nelle proprie disponibilità senza preavviso e senza prendersi il disturbo di affittarla, andarla a prendere e riconsegnarla, spende 10.000 euro e l’acquista. Nei dieci anni medi di vita, la macchina verrà a costare 10 euro al giorno invece di 100, ma ovviamente rimarrà in garage quando non serve e nei 10 euro al giorno saranno comprese le tasse e le spese di manutenzione.

Così, un lavoratore flessibile fa l’investimento di formarsi e manutenersi(formazione, esperienze, ecc.). Investimento che, come nell’auto a noleggio, va retribuito in aggiunta al servizio.
Chi aggira questa regola naturale e insita nel funzionamento del mercato compie un’azione criminale perché non solo condiziona il presente del lavoratore, ma mina il sistema previdenziale e, di conseguenza, l’intero tessuto produttivo.

A livello microeconomico è l’utilizzo improprio dei contratti a progetto a rappresentare l’abuso criminale. A livello di grandi industrie, il meccanismo passa attraverso le esternalizzazioni che portano a rendere flessibile un rapporto di lavoro fisso senza, però, pagare l’aliquota di compensazione testé descritta.

Questo saccheggio, al momento, è come un iceberg. Quello che si vede è solo una minima parte del pericolo incombente. Le forze politiche sono colpevolmente assenti. A questo punto possono essere definite complici in quanto molti partiti e sindacati hanno partecipazioni economiche consistenti in società che utilizzano la precarizzazione del lavoro.
Spero che questa iniziativa di Lidia, in ambito Italia dei Valori, non si limiti alla proposta e si concretizzi rapidamente in fatti visibili a tutti. Tutti noi abbiamo bisogno di punti di riferimento operativi. Se Lidia e l’IDV possono diventarlo, sarò felice di sostenerne l’azione.

Comandante Nebbia

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Esternalizzazioni: Il Sistema Telecomitalia

Nessuno può pretendere ragionevolmente di entrare nel merito di come venga gestita un’impresa a meno di non esserne, in qualche modo, parte. Il nostro, mi dicono, è un paese capitalista e la produzione è essenzialmente al servizio del profitto e non funzionale alla realizzazione del piano quinquennale per la vittoria del socialismo.

Nello stesso modo è evidente che il liberismo debba in qualche modo conciliarsi con la necessità di tutelare il tessuto sociale, fosse solo per preservane la capacità di produrre reddito.

E’ per questo che il regime d’impresa ed i rapporti tra l’imprenditore e le persone che con la loro attività contribuiscono alla produzione non sono (o non dovrebbero essere) lasciati completamente deregolamentati.Questo perché la legge possa offrire un supporto alle figure tradizionalmente più deboli in fase di contrattazione:  i prestatori d’opera.

Se è utile al profitto del singolo retribuire un servizio a seguito di un’asta al ribasso tra lavoratori, non è certamente funzionale all’equilibrio della comunità. Stiamo insieme per migliorare la nostra vita e questo non può avvenire attraverso una competizione basata sulla rinuncia invece che sulla qualità di ciò che si offre.

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Buone Notizie: Agile ex Eutelia, è Commissariamento!

20 aprile, 2010 di  
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani, Informazione

Eravamo rimasti in pochi a crederci, meno ancora disposti a combattere questa battaglia che va oltre la sentenza del Tribunale di Roma, di rigetto dell’allucinante concordato chiesto dall’azienda e che dispone il commissariamento straordinario per la Agile ex Eutelia.

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Agile Eutelia, Telecom Italia, Voicity Omnianetwork, Comdata e Trascom: Tutele Europee per le Esternalizzazioni

12 aprile, 2010 di  
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani

Giorno 14 Aprile alle ore 15.30, presso l’aula Magna della facoltà di Giurisprudenza di Palermo, si terrà l’incontro “Esternalizzazioni e tutela del lavoro: le possibili linee di intervento in ambito comunitario”.
Parteciperanno gli europarlamentari di Italia dei Valori Luigi De Magistris e Sonia Alfano, la responsabile nazionale del settore “Trasformazioni d’impresa e tutela dei diritti” di Italia dei Valori Lidia Undiemi e Lucia Castellana.

Si darà, inoltre, ampio spazio alle testimonianze di alcuni lavoratori coinvolti in politiche di esternalizzazione che hanno comportato la “precarizzazione” o addirittura la perdita di tantissimi posti di lavoro. In particolare, saranno trattati i seguenti casi simbolici di gestione dei lavori in outsourcing:

  • Agile/(ex) Eutelia/gruppo Omega;
  • Telecom Italia;
  • STMicroelectronics/Numonyx;
  • Apas;
  • Assistenza Tecnica Unificata (ATU) presso gli uffici giudiziari;
  • Voicity/Omnianetwork, Comdata e Trascom relativamente alle attività di call center.

Lo scopo dell’incontro è quello di individuare le possibili linee di intervento in ambito comunitario ai fini della concreta attuazione dei diritti dei lavoratori rispetto alle vicende circolatorie delle imprese. In questo contesto, il principale punto di riferimento normativo è la Direttiva 2001/23/CE in tema di “Mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di parti di imprese o di stabilimenti”.

In sostanza, cosa possono fare le Istituzioni europee nell’ipotesi in cui le tutele predisposte dalla legge comunitaria non trovano, di fatto, applicazione in uno o più stati membri a causa di distorsioni di mercato largamente diffuse?

E’ possibile seguire l’incontro su c6tv e iscriversi all’evento su facebook a questo link.

Lidia Undiemi: La Bella Ragazza che non Piacerà Mai a Berlusconi

Di Lidia Undiemi so poco, anzi quasi nulla. Sicuramente è una mia pecca, ma in questo caso non mi ha aiutato nemmeno la rete che generalmente è molto prodiga di informazioni per la gran parte inutili.
In qualche modo apprendo che si tratta di una dottoranda di ricerca presso il dipartimento di Diritto,Economia dei Trasporti e dell’Ambiente dell’Università degli Studi di Palermo (almeno questo al luglio 2008, plausibilmente ora il dottorando si è concluso). Probabilmente, almeno a quanto si legge qui, è Coordinatore IDV nel settore “Trasformazioni d’impresa e tutela dei diritti”.

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