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Mario Monti: Funerale Senza il Morto

10 novembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti

Che questo fosse il “governo degli annunci” lo sapevamo già, sono 17 anni che vive di annunci. Annunci che gli italiani si sono bevuti sempre allegramente, senza poi preoccuparsi di andare a verificare, a posteriori, se a questi fossero seguiti dei fatti. Strana gente gli italiani…
Non stupisce quindi che anche per la sua (definitiva?) dipartita ricorre alla tecnica dell’annuncio: il governo si dimetterà tra qualche giorno. E intanto? In questo (breve?) lasso di tempo ci cucinerà la legge finanziaria, un piatto già annunciato come assai indigesto. Sono pronto a scommettere che dentro ci finiranno cose inimmaginabili, oltre che completamente estranee al bilancio dello Stato, utili a sistemare gli ultimi affarucci di Sua Bassezza. Ma io sono cattivo e penso sempre male, quindi non faccio testo.
Resta da vedere come voterà la (presunta?) opposizione, dal momento che, con i numeri visti alla Camera martedì, il gioco è in mano loro: se voteranno a favore avranno garantito la buonuscita di Berlusconi, se voteranno contro gli assicureranno un altro po’ di tempo a palazzo Chigi. Probabilmente ha ragione chi vede nell’annuncio delle dimissioni la trappola perfetta: alla faccia di chi pensa che il soggetto non sia un politico capace.

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E la Gelmini ci Fece Vedere una Tetta

E’ del 6 novembre l’approvazione di un simpatico decreto legge targato Gelmini recante “Disposizioni urgenti per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca”.
Vergine pressocché al 100% di qualsiasi analisi dettagliata e critica da parte dei nostri media, questo decreto è stato perlopiù grossolanamente salutato come un temperamento della legge 133, una specie di gentile concessione berlusconiana al dialogo con l’opposizione ed alle pretese chiassose degli studenti.
Vediamo un po’ di verificare la tenuta di queste macroscopiche cazzate.

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Il Quadro

24 ottobre, 2008 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia, Oltre il Confine

Oggi voglio dipingervi un quadro. Non vi piacerà. A me non è piaciuto quando ne ho messo insieme tutti i colori. Sono colori cupi.

Cominciamo dai dettagli locali, gli stessi che ho messo insieme per arrivare a quelli globali e quindi all’idea che sto per esporre.

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Lavoro: Sono Passati Sei anni. E’ Cambiato Qualcosa?

Sei anni fa il quotidiano “Il Mattino” del 20.07.2002 pubblicava la seguente lettera:

“E va via anche il sogno di una vita normale. Chi non c’è dentro non lo può capire. Può sforzarsi forse. Questo si. Ma senza arrivarci. Vedo volar via gli anni migliori della mia vita…e con essi anche quei piccolissimi sogni di pezzi di una vita di cui assaggiamo solo qualche briciola. Questa maledetta mancanza di un lavoro certo, che faccia da faro, da guida, da punto di riferimento, da volano per far girare una vita che di vita non ha più niente. Vedo andar via anche la possibilità di costruire una storia vera con una donna…, con una donna che potrei amare…, ma che non riesco a fare. No, perchè la testa è sempre, costantemente altrove. Perchè sai, dentro di te, che darle solo dell’affetto non serve a niente. A niente. Anzi è peggio. La illudi. E continui a pensare…”vabbè, ma domani…” e intanto i tuoi “domani” stanno riempiendo il tuo cielo di speranze senza stelle. Cammini su di un tappeto fatto di illusioni amare, che ti inaridiscono anche l’anima. Chi non c’è dentro non può saperlo. No. Svegliarsi e non trovare un senso. Avere come certezza le proprie lacrime ormai asciutte. Sta andando via tutto così. E come per me purtroppo per tanti. Tantissimi. Ma che ne sapete. E non ti va di parlarne. Anzi. Ti nascondi dietro ad un’apparenza di sottile soddisfazione. Ma ingoi. Ingoi gli ultimi sorsi secchi di una dignità morale che fa a pugni con la realtà. E domani…chissà se avrò ancora una volta voglia di riaprire questi occhi per guardare al nulla…”(Massimiliano Giovine).

