Leggere, Leggere, Leggere!
2 febbraio, 2010 di albyok
Archiviato in Oltre le Righe, Strange Days, Sul Web, latest
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Sono un po’ emozionato nello scrivere questo articolo, perché so già quello che vi sto per dire (strano!). E quello che vi sto per dire, o meglio proporre, è un’iniziativa che mi affascina tantissimo. Ho sempre letto, ma ultimamente (nell’ultimo anno circa) ho sentito il bisogno di possedere i libri che leggevo e di fare un percorso intelligente. Perché, sì è vero che qualunque cosa in qualche modo ti fa crescere, ma è anche vero che il tempo è limitato e che quindi per forza occorre imparare ad amministrarlo facendo scelte mirate. Io quindi mi sono fatto consigliare un po’ di libri e pian piano ho cominciato a delineare i miei gusti, non tralasciando comunque l’occasione di provare qualcosa di nuovo.

Ciò mi sta dando molte soddisfazioni, basti pensare che ad oggi, dall’inizio dell’anno, ho già letto 9 libri. E nessuno di loro mi ha deluso. Tutti mi hanno lasciato un’esperienza bella dentro che mi fa sentire meglio. Bene e questo è il punto uno.
Lo Scorrimento Ignorante
9 maggio, 2009 di Luca Gaigher
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Il tempo, si sa, passa in molti modi. Gli stoici distinguevano kronos e aion (so che mancano degli accenti, delle fregnette, ma ora non mi va di andare a pescarli/e); e l’uno è il tempo in cui passato e futuro sono dimensioni relative al presente; l’altro invece è il sempressente, il perpetuo divenire o simili. A questo genere di riflessioni, che non fanno che mettere in luce la mia impreparazione filosofica, ho già dato uno sfogo altrove.
Ma stamane, col bel sole che c’è e la gatta ingorda, grassa e già mangiata che tenta di corrompere il sottoscritto suo nutricio ad un fuoripasto con un paio di squallide allisciate (rileggetemi, vi prego, e capirete il senso del periodo. non del periodo storico, ma della frase, intendo, della frase che ho appena scritto), ecco, dicevo, stamane, col bel sole che c’è eccetera io vorrei parlare, ancora una volta, del tempo. Il tempo passa in fretta, questo è l’unico punto di vista che abbia un riscontro statistico vicino all’unanimità tra gli ultraventenni.
Sofofilia
1 aprile, 2009 di Luca Gaigher
Archiviato in Leggere, Posti Sul Web, Rassegna Stampa, latest
Bisognerà, qui, introdurre un discorso attorno ad una filosofia che intenderei attuare: la filosofia delle due variabili universali. Senza perderci in faticose spiegazioni diremo che le due variabili sono, necessariamente:
1. Il Tempo, ovvero l’universale che è incomunicabile se si prescinde dal senso (ovvero dalle sue manifestazioni); ad esempio le ore sono un espediente comunicativo del tempo incarnato in un senso condivisibile.
2. Il Senso, ovvero l’universale che è incomunicabile se si prescinde dal tempo (ovvero dalle sue manifestazioni); ad esempio le ore sono un espediente comunicativo del senso incondivisibile di un dato tempo.
Amore Passeggero
14 febbraio, 2009 di Jules Winnfield
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest
Il mio è un lavoro sporco. Di quelli che qualcuno deve pur fare. Oggi sono salito su un treno per osservare la mia preda, aspettando il momento giusto per agire. Aveva dei bei riccioli morbidi color mogano, un nasino sottile e un cerchietto d’argento sul sopracciglio sinistro che rifletteva la luce del sole al tramonto. Parlava al telefono.
Non puoi immaginare cosa m’è successo! … no, no… no, non c’entra niente. Ascolta: stavo camminando mentre leggevo il libro… sì quello di Baricco… (ride) sì infatti ad un certo punto vedo la punta di queste scarpe, allstar, e penso “ecco adesso vado a sbattere!” invece (guarda fuori) invece vedo che c’è questo ragazzo che sta leggendo anche lui e si sposta… Lì per lì non ci penso ma dopo qualche passo mi giro. S’è girato pure lui! Stavamo leggendo lo stesso libro, lo stesso sì! Anche allo stesso punto, ti rendi conto? … no, non ci ho parlato… sì, allo stesso punto, più o meno, ho visto quante pagine… no, non lo conosco… sì.. era carino, piuttosto alto con gli occhialetti da intellettuale… … … e che cosa abbiamo fatto poi? niente. Cosa dovevamo fare? Io non riesco ancora a crederci… non lo so… sì, non è della mia facoltà, credo. Però sicuramente viene all’università… come? va bene, va bene, ci sentiamo dopo. Dovevo troppo raccontarti questa cosa! ciao ciao.
Ha infilato il telefono nella borsa e tirato fuori il libro, che non ha aperto. Come per cacciare un improvviso brivido lo ha stretto al petto guardando il mondo oltre il vetro sporco. Il sole era sparito definitivamente dietro ad un palazzo, la metropolitana vomitava altri passeggeri nella nostra carrozza. Avrei dovuto agire in fretta ma sono rimasto come paralizzato a guardarla. Era raggiante, l’unica figura a colori in un mondo grigio. Avrei dovuto fermare il suo giovane cuore ma non ce l’ho fatta. Sarò punito duramente per questo ma non mi importa. Già so che quando i miei occhi ciechi si inabisseranno nelle profondità dell’Acheronte la profondità di quello sguardo d’amore mi darà la forza di sopportare il mio supplizio.
Publio Virgilio Marone (Bucoliche X, 69) L’amore vince ogni cosa, anche noi cediamo all’amore.

