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Ultimi Censori a Caccia D’autore

Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la mia vita affinché tu lo possa

dire…

(Voltaire)

Autori scomodi al potere: in arrivo un indice dei libri proibiti?

Nel Veneto hanno iniziato a circolare liste di proscrizione di autori sgraditi al centrodestra, dei cui testi vari amministratori locali avrebbero chiesto la rimozione da ogni scuola e biblioteca pubblica!

Primo in lista? Ovviamente Roberto Saviano!

Un recente servizio del Tg3, infatti, ha rivelato come nella biblioteca civica del comune di Preganziol (seguita a ruota da altre Amministrazioni) Gomorra (best-seller venduto in 2 milioni di esemplari solo in Italia e tradotto in 43 lingue nel mondo) è stato ritirato dagli scaffali!

La motivazione ufficiale del bando veneto sarebbe la necessità di una presa di distanza dai cd. autori pro-Battisti, firmatari nel 2004 di un appello per la liberazione di Cesare Battisti.

Autori che, in realtà, non hanno certo inneggiato al terrorismo, limitandosi piuttosto a sollevare dubbi sulla regolarità del processo -a loro dire, sommario- a carico del terrorista rosso e ad invocare un atto di clemenza in favore dello stesso per chiudere la pagina nera degli anni di piombo senza l’ostinata ricerca di capri espiatori.

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long night till tomorrow

Il Centro Direzionale di Napoli. Una Manhattan dei poveri progettata da un architetto giapponese e realizzata secondo gli standard costruttivi di Casal di Principe. Un luogo impersonale e remoto dove imperversa l’acciaio inossidabile arrugginito,non ci sono tre metri di pavimentazione integra e le cui scale mobili mai entrate in funzione e ora definitivamente vandalizzate conducono a parcheggi sotterranei inibiti a chi non è in grado di difendersi da un’aggressione fisica.

Il Centro Direzionale. Tre o quattro torri della Regione Campania affittate a costi paragonabili al PIL della Grecia. Le torri Telecom, Enel, Wind. La torre dell’AGCOM con i suoi comandi della guardia di Finanza e della Polizia Postale.
Il Centro direzionale. Le decine di piccoli uffici sorti per suggere l’umore mieloso che sgorga generoso dall’alveare pubblico. Centri per l’erogazione di corsi di formazione finanziati dalla regione o dalla comunità europea, società di consulenza informatica, urbanistica, legale, banche, finanziarie, consolati. Intorno, centinaia tra bar, ristoranti, pizzerie, negozi di abbigliamento e regali sempre brulicanti delle migliaia di impiegati che prendono il caffè, mangiano e comprano cose inutili.

di alesposit

Ci torno per tre giorni dopo due anni di assenza. Ne ho trascorsi diversi lì, ma ora lavoro altrove. Il primo giorno ho un’impressione, passo le ore libere dei restanti due per verificarla.
Per strada poca gente, molto meno di quella che ricordavo. Mancano sicuramente i ragazzi, i consulenti, i lavoratori a progetto.
Il venti per cento dei negozi sono chiusi, sbarrati. La totalità di quelli che vendevano cose inutili quali libri, dischi, regalini o gadget non esistono più. I ristoranti sono semivuoti. Nessuno nei tavoli all’esterno a godersi il bel sole d’aprile. Molti, da soli, mangiano panini seduti sulle panchine che danno sui giardinetti spellati pieni di merda di cane.
Poca gente anche al bar a dispetto della passione dei napoletani per il caffè.

L’unico posto che è rimasto simile a quello che ricordavo è il tabaccaio/ricevitoria. Fila per comprare le sigarette, fila ancora più lunga per giocare al lotto, al gratta e vinci o per giocarsi una “bolletta” alle scommesse. Resto qualche minuto e arrivano tre donne anziane. I numeri, il gratta e vinci, il superenalotto. Una dice di essersi trascinata fuori dal letto solo per giocarsi i numeri.

Incontro un amico che non vedo da tempo. E’ una persona per bene, un uomo onesto che ha sempre fatto il suo dovere. Mi racconta che la Telecom ha deciso di cedere il dipartimento in cui lavora e che questo preclude al licenziamento suo e di altre duemila e ottocento persone con l’escamotage della cessione del ramo d’azienda. Ha cinquanta anni, due figli adolescenti e, anche se non lo dice, si vede che ha paura. E’ un ingegnere elettronico, ma non sa cosa fare. O forse proprio perché è un ingegnere non lo sa. E’ nell’età nella quale ci vuole stabilità e invece deve ricominciare da zero come è successo ai suoi colleghi dell’Agile ex-Eutelia la cui sede deserta e sbarrata è a poche centinaia di metri a linea d’aria di distanza.

Ritorno a casa su un treno semivuoto. Devo cambiare carrozza perché qualcuno ha vomitato nel cesso e la porta non si chiude. Quando lo dico al ferroviere scuote la testa e passa avanti senza dire niente.

Ora si potrà comprare una cucina componibile o una nuova lavastoviglie con il contributo dello stato. Il Corriere, subito sotto il coccodrillo per Raimondo Vianello, dice che questo servirà per riavviare l’economia.
Bene. Bene.