Il giornalista, cui era diretta la lettera, scrisse di non saper rispondere. Gli disse solo di non disperare e “continui, continui a darsi da fare. Non può andare sempre così”.

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I Mercoledì dal Parrucchiere (riflessioni in forma di dialogo)

30 luglio, 2008 di  
Archiviato in Leggere

-          Hai sentito?
-          Cosa?
-          La maggioranza è andata sotto.
-          Sotto cosa?
-          Sotto-sotto….si insomma, è andata in minoranza durante una votazione del mille proroghe
-          Del “mille” che?

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Speciale Finanziaria 2008/2009: Impronte digitali, dal Mito alla Realtà

30 luglio, 2008 di  
Archiviato in Cronache Italiane

La biometria è la scienza che studia l’utilizzo di caratteristiche fisiche per l’identificazione di una persona.

Le impronte digitali come metodo per l’identificazione di una persona sono state a lungo studiate.

Recentemente il governo ha affermato che entro il 2010 le nostre carte d’identità conterranno le nostre impronte digitali per poter meglio identificare le persone e dare maggiore sicurezza.

Purtroppo ciò non è assolutamente vero e nel resto dell’articolo vedremo perché, prima però diamo una breve introduzione ai metodi oggi usati per l’archiviazione e il confronto delle impronte digitali

Qui sopra potete osservare una tipica impronta digitale con i nomi di diverse minuzie ossia i particolari che vengono usati per il suo riconoscimento.

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Speciale Finanziaria 2008/2009: S.O.S. Università

Questo mio avrebbe voluto intitolarsi: L’Asse Tremonti/Brunetta/Gelmini. Ovvero, la supernova che rischia di spazzare via il diritto allo studio degli italiani, mettendo in fuga gli ultimi cervelli nostrani verso paesi in odor di civiltà.

Ma era troppo lungo.

Il giorno 22.luglio.2008 è stato partorito il Lodo Alfano, dopo soli 25 giorni di gestazione e senza neanche un minuto di travaglio, esclusa quella piccola doglia di Piazza Navona dell’8 luglio scorso. Questo nuovo nato ha due grandi responsabilità: la prima è di aver vanificato la sostanza dell’art.3 della Costituzione, che riconosceva i cittadini tutti uguali dinanzi alla Legge; la seconda è aver offuscato a dovere un altro avvenimento in corso alla Camera in questi giorni: la fiducia al D.L.112/2008 perfettamente esposto su MC e finalizzato -tra le altre tragiche cose- allo stralcio occulto dell’ingombrante art.9 secondo cui la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

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Speciale Finanziaria 2008/2009: La Normalizzazione dell’Inganno e l’Impegno Personale

30 luglio, 2008 di  
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani

Prima la norma sulle vertenze dei precari e l’abolizione degli assegni sociali a meno di specifiche condizioni, poi il dietrofront. Modifica del provvedimento sugli assegni e variazione nella norma relativa ai precari. Sarebbe troppo chiedere a dei professionisti di essere, anche per poche ore, coerenti con se stessi?