art by Gandreidh
I Novelli Assassini
14 dicembre, 2008 di Saint
Archiviato in Il Futuro è nei Giovani, Strange Days
Tra le dune del deserto la notte è squarciata dalla strenua lotta di due entità irrazionali e disumane. Una è china sulla sabbia, sempre sul punto di crollare, la bava alla bocca per lo sforzo e l’astinenza. Nella mano stringe un coltello d’oro incrostato del sangue di un re.
Art by Doodah
Vacanze Trevigiane (Treviso a Cattivo Gioco)
7 ottobre, 2008 di diabolicomarco
Archiviato in Caffè nel Deserto, Strange Days
Non avevo idea di dove fosse Treviso, della sua storia. Di alcune città hai un’idea o un ricordo particolare anche se non ci sei mai stato. Non dico che certe convinzioni infondate abbiano un senso, però ci sono. Di Treviso niente. Un’impressione condivisa dalla maggior parte degli altri romani che ho consultato a proposito. Da tutti quelli che erano con me, sicuramente.

Pensieri Oziosi di un Operatore Stanco
25 settembre, 2008 di ilBuonPeppe
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani
Sono circa le tre di giovedì mattina, manca ormai solo un’ora alla tanto sospirata uscita. Sono una delle poche forme di vita presenti in questo maledetto posto, praticamente l’unica.

Sala macchine, 36 metri per 16 disposti su un pavimento rialzato e chiusi sotto un soffitto ribassato. Ogni tanto una colonna in cemento armato che regge il tutto.
Bologna, l’Insonnia e l’Insolito
Dormire solo dall’una alle tre di notte la sera prima di un esame, ma non per l’agitazione, per altri pensieri; continuare a bere e continuare ad avere sete; farsi una doccia di notte nel tentativo di addormentarsi peggiorando così la situazione; rialzarsi, disegnare il progetto per una casa, tornare a letto senza risultati e accorgersi quindi verso le sei che sta ricominciando a piovere.
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Asiago, 1921-2008
19 giugno, 2008 di Daniela Tuscano
Archiviato in Veri Uomini
Nell’estrema naturalezza del suo ciclo vitale, Mario Rigoni Stern era, è, continuo, circolare, infinito. Prosegue il viaggio, solcando lande d’un rosa bigio, preannuncianti lo stupore delle aurore slave. Ma Mario era, è, soprattutto tundra, inverno, come ha notato Paolo Rumiz su “Repubblica”. L’ultima volta che l’ha visto, stringendo la sua mano ancor salda e scabra, ha avuto la percezione che stesse tramutandosi in bosco. Muschio, guazza, foglie bagnate, frulli di passeri, frugalità di camini accesi, questo e molto altro è stato Mario. La sua elementarità spaziale aveva un sentore cosmico. Una vicinanza biblica con la terra, permeata da un misterioso Tao. Mario era restituzione, senso della precarietà e roccia verso l’orizzonte. Saperlo lì, nel suo Veneto rorido di cielo, confortava. Dava la certezza del compattarsi del tempo, della regolarità del vivere, della rappacificazione col creato.