Resistere e Sopravvivere

31 marzo, 2010 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest

30 marzo 2010

Oggi è una di quelle giornate nelle quali più forte sento di appartenere ad una città di mare. Il cielo è scuro. Solo a tratti si squarcia in rapide schiarite dove la luce calda si riflette sull’asfalto ancora lucido di pioggia. Il vento è fresco, teso, odoroso di paesi remoti ed invisibili. Il mare è livido, spumeggiante, infinito. Come sempre, severo ed indifferente.
Ho passato la mattinata seduto in un ufficio scalcinato. Le sedie sono quelle di formica dove non è possibile poggiarsi senza scivolare. Sull’atrio semivuoto affaccia uno sportello dove un impiegato annoiato fuma pigramente una sigaretta ignaro o inconsapevole di ogni forma di legge e di rispetto.
Fra le mani ho una cartellina piena di certificati dove si dice che mi sono fatto male, che non posso tornare al lavoro “fino a” e che sono in “inabilità con prognosi giustificata”.

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Leggere, Leggere, Leggere!

2 febbraio, 2010 di  
Archiviato in latest, Oltre le Righe, Strange Days, Sul Web

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Sono un po’ emozionato nello scrivere questo articolo, perché so già quello che vi sto per dire (strano!). E quello che vi sto per dire, o meglio proporre, è un’iniziativa che mi affascina tantissimo. Ho sempre letto, ma ultimamente (nell’ultimo anno circa) ho sentito il bisogno di possedere i libri che leggevo e di fare un percorso intelligente. Perché, sì è vero che qualunque cosa in qualche modo ti fa crescere, ma è anche vero che il tempo è limitato e che quindi per forza occorre imparare ad amministrarlo facendo scelte mirate. Io quindi mi sono fatto consigliare un po’ di libri e pian piano ho cominciato a delineare i miei gusti, non tralasciando comunque l’occasione di provare qualcosa di nuovo.

Ciò mi sta dando molte soddisfazioni, basti pensare che ad oggi, dall’inizio dell’anno, ho già letto 9 libri. E nessuno di loro mi ha deluso. Tutti mi hanno lasciato un’esperienza bella dentro che mi fa sentire meglio. Bene e questo è il punto uno.

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Mai Sfidare un Sociologo in Erba

Ieri si è concluso quello che, con ogni probabilità, finirà per essere il corso più pregevole della mia carriera universitaria. Sono triste, ma se non altro ho un quaderno pieno di appunti e divagazioni degne di nota, su cui tornerò nei momenti di sconforto.
In un oceano di spunti capaci di mettere in crisi chiunque, ieri il mio professore ci ha indicato una pista per certi versi meno spettacolare, che a qualcuno non suonerà nuova.

Molti si domandano perché l’Italia sia piena di bifolchi che, in risposta alla domanda -”Perché non legge neanche un libro all’anno?”, se ne escono con delle scuse pietose quali “Non ho tempo” e “Ho problemi di vista”.

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The Lazy Sunbathers

Talvolta mi fermo a riflettere e ricerco nella mia memoria il preciso istante in cui gettai le basi di quello che sono ora. Il momento di radicale mutamento in cui inconsapevolmente scelsi di martoriare il mio spirito fuori di casa e di nutrirlo di ambrosia entro i confini della mia collezione di libri e dischi.
Quando mi imbatto in una qualche giovine berica dallo sguardo brioso e osservo frasi di disprezzo per i libri e per la musica articolarsi sulle sue labbra provo smarrimento, terrore. In terra vicentina, come ben saprete, c’è ben poco da fare. Si può guardare la tv, andare a Sant’Andrea a non fare nulla, ascoltare cinquecento volte di seguito la stessa canzone di Rihanna e poco altro. D’estate poi, se non si è muniti di patente, è la morte.
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Editoria a Pagamento

3 febbraio, 2009 di  
Archiviato in Consumo CriticaMente, Informazione, latest, Leggere

Quando, all’incirca dieci mesi fa, ho iniziato il mio cammino nel mondo dell’editoria non mi sarei mai, mai aspettata di trovarmi di fronte certe situazioni a dir poco assurde. Quando ho scoperto che esisteva l’editoria a pagamento sono rimasta a dir poco basita; quando ho scoperto che c’era un ingente numero di scrittori che pagava per pubblicare ho rischiato di fratturarmi la spina dorsale cadendo dalla sedia.
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Caste, Conti, Baroni e Servi della Gleba

Nella letteratura italiana esiste un preciso filone artistico, un genere, che io, parafrasando un vecchio pezzo di Lameduck, definirei di “inchiesta pugnettistica”. Caratteristica comune di questo “movimento culturale” è quella di riscoprire ogni volta l’acqua calda, ribollire la solita minestra riscaldata e proporla alla pancia degli (e)lettori che, ancor prima di procurarsi il tomo in questione, sono già pronti ad urlare la loro indignazione ed il loro disappunto ad amici e parenti, nonché a discutere con altri e(lettori), punto per punto, ogni singola magagna enfaticamente descritta nel manuale pugnettistico in loro possesso.
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Nè lo Profondo Inferno li Riceve, ch’Alcuna Gloria i Rei Avrebber d’Elli

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Molti di voi mi criticheranno, riceverò commenti offensivi, come già accaduto, ne sono sicuro, oppure la mia proposta sarà ignorata, probabile. Almeno non sono solo, c’è anche Boris Borgato con me. Mi rendo conto che è un’iniziativa pericolosa, in questo campo fioccano le querele e gli insulti, non sarebbe la prima volta, ma perché tacere?

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Il Libro che Lava più Bianco

15 dicembre, 2007 di  
Archiviato in Cazzotti, Oltre le Righe

dash_bianco_marsiglia__276291.gifOgni volta che si parla di libri e di editoria, ricucito con diversa sintassi ma uguali contenuti, tanto da apparire come il restyling di un copiaincolla senza copyright a disposizione di tutti, viene lanciato l’allarme:
Il libro è diventato un prodotto del marketing e della pubblicità!
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