B- Bankers
8 febbraio, 2012 di Lameduck
Archiviato in Cronache Italiane, Il Lavoro degli Italiani
«Gli italiani sono fermi, come struttura mentale, al posto fisso, nella stessa città e magari accanto a mamma e papà, ma occorre fare un salto culturale.» , ministro dell’Interno.
La Rivolta dei Taxi, dei Notai, dei Farmacisti, dei Commercialisti …
11 gennaio, 2012 di dellefragilicose
Archiviato in Cronache Italiane, Il Lavoro degli Italiani
Secondo e , i tassisti hanno un parlamentino. Non un parlamento, per carità. Un parlamentino, una cosa piccola, coccolosa, carina. Magari hanno anche un i ministerini, il governino e il presidentino del consiglio, forse proprio l’ormai celeberrimo Bittarelli, grande cultore della supercazzola e, di conserva, adattissimo a cotanto ruolo ( o ruolino) istituzionale.
Liberalizzazione Taxi: Tassisti Pronti alla Lotta
8 gennaio, 2012 di dellefragilicose
Archiviato in Censura dell'Informazione
A pallida imitazione dell’eccellente invenzione del nostro Serpiko, vi propongo una personale interpretazione di un’intervista a Loreno Bittarelli capo del sindacato URITAXI(1) letta sul Corriere on Line.
Tassisti pronti alla lotta:«Il governo rispetti gli impegni»
Bittarelli: «Liberalizzare i taxi vuol dire minore concorrenza, peggioramento del lavoro per i tassisti, maggiori costi e peggior servizio per l’utenza. Siamo contrari a ogni forma di liberalizzazione dei taxi perché l’esperienza di altri Paesi dimostra che ovunque si è liberalizzato il servizio, si è puntualmente verificato un accaparramento delle licenze da parte di chi ha maggiori disponibilità di capitali, creando così una sorta di oligopolio che ha condizionato il mercato, e non liberalizzato»
In pratica non è che ci preoccupiamo per i cazzi nostri. Stiamo difendendo i clienti, il liberismo e il mondo occidentale.
Note
- ma che bel nome per un sindacato. In genere le sigle dei sindacati fanno cacare, questa invece … [↩]
Articolo 18, una Presa per il Culo
21 dicembre, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Bacio della Buonanotte, Censura dell'Informazione
Su questo sito scrivono persone in gamba. Gente che non solo ha idee solide, ma che le sanno anche esporre con metodo, eleganza e erudizione. Scrivono così bene che io ogni volta che leggo un articolo mi persuado anche se c’è scritto esattamente il contrario di quello che ho letto cinque minuti prima.
La realtà è che sono un sempliciotto ignorante. Mi piace banalizzare, ridurre tutto a termini comprensibili per me e per quelli come me che si sono sempre chiesti perché cazzo Leopold Bloom passasse tanto tempo a farsi la barba.
E’ arrivata la befana
6 dicembre, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica, Il Lavoro degli Italiani
Sembrerebbe che la crisi abbia ristretto tutto, persino la categoria tempo: quest’anno la befana è arrivata con un mese d’anticipo con un bel carico di carbone per i cattivi (soprattutto lavoratori dipendenti e pensionati) e ricchi doni per i buoni (i più abbienti in genere, a partire dagli evasori). Dalle mie parti si dice: le chiacchiere fanno le chierchie, ma i maccheroni riempiono la pancia (nessuno sa cosa voglia dire esattamente chierchie, ma il concetto resta estremamente chiaro lo stesso).
Ieri sera mi sono ciucciato con l’ingordigia di un affamato bimbo di pochi mesi le copiose chiacchiere di Monti e della sua magnifica, perché magnificata, tecnostruttura, comprese le patetiche lacrimucce della Fornero, una via di mezzo fra libro Cuore e Pinocchio.
Una noia mortale, persino maggiore di quella procurata dai discorsi di fine anno, declinati regolarmente sulla retorica più trita dl Presidente della Repubblica di turno. L’Italia sta per affondare, ecco il decreto salva-Italia. Che l’Italia stesse per affondare lo sapevamo tutti, così come sapevamo che il nostro debito pubblico ammonta a circa 1.900 miliardi di euro e che da 10 anni vivacchiamo nella stagnazione a causa di una crescita pressoché ancorata allo zero.