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Speciale Finanziaria 2008/2009: Analisi e Previsioni

30 luglio, 2008 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia, Il Bello della Politica

A chi mi segue da un po’ sarà chiaro che sono un “dietrologo”.
Nel senso che, seguendo da 10 anni il gioco del potere internazionale e nazionale, ormai sono giunto alla conclusione (provvisoria, come ogni conclusione, ma finora regge) che ogni iniziativa politica ha sempre ben più di un motivo e senz’altro più di uno scopo. Quindi può darsi che si scriva una legge per uno scopo dichiarato e che poi questa legge faccia dei danni enormi allo stato di diritto o all’economia, e il politico si trinceri dietro un “ma io l’ho fatta per questo e quest’altro motivo”. Come se non fosse sua responsabilità pensare alle conseguenze. Quelle imprevedibili no, nessuno pretende miracoli, ma almeno quelle prevedibili persino da me…
Il problema è che alcuni scopi e motivi si possono, anzi si debbono dire. Altri no, o il popolo bue potrebbe subodorare.
Persino noi italiani.
Guardiamo alla finanziaria (qui il testo completo)

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Norma Anti Precari: Il Trionfo degli Sciacalli di Marco Biagi

29 luglio, 2008 di  
Archiviato in Il Bello della Politica, Il Lavoro degli Italiani

Ho scritto più volte che l’assassinio di Marco Biagi, al tempo in cui avvenne incomprensibile ai più, ha fornito un alibi potente per introdurre nel nostro paese una normativa sul lavoro a tempo determinato che, lungi dal garantire maggiore flessibilità al mercato, ha legalizzato in via definitiva il lavoro a cottimo e il caporalato.

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Le Belle Lettere Italiane: Caro Renato Brunetta

22 luglio, 2008 di  
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani

Gentile ministro Brunetta
non ho alcuna simpatia per il governo del quale Lei fa parte ma questo non mi proibisce di scriverLe per cercare un chiarimento circa le iniziative che La stanno rendendo tanto popolare.
Da sempre gli italiani hanno visto i dipendenti pubblici come una categoria di scansafatiche protetta e tutelata da contratti inattaccabili, dirigenze conniventi e sindacati potenti. In quest’ottica, un ministro che promette tempi bui per le mele marce che godono di uno stipendio erogato dallo Stato ottiene il plauso di tutti, anche se le sue iniziative non sono proprio chiarissime. Almeno per me che ho bisogno di un po’ di tempo per capire. Abbia pazienza, sono uno statale anch’io.

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Mentre noi Parliamo di Pompini Qualcuno si sta Facendo l’Italia

E’ la solita storia; dovremmo averlo imparato ormai, ma noi imperterriti continuiamo a cascarci. A Roma direbbero che “semo de coccio”. Per settimane siamo stati tutti impegnati a parlare dei (presunti) servigi sessuali che alcune piacenti signore hanno offerto all’attuale capo del governo; servigi di cui si parlerebbe in intercettazioni che nessuno ha mai visto né sentito. Pompini (chiamiamo le cose col loro nome, a rischio di essere brutali) grazie ai quali, secondo le malelingue, queste signore sarebbero poi state nominate ministro.
La cosa squallida non è tanto il fatto, reale o presunto che sia, in sé, ma che a mettere in circolazione queste storie sia stato (indirettamente, è ovvio) il diretto interessato, il fruitore stesso di tali discutibili prestazioni. Ma perché mai avrebbe fatto una cosa del genere? Perché sottoporsi, lui e le suddette signore, al linciaggio morale della piazza? Perché ridurre la sua immagine a quella di un vecchio porco capace di ogni bassezza?

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Il Ministro Brunetta ci Fa o ci Sta…

21 luglio, 2008 di  
Archiviato in Cronache Italiane

Non mi ricordo il nome del ministro Brunetta. L’ho cercato su tutti i giornali, ma non mi risulta. Quando si scrive di lui, tutti dicono solo il ministro Brunetta…Ma dico io, già è corto, ora gli togliete anche il nome, volete proprio farlo sparire?

Forse a volerlo togliere dalla scena politica italiana sono milioni di dipendenti pubblici, perché secondo lui sono loro la rovina dell’Italia. Potrebbero anche riuscirci se preso per il verso giusto. Per adesso è lui a tenere il coltello dalla parte del manico: ah, se gli si ritorcesse contro! Non lo dico io, ma i dipendenti pubblici. Io sono pensionato!

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