
Napoli, nei pressi della stazione centrale. 16 settembre 2008
Il lavoro, nella sua accezione più nobile, è il mezzo attraverso il quale le persone possono usare il loro talento naturale per segnare il proprio passaggio nella vita e garantirsi un’esistenza piena e soddisfacente con beneficio per se e per gli altri.
Viceversa esso può essere una condanna attraverso la quale un uomo può trovarsi imprigionato in una condizione di schiavitù mentale o fisica.
Fra questi due estremi, come sempre, c’è un’infinità di di rappresentazioni fra le quali, apprendo con compiaciuta sorpresa, le “work exsperience” per gli ex detenuti facenti capo all’Unione Disoccupati Organizzati.
















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