Default Italia: La Soluzione Zeta
15 novembre, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Censura dell'Informazione, Cuore di Tenebra
Il bluff Monti è durato poche ore. Quando si gioca a poker è un rischio che si corre, specialmente se al tavolo ci si è fatta fama di coglioni sparaballe.
Ora si rincorrono tutte le interpretazioni possibili: Monti è l’incaricato della BCE per confinare all’Italia il disastro dell’Euro e pagare i debiti dei crucchi con le lacrime e sangue degli italiani, la democrazia è commissariata dalla finanza, se non si paga il debito non succede nulla.
Bene, bene. Anni di cazzate sulle scie chimiche hanno prodotto una forma di inferenza basata sulla dietrologia, sul segreto di Fatima dei poveri, sulla Grande Cospirazione. Proviamo a mettere un attimo da parte le “deduzioni” e guardiamo i fatti.
L’Italia è, per sua scelta, inserita in un sistema capitalista dove il liberismo non è un’opzione, ma un indispensabile strumento. Da vent’anni questa nazione, che riferita all’aspetto economico/finanziario è solo un sistema produttivo, non riesce a migliorare la sua potenzialità produttiva. Se si voleva il socialismo, bisognava mettersi d’accordo con Fidel, non con la Merkel.
Il re è morto, viva il re
12 novembre, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani
Che la festa cominci: libertà e perline colorate per tutti. Una volta si diceva “adda venì baffone”, ma gioivano solo i nostrani comunisti babbionizzati da una propaganda mistificatrice; adesso che sta arrivando Full Monty, tutti, ma proprio tutti, sembrano inebriati dall’estasi (o dall’extasy).
Non ho intenzione di venire alla festa, troverò una scusa, dirò che ho la febbre; sono disposto anche a fingere che sono in lutto stretto per la morte politica di un amico, ma alla festa non ci vengo. E, comunque, respingo fermamente l’accusa di essere prevenuto nei confronti del demiurgo, che non ha ancora preso il comando della nave, giacché questa, che dovrebbe essere logicamente una condizione sospensiva, viene disinvoltamente abrogata anche da quelli che festeggiano. Resterò da solo a casa “con le quattro capriole di fumo del focolare”, come “una cosa posata in un angolo e dimenticata”.
Eurodeliri
30 ottobre, 2011 di Lameduck
Archiviato in Censura dell'Informazione, Strange Days
Uscire dalla terza guerra mondiale senza entrare nella quarta
23 settembre, 2011 di ilBuonPeppe
Archiviato in Cronache Italiane, Meccanica delle Cose, Oltre il Confine
La guerra continua. Continua e si allarga. Dopo la Grecia, l’Irlanda, il Portogallo e l’Italia, . Qualcuno si è sorpreso, ma la verità è che di fronte al caos totale in cui viviamo, nessuno può considerarsi veramente al sicuro. Neanche la Germania, e qualcuno anche da quelle parti comincia a capirlo.
Nel frattempo in Italia si preannuncia la quarta manovra finanziaria del 2011; come era evidente anche ad un osservatore poco preparato come me, le precedenti non sono bastate. Come pure non basterà questa. E’ curioso come a nessuno venga il dubbio che se le manovre finanziarie non funzionano magari c’è da fare qualcos’altro, qualcosa di completamente diverso. O meglio, chi di dovere lo sa benissimo, però non ce lo dice perché evidentemente persegue fini diversi da quelli dichiarati; mentre noi, parco buoi, ce ne stiamo tranquilli nella stalla a muggire che “abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità” oppure che “abbiamo bisogno di meno stato” e così via.
Default Italia, 49 Giorni al Fallimento. L’Ideologia dell’Ineluttabile
22 settembre, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Chiamiamola Economia, Meccanica delle Cose
La grande crisi va modificando in maniera sempre più sensibile molti comportamenti nella vita quotidiana della maggior parte degli Italiani, soprattutto per quanto riguarda la costante contrazione dei consumi, in quanto strettamente relazionati al reddito e, quindi, alla capacità di spesa. Ma la naturale indisponibilità dei cittadini ad abbassare il proprio tenore di vita può essere derubricata a mera ritrosia (evitando una significativa sensibile reazione contraria) solo attraverso una paziente azione di convincimento, cioè dispiegando una sorta di ideologia dell’ineluttabile, fondata su pilastri concettuali semplici e facilmente assimilabili. Mi soffermerò su due di essi particolarmente interessanti.
