Default italia: la Nostra Colpa,la Nostra Svolta,il Nostro Essere.
3 settembre, 2011 di Andrea
Archiviato in Cuore di Tenebra
Appare sempre più evidente quanto la condizione politica, economica e sociale nel nostro paese abbia ormai raggiunto un “default” che va ben oltre il fallimento inteso come brusca fine del nostro Status quo. E vero, abbiamo perso molto negli ultimi 15 anni, per colpa di politici che ci hanno portato letteralmente via la libertà di parola, la sicurezza economica dei nostri figli, la possibilità di vivere in modo dignitoso grazie a un buon lavoro e poter pagare le tasse con la consapevolezza che quando saremo vecchi e malandati il nostro paese si prenderà cura di noi esattamente con lo stesso amore con cui noi ci siamo presi cura di lui per tutta la vita.
L’Inganno della Democrazia Italiana: Libertà Sociale
1 marzo, 2010 di doxaliber
Archiviato in Chiamiamola Economia, Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica, latest
Su Mentecritica abbiamo parlato spesso di libertà. In effetti basta effettuare una veloce ricerca per ottenere diversi articoli che in qualche modo trattano questo argomento. Io stesso qualche tempo fa scrissi un pezzo che, in sostanza, era un atto d’accusa contro coloro che abusano della parola libertà, svilendone il significato.
La libertà è senza ombra di dubbio un diritto a cui nessuno vorrebbe mai rinunciare, tuttavia la domanda che dovremmo davvero porci è: siamo davvero liberi? Quand’è che un uomo può dirsi libero? Abbiamo discusso spesso di libertà di satira, libertà di stampa, libertà di opinione, cercando di giungere ad opinioni condivise su quali sono i limiti oltre i quali la nostra libertà diventa un ostacolo per gli altri. Tuttavia una cosa è certa, tutti questi tipi di libertà sono succedanei alla libertà più importante di tutte: la libertà sociale.
Il Progetto per il Nuovo Web Italiano
19 dicembre, 2009 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cazzotti, Censura dell'Informazione, Cronache Italiane, latest, MenteCritica
Facebook e’ piu’ pericoloso dei gruppi degli anni 70. Il Presidente del Senato, Renato Schifani, non ha dubbi sul contenuto di alcuni messaggi che si leggono sul network americano. “Si leggono dei veri e propri inni all’istigazione alla violenza. Negli anni 70, che pure furono pericolosi, non c’erano questi momenti aggregativi che ci sono su questi siti. Cosi’ si rischia di auto alimentare l’odio che alligna in alcune frange”. ()

Il progetto del governo per il nuovo web italiano
Chissà dov’era Schifani negli anni 70. Forse a fare la pupazza di sabbia sulle spiagge di Mondello insieme a qualche altro basilisco amico suo.
Solo così si giustifica un’affermazione superficiale e irrispettosa come la precedente. Superficiale perché dimostra l’evidente ignoranza di chi l’ha pronunciata su argomenti come il web 2.0. Con quello che prendono come diaria, perché non pagano un tredicenne per farsi spiegare certe cose e farsi scrivere le dichiarazioni da fare su Internet?
Irrispettosa per chi negli anni 70 ci ha lasciato la pelle, per chi è rimasto a ricordare e per chi è ancora dietro le sbarre e non può dimenticare.
The Internet: Serious Business
10 settembre, 2008 di harlot
Archiviato in Democrazia e Diritti, Informazione, Sul Web

Se in questi giorni vi capita malauguratamente di passare per Cantù e di essere al contempo possessori di un blog o di un sito, vi conviene fuggire a gambe levate. E in fretta: da un momento all’altro può arrivare una al “numero verde” (il modo migliore per inaugurare la nuova Fase del Terrore: a quando le ghigliottine nell’agorà?) che vi dichiari clandestini; non clandestini extracomunitari, beninteso. Piuttosto, stampatori clandestini (1), pericolosi carbonari, propalatori di oscuri samizdat telematici volti all’eversione dell’ordine costituito.
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