Siamo vissuti al di sopra delle nostre possibilità.
In genere, quest’affermazione viene argomentata facendo riferimento allo sconcio delle pensioni d’anzianità ed, in particolare, alla legge vigente per lunghi anni in Italia che consentiva di percepire una sia pur modesta pensione a fronte di un tempo di lavoro insopportabilmente contenuto (15 anni 6 mesi ed 1 giorno). Ci sono, ovviamente, altri esempi di strampalate incongruenze che hanno prodotto un qualche aggravio sui conti dello Stato, ma si preferisce concentrare l’attenzione su questo argomento, perché, oltre ad essere oggettivamente di forte impatto, richiama una straordinaria carica d’ingiustizia, avendo cura di scaricarne implicitamente vantaggi e responsabilità sui lavoratori, intesi come classe sociale.
Default Italia, 71 Giorni al Fallimento: Nelle Mani di Imbecilli
31 agosto, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Cazzotti, Cuore di Tenebra
Prima la patrimoniale per tutti, poi quella ad personam, poi niente patrimoniale. Dentro pensioni, fuori iva e contributo di solidarietà, poi dentro l’iva e i contributi di solidarietà, ma solo per gli statali, non si sa per le le pensioni, .
Dite la verità, ma se aveste un po’ di quattrini da investire in titoli di stato, li mettereste nelle mani di questi imbecilli? E se foste dei cittadini tedeschi non mettereste le mani addosso alla Merkel se osasse spendere un altro euro per tenere in vita questa nazione di magnaccioni?
Il Default dell’Occidente, 83 Giorni all’Apocalisse
19 agosto, 2011 di grp
Archiviato in Cuore di Tenebra
Ci abbiamo provato, ma a giocare con il fuoco alla fine ci si scotta. Quando si prende una strada si deve avere lo stomaco di percorrerla fino in fondo. Il tentativo di conciliare il Capitalismo con il Cristianesimo, l’accezione Calvinista che vede la ricchezza ed il benessere come un premio che Dio attribuisce all’uomo virtuoso e laborioso, non ha funzionato.
Non si può perseguire il profitto “eticamente” se non si hanno dei valori condivisi. Un prodotto che costa di più solo perché è realizzato rispettando la natura ed i diritti di chi lo produce è destinato al mercato di nicchia delle madame dal mignolo alzato. Vende chi produce cose che funzionano a prezzi bassi. L’acquirente, la massa degli acquirenti non le madame, se ne fottono di come è fatto, dove e da chi. Guardano solo il cartellino del prezzo.
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Guerre di distrazione di massa
17 agosto, 2011 di Lameduck
Archiviato in Censura dell'Informazione, Oltre il Confine, Strange Days
La crisi è solo una scusa
14 agosto, 2011 di Lameduck
Archiviato in Censura dell'Informazione, Chiamiamola Economia, Consumo CriticaMente, Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani
Ha ragione . Questa è una guerra dichiarata dal potere finanziario al mondo intero, voluta da chi vorrebbe far pagare le crisi che si susseguono a ripetizione negli ultimi anni ad interi popoli che non ne sono responsabili. E’ una guerra iniziata non meno di dieci anni fa, visto che il grande pretesto, la nuova Pearl Harbor dell’11 settembre servì per mettere una bella pezza al possibile botto finanziario americano previsto già nel 2001. Seguirono le varie bolle speculative, i noti fatti di Lehman-Brothers e Obama che correva in soccorso ai banchieri a spese del contribuente americano.
Mi sorge una domanda a questo punto: e se queste stramaledette banche d’affari le avessimo lasciate fallire come meritavano sarebbe stato un male o un bene? In fondo, salvandole, abbiamo stabilito uno sciagurato precedente, e cioè che le manovre speculatorie e terroristiche dolose – perché ci credo poco che siano errori di valutazione, quella è gente che non sbaglia – delle banche d’affari possono essere ripianate con i soldi pubblici, cioè a spese dei cittadini. Con il senno di poi questo salvataggio statalista dell’interesse privato appare sempre più una sciagura. A meno che non fosse parte del big plan.
Libertà di licenziare il fallito e il suo fiscalista
13 agosto, 2011 di Lameduck
Archiviato in Censura dell'Informazione, Cronache Italiane
Per una volta sono d’accordo con Tremonti. Bisogna avere le mani più libere nel licenziare in questo paese. Soprattutto e, per primi, vanno licenziati il fallito ed il suo fiscalista.
Come premessa bisogna dire che il fallito ed il fiscalista di cui sopra sono solo dei volonterosi carnefici, i sonderkommando della situazione. Stanno solo eseguendo gli ordini di un’oligarchia sovranazionale con caratteristiche di associazione per delinquere di stampo mafioso e terroristico che, rifiutandosi di accettare che il capitalismo per come lo conosciamo è ormai un cadavere gonfio e puzzolente che butta fuori da tutti i buchi, assassinato da quella neoplasia maligna che si chiama neoliberismo, crede di salvare il proprio potere corrotto cancellando tutto ciò che di diritti dei lavoratori e walfare state è rimasto nei nostri paesi.
Articolo 81, Articolo 41 e Statuto dei Lavoratori
12 agosto, 2011 di redazione
Archiviato in Censura dell'Informazione, Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani
Luciano Gallino: «Toccare lo statuto è una regressione giuridica»
intervista di Tonino Bucci
Uno spettro si aggira nel mondo, il double dip. In gergo finanziario indica la rappresentazione grafica della recessione a forma di W, quella più temuta, composta da due tracolli in successione. Crisi, ripresa, nuovo crollo. La storia novecentesca del capitalismo non dovrebbe farlo dimenticare. Anche la catastrofe del 1929 si manifestò in pieno dopo quattro-cinque anni. In un primo momento la risposta in America fu improntata alle ricette tradizionali: salvataggio delle banche e messa in sicurezza del sistema finanziario. Solo dopo venne il New Deal di Roosevelt, un piano di massicci investimenti pubblici dello stato e una riforma fiscale con imposte per i ceti ricchi. Oggi, stesso film. La risposta dei governi alla crisi globale negli ultimi tre anni non è uscita fuori dagli schemi tradizionali. Le ricette di cui discute anche il governo italiano – pareggio di bilancio, tagli alla spesa pubblica, riforma del mercato del lavoro – accelerano gli effetti recessivi. Dai recinti del neoliberismo non si esce, la dottrina ufficiale è che «l’indebitamento eccessivo è sempre seguito da almeno un decennio di bassa crescita, in cui consumi e investimenti languono e la disoccupazione resta elevata» (Sole 24 Ore di ieri). Ma davvero è così? Ne parliamo con il sociologo Luciano Gallino.
Default Italia: 97 Giorni al Fallimento: Il Capitale è Morto, ma il Mondo Ancora lo Ignora
5 agosto, 2011 di Daniela Tuscano
Archiviato in Border Zone, Chiamiamola Economia, Cuore di Tenebra
È, decisamente, l’estate delle sorprese. Il giovane segretario (…) del Pidielle, l’ex ministro enfant prodige Angelino Alfano (il quale, con raro senso di modestia, ebbe a dire: “Mi considerate troppo giovane? Ricordatevi di Bob Kennedy”) s’è infatti rivelato “nientepo podimenoché” un pugnace comunista. Anzi, un umanista a tutto tondo . Sentite cos’ha dichiarato l’altro ieri in Parlamento: “Da quando in qua sono i mercati che scelgono i governi? Da quando in qua la tecnocrazia s’impone sulla politica? Noi crediamo all’antico e sempre valido criterio per cui spetta ai popoli designare i loro rappresentanti!” (a seguire, scroscio di applausi e di vistosi cenni d’approvazione col capo da parte dei notabili del partito).
Poteva il suo vecchio mentore essere da meno? Nossignori. Non poteva. E infatti ecco uno dei giornali di famiglia spiattellare la clamorosa notizia: “Silvio sfida i mercati”. Incredibile! Già lo immaginiamo, il Cavaliere lancia in resta contro i poteri forti, contro i regimi plutocratici e reazionari che umiliano il “popolo” (o queste definizioni appartenevano a qualcun altro, anch’egli apprestatosi a dichiarare qualche guerra?…). I mercati come il male assoluto, la “tecnocrazia” il nuovo nemico da abbattere. Sono diventati umanisti: evviva!
